lunedì 31 agosto 2026

Spara in faccia al figlio di 11 mesi e lo uccide: «Ne è valsa la pena per non farlo avere a loro». La madre aveva perso la custodia

Mentre i vicesceriffi attendevano l'autorizzazione a perquisire il veicolo, dall'interno è partito un colpo di pistola: gli agenti si sono precipitati dentro


Sottratto al padre in violazione di un'ordinanza del tribunale che gli aveva assegnato la custodia d'emergenza, un bambino di appena 11 mesi è stato ucciso a colpi di pistola dalla propria madre mentre gli agenti circondavano il camper in cui si erano nascosti, in attesa di un mandato di perquisizione. La donna, Madeline Veronique Daly, 36 anni, ha ora patteggiato la pena dichiarandosi colpevole di omicidio di primo grado, come riferisce People.

La fuga e l'arresto
Il piccolo Basil Stoner era stato portato dalla madre dal Wyoming al New Mexico, nonostante un provvedimento giudiziario che aveva affidato temporaneamente il bambino al padre in via d'emergenza. Il 23 dicembre 2025 gli agenti della contea di Grant, venuti a conoscenza di un mandato di cattura per rapimento a carico della donna, l'avevano rintracciata in una proprietà rurale lungo un'autostrada, individuandola in un bungalow da cui si era poi rifugiata a bordo di un camper. Mentre i vicesceriffi attendevano l'autorizzazione a perquisire il veicolo, dall'interno è partito un colpo di pistola: gli agenti si sono precipitati dentro, trovando la donna che aveva appena sparato al bambino con un'arma calibro 9 millimetri.

Secondo quanto riportato in un affidavit citato dalla testata Cowboy State Daily e ripreso da People, il personale sanitario intervenuto sul posto ha tentato di rianimare il piccolo, ma non è riuscito a salvargli la vita a causa della ferita riportata al volto.

Le parole della donna
Interrogata dagli inquirenti dopo l'arresto, Daly avrebbe dichiarato di ritenere il gesto «utile» se questo avesse impedito al padre del bambino e ai parenti paterni di poterne avere accesso.

La donna avrebbe inoltre sostenuto che Basil «sarebbe stato in pericolo e vittima di abusi» se lei fosse uscita dal camper, accusando il padre di non aver «mai voluto avere a che fare con lui, né economicamente, né fisicamente, né emotivamente».

Daly, inizialmente accusata di omicidio di primo grado e maltrattamento di minore, si è dichiarata colpevole del capo d'accusa principale: la sentenza di condanna verrà stabilita in una data successiva. Non è ancora chiaro quale esito abbiano avuto le altre accuse a suo carico, incluso quello di rapimento.

Fonte: Leggo.it

sabato 29 agosto 2026

‘Sottomura Open Air Festival’: nove appuntamenti tra elettronica, techno e musica latina


Il Sottomura Open Air Festival torna a proporre una programmazione estiva articolata tra festival, DJ set, spettacoli dal vivo e feste a tema nel Sottomura di via Baluardi a Ferrara. Il calendario, che parte venerdì 28 agosto e prosegue fino a sabato 19 settembre, alterna musica elettronica, hardtek, reggaeton, urban e grandi successi degli anni 90 e 2000, oltre che una serata dedicata a ‘il Gatto & la Volpe’.

Il Programma
L'apertura è in programma venerdì 28 agosto, dalle 20.00 alle 02.00, con l'inaugurazione del ‘Sottomura Open Air Festival’: una serata con musica, DJ set e intrattenimento. L'ingresso è gratuito dalle 20.00 alle 22.00 con registrazione; dopo le 22.00 l'accesso costa 10 euro con consumazione inclusa.

Sabato 29 agosto, dalle 17.00 alle 02.00, spazio ad 'Atomik Festival', appuntamento dedicato a hardtek, raggatek e tekno, con Vandal, Stabilinda e una line-up internazionale.

La programmazione prosegue venerdì 4 settembre, dalle 20.00 alle 02.00, con 'Besame', serata dedicata a reggaeton, musica latina e sonorità urban. Anche in questo caso è previsto l'ingresso gratuito con registrazione dalle 20.00 alle 22.00, mentre dopo le 22.00 l'accesso è fissato a 10 euro con drink incluso. Sabato 5 settembre, dalle 19.00 alle 02.00, sarà invece la volta di Puro Perreo, party dedicato a reggaeton, latin e urban, con ingresso a pagamento.

