venerdì 23 ottobre 2026

Una croce colpisce un altro prete durante la messa: il caso in Colombia dopo la tragedia in Ecuador

L’episodio richiama alla memoria una tragedia avvenuta recentemente in Ecuador, dove un sacerdote ha perso la vita dopo essere stato colpito da una croce di legno caduta dalla parete della chiesa


Momenti di paura durante una celebrazione religiosa in Colombia, dove una croce è precipitata addosso al sacerdote che stava officiando la funzione. Il religioso ha riportato una lieve ferita alla testa, ma le sue condizioni non destano preoccupazione e l’incidente non ha avuto conseguenze gravi. A riportare la notizia è El Deber, uno dei principali siti d'informazione sudamericana.

Un nuevo incidente sorprendió durante una celebración religiosa, esta vez en Colombia, donde una cruz cayó sobre un sacerdote. El religioso sufrió un leve golpe en la cabeza y, afortunadamente, no tuvo consecuencias graves, a diferencia de un caso reciente ocurrido en Ecuador. 📌Infórmate en https://t.co/lWbSOiJNza #ELDEBER #Cruz #Sacerdote #Colombia 📹 RRSS

— EL DEBER (@grupoeldeber) October 22, 2026

Il precedente in Ecuador
L’episodio richiama alla memoria una tragedia avvenuta recentemente in Ecuador, dove un sacerdote ha perso la vita dopo essere stato colpito da una croce di legno caduta dalla parete della chiesa. La vittima era padre Patricio Alfredo Sánchez Molinari, religioso redentorista e parroco della chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, a Guayaquil. La notizia del decesso era stata confermata dall’arcidiocesi della città. Secondo le ricostruzioni diffuse dai media e le immagini circolate sui social network, il sacerdote stava celebrando la messa quotidiana, trasmessa in diretta, quando la croce si era improvvisamente staccata dalla parete, colpendolo.

giovedì 22 ottobre 2026

Daniela Santanchè, la Procura chiede un terzo processo: bancarotta, falsi bilanci e truffa allo Stato nel dissesto delle società Ki Group e Bioera

La Procura di Milano chiede un terzo processo per Saniela Santanchè: bancarotta, falsi bilanci e truffa allo Stato nel dissesto delle società Ki Group e Bioera


Daniela Santanchè sceglie di non utilizzare la facoltà di chiedere a propria difesa un interrogatorio dopo il deposito degli atti dei pm, e senza novità rispetto alla conclusione delle indagini di luglio la Procura di Milano chiede ora il rinvio a giudizio della parlamentare di Fratelli d’Italia ed ex ministra del Turismo per le ipotesi di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata allo Stato.

Il perimetro dell’inchiesta dei pm Luigi Luzi e Guido Schininà con il procuratore aggiunto Roberto Pellicano è il dissesto di tre società (Ki Group, Ki Group Holding, Bioera) nelle quali ha avuto ruoli di amministratrice, dissesto per il Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Milano aggravato anche dall’attribuzione ai vari amministratori di compensi sproporzionati per 2,1 milioni di euro tra il 2018 e il 2023 a fronte del fatto che già nel 2019 ad esempio Bioera avesse nella realtà un patrimonio negativo; o dalla distribuzione di dividendi che in realtà nel caso di Ki Group srl non esistevano al momento dei relativi risultati di esercizio, 4 milioni di euro nel 2015 e 1,4 milioni nel 2016. Così come, per gli inquirenti, pesa il non pagamento di debiti erariali per 3,3 milioni, cioè il 30% del complessivo passivo di 10 milioni sotto il quale Ki Group Holding (che era quotata in Borsa) è infine fallita nel giugno 2025; o due pagamenti di Ki Group Srl alla società dell’ex compagno di Santanchè, Giovanni Canio Mazzaro, la Servizi Societari Sas, per «consulenze» in realtà inesistenti per i pm e del valore nel marzo 2021 di 122.000 e 137.000 euro.

