venerdì 16 ottobre 2026

Max Pezzali, si aggiungono sold out e repliche al tour nei palasport

Si aggiungono sold out e repliche al tour nei palasport di Max Pezzali


Mancano esattamente due mesi al ritorno live di Max Pezzali: a partire dal 15 dicembre Max riabbraccerà il suo pubblico nei palasport italiani con Max Forever – Stessa storia stesso posto stesso bar, lo show nuovo di zecca (organizzato e prodotto da Vivo Concerti) che riporterà nella dimensione indoor l’energia, le emozioni e le canzoni di un artista con una carriera senza eguali.

Al via da Pesaro, Max Forever – Stessa storia stesso posto stesso bar toccherà – nei prossimi mesi e fino ad aprile 2027 – le città di Milano, Roma, Bologna, Firenze e Torino. Il tour non smette di raccogliere uno straordinario entusiasmo da parte del pubblico, registrando nuovi tutto esaurito e arricchendo il calendario di cinque nuovi appuntamenti.

Ecco il calendario aggiornato con le nuove date:

Pesaro, Vitrifrigo Arena
15, 16, 18, 19 dicembre 2026

Milano, Unipol Dome
22, 23, 26, 27, 29, 30 dicembre 2026
3, 4, 6, 8, 9 gennaio 2027

Roma, Palazzo dello Sport
13, 14, 16, 17, 19, 20, 22, 23, 25, 26 gennaio 2027
24 e 25 aprile 2027 (nuove date)

Bologna, Unipol Arena
5, 6, 8 febbraio 2027

Firenze, Mandela Forum
21, 22, 24, 25, 26 febbraio 2027
2 e 3 marzo 2027 (nuove date)

Torino, Inalpi Arena
8 marzo 2027 (nuova data)
9, 11, 13, 14 aprile 2027

Max Forever – Stessa storia stesso posto stesso bar è organizzato e prodotto da Vivo Concerti.

I biglietti saranno disponibili dalle ore 14:00 di domani, 16 ottobre, in esclusiva su TicketOne, e a partire dalle ore 11:00 di mercoledì 21 ottobre nelle altre prevendite online e nei punti vendita autorizzati.

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Max Forever vol. 2

Il viaggio di Max Forever – Stessa storia stesso posto stesso bar sarà anche l’occasione per portare dal vivo i brani del nuovo album Max Forever vol. 2, in uscita il 30 ottobre in digitale e negli store fisici per Atlantic Records Italy / Warner Music Italy.

Il disco raccoglie versioni speciali e inedite dei brani più iconici di Max Pezzali, registrazioni live, chiacchiere d’archivio e vere e proprie chicche pensate per sorprendere ancora una volta il pubblico.

Inoltre, a completare il progetto due brani inediti: Le_ali, incluso in Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 (la seconda stagione della serie Sky Original, firmata da Sydney Sibilia, disponibile dal 9 ottobre su Sky e NOW) e Un metro alla volta.

L’album sarà disponibile nei formati doppio vinile colorato e autografato in edizione limitata, doppio vinile nero standard e CD ed è già disponibile in preorder (qui).

La tracklist dell’album:

