mercoledì 8 luglio 2026

Scandalo Balogun: Trump chiama Infantino e la Fifa toglie la squalifica al bomber degli Stati Uniti. Mai successo nella storia. Il Belgio: “Sbalorditi”

La chiamata del presidente Usa svelata da più fonti, poi la decisione senza precedenti che tira in ballo l'articolo 27 del Codice disciplinare. Così gli Usa potranno giocare con il loro attaccante che era stato espulso


La telefonata del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al presidente della Fifa Gianni Infantino e, poche ore dopo, la clamorosa revoca della squalifica di Folarin Balogun. È una decisione senza precedenti nella storia dei Mondiali e destinata ad aprire un caso enorme sul principio di autonomia della giustizia sportiva. L’attaccante statunitense, espulso contro la Bosnia-Erzegovina nei sedicesimi di finale, sarà infatti regolarmente in campo nell’ottavo contro il Belgio dopo che la Commissione disciplinare Fifa ha sospeso la sanzione applicando l’articolo 27 del Codice disciplinare. Uno scandalo alla luce del sole.

Secondo il New York Times, Trump ha telefonato a Infantino mercoledì chiedendogli di riesaminare il cartellino rosso mostrato al miglior marcatore della nazionale americana. La ricostruzione è stata confermata anche da Associated Press e Afp attraverso fonti informate sulla vicenda. Anche la Casa Bianca avrebbe contattato direttamente la Fifa per chiedere la revoca della squalifica.

Balogun era stato espulso, dopo revisione al Var, per aver calpestato il piede del difensore bosniaco Tarik Muharemovic durante la vittoria per 2-0 degli Stati Uniti. In base al regolamento Fifa, un cartellino rosso diretto comporta automaticamente una giornata di squalifica e la decisione non può essere impugnata dalla squadra del giocatore.

Eppure la Fifa ha deciso di sospendere la sanzione per un anno, senza fornire una spiegazione specifica sul singolo caso. L’organo di governo del calcio mondiale sostiene che la decisione rientra nei poteri previsti dall’articolo 27 del Codice disciplinare ed è stata presa dalla propria Commissione indipendente. Fonti della Fifa hanno inoltre smentito che la telefonata della Casa Bianca abbia influenzato l’esito della vicenda. Trump, dal canto suo, ha ringraziato pubblicamente la federazione su Truth: “Grazie alla Fifa per aver agito secondo giustizia e per aver posto rimedio a una grave ingiustizia”.

La reazione del Belgio è stata durissima. La Federcalcio belga si è detta “sbalordita” dalla decisione, sostenendo che essa sia “in diretta contraddizione” con l’articolo 66.4 del Codice disciplinare, che prevede la squalifica automatica per la partita successiva dopo un’espulsione, oltre che con il regolamento della Coppa del Mondo 2026. Per questo la federazione ha annunciato di stare valutando “tutte le opzioni possibili” per tutelare “i diritti legittimi di tutte le squadre partecipanti e il fair play”. Ironico anche il commissario tecnico Rudi Garcia: “Non sapevo che il 5 luglio fosse in realtà il 1° aprile negli Stati Uniti”.

L’articolo 27: i precedenti
L’articolo 27 del Codice disciplinare Fifa consente alla Commissione disciplinare di sospendere totalmente o parzialmente l’esecuzione di una sanzione. In passato è stato utilizzato per ridurre o sospendere squalifiche già inflitte prima dell’inizio di una competizione, come nel caso di Cristiano Ronaldo, che ha potuto disputare le prime gare del Mondiale dopo la rimodulazione di una precedente sanzione maturata nelle qualificazioni. Mai, però, era stato applicato durante una Coppa del Mondo per consentire a un giocatore espulso nel torneo di saltare la squalifica automatica prevista per la partita successiva. È proprio questo elemento a rendere il caso Balogun un precedente senza eguali nella storia della giustizia disciplinare della Fifa. Uno scandalo.

