domenica 9 agosto 2026

Travolge ciclisti dopo una lite, poi torna indietro e li investe di nuovo: arrestato per tentato omicidio

È successo nelle Valli di Lanzo, nel torinese: l'uomo se l'è presa perché il gruppo di ciclisti aveva criticato il suo sorpasso a suon di clacson. Due ciclisti sono feriti gravi


ROMA – È stato arrestato per tentato omicidio Giuseppe Campagna, l’uomo di 73 anni che oggi a Coassolo, nel Torinese, dopo una lite verbale con un gruppo di ciclisti che ha incontrato lungo la strada, ne ha colpiti alcuni con l’auto, facendoli cadere. Poco dopo, poi, con la sua auto è tornato indietro e li ha investiti di nuovo. Una scena gravissima e assurda, al limite dell’incredibile. Il gruppo finito nel mirino del 73enne era composto da sei ciclisti: dei 4 feriti, uno è ricoverato in ospedale a Torino in prognosi riservata.

L’episodio è accaduto oggi lungo la strada che da Lanzo Torinese sale verso Coassolo, nelle Valli di Lanzo: il litigio ha avuto inizio quando Campagna ha superato i sei ciclisti, che erano partiti al mattino da San Mauro, Settimo Torinese e San Raffaele Cimena per andare insieme a fare una gita. Nel superarli, il 73enne ha suonato ripetutamente il clacson. Uno dei ciclisti, di fronte alla scena, ha espresso disappunto allargando le braccia. Campagna a quel punto si è fermato inchiodando, ha messo la retromarcia ed è andato contro l’intero gruppo. Poi ha fatto per allontanarsi. Ma vedendo che alcuni dei ciclisti si erano messi a inseguirlo, ha fatto inversione a U e cercato di investirli ancora. I ciclisti rimasti feriti sono in totale quattro: i due più gravi hanno 60 e 68 anni. Sono intervenute ambulanze e anche l’elicottero. Due feriti sono stati trasportati in elicottero al Cto di Torino, mentre altri due sono stati trasportati al San Giovanni Bosco. Tutti hanno riportato traumi e gravi fratture.

Campagna, poco dopo l’incidente, si è presentato spontaneamente in caserma: i Carabinieri, sentita la Procura, l’hanno arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Al momento si trova agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’uomo ha figli e, nonostante l’età, è ancora attivo nel settore edile.

Fonte: Dire.it

venerdì 7 agosto 2026

Giusy Ferreri, il 14 agosto esce Vuoto Cosmico: a settembre anche il romanzo Le Voci Interrotte

Il brano, prodotto da Michele "Canova" Iorfida, arriva mentre l'artista è in tour con LIVE 2026.


Torna la musica di Giusy Ferreri. Il 14 agosto esce Vuoto Cosmico, il nuovo singolo dell’artista pubblicato da LA15, in radio, su tutte le piattaforme digitali e su YouTube con il videoclip.

Il brano porta le firme di Michele Iorfida, Vincenzo Colella, Flavio Strabbioli e Francesco Lovisetto. È stato prodotto e mixato da Michele “Canova” Iorfida al Kaneepa studio di Milano.

È il secondo brano della collaborazione tra i due, iniziata a gennaio con Musica Classica. Arriva mentre Giusy Ferreri prosegue la carriera solista, dopo il percorso parallelo intrapreso con la band alternative rock Bloom.

Giusy Ferreri debutta come scrittrice: il 15 settembre arriva il romanzo Le Voci Interrotte
Il 15 settembre Giusy Ferreri pubblica anche Le Voci Interrotte, edito da Solferino: un noir che segna il suo esordio da scrittrice. È la prima indagine di Minerva, come anticipa lei stessa nella bio del suo profilo Instagram.

Giusy Ferreri è impegnata in questi mesi con LIVE 2026, il tour che la porta nelle piazze italiane dalla primavera e che prosegue fino a fine settembre.