La contestazione di fondo a Santanchè e altre 14 persone (tra le quali per alcuni punti anche l'ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, la sorella Fiorella Garnero, il figlio Lorenzo) muove dall’operazione con la quale dalla Holding fu scorporata e costituita la nuova Ki Group Srl, con una ipervalutazione di 8 milioni decisiva per la sussistenza della nuova Srl in quanto le erano stati conferiti 16 milioni di passività e 11 di attivo. Ma rilevanti sono pure le imputazioni su due finanziamenti che Ki Group Holding ottenne da Banca Progetto nel febbraio 2020, il primo da 400.000 euro e soprattutto il secondo da 2 milioni garantito all’80% dal Fondo centrale di garanzia, ottenuti in teoria per campagne di marketing, e invece poi utilizzati per trasferimenti a varie società collegate all’interno del gruppo, in difformità dallo scopo dichiarato. Nel capitolo riguardante il dissesto di Ki Group Srl, fallita nel dicembre 2023 con 2 milioni di passivo, è contestato un falso in bilancio nel 2019 e 2020 per aver indicato un avviamento di 10 milioni che in realtà sarebbe dovuto essere subito svalutato dall’inizio; e un fittizio aumento di capitale operato in realtà proprio con soldi provenienti dalla stessa Srl dietro giri infragruppo. Nel mirino dei pm c’è poi una ipotesi di truffa aggravata allo Stato nel marzo 2021 per avere Ki Group Srl chiesto a Invitalia spa un prestito agevolato di 2,7 milioni e aver beneficiato di un credito d’imposta di 600.000 aggirando i requisiti previsti dalla legge.

Santanchè ha in corso già due giudizi. Uno è il dibattimento di primo grado in Tribunale a Milano per i contestati falsi in bilancio nel (suo ex) gruppo Visibilia: si è in fase istruttoria, mano a mano stanno venendo ascoltati dai giudici i vari testi, tra i quali l’altro giorno ad esempio l’ex ministra ha rinunciato alla deposizione del giornalista Alessandro Sallusti (ex compagno di Santanchè) su un contratto di cessioni di crediti tra Visibilia e Sallusti relativo a un finanziamento di 240.000 euro nel 2016 di Visibilia alla D1 Partecipazioni, all’epoca società di Santanchè ma con Sallusti usufruttuario. L’altro procedimento, relativo invece alla truffa all’Inps contestata all’ex ministra dalla Procura nella cassa integrazione Covid ai dipendenti del gruppo Visibilia che avrebbero continuato però a lavorare, giace invece ormai da un anno in attesa che la Corte Costituzionale, a partire dall’udienza fissata il 4 novembre, risolva il conflitto di attribuzione sollevato dal Parlamento contro i magistrati milanesi sull’utilizzabilitá o meno di alcune registrazioni e mail di comunicazioni con l’imprenditrice-ministra consegnate dai lavoratori-interlocutori.

martedì 20 ottobre 2026

«La morte è vicina», falso allarme bomba per mail a 50 scuole in tutta Italia. ​Diversi istituti evacuati

Le misure sono scattate a seguito della ricezione di diverse mail contenenti minacce di ordigni negli istituti


Una mail con un mittente apparentemente appartenente al ministero dell'Istruzione saudita, in cui si annunciava un attentato, è stata ricevuta da almeno 50 scuole in tutta Italia, da Nord a Sud. Immediatamente è scattato l'allarme e sono stati predisposti i controlli negli istituti indicati che avrebbero dato tutti esito negativo. La mail ha come oggetto «La morte è vicina» e nel testo c'è scritto: «Vi informiamo con la massima urgenza che in questo momento nell'edificio è stato collocato un ordigno esplosivo contenente nitrato d'ammonio (ANFO). Oggi, con il permesso di Allah, condurremo una serie di attacchi terroristici pianificati sul territorio nazionale. Ciò che proverete oggi è solo l'inizio. Un giorno, il vostro governo cederà il potere e verrà instaurata la Sharia. Allahu Akbar».

