martedì 31 marzo 2026

Meta e Google dovranno risarcire una giovane per dipendenza da YouTube e Instagram

Una giuria di Los Angeles ha riconosciuto la negligenza nel design delle piattaforme ordinando un risarcimento pari a 3 milioni di dollari alla giovane, oggi ventenne, che avrebbe sviluppato dipendenza dai social fin dall’infanzia

Mark Zuckerberg lascia il tribunale di Los Angeles dopo il processo sulla dipendenza da social media

Una giuria di Los Angeles ha stabilito che Google e Meta sono responsabili per negligenza in un processo destinato a influenzare migliaia di cause simili negli Stati Uniti d'America. Le due aziende dovranno risarcire una giovane donna, oggi ventenne, complessivamente per 3 milioni di dollari. La ragazza, minorenne all'epoca dei fatti, ha sostenuto di aver sviluppato dipendenza da YouTube e Instagram fin dall’infanzia. Per questo la giuria ha ritenuto che le piattaforme siano state progettate in modo da creare coinvolgimento compulsivo e che le aziende non abbiano adeguatamente avvertito dei rischi.

Ora si passa alla seconda fase del procedimento
Il procedimento, durato un mese e segnato anche dalla testimonianza di Mark Zuckerberg, apre ora una seconda fase: la valutazione di eventuali danni punitivi. La giuria dovrà stabilire se i prodotti abbiano causato danni fisici o se le aziende abbiano ignorato consapevolmente l’impatto sulla salute degli utenti.

Il punto chiave del caso è l’impostazione legale. I ricorrenti hanno evitato il terreno dei contenuti — dove le piattaforme godono di ampie tutele — concentrandosi invece sul design dei servizi. Funzionalità come lo scrolling infinito e altri meccanismi di engagement sono state indicate come elementi strutturali pensati per trattenere gli utenti, con effetti particolarmente rilevanti sui minori.

Meta e Google hanno espresso di essere in disaccordo con la decisione e entrambe faranno ricorso. In particolare, per Metala salute mentale degli adolescenti è estremamente complessae non può essere collegata a una singola app. Per questocontinueremo a difenderci con determinazione, poiché ogni caso è a sé, restiamo fiduciosi nel nostro operato nel proteggere i minori online”.

Dal canto suo, un portavoce di Google ha dichiarato che “questo caso non ha capito cosa sia YouTube, cioè una piattaforma di streaming costruita responsabilmente, non un social network”.

In un editoriale per Wired Italia, l'avvocata penalista Marisa Marraffino, che da sempre si occupa di reati informatici ha chiarito chenon c’entra la libertà di espressione dei social, la questione giuridica è diversa. Si tratta di mettere sul mercato prodotti che non siano pericolosi e che non siano rischiosi per la vita, soprattutto dei più piccoli”.

Del resto, prosegue Marraffino, “quando è entrato in vigore l’obbligo di usare le cinture di sicurezza in macchina, l’industria dell’auto non è fallita, ma si è adeguata. Lo stesso vale per i social network che da oggi in poi dovranno cambiare rotta”.

Come garantire la sicurezza dei minori online?
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di crescente pressione sulle big tech negli Stati Uniti. Negli ultimi anniil tema della sicurezza di bambini e adolescenti online è passato dal dibattito pubblico alle aule di tribunale e alle legislazioni statali. Nel 2025, almeno venti stati hanno approvato norme sull’uso dei social da parte dei minori, tra limiti all’uso degli smartphone nelle scuole e obblighi di verifica dell’età.

Intanto si moltiplicano i procedimenti: una causa federale promossa da diversi stati e distretti scolastici è attesa in estate in California, mentre un altro processo partirà a luglio a Los Angeles e coinvolgerà anche TikTok e Snapchat. Entrambe le piattaforme, inizialmente incluse nel caso, hanno già raggiunto un accordo con la ricorrente.

E poi c'è il caso in New Mexico, contro Meta
A rafforzare il segnale, è arrivata, martedì 24 marzo, anche la decisione di una giuria dello stato del New Mexico, che ha condannato Meta a pagare 375 milioni di dollari per violazioni legate alla sicurezza dei minori. In particolare, la società con sede a Menlo Park avrebbe fatto sì che le proprie piattaforme diventassero luoghi dove potenziali predatori sessuali potessero adescare utenti minorenni in violazione delle leggi statali sulla tutela dei consumatori.

