Stretta sulle attività permesse (no dj set e karaoke), monitoraggio sui materiali utilizzati, coinvolgimento delle comunità cittadine e obblighi su sicurezza e manutenzione del verde
Il chiosco bar ai giardini di piazza Bologna
Chioschi bar nelle aree verdi, si cambia. Tra Parioli e San Lorenzo, piazza Bologna e Flaminio, di punti ristoro ce ne sono molti, alcuni storici. Il più delle volte all'interno di parchi e ville. Ma non sempre l'attività che svolgono durante la sera, in estate e non solo, si sposa con le aspettative di riposo e quiete dei vicini.
Nuove regole per i chioschi bar
E così il parlamentino del II municipio ha approvato uno schema di delibera che detta le regole per i bandi da pubblicare nelle prossime settimane, come anticipavamo a gennaio. L'ente di prossimità vuole rinnovare le concessioni o trovare nuovi gestori dei chioschi esistenti nelle aree verdi del territorio, ma al contempo vuole evitare di alimentare situaziodi di “malamovida”: musica alta fino a notte fonda, schiamazzi, mega assembramenti e karaoke.
Criteri per il futuro bando
Dopo l'approvazione all'unanimità nelle commissioni Bilancio e Ambiente, è arrivato quindi anche in assemblea l'ok al documento. Un impegno formale per la presidente Francesca Del Bello e la sua giunta a inserire criteri molto più rigidi nel prossimo bando pubblico per l'assegnazione e il rinnovo delle concessioni.
Valorizzazione delle aree verdi
Le aree verdi vanno valorizzate, anche rendendole spazi di aggregazione. Lo scopo è anche quello di mantenere l'ambiente pulito, sfalciato, sicuro e illuminato: “Il chiosco in un’area verde serve per dare ristoro a chi vuole godere del verde e della quiete, per rinfrescarsi d’estate, per una bevanda calda d’inverno, per fare chiacchiere e rilassarsi, per far giocare i bambini, leggere il giornale all’ombra, studiare al fresco” commenta Barbara Auleta di Avs, che nelle scorse settimane ha lavorato alle linee di indirizzo e da sempre si batte per una gestione più consona e soprattutto trasparente delle attività legate ai chioschi bar nelle aree verdi.
I parchi e i giardini coinvolti
Ma quante e quali sono le aree coinvolte? Da quanto emerge dal documento approvato il 18 giugno, precisamente nove: il giardino “Giuseppe de Meo” a Villa Massimo, zona piazza Bologna, il parco “don Baldoni” a Villa Chigi in zona Trieste-Salario, il giardino dei Diamanti a Valle Giulia, piazza Mancini al Flaminio, il parco dei Caduti a San Lorenzo, l'area verde di via Flaminia, il playground di largo Passamonti sempre a San Lorenzo e infine i giardini di piazza Bologna e piazza Apollodoro, questi ultimi di fronte al palazzetto dello sport di viale Tiziano, al Flaminio.
L'esempio del centro storico
In base alle nuove regole (che andranno poi concretamente inserite nel bando), i futuri concessionari dovranno innanzitutto rispettare una serie di obblighi per quanto riguarda i materiali di costruzione. Il chiosco, infatti, dovrà integrarsi con il paesaggio e per questo il II municipio prende spunto dalle caratteristiche costruttive imposte dalla Sovrintendenza Capitolina per le edicole del centro storico: divieto assoluto di plastica o derivati del petrolio. Sì a materiali sostenibili.
Gestori come custodi dei parchi
Fondamentale che i gestori ricoprano anche il ruolo di veri e propri custodi dei parchi e dei giardini in cui operano. Non solo dovranno usare solo stoviglie compostabili, ma anche svuotare quotidianamente i cestini, rimuovere l'immondizia da terra, effettuare lo sfalcio dell'erba una volta al mese nella propria sotto-zona, occuparsi della piccola manutenzione degli arredi urbani, dalle panchine ai cestini alla segnaletica e all'illuminazione.
Orari rigidi e divieto dj set
Poi, il tema movida: i chioschi non potranno fare musica quando vogliono. L'atto di indirizzo impone degli orari di apertura e chiusura stagionali: da novembre a febbraio l'apertura varia dalle 6.30 alle 8.30 e la chiusura tra le 18 e le 20; a marzo, aprile e ottobre la chiusura si allunga tra le 20 e le 22, mentre nel periodo estivo da maggio a settembre, restando invariata l'apertura, il chiosco potrà chiudere anche alle 22. Ma dalle 14 alle 16 “potranno svolgersi esclusivamente attività prive di impatto acustico significativo, restando vietate emissioni sonore amplificate o tali da arrecare disturbo alla quiete pubblica” si legge nel documento. Sono sempre vietate “proiezioni sportive, karaoke, Dj set e attività simili, salvo specifica previa autorizzazione da parte dei competenti organi municipali”.
Apertura obbligatoria ad eventi municipali
Ma c'è dell'altro. Perché l'intenzione del II municipio è quella di evitare che i chioschi bar diventino dei luoghi esclusivi, privati, in cui qualsiasi cosa debba essere a pagamento. Per questo nei bandi viene incluso l'obbligo di cedere gratuitamente lo spazio del chiosco per iniziative istituzionali o socio-culturali del municipio, promosse da consiglieri, assessori o dalla presidenza. Saranno fino a 20 gli eventi annuali possibili, con un preavviso di almeno 15 giorni. I gestori dovranno impegnarsi anche ad aprire e chiudere i cancelli e le recinzioni delle aree verdi, dove presenti, vigilando sulla sicurezza degli utenti. Saranno obbligati a installare cartelli informativi sulle regole del parco e sul rispetto dell'ambiente.
Il Pd: “Nei prossimi mesi il bando”
Come spiega Roberto Ferraresi, capogruppo del Pd “nei prossimi mesi verrà pubblicato un bando per l'installazione dei chioschi o il loro rinnovo all'interno delle aree verdi del territorio, affinché siano sicure e fruibili”. Luca Onori, presidente della commissione Ambiente, sottolinea il ruolo della cittadinanza: “Prevediamo che partecipi attivamente, fornendo dei feedback sulla qualità dell'attività dei chioschi assegnati, per eventualmente riadattare i servizi relativi non solo alla somministrazione ma anche alla manutenzione del verde e degli arredi”.
Auleta (Avs): “Non tutto ciò che ha un valore può avere un prezzo”
“È stato un percorso lungo e faticoso, benché, dal mio punto di vista, si tratti di indicazioni semplici, direi quasi scontate: i chioschi che avranno la concessione dentro i parchi del municipio devono rispettare l’ambiente circostante, manutenerlo, preservarlo e curarlo” aggiunge Auleta. “In una città dove tutto sembra essere finalizzato al consumo, chiarire che non tutto ciò che ha un valore può avere un prezzo, soprattutto basso, non è affatto scontato. Un parco è uno spazio condiviso, che deve essere accessibile, vivibile e compatibile con chi lo attraversa ogni giorno e con chi ci abita intorno” conclude la consigliera di Avs.
Fonte: Romatoday.it