Venerdì 11 settembre, dalle 20.00 alle 02.00, il programma propone 'Rewind 90', una serata dedicata alle hit e all'immaginario degli anni Novanta. Sono previsti 1.000 ingressi gratuiti dalle 20.00 alle 22.00, riservati ai primi 1.000 registrati su Eventbrite.

Sabato 12 settembre, dalle 17.00 alle 02.00, torna 'Il Gatto & La Volpe', format legato alla club culture con DJ set, food e drink. Il giorno successivo, domenica 13 settembre, dalle 17.00 a mezzanotte, sarà ancora Atomik Festival a occupare il Sottomura, con Amygdala insieme a Parabellum, Abstrakt, Meis, Ronny, Magua e Most Wanted, per una giornata dedicata a tekno, rave ed elettronica.

Il calendario si chiude con due appuntamenti. Venerdì 18 settembre, dalle 20.00 alle 02.00, è in programma 'We Love 2000', party dedicato alle hit e alle atmosfere degli anni Duemila: l'ingresso è omaggio con registrazione dalle 20.00 alle 22.00, mentre dopo le 22.00 è previsto un ingresso da 10 euro con drink incluso. Sabato 19 settembre, dalle 19.00 alle 02.00, l'ultimo appuntamento sarà 'Noche de Travesura', serata dedicata a reggaeton e musica latina, con accesso riservato agli over 16.

venerdì 28 agosto 2026

Crepet: "C'è un valore della vita che non stiamo insegnando"

Qual è il "valore della vita che non stiamo insegnando" ai giovani secondo Paolo Crepet: la riflessione dello psichiatra tra tecnologia e prospettive


C’è un valore della vita che, secondo Paolo Crepetabbiamo smesso di insegnare. Di fronte a una società sempre più orientata alla comodità, alla perfezione e all’anestetizzazione del dolore, il noto psichiatra richiama l’attenzione su ciò che rischiamo di perdere e di non trasmettere alle nuove generazioni: la capacità di affrontare le difficoltà, di accettare le fragilità, di sbagliare e di avere il coraggio di scegliere ognuno la propria strada.

Qual è il valore che non stiamo insegnando secondo Crepet
"In questi anni non abbiamo insegnato un valore della vita: essere intrepidi", ha detto Paolo Crepet nel suo spettacolo andato in scena il 26 agosto allo Sferisterio di Macerata, come riportato da Cronache Maceratesi.

Crepet ha parlato della difficoltà di crescere in una società nella quale si cerca continuamente di eliminare gli ostacoli, portando come esempio i genitori che accompagnano i figli adolescenti a scuola e li "depositano dentro i licei".

Secondo lo psichiatra ci siamo abituati, e abbiamo abituato i giovani, a cercare protezione a ogni costo, evitando ogni forma di rischio e scambiando la comodità per benessere. Ma per Crepet questo atteggiamento non è il modo per affrontare la vita, fatta necessariamente anche di dolore, inciampi e contrasti.

"Forse bisogna iniziare da qualche tribolazione", ha affermato, facendo riferimento a una frase pronunciata da Ernest Hemingway, secondo cui "per diventare uno scrittore serve un’infanzia sventurata".

Nel suo intervento è tornato più volte anche sul tema della fragilità: "Siamo tutti fragili? Magari non sappiamo più esserlo, ma abbiamo paura di esserlo". Crepet mette così in discussione l’idea di dover essere sempre forti, sicuri e all’altezza delle aspettative, sottolineando la necessità di fare i conti anche con le proprie debolezze.

Essere "intrepidi", per lui, significa anche essere diversi e non lasciarsi definire dal giudizio degli altri. A suo avviso, è "necessario", anche se "faticoso", uscire "da una nomina, da quello che gli altri pensano di te". Perché, sostiene, "in questo mondo così superficiale, ce la facciamo se ognuno di noi pensa a qualcosa di diverso dagli altri".

Perché la frase "chi si accontenta gode" è "un’idiozia" per Crepet
Crepet ha poi criticato la cultura dell’accontentarsi: "Chi si accontenta gode è un’idiozia", perché "chi si accontenta soffre, chi si accontenta è un disgraziato".

Per lui accontentarsi è un atto di rinuncia che implica scegliere la comodità invece della ricerca, la prevedibilità invece della possibilità. Secondo Crepet accontentarsi è una forma di "anestesia" che ci fa credere che la vita sia un "ciambellone che ti salva da un relitto", quando in realtà "la vita stessa è un relitto" e richiede "cocciutaggine", ovvero la capacità di cercare qualcosa e non fermarsi.