L'allarme
In Calabria l'allarme ha riguardato tre scuole, una nel crotonese, l'istituto Volta di Cotronei, e due nel reggino, l'istituto Jerace di Polistena, e l'istituito comprensivo Giovanni XXIII di Villa San Giovanni.

A Cotronei, l'amministrazione comunale si è coordinata con la Questura, i Carabinieri, la Polizia locale e i Vigili del fuoco e unità cinofile arrivate da Vibo Valentia hanno ispezionato classe per classe alla ricerca di eventuali oggetti sospetti. Il sindaco, Antonio Ammirati, ha disposto la chiusura della scuola «fino a nuove disposizioni, che saranno adottate soltanto dopo le verifiche delle forze dell'ordine».

Il falso allarme ha colpito anche nel Reggiano. Intorno alle 14 di oggi pomeriggio è stato evacuato il polo scolastico di Rivalta, frazione di Reggio Emilia, che comprende la scuola d'infanzia 'Aquilone', le medie e la sede di Ghiarda. La misura è scattata a seguito della ricezione di una mail contenente minacce di ordigni negli istituti. La dirigente scolastica ha immediatamente allertato la Digos che ora indaga sull'accaduto. Circa 80 bambini sono stati evacuati e poi riconsegnati alle famiglie allertate per venirli a prendere. I controlli di bonifica hanno dato esito negativo sulla presenza di ordigni e domani le lezioni riprenderanno regolarmente.

Linda e Camilla Rondini scomparse da Viterbo, hanno 14 e 13 anni. Le due sorelle erano in una casa famiglia

Entrambe sono nate a Roma: Linda il 20 aprile 2012, Camilla il 13 giugno 2013. Secondo le informazioni contenute nella segnalazione, le ragazze si sarebbero allontanate dal centro che le ospitava senza fare più ritorno


Scomparse nel nulla due minori da una struttura protetta del capoluogo. Da venerdì non si hanno più notizie di Linda e Camilla Rondini, due minorenni che si sarebbero allontanate da una struttura di accoglienza di Viterbo. L'allarme è scattato nel capoluogo, dove sono in corso le ricerche per rintracciare le due ragazze e fare chiarezza sui loro spostamenti. A mobilitarsi sono anche coloro che, attraverso un appello diffuso per favorirne il ritrovamento, chiedono la collaborazione della cittadinanza.

Le due adolescenti, rispettivamente di 14 e 13 anni, risultano irreperibili dal 16 ottobre.

Entrambe sono nate a Roma: Linda il 20 aprile 2012, Camilla il 13 giugno 2013. Secondo le informazioni contenute nella segnalazione, le ragazze si sarebbero allontanate dal centro che le ospitava senza fare più ritorno. Da allora non si avrebbero notizie utili a ricostruire dove possano trovarsi.

L'invito è a prestare attenzione e a segnalare tempestivamente qualsiasi elemento che possa contribuire al loro ritrovamento. L'appello riguarda Viterbo e l'intera provincia, ma si estende anche ai luoghi di passaggio, come stazioni ferroviarie, fermate degli autobus e principali arterie stradali, dove le due minorenni potrebbero essere state viste.

In situazioni come questa, anche un particolare apparentemente secondario può rivelarsi importante per aiutare gli investigatori a ricostruire gli spostamenti delle ragazze. Per questo viene chiesto a chiunque abbia informazioni di non sottovalutare eventuali avvistamenti e di mettersi immediatamente in contatto con le autorità, fornendo indicazioni precise sul luogo e sull'orario in cui le avrebbe incontrate.

Chiunque abbia visto Linda o Camilla, oppure disponga di informazioni utili, può contattare il numero unico di emergenza 112 o chiamare il 3492513872, indicato nell'appello per il ritrovamento. È importante riferire ogni elemento direttamente alle forze dell'ordine, evitando iniziative autonome che potrebbero interferire con le ricerche.

