mercoledì 25 marzo 2026

"Noi viviamo finché c’è qualcuno che ci ama": Galimberti e la crisi delle emozioni oggi

"Noi viviamo finché c’è qualcuno che ci ama", il pensiero di Galimberti su amore, solitudine e crisi delle emozioni nella società di oggi


Galimberti e la crisi delle emozioni: cosa sta succedendo davvero
Viviamo in una società sempre più orientata alla produttività e alla performance, dove rischiamo di perdere di vista ciò che ci rende davvero umani. Per Umberto Galimberti, il problema nasce quando la logica della tecnica e dell’efficienza invade tutta la nostra vita e riduce lo spazio dei sentimenti. In questo schema conta soprattutto ottenere il massimo risultato con il minimo impiego di mezzi. Tutto ciò che non serve a produrre viene visto come superfluo. Così però finiamo per trascurare la dimensione emotiva, che non è un eccesso, ma una parte essenziale dell’esperienza umana.

Più comunicazione, meno relazioni vere
Oggi abbiamo a disposizione molti più strumenti per parlare, scrivere e restare connessi, ma questo non significa che stiamo costruendo relazioni autentiche. Anzi, proprio mentre aumenta la comunicazione, spesso cresce anche la solitudineSecondo Galimberti, questa condizione colpisce in modo particolare i più giovani, che rischiano di vivere una forma di anestesia emotiva. Non vuol dire assenza totale di emozioni, ma difficoltà a riconoscerle, a esprimerle e a dare loro valore dentro una società che premia soprattutto efficienza e rendimento.

Noi viviamo finché c'è qualcuno che ci ama
Il cuore della riflessione di Galimberti sta in una frase molto netta: "Noi viviamo finché c'è qualcuno che ci ama". In queste parole c’è l’idea che la vita non si regga soltanto su bisogni materiali, risultati o obiettivi, ma anche sul fatto di sentirci riconosciuti, accolti e voluti da qualcuno. Nel pensiero di Galimberti, l’amore non è solo un fatto romantico. È ciò che allarga la vita, la rende più ricca e le dà profondità. Quando manca questo riconoscimento affettivo, il rischio è una povertà interiore che può pesare su bambini, adulti e anziani in modi diversi. Possiamo riassumere così il senso di questa idea:

• l’amore dà valore alla nostra esistenza
• ci fa sentire visti e riconosciuti
• contrasta solitudine e impoverimento emotivo

L’amore come gesto concreto nella vita di ogni giorno
Restando fedeli a questa visione, capiamo che l’amore non vive solo nelle grandi dichiarazioni, ma anche nei gesti più semplici. Una presenza costante, un ascolto sincero, una carezza o un abbraccio possono restituire dignità e calore a chi si sente soloQuesto vale soprattutto per anziani e bambini, che più di altri hanno bisogno di sentire una vicinanza reale. Per Galimberti, l’amore è una forma di gratuità sempre più rara, ma proprio per questo ancora più importante: è ciò che ci ricorda che non siamo fatti solo per funzionare, ma anche per sentire.