Il verdetto della giuria rappresenta una vittoria storica per ogni bambino e famiglia che hanno pagato il prezzo della scelta di Meta di mettere i profitti davanti alla sicurezza dei minori”, ha dichiarato in un comunicato il procuratore generale del New Mexico, Raúl Torrez.

Nel complesso, le sentenze indicano un cambio di fase: la responsabilità delle piattaforme non è più solo una questione politica o regolatoria, ma sempre più una questione legata a fatti di cronaca e dipendenza.

Fonte: Wired.it

domenica 29 marzo 2026

Sal Da Vinci, dopo Sanremo arriva il flop in radio: 'Per sempre sì' non viene più trasmessa. Perché

La canzone vincitrice di Sanremo è tra le meno trasmesse dalle emittenti ed è fuori dalla Top 5: prima ci sono Sayf e Samurai Jay


A poco più di un mese dalla vittoria al Festival di Sanremo 2026, e con il debutto vicinissimo sul palco dell’Eurovision Song Contest 2026, il percorso di ‘Per sempre sì‘ di Sal Da Vinci si sta rivelando più complesso del previsto. Se da un lato il brano ha costruito un caso mediatico e digitale importante, dall’altro le classifiche radiofoniche (e streaming) raccontano una realtà molto diversa: il pezzo non è tra i più trasmessi e, secondo gli ultimi dati sulle rotazioni, starebbe progressivamente scomparendo dai palinsesti delle principali emittenti.

Nel sistema radiofonico italiano, la forza di un singolo si misura, appunto, soprattutto attraverso la cosiddettarotazione‘: alta, media o bassa. ‘Per sempre sìnon è mai riuscita a entrare stabilmente nella fascia alta, quella riservata alle hit più richieste e trasmesse più volte al giorno. Fin dalle prime settimane post-Sanremo, infatti, il brano si è collocato in una rotazione medio-bassa, segnale di un interesse limitato da parte dei programmatori. Una tendenza che si è poi accentuata: diverse grandi radio nazionali hanno progressivamente ridotto i passaggi fino, in alcuni casi, a eliminarlo del tutto dalle playlist.

Sal Da Vinci sparisce (anche) dalle radio: ‘Per sempre sì’ è tra i brani meno trasmessi
La classifica Trend di Sanremo 2026 su EarOne parla chiaro: le radio stanno trasmettendo sempre meno Sal Da Vinci e la sua ‘Per sempre sì‘. I dati della quarta settimana post-Festival vedono il brano in sesta posizionefuori quindi dalla top 5, lista in cui tra l’altro era entrato solo nella seconda settimana successiva alla kermesse. Con 8.044 passaggi radiofonici, il cantante è dietro a colleghi come Ditonellapiaga (in prima posizione), SayfTommaso ParadisoSamurai Jay e Fulminacci.

Le ragioni possono essere molteplici: dal linguaggio musicale che fatica a competere con sonorità più contemporanee e radio-friendly, a un target più adulto che non coincide con quello delle principali emittenti commerciali. Se poi contiamo che anche nello streaming il brano non stiasfondando’, le ipotesi si fanno ancora più probabili. QuiPer sempre sìha avuto un andamento meno negativo, ma comunque lontano da quello delle vere hit del Festival, si leggono picchi nella Top 50 italiana e oltre 800mila stream giornalieri nei giorni immediatamente successivi alla kermesse, ma non è mai stata la vera protagonista.

C’è poi un aspetto che rende il caso ancora più curioso. Il pezzo di Da Vinci ha avuto una buona circolazione internazionale, con oltre il 10% degli ascolti provenienti dall’estero e una presenza nelle classifiche globali . Un risultato non scontato per una ballata in italiano, ma che non si è mai tradotto in una spinta radiofonica interna. Anzi, il divario tra streaming e radio evidenzia una frattura sempre più netta: ciò che funziona sulle piattaforme (anche grazie a social e viralità) non sempre coincide con ciò che passa in radio.

Fonte: Libero.it

sabato 28 marzo 2026

Lady Gaga compie 40 anni: perché si chiama così, le origini italiane, chi è il suo compagno, 7 segreti

Nome d'arte


Nel corso della sua carriera ha vinto un premio Oscar (miglior canzone per il brano «Shallow»), due Golden Globe, tredici Grammy Award, tre BRIT Award e un BAFTA per la migliore colonna sonora (è stata la prima donna a riceverlo), insieme a molti altri prestigiosi riconoscimenti. Parliamo di Lady Gaga che proprio oggi festeggia il suo 40esimo compleanno. È nata a New York il 28 marzo 1986 (vero nome Stefani Joanne Angelina Germanotta) e deve il suo nome d’arte al brano «Radio Ga Ga» dei Queen. E questa non è l’unica curiosità su di lei.