Che mondo vuole Paolo Crepet
"Dobbiamo cercare di capire cosa vogliamo, io ho molta nostalgia per il futuro". È da qui che parte la riflessione di Crepet sulla società che verrà e sul rapporto tra uomo e tecnologia. Lo psichiatra mette in guardia da un futuro dominato dalle macchine e dall’intelligenza artificiale, nel quale i robot saranno sempre più presenti e potranno sostituire gli esseri umani in alcune professioni, dai tassisti ai camerieri, fino a chi si prende cura delle persone negli ospedali.

Crepet si è poi scagliato contro il concetto di perfezione, che considera estraneo all’essere umano e sempre più legato alle macchine e agli algoritmi: "Ci hanno detto che la perfezione è a un tiro di schioppo da noi. Di fronte a una cosa perfetta non c’è emozione. Nessuna opera d’arte è perfetta, sarebbe orribile se lo fosse".

Crepet non rifiuta la tecnologia, ma ne rivendica un utilizzo al servizio dei bisogni e delle grandi sfide dell’umanità: "Voglio usare il computer per capire come posso salvare un bambino da una malattia rara, voglio usare l’IA per un farmaco".

Accanto alle macchine, Crepet vuole che rimanga sempre l’essere umano: "Voglio che ci sia un reparto dove ci siano uomini e donne gentili con quel bambino pieno di paure, persone che sanno anche piangere con quel bambino e non si vergognano di farlo. Questo è un mondo a cui io sono ancora attaccato", ha concluso.

giovedì 27 agosto 2026

Ponza, trovato in mare il cadavere di un ragazzo: è un 23enne romano. Indossava ​pinne e maschera

Il cadavere avvistato da alcuni diportisti al largo di Punta Papa


È stato avvistato da alcune persone a bordo di un’imbarcazione, a circa 300 metri dalla costa, il corpo senza vita di un uomo nelle acque di Ponza. Il ritrovamento è avvenuto al largo di Punta Papa, nella zona nord-occidentale dell’isola, non lontano dalla località di Le Forna, una delle zone più suggestive di Ponza, conosciuta soprattutto dagli appassionati di immersioni per la bellezza e la ricchezza dei suoi fondali marini.

Il ritrovamento
Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di M.G., 23 anni, appartenente a una famiglia di Roma molto nota, titolore di un'azienda florovivaistica, che ne possiede da anni una sull'isola.

I diportisti hanno immediatamente dato l’allarme, contattando il numero unico per le emergenze e consentendo così l’attivazione dei soccorsi.

Sul posto sono intervenuti il personale sanitario del 118, gli uomini della Guardia costiera e i militari della Guardia di finanza. Al momento del ritrovamento la vittima indossava pinne e maschera, circostanza che lascia supporre che si fosse immerso nelle acque circostanti. Saranno gli accertamenti avviati dalle autorità a ricostruire quanto accaduto e a stabilire se l’uomo sia stato colto da un malore durante l’immersione oppure se siano intervenute altre cause.

Allarme di Crepet sui social: perché "sono peggio delle droghe"

Il nuovo allarme di Paolo Crepet sui social che "ci rendono degli zombie": perché le piattaforme sono "peggio" delle droghe secondo lo psichiatra


I social sono "peggio" delle droghe e l’intelligenza artificiale è "deleteria" per i giovani. A lanciare l’allarme è lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet. A suo avviso, da un lato le piattaforme digitali hanno generato un "mondo di zombie" incapace di dialogare e sempre più immerso in un flusso continuo di contenuti online che rischia di sostituire la realtà, dall’altro l’IA sta contribuendo a rendere le nuove generazioni meno autonome e meno pensate a fare e a pensare, e sempre più inclini a delegare passivamente ogni sforzo alla tecnologia.

Il nuovo allarme di Crepet sulla dipendenza da social
"Questo mondo a me non piace e lo dico chiaro. Viviamo in un mondo di zombie, dove non si riesce più a dialogare e a parlare, tutto è affidato ai social e ora anche all’intelligenza artificiale, a ChatGpt", ha dichiarato Paolo Crepet, come riportato dal Corriere Adriatico.