Roma, autista del bus trovato positivo a cocaina e alcol: doveva guidare il pullman per la gita di una scuola dell'infanzia

Drogato e ubriaco, avrebbe guidato il pullman turistico di una scuola dell'infanzia-primaria, per una gita scolastica, ma per fortuna la polizia locale di Ciampino lo ha fermato


Doveva essere un giorno di allegria, condivisione e spensieratezza per una cinquantina di bambini, pronti sabato mattina a fare una gita fuori porta in un comune in provincia di Roma per visitare una fattoria didattica. Invece il programma ha subito un ritardo di circa un'ora perché la polizia locale diretta dal comandante Roberto Antonelli, nel corso dei costanti e tradizionali controlli prima delle gite scolastiche, ha notato che l'autista (un cittadino italiano di 40 anni residente a Roma) presentava evidenti sintomi di alterazione psicofisica.

Accertamenti
Gli accertamenti tecnici immediati, condotti dal nucleo di polizia scientifica del comando, hanno confermato i sospetti in modo inequivocabile: l'uomo è risultato positivo alla cocaina e aveva inoltre un tasso alcolemico superiore a 0,9 grammi per litro, ben oltre il limite di tolleranza zero imposto dalla normativa vigente per gli autisti professionali.

Nei confronti del 40enne, dunque, è scattato il ritiro immediato della patente di guida e il deferimento all'autorità giudiziaria per i gravi reati commessi. L'accurata analisi degli agenti tramite drug e alcol test in dotazione ha permesso ai piccoli studenti di partire per la loro gita in totale sicurezza, seppur con un ritardo di circa un'ora.

Sostituto
In seguito allo stop imposto al primo autista, la ditta ha inviato sul posto un autista sostitutivo idoneo e la partenza si è svolta regolarmente. I controlli in occasioni di gite scolastiche sono richiesti dalle direzioni degli istituti scolastici, mentre ad eseguirli sono quasi sempre le polizie locali e in qualche caso anche la polizia stradale. Questo rigoroso protocollo non si limita al solo accertamento dei requisiti tecnici e documentali dei veicoli, ma prevede un focus specifico e prioritario sulle condizioni psicofisiche e sull'idoneità dei conducenti professionali.

«L'episodio rientra nell'ambito di un quadro abbastanza complicato - dicono dalla polizia locale di Ciampino - che riguarda in generale il settore dell'autotrasporto: la stragrande maggioranza dei conducenti, ovviamente, opera con assoluto rigore, professionalità ma l'attuale e nota scarsità di autisti qualificati genera spesso l'imposizione di ritmi di lavoro estremamente serrati. Queste condizioni lavorative, in certi casi (per fortuna pochi) spinge alcuni professionisti, pur in regola con le idoneità formali, a ricorrere all'uso di sostanze stupefacenti o alcoliche per tollerare la fatica e i turni stressanti».

domenica 18 ottobre 2026

Croce si stacca e colpisce in testa il prete: il sacerdote è morto mentre celebrava la messa, tragedia in Ecuador

Croce si stacca e colpisce in testa il prete: il sacerdote è morto mentre celebrava la messa, tragedia in Ecuador


Tragedia choc in Ecuador. Come riporta Adnkronos, un prete è morto mentre celebrava la messa all'interno di una chiesa di Guayaquil, e ad ucciderlo sarebbe stata una croce. In un video diventato virale su X infatti, si vede un sacerdote, che è stato poi identificato dai media locali come Patricio Sanchez, cadere a terra dopo che una grossa croce, staccatasi dalla parete, lo ha colpito sulla testa.

L'uomo è stato travolto dall'impatto e, secondo quanto riportato dai media locali, sarebbe poi morto per lo shock dei fedeli. Nella chiesa è calato un silenzio che si è trasformato presto in disperazione, scoppiata anche online, visto che la messa veniva trasmessa in diretta streaming.