Inizi


Oggi Lady Gaga è una superstar della musica. Ma come è iniziato tutto? Nel 2005 ha registrato alcuni brani insieme al rapper Melle Mel per un audiolibro per bambini, chiamato «The Portal in the Park». Nel corso dello stesso anno ha fondato la Stefani Germanotta Band con alcuni amici: Calvin Pia, Eli Silverman e Alex Beckham. Il gruppo ha iniziato tenere concerti, ed è riuscito ad attirare l'attenzione del produttore musicale Joe Vulpis (che ha fatto registrare alla formazione due EP, «Words» e «Red and Blue»). Nel 2006 Lady Gaga ha incontrato la scout Wendy Starland, che l’ha segnalata al produttore Rob Fusari. Nel 2008 Fusari ha inviato alcune canzoni a Vincent Herbert della Interscope Records. Grazie a lui Lady Gaga è stata messa sotto contratto dalla casa discografica come cantautrice. Nel 2009 il primo singolo «Just Dance», pubblicato nel 2008, ha raggiunto la prima posizione nelle classifiche di sette Paesi.

Le origini italiane


Lady Gaga è legatissima alle sue origini italiane: suo nonno, Antonino Germanotta, è arrivato negli Stati Uniti nel 1908 da Naso, piccolo comune del messinese. «Ricordo sempre che la mia famiglia è emigrata dall'Italia. Mia nonna vendeva vestiti per pochi spiccioli e mio nonno era un ciabattino. In fondo sono una ragazza italoamericana». Nel 2018, in occasione del suo concerto al Forum di Assago, Lady Gaga ha incontrato alcuni suoi parenti arrivati direttamente dalla Sicilia. «Oggi è un giorno speciale per me perché la mia famiglia si è riunita per la prima volta - ha raccontato sul palco -. Sono venuti fin dalla Sicilia per conoscermi e questo mi ha emozionato molto e mi ha fatto pensare a mio nonno, quando è andato via dall'Italia per venire in America, lasciandosi dietro tutto, compreso un Paese così meraviglioso».

Carriera cinematografica


Parallelamente alla carriera musicale Lady Gaga ha recitato in film come «Machete Kills» di Robert Rodriguez (2013) e «Sin City - Una donna per cui uccidere» di Robert Rodriguez e Frank Miller (2014). Tra il 2015 e il 2016 ha interpretato La Contessa e Scathach nelle serie «American Horror Story - Hotel» e «American Horror Story - Roanoke». La svolta di Lady Gaga come attrice è avvenuta nel 2018 con «A Star Is Born» di Bradley Cooper. Per la canzone «Shallow», inserita nella colonna sonora, la cantautrice è stata premiata con un Oscar. Nel 2021 Gaga ha vestito i panni di Patrizia Reggiani in «House of Gucci» di Ridley Scott. Nel 2024 ha interpretato Harley Quinn nel sequel di «Joker», «Joker: Folie à Deux» di Todd Phillips, e nel 2025 è apparsa in un episodio della serie «Mercoledì».

Born This Way Foundation


«Tutta la mia carriera è una risposta al bullismo di cui sono stata vittima. La mia vita è duro lavoro, rispetto e amore per la mia famiglia che arriva dall’Italia». Ai tempi della scuola Lady Gaga è stata vittima di bullismo (addirittura un giorno i suoi compagni la buttarono in un bidone dei rifiuti). «Quando sei bullizzata, soprattutto da piccola attraversi momenti molto duriha raccontato la popstar nel 2021 a Sette -. A me, personalmente, ha lasciato un obiettivo: dimostrare a chi mi ha bullizzato che si sbagliava. E in qualche modo, la mia intera carriera è una risposta a quel rifiuto sociale che ho subìto. Ma non è purtroppo così per tutti. E rispetto profondamente chi, anche se bullizzato da piccolo, non si è lasciato sopraffare». Nel 2012 Lady Gaga e sua madre Cynthia hanno fondato la Born This Way Foundation, un'organizzazione che si occupa di ascoltare e aiutare i giovani vittime di bullismo e discriminazioni. La popstar è impegnata anche nella lotta contro gli abusi sessuali, su cui ha scritto con Diane Warren la canzone «Til It Happens to You» prendendo spunto da una terribile esperienza vissuta a 19 anni (è stata vittima di violenza ed è rimasta incinta). In seguito a questo trauma ha sviluppato il disturbo da stress post-traumatico e per anni ha sofferto di dolori fisici cronici.