Lì dove l'aria è più stupefacente. È a Roma il quartiere dove si respira più cocaina in Italia

Il dato arriva dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia. E, in particolare, dai risultati del monitoraggio delle sostanze psicotrope nel particolato atmosferico. A Roma rilevazioni in tre siti


Nell’aria che si respira alla Bufalotta c’è l’indice di cocaina più alto d’Italia. Il dato arriva dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia. E, in particolare, dai risultati del progetto Psico (Presenza di Sostanze Illecite nell’aerosol urbano come possibile marker per Consumo e traffico) che a Roma ha monitorato tre siti: Bufalotta, Cipro e Fermi.

Le sostanze psicotrope nell’aria
“Il monitoraggio delle sostanze psicotrope nel particolato atmosferico PM10 costituisce un ulteriore strumento analitico per il monitoraggio del consumo delle sostanze psicoattive sul territorio nazionale” si legge nel rapporto. Questa attività si inserisce all’interno del progetto Psico, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Istituto di Scienze polari del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’iniziativa ha visto inoltre il coinvolgimento del Reparto di Investigazioni scientifiche (Ris) di Parma e di 10 agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale (Arpa/Appa).

“L’atmosfera è una matrice ambientale complessa composta da una fase gassosa e una particellare sospesa, definita aerosol atmosferico o particolato (PM), che funge da raccoglitore di molecole specifiche denominate marker”, viene spiegato nella relazione. Nel dettaglio, attraverso l’analisi dei campioni giornalieri di Pm10, questa metodologia permette di ottenere una fotografia puntuale delle dinamiche di consumo di sostanze psicotrope, integrata nelle 24 ore.

La prima campagna di rilevamento è stata avviata nella primavera del 2025 e si è conclusa nell’inverno successivo. Sono stati coinvolti 17 siti in tutta Italia, di cui tre a Roma, scelti in quanto rappresentativi di vaste aree cittadine, escludendo zone note per spaccio o elevata criminalità e garantendo la disponibilità di almeno 20 campioni mensili. L’analisi di 246 campioni ha evidenziato una presenza diffusa di diverse sostanze psicotrope.

Boom di cocaina alla Bufalotta
Un dato su tutti salta all’occhio: alla Bufalotta è stato rilevato il valore più alto a livello nazionale di cocaina, presente con una concentrazione di 1.174 pg m³ (picogrammi su metro cubo). Ben al di sopra della media nazionale che è pari a 190 pg m³. Seguono, con distacco, i siti di Pescara con 565 pg m³ e Firenze, 528 pg m³.

Lo studio ha permesso di valutare l’esposizione passiva della popolazione attraverso la naturale inalazione del Pm10 atmosferico durante la respirazione. Calcolando la quantità di sostanza assunta giornalmente nel sito con la massima concentrazione di cocaina registrata (Roma Bufalotta), si ottiene un valore di 0,0235 mg, che corrisponde allo 0,016% di una dose media per uso personale stimata in 150 mg. “Tale evidenzasi legge nella relazione - permette di affermare che la quantità respirata è ampiamente inferiore a qualsiasi dose per uso personale”.

Campioni positivi sono stati riscontrati nei tre siti di Roma anche per ketamina e thc, connotevoli differenze di concentrazione”, si legge nella relazione. Non solo: la raccolta giornaliera di campioni di Pm10 ha permesso di osservarela variabilità temporale ed emergono comportamenti differenziati a seconda della tipologia di sostanza indagata. La cocaina presenta nel 71% dei siti positivi (12 siti di monitoraggio su 17 risultati positivi) concentrazioni più elevate durante la settimana lavorativa, dal lunedì al venerdì, rispetto al fine settimana. Al contrario, il Δ9-THC mostra un andamento opposto, con livelli superiori durante il weekend nel 70% dei siti in cui la sostanza è stata rilevata (9 su 13). La ketamina, invece, mantiene livelli di presenza nel PM10 tendenzialmente omogenei e costanti durante tutti i giorni della settimana”.

Dal rapporto emerge un altro dato piuttosto interessante che riguarda, stavolta a livello regionale, il carico di lavoro dei Servizi per la dipendenza (Serd) e assistenza del Lazio, che registrano una domanda media particolarmente elevata e pari a 463 utenti al giorno.