01. Le_ali (soundtrack version)

02. Un metro alla volta

03. Sei un mito (disco version)

04. Nord Sud Ovest Est (Max Forever live 2026 @ Stadio Maradona, Napoli)

05. Nella notte (European remix)

06. Tieni il tempo (Madfingerz new mix 2026)

07. Ma perchè (114bpm remix)

08. Cumuli (Max Forever Grand Prix live 2025 @ Autodromo Enzo Ferrari, Imola)

09. Weekend (acoustic ’26)

10. Come mai (Max Forever live 2026 @ Stadio Olimpico, Roma)

11. Una canzone d’amore (Max Forever live 2026 @ Stadio San Siro, Milano)

12. L’universo tranne noi (acosutic ’26)

13. Un giorno così + Senza averti qui (Max Forever live 2026 @ Stadio San Nicola, Bari)

14. Gli anni (live 1998 @ Piazza Duomo, Milano)

15. L’ultimo bicchiere (Circo Max live 2023 @ Circo Massimo, Roma)

16. Con un deca (reborn demo 2026)

17. Le_ali (single version)

La riedizione speciale dei primi due album

Accanto al nuovo album, a oltre trent’anni dalla loro uscita tornano due dischi cult che hanno segnato la storia della musica italiana e continuano a conquistare nuove generazioni: Nord Sud Ovest Est e Hanno ucciso l’Uomo Ragno, dal 6 novembre in due speciali box da collezione (disponibili in pre-order). Le due edizioni celebrano gli esordi di Max Pezzali e Mauro Repetto con gli 883, raccogliendo immagini, oggetti, materiali e soprattutto ricordi e storie mai raccontate. Al centro dei box, La tavernetta radio show, contenuto inedito pubblicato per la prima volta in vinile: una serie di conversazioni in cui Max e Mauro ripercorrono la nascita dei due album attraverso ricordi, incontri, personaggi e retroscena legati a quelle canzoni e agli anni in cui tutto cominciava.

Trova 3 miliardi di lire nascosti in un muro, ma Bankitalia non glieli cambia: la battaglia di un genovese

Un impiegato di 49 anni scopre il denaro durante la ristrutturazione di una casa di famiglia a Cesena. La Banca d'Italia nega il cambio, ma lui vuole far valere la data del ritrovamento


Quasi tre miliardi di vecchie lire nascosti nell'intercapedine di un muro. Un tesoro che oggi varrebbe circa un milione e mezzo di euro, ma che rischia di trasformarsi in una montagna di carta senza valore. A fare la scoperta è stato un impiegato genovese di 49 anni, durante i lavori di ristrutturazione di una casa di famiglia a Cesena. Quando ha contattato la Banca d'Italia per convertire le banconote in euro, si è sentito rispondere che i termini per il cambio erano scaduti da anni.

L'uomo, Guido F., non si è però arreso e ha deciso di avviare una battaglia legale per tentare di recuperare il denaro.

Il tesoro scoperto durante la ristrutturazione
Il ritrovamento risale al 6 ottobre. Durante alcuni lavori nell'abitazione appartenuta ai suoi antenati, il quarantanovenne ha scoperto all'interno di un'intercapedine una consistente quantità di banconote in lire, di diverso taglio, per un valore nominale complessivo vicino ai tre miliardi.

Una fortuna rimasta nascosta per decenni, della quale non è ancora chiaro chi fosse l'originario proprietario né perché fosse stata murata nell'abitazione.

Il primo passo è stato contattare la Banca d'Italia per chiedere come procedere alla conversione. La risposta, però, è stata negativa: il termine ordinario per cambiare le vecchie lire è scaduto il 28 febbraio 2012.

La battaglia per ottenere il cambio in euro
Il genovese si è quindi rivolto all'Associazione Italia, che si occupa di controversie relative alla conversione delle lire e al rimborso di titoli di credito espressi nella vecchia valuta.

La questione è legata a una vicenda normativa complessa. Nel dicembre 2011 il governo aveva anticipato la scadenza per il cambio delle lire, originariamente fissata al 28 febbraio 2012. Quella decisione è stata successivamente dichiarata incostituzionale dalla Consulta, con la sentenza 216 del 2015.

Il Ministero dell'Economia ha quindi previsto la possibilità di ottenere la conversione per chi fosse in grado di dimostrare di aver richiesto il cambio tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012.

Una condizione che, nel caso del genovese, non potrebbe essere soddisfatta: il denaro è stato scoperto soltanto pochi giorni fa.

La tesi: "I dieci anni decorrono dalla scoperta"
È proprio sulla data del ritrovamento che si concentra la strategia per tentare di recuperare il denaro.

Secondo la tesi sostenuta per il quarantanovenne, dovrebbe trovare applicazione l'articolo 2935 del Codice civile, secondo il quale la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

Poiché le banconote sono state rinvenute soltanto il 6 ottobre 2026, l'associazione sostiene che il termine decennale debba decorrere da quella data, lasciando all'interessato tempo fino al 2036 per chiedere la conversione.