Jo Calderone


Negli anni Lady Gaga ha fatto molto parlare di sé per la stravaganza del suo personaggio. Nel 2009 ad esempio fece molto discutere la sua esibizione sul palco degli MTV Video Music Awards (inscenò la sua - finta - morte). Un anno dopo si presentò sul palco indossando un abito fatto interamente con carne bovina (Lady Gaga spiegò che il vestito voleva essere un simbolo di lotta per i diritti umani, in quanto «se non lottiamo per i nostri diritti arriveremo ad avere gli stessi di un pezzo di carne»). Nel 2011 invece, sempre agli MTV Video Music Awards, arrivò alla cerimonia nei panni del suo alter ego maschile Jo Calderone.

Chi è il suo attuale compagno


Dal 2020 Lady Gaga è legata all’imprenditore tech Michael Polansky. In passato ha avuto una storia durata cinque anni con l’attore di «Chicago Fire» Taylor Kinney, conosciuto nel 2011 sul set del video musicale «You and I». Nel 2018 si parlò di nozze con l’allora compagno, l’agente Christian Carino, ma un anno dopo il fidanzamento arrivò al capolinea.

Fonte: Corriere.it

giovedì 26 marzo 2026

Gattuso ha scelto la formazione: nessuna sorpresa dopo l'ultimo allenamento sotto la pioggia

A Bergamo il ct ha provato soluzioni offensive e gli schemi sui calci piazzati


Sotto la pioggia è il titolo di una canzone che si sentiva per radio o nei juke-box nell'Italia del 1982. Quella del penultimo Mondiale vinto. Ora è solo la constatazione atmosferica dell'ultimo allenamento, prima della rifinitura del giorno della partita, alla vigilia del primo playoff, se lo sarà, per aggiudicarsi un posto a Canada-Messico-Usa 2026. A vent'anni, invece, dall'ultimo titolo iridato conquistato dagli azzurri del calcio, viviamo la vigilia della partita di Bergamo contro l’Irlanda del Nord come un evento epocale. Mala tempora currunt, insomma, e non solo in materie più importanti del calcio, tipo la geopolitica. Svezia e Macedonia del Nord sono fantasmi che si rincorrono nel vento di una falsa primavera.

Gattuso ha le idee precise e ha scelto i suoi undici, anche perché in conferenza stampa è stato chiaro: stanno tutti bene. Ecco quindi l'Italia di Bergamo. Un 3-5-2 con DonnarummaMancini, Bastoni, CalafioriPolitano, Barella, Locatelli, Tonali, DimarcoRetegui, Kean.

Nell'allenamento del pomeriggio ha provato soluzioni per catene con il centrale esterno, il laterale di centrocampo, la mezzala e una delle punte a esercitarsi in combinazioni con il pallone. Poi il gruppo ha lavorato sui calci da fermo. Poco il tempo per allenarsi, per trovare una logica di gioco definita, per conoscersi alla perfezione. Più che sull'organizzazione Gattuso sta lavorando sulle motivazioni. Di certo ha le conoscenze giuste per dare il meglio di sé in questa complessa materia.

mercoledì 25 marzo 2026

"Noi viviamo finché c’è qualcuno che ci ama": Galimberti e la crisi delle emozioni oggi

"Noi viviamo finché c’è qualcuno che ci ama", il pensiero di Galimberti su amore, solitudine e crisi delle emozioni nella società di oggi


Galimberti e la crisi delle emozioni: cosa sta succedendo davvero
Viviamo in una società sempre più orientata alla produttività e alla performance, dove rischiamo di perdere di vista ciò che ci rende davvero umani. Per Umberto Galimberti, il problema nasce quando la logica della tecnica e dell’efficienza invade tutta la nostra vita e riduce lo spazio dei sentimenti. In questo schema conta soprattutto ottenere il massimo risultato con il minimo impiego di mezzi. Tutto ciò che non serve a produrre viene visto come superfluo. Così però finiamo per trascurare la dimensione emotiva, che non è un eccesso, ma una parte essenziale dell’esperienza umana.

Più comunicazione, meno relazioni vere
Oggi abbiamo a disposizione molti più strumenti per parlare, scrivere e restare connessi, ma questo non significa che stiamo costruendo relazioni autentiche. Anzi, proprio mentre aumenta la comunicazione, spesso cresce anche la solitudineSecondo Galimberti, questa condizione colpisce in modo particolare i più giovani, che rischiano di vivere una forma di anestesia emotiva. Non vuol dire assenza totale di emozioni, ma difficoltà a riconoscerle, a esprimerle e a dare loro valore dentro una società che premia soprattutto efficienza e rendimento.