Il 2026 dell’artista è già denso di annunci: dal duetto con Francesco Renga sul palco di Sanremo su Ragazzo solo, Ragazza sola, fino al nuovo duetto in studio Non Dovrei, Non Dovresti, uscito il 19 giugno. A inizio giugno ha ricevuto anche il Best Music Award del Taormina Film Festival.

A luglio è stata ospite, insieme a Frankie hi-nrg mc, di SPOT | Il Podcast, dove ha raccontato tra l’altro di aver registrato la propria identità vocale per proteggersi dai cloni generati con l’intelligenza artificiale.

Raf, tre tappe in Sicilia: “Basta con le piattaforme digitali, io sono un tipo da vinile”


Il cantautore a Noto, Zafferana Etnea e al teatro di Verdura da lunedì a mercoledì prossimi. “Voglio vivere un po’ Palermo”

Raf festeggia i 25 anni dell’hit “Infinito” con tre appuntamenti nell’Isola: lunedì 10 agosto, alle 21, sulla scalinata della cattedrale di Noto per la rassegna Le Scale della musica, martedì 11 al Teatro di Verdura di Palermo per il Dream Pop Festival e mercoledì 12 all’anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Entea. Il cantautore ripercorrerà oltre 40 anni di carriera: da successi come “Self Control”, “Sei la più bella del mondo”, “Il battito animale”, “Cosa resterà degli anni ‘80”, “Ti pretendo”, “Stai con me”, “ Non è mai un errore”, fino a “Ora e per sempre”, presentato alla 76° edizione del Festival di Sanremo e il nuovo singolo Pazzi stupidi ragazzi”. I biglietti sono disponibili sul circuito TicketOne: Noto da € 29,90, Palermo da € 39,90 e Zafferana Etnea da € 49.

Raf, tre live, tre occasioni speciali. Che sensazione ha nel ritrovare il pubblico siciliano?
«La Sicilia mi accoglie sempre con un calore unico, mi fa sentire a casa. Non ho mai avuto un ricordo sgradevole qui. Il pubblico è partecipe, competente, affettuoso. Quando ho visto che finalmente c’erano delle date siciliane ho esultato, e anche mia moglie ha detto subito “allora vengo anch’io”. Per noi la Sicilia è un luogo dell’anima».

Al di là dei concerti, cosa vorrebbe vedere questa volta?
«Noto, prima di tutto. Mia moglie non l’ha mai vista e non ci siamo mai stati insieme, quindi il concerto è diventato la scusa perfetta per una piccola vacanza in famiglia. Mi piacerebbe anche vivermi un po’ Palermo, anche se non so se mia moglie riuscirà a seguirmi per tutte le date nell’isola. La Sicilia è splendida ovunque, ogni volta ti regala qualcosa di nuovo. E se questa estate non ci fossero stati i concerti, avremmo comunque passato del tempo qui in vacanza».

Nei suoi live può spaziare tra un repertorio vastissimo. Da dove si riparte?
«Ho ripescato brani che non portavo dal vivo da anni, insieme ai singoli più recenti: quello di Sanremo e l’ultimo estivo. Ho cercato un equilibrio. Non ho un album in promozione e quindi non ho il problema di inserire troppi brani nuovi».

Un suo disco di inediti manca da diversi anni…
«Arriverà a fine anno. Non trovavo più una motivazione. Oggi il mondo della musica è cambiato: si vive di singoli, di playlist, di consumo veloce. Io appartengo a un’altra epoca, quella in cui si aspettava l’artista, si ascoltava un album dall’inizio alla fine, si entrava nella sua storia. Questo mordi e fuggi non mi appartiene. Però ad un certo punto ho sentito che avevo di nuovo qualcosa da dire, un filo da seguire».