Il senso profondo del rave: immaginare un mondo nuovo

La musica elettronica degli anni Novanta è stata un’epopea, capace di ridefinire le geografie del pop. Un impatto che continua ancora, occupando adesso non più le ex fabbriche svuotate delle loro catene di montaggio, ma i festival internazionali


Sottocultura nomadica, capace di ridefinire le geografie delle musica pop, con l’irruzione sulla scena globale di territori una volta lontani dai consumi giovanili, quella delle musica elettronica degli anni Novanta, è stata una epopea che ha fatto dell’attraversamento il suo segno riconoscibile. Quello simboleggiato dal viaggio, naturalmente, con le “tribe” che solcavano i continenti, come se fossero una moderna interpretazione dei “Magic Bus” che negli anni Sessanta e Settanta connettevano Amsterdam e la allora festosa Kabul.

Ma anche quello della “transizione” interiore, della “modificazione degli stati di coscienza”, della trance che ha fatto dei dj, ancora prima che delle superstar, dei veri sciamani, dei “maestri di cerimonie” di appuntamenti rituali che trovarono nei rave party il loro potente catalizzatore. Nei rave, ma non solo.

Sulle rotte del rave, che torna in libreria più di 20 anni dopo la sua prima pubblicazione (2002), è un lungo reportage che traccia itinerari segnati dal beat elettronico che hanno unito, magicamemte e in modo irripetibile, le spiagge di Goa, dove andavano in scena i “Full Monn Parties”, le feste dove si celebrava la bellezza della luna piena che si alzava sull’Oceano, con le calette di Ibiza, dove invece era il sole che si inabissava nelle acque del mediterraneo a essere festeggiato nei “sunset bar”, su tutti quello più famoso, il Café del mar di Jose Padilla. Per poi perdersi sulle orme degli adoratori techno del Re Artù in uno sperduto altopiano del Galles e ritrovarsi su un camion dalla meccanica instabile diretti a est, nella ex Jugoslavia in piena guerra civile, per organizzare, come fecero gli inglesi della techno tribù Desert Storm, il capodanno della vita in una città bosniaca sotto assedio da parte dei cecchini.

Con una discoteca che sorge dal nulla in poche ore e così velocemente come è stata costruita, si dissolve il giorno successivo, pronta a ricomparire la notte dopo a molti chilometri di distanza. come recitava la frase di Timothy Leary, il grande teorico della psichedelia, “Accenditi, Sintonizzati, Abbandonati”.

Intrattenimento e consapevolezza
Scena, quella rave, che ha mescolato con disinvoltura intrattenimento e consapevolezza sociale, mettendo insieme il nuovo edonismo che nasceva alle Baleari con quello che rimaneva del movimento degli squatters, gli occupanti di case nella Londra degli anni Settanta, il punk con gli scampoli del new romantics, gli hippies bonghisti di Ibiza e tutta la disco americana colonna sonora dei movimenti per il superamento delle differenze di genere.

Il rave rivendica un nuovo spazio di socialità che non sia quello consueto, le macchine elettroniche che segnano quella che viene definite “Bedroom Generation”, la generazione della stanza da letto, fanno il resto, trasformando ogni stanzetta adolescenziale, in ogni angolo del pianeta, in un artigianale, ma efficace studio di registrazione. È una piccola, ma significativa rivoluzione culturale che travolge l’idea stessa del fare e del consumare musica.

Emerge una realtà di giovani produttori che ci raccontano, con i loro lavori, cosa succede nei sotterranei di Budapest e ai confini di una megalopoli brasiliana, nel cuore di Mosca o nella giungla della Thailandia. È una frenesia che contagia, grazie alla quale tutto sembra possibile. Occupare un grande spazio industriale abbandonato per trasformarlo nella più scintillante discoteca possibile e entrare nel mercato della musica. È il momento di reclamare il proprio diritto a vivere sino in fondo le strade, come recita il nome del movimento inglese “Reclaim the Street”, che invade le vie di Londra per farle diventare un club all’aria aperta dove consumare il proprio diritto alla festa.