Nel Lazio, inoltre, sono state effettuate il 19% delle operazioni antidroga in Italia (dato più alto a livello nazionale) e 7363 chili sequestrati. Il secondo dato più alto dopo la Lombardia: 11.030

martedì 7 luglio 2026

Vasco Rossi, parte la corsa ai biglietti per i 10 Olimpico: prezzi, date, orari prevendita e dove comprarli


Ultimo chiamaVasco Rossi risponde. E in mezzo c’è sempre Roma. A meno di 48 ore dal concerto dei 250mila di Ultimo a Tor Vergata, la Capitale guarda già al prossimo evento destinato a entrare nella storia della musica live italiana. Vasco Rossi prepara infatti una residency senza precedenti allo Stadio Olimpico: dieci concerti nello stesso impianto nel giugno 2027, per celebrare i cinquant’anni di carriera del Blasco.

Da oggi, lunedì 6 luglio, comincia la corsa ai biglietti. La prima fase è riservata agli iscritti al Blasco Fan Club, mentre nei prossimi giorni si apriranno prima la prevendita Mastercard e poi la vendita generale. Dieci concerti, dal 6 al 25 giugno, e oltre mezzo milione di spettatori attesi. Ecco date, orari delle prevendite, prezzi e tutto quello che c’è da sapere.

Quando comprare i biglietti
La corsa ai biglietti per il Vasco Residency Show - Roma 2027 parte lunedì 6 luglio alle ore 12.00. La prima finestra di vendita è riservata agli iscritti al Blasco Fan Club in possesso di una tessera con scadenza al 31 dicembre 2027 oppure al 31 dicembre 2028. La prevendita riservata rimarrà aperta dalle 12.00 di lunedì 6 luglio fino alle 12.00 di venerdì 10 luglio e sarà disponibile esclusivamente attraverso il circuito indicato dal fan club. Per partecipare è necessario utilizzare il codice personale di prevendita associato alla tessera. Il sito ufficiale ricorda inoltre che il codice deve essere associato a un account Vivaticket intestato alla stessa persona.

La prevendita Mastercard

La seconda finestra si apre mercoledì 8 luglio.

Dalle ore 12 i titolari di carta Mastercard avranno accesso alla prevendita dedicata. La fase terminerà alle 12.00 di venerdì 10 luglio, quando si aprirà la vendita generale.

La vendita generale

Per tutti gli altri fan l’appuntamento è fissato per venerdì 10 luglio alle ore 12.00. Da quel momento i biglietti saranno disponibili attraverso i principali circuiti ufficiali di vendita.

Le dieci date del Giubileo di Vasco
Il Vasco Residency Show occuperà lo Stadio Olimpico per quasi tutto il mese di giugno 2027.

Le date sono:

6 giugno 2027

7 giugno 2027

10 giugno 2027

11 giugno 2027

15 giugno 2027

16 giugno 2027

19 giugno 2027

20 giugno 2027

24 giugno 2027

25 giugno 2027

Dieci concerti distribuiti nell’arco di venti giorni. Il progetto è stato presentato come la residency più lunga mai realizzata in uno stadio italiano e dovrebbe richiamare complessivamente oltre 500mila spettatori.

IlGiubileodi Vasco

Il nome scelto per raccontare l’operazione non è casuale.

Il 2027 sarà l’anno dei cinquant’anni di carriera di Vasco Rossi e la residency romana è stata presentata come il grande appuntamento conclusivo delle celebrazioni: un mese di festa nella Capitale e dieci concerti-evento nello stesso stadio. Vasco Rossi ha già un rapporto particolare con Roma. Nel 2022 aveva riempito per due sere il Circo Massimo, mentre negli anni lo Stadio Olimpico è diventato una delle tappe centrali della sua storia live. Nel 2027, però, il rapporto con la città cambierà dimensione: non una o due date, ma dieci concerti nello stesso impianto.

I prezzi dei biglietti
Il sito ufficiale di Vasco Rossi ha pubblicato il listino completo dei biglietti per le dieci date. I prezzi indicati sono comprensivi dei diritti di prevendita, mentre restano escluse le eventuali spese di spedizione.