È vero che il lavoro in uscita potrebbe essere il suo ultimo album pop? E se sì, perché?
«Perché non voglio più essere incastrato nel meccanismo delle piattaforme digitali. Non amo il modo in cui la musica viene divulgata oggi. Preferisco il fisico, il vinile, l’oggetto che puoi maneggiare. Un album diventa una “robina” dentro una piattaforma dove non vedi nulla, non tocchi nulla. Si perde il senso dell’opera. E poi ci sono playlist pensate per un target giovanissimo, dove i brani durano un minuto e mezzo e poi si passa oltre. Io non sono quel target, sono un pesce fuor d’acqua. E non posso nemmeno chiedere di togliere i miei brani: sono proprietà dell’etichetta. Dopo questo disco, se farò altro, sarà totalmente libero: niente playlist, niente algoritmi. Solo puro istinto musicale».

E sull’intelligenza artificiale che produce musica?
«Almeno stanno cercando di separare le classifiche: ciò che è fatto da IA non può competere con ciò che è frutto del lavoro umano. È importante che chi ascolta sappia distinguere. Non voglio gareggiare con qualcosa che non nasce da un processo creativo vero».

Cosa direbbe ai giovani che iniziano oggi a fare musica?
«È difficile dare loro consigli. Vivono in un mondo confuso, complicato. Ma una cosa vale sempre: cerca di essere felice facendo musica. Non pensare al successo come obiettivo. Il tempo passato a creare, ascoltare, inventare musica ti arricchisce. Se poi diventa qualcosa che le persone riconoscono e seguono, tanto meglio. Ma deve partire dall’amore per la musica, non dall’idea di usarla per ottenere altro».



“All’epoca c’era meritocrazia. Oggi invece nel settore musicale dominano le ingiustizie. E certi meccanismi non mi piacciono, ho deciso di farne a meno”: parla Alexia

Il successo della cantante è partito da "Summer Is Crazy", pubblicato il 6 maggio 1996


Regina delle estati del Festivalbar, quattro partecipazioni e una vittoria al Festival di Sanremo 2003 e milioni di dischi venduti sulle spalle. La carriera di Alexia è nero su bianco. Tutto parte da un singolo di enorme successo “Summer Is Crazy“, pubblicato il 6 maggio 1996 come secondo singolo del suo album d’esordio “Fan Club”. La canzone è stata scritta da Alexia insieme a Roberto Zanetti, che l’ha anche prodotta.

“La mia vita cambiò per sempre. L’autunno precedente era stato quello di ‘Me and You’ e qualcosa aveva cominciato a muoversi. – ha dichiarato la cantante a Il Messaggero – Ma il successo di ‘Summer is Crazy’ andò decisamente oltre ogni aspettativa. Il pezzo uscì a maggio. Andò al primo posto in classifica un mese dopo. E diventò inarrestabile: Francia, Spagna, Europa in generale. Ai miei promoter arrivavano richieste da ogni angolo del continente. Fu un’estate lunghissima, durata due anni”.

Alexia ha sottolineato il fatto di aver fatto “la gavetta vera, con le cover band. Il pubblico nei locali me lo dovevo conquistare di serata in serata. E a volte non giravano soldi. Quell’estate mi ritrovai ad essere coccolata come una star: arrivavo negli hotel e trovavo tutto già pagato. Mi guardavo allo specchio e mi dicevo: ‘Hai visto Ale? Ce l’hai fatta’”.

E ancora: “Oggi forse i giovani fanno un po’ più fatica ad assaporare certe conquiste, perché hanno la fortuna di passare da 1 a 10 subito. Io sono grata alla gavetta. Anche se all’epoca ero ignara delle difficoltà che quel salto in avanti di lì a poco mi avrebbe presentato”

Infine una granitica certezza: “All’epoca c’era meritocrazia. Oggi invece nel settore dominano le ingiustizie. E certi meccanismi non mi piacciono. Devi capire se certe dinamiche le vuoi accettare o no: io ho deciso di farne a meno: vado avanti per la mia strada”.

lunedì 3 agosto 2026

Caldo estremo, oggi 25 città da bollino rosso. Quando finirà la quarta ondata?