Le discoteche rimangono sullo sfondo, sono altri adesso i luoghi della danza, si torna a viaggiare, l’elettronica è il linguaggio privilegiato delle nuove ondate di adolescenti che mixano, traggono fonte di ispirazione dalle grandi scene globali che hanno segnato la storia della dance music. La Chicago e Detroit degli anni Ottanta, i depositi abbandonati dove il dj Frankie Knuckles rilegge i classici della tradizione soul afro americana fuori dal clamore scintillante della “Febbre del sabato sera”, mentre l’archeologia industriale della città della robotica spera in un futuro interamente basato sulla relazione tra uomo e tecnologia, rapporto che passa proprio per il ballo.

La scena oggi
Flussi sonori che hanno influenzato (e continuano a influenzare) la musica contemporanea, occupando adesso non più le ex fabbriche svuotate delle loro catene di montaggio, ma i festival internazionali, da quelli che si aprono per la prima volta alla techno e ai mega raduni pop.

Trovare Jeff Mills, il “maestro” della Techno Detroit all’interno di una prestigiosa rassegna come Ravenna Festival del Maestro Muti, significa aver “storicizzato” la dimensione del rave, averlo fatto uscire dal confine della subcultura giovanile per metterlo a confronto con i grandi nomi della classica e della contemporanea. Il rave dimostra così le sue immense possibilità come territorio di sperimentazione e di ricerca, non risponde più alla logica del gruppo di adolescenti che portano con sé un sound system, invadono un campo per un giorno e una notte, trasformandolo nel club dei loro sogni.

Il senso profondo del rave sta proprio nell’immaginare un mondo nuovo. Come quello che nasce ogni fine estate a Londra, per le vie di Notting Hill Gate, con il Carnival, adesso il più grande street festival d’Eurpoa, quando tantissimi sound system invadono le strade di quest’area di Londra, tradizionalmente abitato dalla comunità giamaicana e fanno di ogni angolo un club, con i dj che rievocano le atmosfere delle vie di Kingston, dove si balla con i ritmi sinuosi del dub, del reggae, della house. Uscire fuori, socializzare, incontrare l’altro da sé, danzare sino a far viaggiare la mente, esprimendosi però con il linguaggio del corpo.

Sulle rotte del rave è questo, un manuale d’uso che tantissimi hanno messo nello zaino per addentrarsi nella foresta brasiliana o esplorare i quartieri est di Londra, alla ricerca di quello che Afrika Bambaataa, uno dei padri dell’hip hop old school aveva definito il «ritmo perfetto».

Un percorso costellato di personalità che hanno immaginato linguaggi inediti, destinati spesso a definire correnti musicali che sono fortemente immerse nel presente. Come Gilles Peterson, il dj che ha “inventato” l’acid jazz portando nei club i capolavori della storia del jazz, facendoli amare ai giovanissimi ancora in balìa delle esperienze lisergiche della cosiddetta “seconda estate dell’amore”, che da Ibiza a Londra, ha portato il rave a diventare raduno giovanile impossibile da contenere. Al punto che l’Inghilterra è stata la prima nazione del pianeta a inserire nel 1994 a definizione di techno (“Ripetive beats”) nel famoso Criminal Justice and Public Order Act, una legge che non è certo servita ad arginare un movimento che, invece, è diventato istituzione.

Che il decreto anti rave emesso dal governo italiano possa avere lo stesso effetto e fare del rave anche in Italia un fenomeno commerciale? Come è già avvenuto nel resto d’Europa, dove la parola viene usata adesso per le grandi feste techno in luoghi enormi con alti biglietti di ingresso.

E non a caso si chiama Rave the Planet l’organizzazione non profit tedesca che ha curato la campagna per far iscrivere la “Cultura techno di Berlino” nella lista tedesca del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco.