Prato Gold: 108,49 euro

Golden Pack - Prato Gold: 193,29 euro

Prato ingresso lato Nord: 93,86 euro

Prato ingresso lato Sud: 93,86 euro

Vip Platform Experience - Prato: 390,66 euro

I Settore Diamond Fan Club: 208,45 euro

I Settore Diamond: 208,45 euro

I Settore Monte Mario Centrale: 173,68 euro

I Settore numerato capofila: 128 euro

I Settore numerato: 115,81 euro

Vip Lounge - I Settore numerato: 433,81 euro

II Settore numerato capofila: 95,08 euro

II Settore numerato: 82,89 euro

III Settore numerato: 60,95 euro

Posto per persone con disabilità: 57,50 euro, con accompagnatore gratuito.

Le eventuali spese di spedizione per l’Italia ammontano a 10,90 euro.

I pacchetti Vip

Oltre ai biglietti tradizionali sono previsti diversi pacchetti Vip.

Il Golden Pack da 193,29 euro comprende un biglietto Prato Gold, un gadget esclusivo del tour e un pass Vip commemorativo. La Vip Platform Experience, dal costo di 390,66 euro, comprende un biglietto Prato e l’accesso a una piattaforma Vip con open bar dedicato, oltre al gadget del tour. Il pacchetto più costoso è la Vip Lounge da 433,81 euro. Comprende un posto in Tribuna Monte Mario, l’accesso a una lounge pre-show con musica, open bar e cena a buffet, oltre al gadget e al pass commemorativo.

Le regole della prevendita fan club
Per la prevendita riservata agli iscritti sono previste precise limitazioni. Ogni socio può acquistare, per ogni data, un solo biglietto Prato Gold oppure fino a due biglietti Prato. Per i settori numerati è invece possibile acquistare fino a quattro posti. Il numero massimo può quindi arrivare a cinque o sei biglietti per singola data, a seconda della combinazione scelta, mentre ogni singola transazione non può superare i sei ticket complessivi. Tutti i biglietti sono nominativi. Per il Prato Gold, in particolare, il nome sul biglietto deve coincidere con quello del titolare del codice di prevendita fan club.

domenica 5 luglio 2026

Concerto di Ultimo a Tor Vergata, la favola è finita all'uscita: "Abbandonati in strada, a piedi per chilometri senza navette"

L'evento è stato un record per biglietti venduti e introiti, tantissimi fan ricorderanno il 4 luglio come uno dei giorni più belli della loro vita, ma afflusso e soprattutto deflusso subiscono molte critiche sui social


L'arrivo in elicottero, il duetto con l'amico Fabrizio Moro, la lettera ai fan, la chiusura emozionante conPianetie poi i fuochi d'artificio. Ultimo, al secolo Niccolò Moriconi, è stato l'indiscusso protagonista dell'estate di Roma, con il suo concerto da record a Tor Vergata: 250mila persone tutte per lui, da ogni parte d'Italia e d'Europa, in alcuni casi accampati da settimane e disposti a pagare cifre fuori mercato per farsi una doccia. Ma non è tutto oro, quello che luccica.

Problemi al concerto di Ultimo
Basta fare un giro sui social, in particolare TikTok, per trovare decine di video in cui chi è stato al concerto denuncia una situazione difficile nelle fasi di afflusso e soprattutto deflusso dopo il concerto: “Ci hanno abbandonati in strada, a camminare per chilometri per raggiungere la metro o i parcheggi” testimoniano in molti. 

Deflusso da incubo
Il problema, evidentemente, è questo. Non tanto l'arrivo alla radura di Tor Vergata scelta come luogo del concerto, scaglionato in più momenti con l'apertura dei cancelli alla mezzanotte del venerdì. Ma le difficoltà nel ritorno a casa: “Zero navette, nessuna indicazione, abbiamo dovuto fare chilometri per tornare al parcheggio”.

Problemi con la metro C
Problemi anche con la mobilità. Molti, non prendendo bene o quasi per nulla il telefono in prossimità del concerto, non sono riusciti a utilizzare biciclette e monopattini in sharing. Altri, arrivati dopo ore a piedi alla metro C, hanno dovuto attendere ancora molto tempo prima di riuscire a salire su un convoglio: “La metro C già dal pomeriggio passava ogni 10/15 minuti e senza aria condizionata - si legge tra i commenti della pagina Facebook di Roma Capitale - quindi uguale a tutti gli altri giorni con la differenza che c'era da gestire un evento con 250.000 persone al quale state lavorando da un anno. Parliamo del deflusso? Prendere la metro al ritorno era impossibile, non c'erano navette, una transumanza di gente completamente disorientata che vagava per via Casilina (al buio anche lì). Traffico completamente paralizzato con ambulanze a sirene spiegate che non riuscivano a passare e code di macchine completamente ferme tutta la notte”.