Afa record con picchi sopra i 40 gradi e bollino rosso quasi ovunque. Sos ghiacciai e Alpi bollenti. Le previsioni fino a Ferragosto
























L’Italia continua a fare i conti con una delle ondate di calore più intense dell’estate. Il ministero della Salute ha esteso l’allerta di livello 3 a 25 città, e segnalato «condizioni di rischio» non solo per anziani e persone fragili, ma per l’intera popolazione. Le temperature hanno raggiunto, e in alcuni casi superato, i 40 gradi in diverse aree della Pianura Padana e del Centro, mentre l’afa continua a rendere particolarmente difficili anche le ore notturne.

Le città da bollino rosso
I bollini rossi interessano Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Solo Messina e Reggio Calabria restano in allerta gialla. Ma non ci sono soltanto i problemi legati al caldo. Per lunedì 3 agosto il Dipartimento della Protezione civile ha indicato anche un’allerta gialla per temporali su parte di Abruzzo, Sicilia e Umbria.

Gli effetti del caldo sul sistema sanitario
Gli effetti del caldo estremo si riflettono anche sul sistema sanitario. Secondo la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), gli accessi ai Pronto soccorso sono aumentati di circa il 15% nelle principali città. A richiedere più frequentemente assistenza sono soprattutto anziani soli, persone affette da patologie croniche e pazienti con disturbi psichiatrici, categorie particolarmente vulnerabili alle elevate temperature.

Emergenza incendi al Nord e Sud: soffrono anche i ghiacciai sulle Alpi
L’ondata di calore sta aggravando anche il rischio incendi. Negli ultimi giorni sono stati numerosi gli interventi dei vigili del fuoco, con roghi che hanno interessato il Cuneese, il Carso triestino e il litorale tarantino, favoriti dal caldo persistente, dalla siccità e dal vento. Accanto ai danni provocati dagli incendi, cresce anche l’allarme siccità, le cui conseguenze rischiano di manifestarsi con maggiore intensità nelle prossime settimane.

Le temperature eccezionalmente elevate non stanno risparmiando nemmeno le montagne. Sulle Alpi si registrano anomalie comprese tra due e quattro gradi sopra la media climatica, mentre ghiacciai come quelli dell’Adamello, della Marmolada e del Monte Bianco continuano a perdere massa a ritmi preoccupanti. Legambiente parla di «una situazione sempre più critica» e chiede «interventi concreti per contrastare gli effetti del cambiamento climatico».

Quando finirà l’ondata di caldo?
Secondo gli ultimi aggiornamenti meteorologici, però, la lunga fase di caldo intenso potrebbe avere una data di scadenza. Solo nella seconda parte della settimana potrebbero arrivare i primi segnali di attenuazione al Nord, grazie al possibile passaggio di correnti più instabili. Al Centro-Sud, invece, il caldo intenso potrebbe persistere più a lungo. Il colonnello Mario Giuliacci indica tra il 7 e il 10 agosto, con un margine di incertezza, data la distanza temporale, l’arrivo di una perturbazione atlantica che porterà temporali e aria più fresca, inizialmente sulle regioni settentrionali e successivamente anche su parte del Centro tra l’11 e il 12 agosto.

Le previsioni tra il 10 e il 15 agosto: Ferragosto senza afa
La vera svolta è attesa a ridosso di Ferragosto. Tra il 10 e il 15 agosto l’anticiclone africano dovrebbe progressivamente perdere forza, favorendo il passaggio di perturbazioni più frequenti soprattutto al Centro-Nord. Le temperature massime potrebbero così scendere sotto i 32 gradi al Nord e al di sotto dei 35 gradi al Centro, mentre al Sud il caldo dovrebbe persistere ancora per qualche giorno, pur con valori meno estremi.

sabato 1 agosto 2026

Crepet provoca: "Siamo tutti deficienti, a che serve lo studio?"