Agrigento, oltre 100 protesi al pene impiantate a carico del Servizio sanitario nazionale: 5 medici indagati

A far scattare i sospetti era stata l'Azienda sanitaria provinciale colpita dal numero di pazienti arrivati anche da fuori Regione

DANNO ECONOMICO ALLE CASSE PUBBLICHE A far scattare i sospetti era stata l'Azienda sanitaria provinciale colpita dal numero di pazienti arrivati anche da fuori Regione 14 ott 2026 - 09:04 © Istockphoto

Avrebbero impiantato oltre 100 protesi al pene tramite Servizio sanitario nazionale facendo quindi passare a carico della sanità pubblica interventi chirurgici che normalmente dovrebbero essere a pagamento. Per questo motivo cinque medici - fra cui due primari di due diversi reparti dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento - sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura. Se quanto ipotizzato dagli inquirenti dovesse trovare riscontro nella realtà, i sanitari avrebbero provocato un consistente danno economico alle casse pubbliche.

L'ipotesi degli inquirenti
Gli inquirenti siciliani ipotizzano che nell'ospedale dell'Agrigentino i medici indagati garantissero interventi gratuiti a pazienti privi dei requisiti necessari. Se l'ipotesi trovasse riscontro positivo nella realtà, gli indagati avrebbero provocato un consistente danno economico alle casse pubbliche. A far scattare i primi sospetti era stata la stessa Asp di Agrigento - l'Azienda sanitaria provinciale - colpita dall'elevato numero di pazienti arrivati anche da fuori Regione, attratti da sponsorizzazioni diffuse sui social network. I dubbi hanno successivamente portato alle ispezioni dell'assessorato regionale alla Salute e al blitz dei carabinieri del Nas di Palermo. I militari dell'Arma hanno sequestrato 112 cartelle cliniche relative a operazioni effettuate tra il 2018 e il 2024.

Intervento coperto da Ssn solo in casi eccezionali
L'intervento di protesi al pene non rientra nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). La loro spesa è coperta dalla sanità pubblica soltanto in casi rari e specifici. Tra questi vi sono, ad esempio, i pazienti oncologici. Negli altri casi, il costo dell'operazione - che può arrivare a superare la cifra di 8mila euro per dispositivo - dovrebbe essere a carico del singolo paziente.

lunedì 12 ottobre 2026

Fabrizio Corona aggredito e picchiato: gli strappano le collane

La sua denuncia: aggredito da almeno sei persone. È la seconda volta in poche settimane


Fabrizio Corona, imprenditore 52enne ed ex agente fotografico, autore del format “Falsissimo” su Youtube, sarebbe stato aggredito e picchiato nelle scorse ore nei pressi della propria abitazione milanese, in pieno centro.

Accerchiato e aggredito da 6 persone
Secondo le ricostruzioni, l'ex “re dei paparazzi” sarebbe stato accerchiato e minacciato da un gruppo “di 6 persone”, che gli avrebbe sottratto “due collanine” malmenandolo. Poi i componenti della banda si sono dileguati. Il valore della refurtiva dovrebbe essere di poche centinaia di euro. L'imprenditore ha riportato escoriazioni di lieve entità, e non si è recato in ospedale. È la seconda aggressione in poco tempo.

Lo scorso mese sarebbe stato vittima di un tentativo di estorsione da 500 euro e di minacce da parte di due amici del figlio Carlos. Corona ha avvertito la polizia e si è presentato all'incontro concordato. Lì uno dei due giovani, 20 anni, ha distrutto il lunotto della sua auto prima di essere bloccato dagli agenti e denunciato per tentata estorsione e danneggiamento.

Il legale di Corona, Ivano Chiesa, interpellato dall'Adnkronos, ha confermato che il suo assistito non sappia chi siano gli aggressori né il motivo della rapina.

“La cosa più importante è che stia bene. Oggi andrà a sporgere denuncia”, ha detto Chiesa. Indagano i carabinieri della stazione di Porta Monforte. Ci sono sospetti - è trapelato - su un imprenditore che doveva a Corona del denaro.