“Neanche le ambulanze passavano”
Un'altra utente tira in ballo anche i vigilinon pervenutie conferma le criticità con il trasporto pubblico: “La metro C che doveva funzionare tutta la notte non era funzionante (da Atac fanno sapere che in realtà il servizio è stato funzionante tutta la notte, non negando però previsti e prevedibili problemi dovuti al grande afflusso di utenti, ndr). Il deflusso dall’area del concerto congestionata, lasciate transenne che costringevano la gente ad andare a imbuto. Neanche le ambulanze potevano passare”.

Chilometri sotto al sole senza punti ristoro
Detto del deflusso, anche se meno “drammatico” sembra però che pure l'afflusso non sia stato un discorso da poco per migliaia di fan di Ultimo. Molti i video sui social nei quali vengono raccontate vere e proprie “imprese” per poter arrivare al proprio Pit: “Siamo arrivati ad Anagnina alle 3 del pomeriggio, non c'era più nessuna navetta, ci hanno fatto prendere i monopattini ma dopo 500 metri ce li hanno fatti lasciare e ci siamo dovuti incamminare, sotto al sole, senza un punto dove prendere acqua, nulla” racconta una ragazza su TikTok, che mostra la quantità di persone nelle sue stesse condizioni.

Una Capitale messa a dura prova
Insomma, il mega live di Ultimo ha rappresentato una pietra miliare degli eventi musicali in Italia e a Roma, battendo ilModena Parkdi Vasco nel 2017 e guadagnandosi l'appellativo (probabilmente generoso) diWoodstock romana”, ma la grandissima presenza di persone ha inevitabilmente messo a dura prova la macchina organizzativa. In primis quella privata, ma anche quella di Roma Capitale, del suo trasporto pubblico e dei suoi operatori di polizia locale. I social non sono legge, ma sono un termometro di cui tenere conto: “Bello tutto, esperienza indimenticabile, ma che incubo andarseneè il pensiero ricorrente.

sabato 4 luglio 2026

La funzione nascosta di WhatsApp che trascrive i vocali in testo: come usarla


WhatsApp può trasformare i vocali in testo: scopri come attivarlo subito o usare la dettatura vocale per leggere rapidamente i messaggi.

Lo sapevate che poteteleggereun vocale di WhatsApp senza neanche premere play? No, non parliamo di app strane o giri complicati: dentro WhatsApp c’è una funzione che trascrive i messaggi vocali in testoPerfetta quando siete in classe, in treno, a lavoro o semplicemente non avete voglia di ascoltare l’ennesimo audio da 3 minuti.

Di cosa si tratta esattamente
Da qualche tempo WhatsApp ha iniziato a puntare forte sui vocali, ma sa benissimo che non sempre possiamo ascoltarli. Per questo, in alcune versioni dell’app è comparsa una funzione che permette di convertire l’audio in testo, direttamente nella chat. Il concetto è semplice: invece di sentire il vocale, lo leggete come se fosse un normale messaggio. È super comodo se siete in silenzioso, se avete le cuffie scariche o se l’audio è lungo e volete capire al volo se vale la pena ascoltarlo tutto. Attenzione però: non è una funzione “magica” già attiva su tutti i telefoni e in tutte le versioni. In molti casi è ancora in fase di rilascio o di test, e su alcuni dispositivi potrebbe non essere ancora disponibile. Però c’è un modo per avere subito la trascrizione dei vocali usando una scorciatoia molto semplice.

Come trasformare i vocali in testo su WhatsApp
Se nella vostra app non compare ancora la trascrizione automatica integrata, potete comunque ottenere lo stesso risultato con un trucco che in pochi usano ma che funziona benissimo: sfruttare la det dettatura vocale del telefonoIl meccanismo è questo: fate ascoltare il vocale di WhatsApp al vostro smartphone, come se foste voi a parlare, e lui scriverà tutto sotto forma di testoIn pratica, potete fare così:

Su iPhone: Aprire WhatsApp e la chat con il vocale che vi interessa.

