martedì 1 settembre 2020

È morto il DJ e Produttore discografico Erick Morillo

A 49 anni è stato trovato morto Erick Morillo, DJ di fama internazionale autore della hit "I like to move it", colonna sonora di Madagascar

Il corpo dell'uomo è stato trovato nella sua casa di Miami poche ore fa dalle forze dell'ordine, ma non sono ancora state chiarite le cause della sua morte. Erick Morillo è stato autore di numerose musiche dance, ma il suo successo più grande è stato senz'altro "I like to move it", brano del 1993, che negli anni Duemila è stato colonna sonora di uno dei cartoni animati di maggior successo degli ultimi vent'anni, Madagascar.

La sua morte è giunta dopo poche settimane dall'arresto per "aggressione sessuale" a Miami. La sua accusatrice era una collega DJ, che ha dichiarato di essere andata a dormire a casa di Morillo dopo una serata di lavoro. La donna sostiene di aver resistito alle avance sessuali del DJ e di essere andata a dormire senza accorgersi poi di nulla. Al mattino ha dichiarato di essersi svegliata nuda e che anche Morillo, che dormiva al suo fianco, era completamente nudo. Erick Morillo si era consegnato alle autorità lo scorso 6 agosto.

È stato un ottimo interprete della musica dance e house con le sue sonorità perfettamente armoniche e mai banali. La canzone di maggior successo di Erick Morillo è stata pubblicata con lo pseudonimo Bob 2 Real. Nonostante negli ultimi anni sia quasi sparito dalle scene, il DJ e compositore non ha mai smesso di lavorare alla sua musica e nel corso degli anni ha affinato la sua ricerca, sviluppando beat di grande impatto. Per ben tre volte ha vinto il DJ Awards' Best House DJ, uno dei più importanti riconoscimenti per gli artisti del suo mondo, a dimostrazione che anche dopo aver prodotto il suo più grande successo ha continuato a lavorare e ad ottenere ottimi risultati. L'ultimo premio risale al 2009.

Con Madagascar, Erick Morillo è tornato a cavalcare l'onda. Il cartone animato del 2005 della Dreamworks Animation ha scelto come tema principale proprio I like to move it, perché con le sue sonorità e la cadenza ritmata interpretava al meglio i tratti caratteriali dei protagonisti della saga. Il primo film al botteghino ha incassato la cifra di 532,7 milioni di dollari in tutto il mondo. In quegli anni anche i più piccoli si muovevano sulle note di Erick Morillo, che grazie ad un lemure è diventato il simbolo di una generazione di giovanissimi a più di 20 anni di distanza dalla pubblicazione della sua hit.

Fonte: Il giornale

domenica 30 agosto 2020

Le 4 Leggi della Spiritualità

La bellezza di queste quattro leggi che arrivano dalla millenaria cultura India, ci fanno riportare l’attenzione dentro di noi non concedono spazio all’autocommiserazione, l’accusa, il vittimismo.

Nessuna morale. Ogni cosa accade perché deve accadere, è semplicemente la cruda realtà dei fatti.

Non si chiede di credere a qualcosa, ma si invita a riconoscere in modo più profondo quello che sta accadendo nella nostra vita, ad imparare ad entrare in contatto con il sentire piuttosto che con la mente razionale e con tutti i suoi pensieri.

• Prima legge

"La persona che arriva è la persona giusta". Nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone vicino a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione.

• Seconda legge

"Quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere". Nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo ed insignificante dettaglio. Non esiste un "se avessi fatto quella cosa sarebbe accaduto qualcosa d’altro". Quello che è accaduto era l’unica cosa che sarebbe potuta accadere, ed è stato così perché noi imparassimo la lezione, crescessimo e andassimo avanti. Qualsiasi situazione che accade nella nostra vita è l’ideale per noi, anche se la nostra mente e il nostro ego a volte, non l’accettano con molta facilità.

• Terza legge

"Il momento in cui avviene è il momento giusto". Tutto ha inizio al momento giusto, non prima, non dopo. Quando siamo pronti a cominciare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, è allora che avverrà.

• Quarta legge

"Quando qualcosa finisce, finisce". Esattamente così. Se qualcosa si è concluso nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo ed andare avanti, continuando a prercorrere la nostra strada ormai arricchiti dall’esperienza.

Fonte: Projectindia

venerdì 21 agosto 2020

Disco chiuse, parla il DJ Gigi D’Agostino che ha anticipato il governo: "Sì al lockdown ma così è un'idiozia: deve valere per tutti"

La decisione del governo, che ha vietato il ballo in spiagge e discoteche, Gigi D'Agostino l'aveva già anticipata il 13 agosto, con la decisione tutta personale di annullare con pochissimo anticipo un live set per il giorno dopo. Una scelta fatta "per il bene del pubblico che affrontando il viaggio e partecipando al concerto si esporrebbe in entrambe le situazioni al rischio di contagio e per il bene di tutti gli operatori addetti alla produzione dell'evento che entrerebbero in strettissimo contatto con altre persone", aveva scritto il dj torinese su Facebook raccogliendo un fiume di consensi e poche critiche. "E avevo cancellato anche tutte le date seguenti, provvedimento che ora è superato dalla decisione del governo", precisa.

Perché ha scelto di annullare le sue date?

"La settimana prima, durante una serata, avevo visto che la situazione non era gestibile, anche in spiaggia: ci sono ragazzi molto attenti, altri per niente. Ma come si fa? Ci vorrebbe una persona ogni quattro ragazzi che si metta in mezzo per tenere il distanziamento e controllare che tengano la mascherina. Come si fa? Lasciamo stare che emotivamente sarebbe sgradevole, ma come si fanno a sostenere costi del genere?"

Non era prevedibile che il ballo provocasse assembramenti?

"Certo, c'era da immaginarlo, ma vederlo in quella serata per me è un'altra cosa. Ho iniziato poi ad informarmi di più sull'aumento dei contagi da Covid e ho avvertito un problema crescente. Se mi sono sbagliato, non ho fatto del male a nessuno. O meglio, so di aver creato un problema per chi lavora. E comunque la serata si è tenuta lo stesso con un altro dj: quella è stata una decisione che ho preso da solo e sono rimasto solo, ma nella vita ho imparato che bisogna essere un po' più cauti".

Quindi condivide la chiusura delle discoteche?

"In realta, fatta così, la trovo un'idiozia. Se è necessario un sacrificio per risolvere il problema o almeno per non aggravarlo, il sacrificio deve essere fatto da tutti, non solo dai locali. Viceversa, se viene chiesto un sacrificio solo ad un settore, è evidente che non si sta mirando minimamente alla soluzione del problema. Ma quello che conta soprattutto è spiegare alle persone perché si chiude: ci vuole consapevolezza, altrimenti tutti cercheranno le scappatoie per non rispettare le regole".

Sarebbe stato meglio neanche riaprire i locali?

"Io sono per un lockdown rigorosissimo ma rispettato davvero da tutti e valutato di settimana in settimana. Invece se le discoteche chiudono ma i dehors dei bar restano aperti, il problema non si risolve e solo qualcuno viene danneggiato".

I ragazzi sono sensibili a questi discorsi?

"Forse no e probabilmente anche io 20 o 30 anni fa avrei fatto pensieri diversi. Ma è per questo che, oltre ad educare alla consapevolezza del problema, ci vuole la disciplina".


Fonte: La Repubblica