Querelato dalla premier Giorgia Meloni
I guai di Corona, tuttavia, sembrano non avere fine. Il prossimo 25 gennaio 2027, infatti, la premier Giorgia Meloni testimonierà al tribunale di Milano nel processo per diffamazione aggravata proprio contro Corona e l'ex direttore di Dillinger News, Luca Arnau. Il procedimento nasce dalla querela presentata dalla premier e dal deputato Manlio Messina per un articolo del 20 ottobre 2023 che ipotizzava una relazione tra i due dopo la fine del legame con Andrea Giambruno.

La testimonianza di Meloni chiuderà l'istruttoria; la requisitoria del pm e le discussioni finali sono state fissate per il 22 febbraio 2027.

domenica 11 ottobre 2026

“Cosa succede ora”. Manuela Arcuri e il principe, l’annuncio dopo lo scoop

La vita sentimentale di Manuela Arcuri è tornata prepotentemente al centro dell’attenzione mediatica su una possibile nuova storia d’amore hanno immediatamente acceso la curiosità del pubblico, soprattutto per l’identità dell’uomo che sarebbe entrato nella sua vita


La vita sentimentale di Manuela Arcuri è tornata prepotentemente al centro dell’attenzione mediatica. Dopo un periodo particolarmente delicato, segnato dalla fine del matrimonio con Giovanni Di Gianfrancesco, l’attrice sembrava pronta a voltare pagina e a lasciarsi alle spalle le difficoltà degli ultimi anni. Le recenti indiscrezioni su una possibile nuova storia d’amore hanno immediatamente acceso la curiosità del pubblico, soprattutto per l’identità dell’uomo che sarebbe entrato nella sua vita. Una vicenda che, nel giro di pochi giorni, ha assunto contorni sempre più sorprendenti, tra fotografie esclusive, viaggi all’estero e persino ipotesi di nozze.

A rendere ancora più intrigante la situazione è stata la riservatezza dei diretti interessati, che inizialmente hanno preferito non alimentare le voci circolate sul loro rapporto. Nel frattempo, però, il gossip ha continuato a crescere, trasformando una possibile frequentazione in quella che molti avevano già immaginato come una favola romantica. Le ultime notizie, tuttavia, sembrano raccontare una realtà decisamente diversa. Durante una trasmissione televisiva sono emersi particolari inaspettati, mentre una dura presa di posizione contro gli attacchi ricevuti sui social ha aggiunto un ulteriore capitolo a una vicenda destinata a far discutere.


Manuela Arcuri e il principe, l’annuncio dopo lo scoop
Al centro delle indiscrezioni ci sono Manuela Arcuri e Domenico Antonio Pallavicino, principe genovese di 82 anni appartenente a una delle più antiche famiglie aristocratiche italiane. I due si conoscono da diversi anni grazie ad alcune collaborazioni professionali, in particolare quelle legate alla Fondazione Pallavicino, impegnata nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico e artistico della famiglia. L’attrice ha partecipato a diverse iniziative benefiche e istituzionali, tra cui il galà “Dalla parte del mare”, organizzato alla presenza del principe Alberto di Monaco. Lo scorso giugno è stata inoltre protagonista dell’inaugurazione del primo volo di Airidea, compagnia nella quale Pallavicino detiene una partecipazione del 40% attraverso la Global Group.

Negli ultimi mesi, però, il loro legame ha iniziato ad attirare l’attenzione per motivi che sembravano andare oltre gli impegni lavorativi. Prima le fotografie allo Yacht Club di Montecarlo, poi il viaggio a Parigi a bordo di un jet privato, con una colazione al prestigioso Ritz Hotel e una passeggiata per le strade della capitale francese. A tutto questo si è aggiunta la presenza di un anello al dito dell’attrice durante un’apparizione al Salone Nautico di Genova. Elementi che hanno alimentato le supposizioni su una relazione sentimentale e persino su un possibile matrimonio. Anche la differenza d’età di 33 anni è diventata argomento di discussione, contribuendo ad accendere un dibattito spesso poco rispettoso della vita privata dei protagonisti.