Noi viviamo finché c'è qualcuno che ci ama
Il cuore della riflessione di Galimberti sta in una frase molto netta: "Noi viviamo finché c'è qualcuno che ci ama". In queste parole c’è l’idea che la vita non si regga soltanto su bisogni materiali, risultati o obiettivi, ma anche sul fatto di sentirci riconosciuti, accolti e voluti da qualcuno. Nel pensiero di Galimberti, l’amore non è solo un fatto romantico. È ciò che allarga la vita, la rende più ricca e le dà profondità. Quando manca questo riconoscimento affettivo, il rischio è una povertà interiore che può pesare su bambini, adulti e anziani in modi diversi. Possiamo riassumere così il senso di questa idea:

• l’amore dà valore alla nostra esistenza
• ci fa sentire visti e riconosciuti
• contrasta solitudine e impoverimento emotivo

L’amore come gesto concreto nella vita di ogni giorno
Restando fedeli a questa visione, capiamo che l’amore non vive solo nelle grandi dichiarazioni, ma anche nei gesti più semplici. Una presenza costante, un ascolto sincero, una carezza o un abbraccio possono restituire dignità e calore a chi si sente soloQuesto vale soprattutto per anziani e bambini, che più di altri hanno bisogno di sentire una vicinanza reale. Per Galimberti, l’amore è una forma di gratuità sempre più rara, ma proprio per questo ancora più importante: è ciò che ci ricorda che non siamo fatti solo per funzionare, ma anche per sentire.

domenica 22 marzo 2026

Amici25, Gigi D’Alessio ad Anna Pettinelli: “La differenza tra noi è che tu i dischi li metti, io li faccio”

La prima puntata del serale di Amici25 inizia già in maniera scoppiettante con un botta e risposta pungente tra Anna Pettinelli e Gigi D’Alessio


La prima puntata del serale di Amici25 inizia in maniera a dir poco scoppiettante. In giuria, quest'anno ad Amadeus ed Elena D'Amario si è aggiunto Gigi D'Alessio che non ha certo timore di esprimere il suo parere in merito alle sue convinzioni e il pubblico ne ha subito avuto un assaggio. Il cantante, infatti, ha avuto un acceso botta e risposta con Anna Pettinelli che ha contestato un suo giudizio in merito all'esibizione di Lorenzo.

Il botta a risposta tra Gigi D'Alessio e Anna Pettinelli
Il commento della speaker radiofonica arriva dopo il verdetto che vede la sua squadra perdere contro quella di Lorella Cuccarini e Veronica Peparini. "Devo fare un appunto a Gigi D'Alessio" dice Pettinelli rivolgendosi al giudice e aggiungendo: "Non puoi dire che nella performance di Lorenzo non ci fossero sbavature, c'erano alcune cose che non andavano bene". Nel dare un suo giudizio successivo all'esibizione di Lorenzo, infatti, il cantante aveva espresso il suo entusiasmo dicendo che gli era parso di ascoltare due professionisti. Preso il microfono per rispondere alla coach, D'Alessio dice: "Anna con tutto il rispetto, Lorenzo ha fatto una performance che non ha sbagliato nulla, non c’era nessuna sbavatura. Ho provato a chiudere anche gli occhi, perché loro mi hanno fatto sognare".

Pettinelli continua: "Non devi soffermarti sulla bellezza della canzone, ma su come l'hanno eseguita" e D'Alessio controbatte dicendo di non conoscere bene il pezzo con cui si è esibito Lorenzo: "Ma come non lo conosci?" tuona la coach. Interviene quindi Maria De Filippi, quasi mortificata: "Ora scopriamo che sei anche un incompetente? Gigi, mi dispiace averti invitato in questo programma".

Ed è in questo momento che Gigi D'Alessio sente di dover dire la sua e, quindi, rivolgendosi ad Anna Pettinelli: "Vuoi sapere qual è la differenza? Tu metti i dischi io i dischi li faccio, c’è una piccola differenza", un modo per dire alla professoressa che per quanto possa capirne di musica non è lei a maneggiarla. Pettinelli ribatte: "Eh, no, siamo noi a creare i successi" e D'Alessio: "No, noi li creiamo e voi li trasmettete". Come prime battute del serale, un inizio incandescente.

Fonte: Fanpage.it