Aprire in parallelo un’app dove potete scrivere (per esempio Note o una chat privata su WhatsApp).

Nella tastiera, attivare il microfono della dettatura vocale (quello che usate perscrivere parlando”).

A questo punto, avvicinate l’altoparlante alla bocca del telefono oppure usate gli auricolari con microfono vicino all’altoparlante.

Tornate al vocale e premete play: l’iPhonepensache qualcuno stia parlando e trascrive tutto in tempo reale nel campo di testo.

Su Android il concetto è lo stesso: aprite una chat vuota o un blocco note, attivate il microfono della tastiera (Gboard o quella che usate di solito) e fate partire il vocale vicino al microfonoVi ritroverete il contenuto dell’audio trasformato in parole scritte.

Alcuni consigli per farla funzionare meglio
Per avere una trascrizione più leggibile, ci sono un paio di accorgimenti utili. Il primo è il volume: alzate al massimo l’audio del vocale, così il microfono del telefono lo capisce meglio. Il secondo è l’ambiente: cercate di stare in un posto abbastanza silenzioso, altrimenti l’app potrebbe confondere il vocale con i rumori intorno. Ovviamente non aspettatevi la perfezione assoluta: qualche parola sbagliata ci sarà sempre, soprattutto se chi manda il vocale parla velocissimo o ha rumori di fondo. Però, nella maggior parte dei casi, è più che sufficiente per capire il senso del messaggio senza doverlo ascoltare. Una volta che avete il testo, potete anche copiarlo, incollarlo in un’altra chat, salvarlo nelle note o girarlo a qualcuno che non può ascoltare l’audio in quel momento.

Perché vale la pena provarla subito
Questafunzione nascostanon è un tasto segreto dentro WhatsApp, ma un modo furbo per usare strumenti che avete già sul telefono e trasformarli in qualcosa di super utile nella vita di tutti i giorni. In pratica, vi salva dai vocali lunghissimi quando siete occupati, vi aiuta a ripassare contenuti importanti (tipo istruzioni, indirizzi, liste) e vi permette di avere una versione testuale degli audio più importanti. La prossima volta che vi arriva un vocale infinito, invece di sospirare, potete provare questo trucco eleggerloin pochi secondi, senza neanche attivare la trascrizione dei messaggi ufficiale!

Fonte: Webboh.it

Il piano di Coca-Cola per l’Abruzzo: a Oricola il polo italiano per produrre energy drink


Investiti 18 milioni di euro nel biennio 2025-2026 per rinnovare le linee. Il direttore Pierini: così si crea valore di lungo periodo, gli impegni sono concreti

ORICOLA. Coca-Cola Hbc Italia ha investito 18 milioni di euro in Abruzzo nel biennio 2025-2026. E guarda alla promozione di una crescita sostenibile per l’ambiente, le persone e l’economia. Risultati e obiettivi del gruppo, il principale produttore di bevande in Italia, sono stati illustrati nella 22ª edizione del Rapporto di Sostenibilità, revisionato da Deloitte & Touche e redatto in accordance ai parametri di rendicontazione internazionale Gri Standards. In questo contesto si inserisce anche il continuo sviluppo industriale, con oltre 18 milioni di euro investiti nella fabbrica di Oricola, in provincia dell’Aquila, per l'ammodernamento dei sistemi produttivi, innovazione e sviluppo sostenibile.

«Gli investimenti industriali sono il presupposto per generare valore nel lungo periodo e trasformare gli impegni di sostenibilità in azioni concrete», dichiara Giangiacomo Pierini, corporate affairs & sustainability director di Coca-Cola Hbc Italia, «con l’auspicio che l’entrata in vigore della Sugar tax non comprometta la nostra capacità di portare innovazione nella filiera, continuiamo a investire in Italia con una visione a lungo termine. I nostri stabilimenti sono il motore di questo percorso: è qui che tecnologia, efficienza e sostenibilità si traducono in risultati concreti per l’azienda e per i territori».