La comunicazione, osserva, si è ridotta a messaggi brevi e istantanei che stanno via via sostituendo le conversazioni reali: "Mandiamo messaggini, trascorriamo ore e ore sui social. Ormai è quasi impossibile perfino sedersi a tavola e discutere di argomenti di attualità anche tra adulti, figurarsi tra i giovani".

Crepet ha poi parlato della dipendenza da social, definendola "più subdola" di quella dalle droghe essendo più difficile da debellare, "perché se stai 12 ore su Instagram non hai i sensi di colpa di uno che consuma sostanze stupefacenti. Ti sembra di non fare nulla di male, ma invece sei malato e dipendente".

Lo psichiatra ha poi raccontato che sta seguendo con interesse il processo negli Stati Uniti contro Meta, che a suo avviso "potrebbe cambiare i social e quindi il mondo". Nel merito, l’esperto ha spiegato che secondo le accuse avanzate da quattro Stati americani (California, Colorado, Kentucky e New Jersey), "la società madre di Facebook e Instagram ha progettato le proprie piattaforme social per creare dipendenza nei ragazzi, mentito sui rischi connessi a tali piattaforme e raccolto dati sui bambini".

Un quadro che, se confermato, metterebbe in discussione l’intero modello di business dei social network. "Il processo finirà a ottobre e potrebbe davvero cambiare la nostra quotidianità e il mondo se le accuse saranno confermate", ha ribadito Crepet, sottolineando: "Io me lo auguro perché sarà un modo per riprendersi l’anima".

Perché l’IA è un "disastro assoluto" per Paolo Crepet
Accanto alla dipendenza da social, Paolo Crepet ha parlato anche del rischio legato all’uso passivo dell’IA. Secondo lo psichiatra, "l’intelligenza artificiale è deleteria per i ragazzi perché così subiscono passivamente tutto e non fanno concretamente nulla".

Il problema, dice, non è la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene spesso impiegata, soprattutto dai giovani: "Dal punto di vista formativo l’IA è un disastro assoluto. Poi è chiaro che se è utilizzata per scopi diversi può essere molto importante. I nostri ragazzi non sono più abituati a fare e a pensare: hanno tutto pronto, basta rivolgersi a ChatGpt".

Questo atteggiamento, avverte lo psichiatra e sociologo, rischia di indebolire la capacità di ragionare, di risolvere problemi e di sviluppare libertà di pensiero.

Borseggiatore deruba una coppia e scappa poi ha un infarto e muore

L'uomo si è accasciato a terra improvvisamente di fronte a Palazzo Cosulich, poco prima aveva rubato un portafoglio contenente anche dei farmaci salvavita


VENEZIA - Prima ha derubato una coppia di anziani portandosi via anche i farmaci salvavita di una delle vittime. Meno di un’ora più tardi, mentre si trovava alle Zattere dopo essersi allontanato con la refurtiva, è stato stroncato da un infarto. È morto così, attorno alle 13.00 di oggi, il borseggiatore conosciuto dal gruppo dei Veneziani non distratti con il soprannome di “Mika”.

La dinamica
Tutto sarebbe cominciato circa mezz’ora prima, attorno alle 12.30, in campo dei Frari. Qui l’uomo era stato visto dai Veneziani non distratti assieme ad alcuni componenti della famiglia Dragan, suoi complici, mentre prendeva di mira una coppia di anziani. Approfittando di un momento di distrazione, i borseggiatori avrebbero sottratto alle vittime il portafoglio dallo zaino della coppia, all'interno del quale conservavano anche alcuni farmaci salvavita di cui uno dei due anziani aveva bisogno. Una volta messo a segno il colpo, i presunti borseggiatori si sarebbero rapidamente allontanati dalla zona.

Il malore improvviso
Passa appena mezz’ora e la scena si sposta alle Zattere. Davanti a Palazzo Cosulich, la biblioteca dell'area Linguistica di Ca’ Foscari ("Bali"), alcuni passanti e residenti hanno visto “Mika” accasciarsi improvvisamente a terra, colpito da un grave malore. È scattato immediatamente l'allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari del Suem 118, che hanno iniziato le manovre di rianimazione. Gli operatori hanno praticato il massaggio cardiaco e utilizzato anche il defibrillatore, tentando in ogni modo di far ripartire il cuore dell’uomo.

Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile. Il borseggiatore non ha più ripreso conoscenza e ai sanitari non è rimasto altro che constatarne il decesso per arresto cardiaco.

Al momento, la salma si trova ancora lungo le Fondamenta, in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine e del medico legale.