Paolo Crepet commenta un recente fatto di cronaca e si sfoga: "Non si salva nessuno". Di chi è la responsabilità secondo il sociologo e psichiatra


La ricerca della notorietà a tutti i costi, il ruolo dei social network, il valore dello studio e le responsabilità degli adulti nei confronti delle nuove generazioni. Sono questi i temi affrontati da Paolo Crepet commentando un recente caso di cronaca attualmente oggetto di indagini: il presunto finto attentato rivolto a un giovane cronista vicentino.

Lo psichiatra, sociologo, saggista, scrittore ha colto l’occasione per allargare la riflessione ai cambiamenti della società contemporanea: "Siamo tutti e tutte mitomani da quando esistono i social", ha affermato lapidariamente. Ecco perché.

1. Il monito di Crepet: "A cosa servono talento, competenza e studio?"

2. Perché la responsabilità è degli adulti secondo Crepet

Il monito di Crepet: "A cosa servono talento, competenza e studio?"
"Nulla di nuovo. Il fenomeno non mi stupisce per niente", sono le parole di Paolo Crepet, tratte dall’intervista rilasciata al Corriere della Sera. La ricerca di scorciatoie verso il successo secondo l’esperto non rappresenta una novità, ma è un fenomeno alimentato dalla cultura della visibilità che caratterizza l’epoca dei social network. Oggi, infatti, la notorietà prevarrebbe troppo spesso sul valore delle competenze costruite nel tempo: "I social sono nati proprio con questa funzione, rendere tutti famosi velocemente, senza talento né vera gloria", ha commentato.

"Tutti cercano strade facili. Nell’era dei reality show, a cosa serve il talento, la competenza, lo studio? Scorciatoie, successo e fama veloci sono l’unico faro, ma a che prezzo: siamo diventati tutti deficienti", ha aggiunto il sociologo, sottolineando come il rischio sia quello di trasmettere soprattutto ai più giovani l’idea che preparazione e sacrificio abbiano perso importanza rispetto alla visibilità immediata.

Ma non sono solo i social network ad alimentare questo fenomeno: anche l’Intelligenza Artificiale avrebbe grosse responsabilità. "Con l’AI oggi diventare famosi senza fare nulla è un attimo, ci si può costruire personaggi dal nulla. E l’AI toglie la capacità critica", ha spiegato il sociologo e saggista, che ha aggiunto che la sua preoccupazione riguarda in particolare ciò che accade nel mondo e i riflessi che ha su di noi: "C’è una sorta di imbarbarimento di fondo, non si salva nessuno – ha affermato Crepet -. Poi certo, in alcuni settori o situazioni l’uso dell’AI può essere anche utile".

Perché la responsabilità è degli adulti secondo Crepet
Nel suo ragionamento, infatti, lo studioso non attribuisce la responsabilità principale alle nuove generazioni. Al contrario, ritiene che i ragazzi tendano a riprodurre i modelli proposti dagli adulti: "È inevitabile. Ragazze e ragazzi seguono l’esempio degli adulti. E in una società di uomini e donne che cercano visibilità in qualsiasi modo, anche i più giovani fanno altrettanto. È una deriva partita dagli adulti", ha affermato lo psichiatra, chiudendo con una domanda che lascia spazio alla riflessione: "Come sarà, da adulto, un bambino che ha comunicato sempre e soltanto attraverso un telefono? Quali cambiamenti nel suo modo di vivere i sentimenti e le relazioni, nella sua capacità empatica?".

Una riflessione che, secondo Crepet, richiama l’importanza del ruolo educativo di famiglia e scuola, chiamate a trasmettere ai giovani il valore del pensiero critico, dell’approfondimento e di un uso consapevole delle nuove tecnologie, in un contesto sempre più influenzato dai social network e dall’Intelligenza Artificiale.