La svolta è arrivata venerdì 9 ottobre durante La Volta Buona, il programma pomeridiano di Rai 1 condotto da Caterina Balivo. Il giornalista Valerio Palmieri, dopo aver avuto modo di confrontarsi direttamente con il principe, ha ridimensionato le indiscrezioni che circolavano da giorni. “Non c’è nessun matrimonio, non c’è neppure una relazione ufficiale con Manuela Arcuri. Lui ha parlato di amicizia, simpatia, forse potrebbe sfociare in qualcosa di più. Ma lui non ha nessuna intenzione matrimoniale”, ha spiegato Palmieri. Una precisazione che cambia sensibilmente il quadro della situazione: tra l’attrice e Pallavicino ci sarebbe dunque una conoscenza accompagnata da affetto e simpatia, ma non un fidanzamento ufficiale e tantomeno un progetto concreto di nozze.

Il giornalista ha poi aggiunto un altro dettaglio che lascia aperta la porta a possibili sviluppi futuri. “Forse il Principe ci spera e sta usando tutte le armi a sua disposizione, come il jet privato, l’hotel a Parigi… ma per ora non c’è nulla”, ha osservato. Secondo questa ricostruzione, quindi, Pallavicino potrebbe essere interessato ad approfondire il rapporto, ma al momento non ci sarebbero elementi sufficienti per parlare di una vera storia d’amore. Nessuna conferma di matrimonio imminente, dunque, nonostante le fotografie e le indiscrezioni abbiano fatto immaginare uno scenario completamente diverso.

Intanto la vicenda ha assunto anche una dimensione giudiziaria. La grande esposizione mediatica ha infatti provocato una lunga serie di reazioni sui social network, alcune delle quali particolarmente offensive. Proprio per questo Domenico Antonio Pallavicino ha deciso di intervenire pubblicamente, annunciando iniziative legali nei confronti di chi avrebbe superato il limite della critica. Attraverso una nota, il principe ha dichiarato: “Fin dall’inizio i miei legali stanno monitorando con la massima attenzione la situazione. A questo proposito i soggetti che a oggi hanno pubblicato insulti ed offese ed hanno diffuso e condiviso commenti alterati, offensivi, e lesivi dell’onore e della reputazione mia e della signora Manuela Arcuri ne risponderanno davanti alle competenti sedi penali e civili”.

Una presa di posizione molto netta, che coinvolge non soltanto la tutela della reputazione personale del principe, ma anche quella dell’attrice. Pallavicino ha inoltre voluto chiarire che le eventuali somme ottenute attraverso le azioni giudiziarie non saranno destinate a un arricchimento personale. “Comunico già fin d’ora che ogni somma riconosciuta a titolo di risarcimento del danno sarà integralmente devoluta a favore di iniziative e organizzazioni benefiche”, ha precisato. Una decisione coerente con il suo impegno filantropico, che negli anni lo ha visto sostenere numerose iniziative, tra cui una donazione di 350mila euro all’Istituto Gaslini di Genova nel 2024.

Per Manuela Arcuri, reduce dalla separazione da Giovanni Di Gianfrancesco, si tratta quindi di un momento in cui la sfera privata continua a essere osservata con particolare attenzione. Dal matrimonio celebrato a Las Vegas nel 2013, alla nascita del figlio Mattia nel 2014, fino alle nozze festeggiate nuovamente nel 2022 al Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano, l’attrice ha vissuto una lunga storia sentimentale conclusasi dopo una crisi maturata nel tempo. La stessa Arcuri aveva escluso che alla base della rottura ci fossero tradimenti, raccontando piuttosto un progressivo allontanamento.

Oggi il suo nome viene accostato a quello del principe Pallavicino, ma le ultime dichiarazioni invitano alla prudenza. Quella che sembrava una storia destinata all’altare, almeno per il momento, resta una frequentazione dai contorni ancora indefiniti. E mentre il futuro sentimentale dei due rimane tutto da scrivere, una cosa appare certa: il principe non intende più tollerare gli attacchi personali che hanno accompagnato le indiscrezioni sulla sua vita privata.