Lo stabilimento abruzzese è al centro di un investimento importante, che guarda anche all’efficienza energetica. «Il nostro obiettivo è rendere lo stabilimento sempre più efficiente abbattendo progressivamente i nostri consumi idrici ed energetici», spiega Giuseppe Giovane, direttore dello stabilimento Coca-Cola Hbc Italia di Oricola, «ridurre l’impatto ambientale, migliorare la qualità delle operazioni e investire sulle competenze e sulla sicurezza delle nostre persone sono le direttrici che guidano ogni nostra scelta».

Con l’implementazione della nuova linea lattine dedicata alle bevande Monster, Oricola si è confermato il nuovo polo produttivo di energy drink nel nostro Paese. Con 42 milioni di euro di investimento tra il 2023 e il 2025, l’implementazione della linea lattine Monster e della nuova linea lattine per le bevande a marchio The Coca-Cola Company ha consentito di distribuire questo formato sulle regioni del Centro Italia direttamente dal plant abruzzese, evitando le consegne da altri siti sul territorio italiano e registrando una riduzione stimata di circa 240mila chilometri di percorrenze. L’attenzione all’ambiente passa anche attraverso l’introduzione di un sistema di recupero dell’acqua di contro lavaggio dei filtri a carbone, che permette di ridurre il consumo idrico con quasi 5 milioni e mezzo di litri di acqua risparmiati. Con un maxi investimento di 40 milioni di euro, sono diventate completamente operative le nuove due linee lattine.

«Qui in Abruzzo non avevamo mai prodotto questo formato: ci eravamo concentrati sui formati in plastica, di cui siamo anche stati i primi ad utilizzare il 100% pet riciclato, tappo ed etichetta esclusi, quando furono introdotti nel portafoglio di Coca-Cola in Italia», aggiunge Giovane, «con le lattine, apriamo ora a tutti gli effetti ad una nuova era per la fabbrica e per la produzione di bevande in Abruzzo. Una delle due linee è dedicata ai tradizionali brand di The Coca-Cola Company: Coca-Cola, Fanta e Sprite. Questo comporta un vantaggio strategico importante per l’azienda, sia in ottica di efficienza che di riduzione delle emissioni: avere un solido polo produttivo di lattine in Abruzzo, nel Centro Italia, rende molto più efficiente il sistema distributivo, capillarizzandolo nei territori. Si tratta di bevande destinate a bar, ristoranti, supermercati di tutte le regioni del centro».

La seconda linea produttiva è dedicata ai prodotti Monster: «Un prodotto completamente nuovo per noi e questo, come immaginerete, ha davvero diffuso un senso di novità e curiosità qui nella fabbrica, anche per le numerosissime referenze di gusto che produciamo ad Oricola», aggiunge Giovane, «abbiamo 37 ricette, e più di 80 referenze, dai gusti più classici ai più disparati. È la prima volta che, come Coca-Cola Hbc Italia, produciamo questa bevanda energetica ed è un grandissimo motivo di orgoglio che sia stato scelto il nostro sito per avviarne la produzione locale. Abbiamo costruito una sala sciroppi dedicata, creato un intero reparto lattine che prima non esisteva, ingrandito i silos per la CO2 e lo stoccaggio di ingredienti. È stato un cambiamento enorme, che ha portato ad un’organizzazione diversa, generando anche nuove competenze, consolidando ulteriormente la nostra centralità nel sistema produttivo delle bevande nazionale. La produzione è destinata al territorio italiano, ma abbiamo anche una parte di export che arriva fino ai mercati del nord-est Europa: viaggiando in Svezia potrete trovare una lattina abruzzese!».

Da uno studio dell’università Bocconi, pubblicato lo scorso anno, è emerso come, grazie agli investimenti in Abruzzo Coca-Cola ha attivato quasi 2000 posti di lavoro. «Significa che per ogni dipendente diretto in Coca-Cola si generano quasi 8 posti di lavoro nella filiera in regione», conclude Giovane, «è stato calcolato che il nostro impatto economico in Abruzzo nel 2024 è ammontato a quasi 50 milioni di euro, lo 0,1% del Pil regionale. Questo ci rende profondamente orgogliosi e rafforza la storia condivisa che abbiamo con questa regione. Credo che sia questo il reale valore aggiunto di un’azienda: portare sul territorio innovazione, crescita, sostenibilità e occupazione».