giovedì 19 febbraio 2026

Gabry Ponte: “La mia musica dance, tra il sogno San Siro e la sfida all’intelligenza artificiale”


Dalle discoteche di provincia al tempio della musica italiana: il percorso di Gabry Ponte è una parabola che attraversa oltre venticinque anni di storia del pop e della dance mondiale. Ospite di Alessandro Cattelan nel podcast Supernova, il DJ e produttore torinese, fresco del successo monumentale ottenuto a San Siro, si è raccontato a cuore aperto. Tra aneddoti sulla paternità, riflessioni sulla carriera e uno sguardo rivolto al futuro della tecnologia, Ponte ha dimostrato di essere non solo unburattinaiodella pista, ma un artista capace di evolversi senza mai tradire le proprie radici.

L’impresa di San Siro: un’idea nata dal pubblico
Il concerto di San Siro, che ha visto la partecipazione di 56.000 spettatori, ha segnato un punto di svolta per la musica dance in Italia, essendo il primo evento del genere mai realizzato in quella scala. Gabry Ponte ha rivelato che l’idea non è nata a tavolino, ma è stata una suggestione lanciata proprio dai fan durante un concerto al Forum di Milano: “È partito il coro ‘San Siro’ e lì per lì ho detto ‘Sì, ciao’. Poi però, una volta che ti ficcano il virus nel cervello, ho fatto una riunione con il mio team e ho detto: ‘Io ho questa idea, perché non proviamo?'”. Nonostante il trionfo, l’impatto fisico è stato durissimo: “Sono sceso dal palco e avevo la schiena rotta. Mi hanno caricato sul kart e portato in camerino dove il fisioterapista mi ha fatto un’ora di trattamento per rimettermi in sesto”. Oltre alla fatica, Ponte ha descritto il panico iniziale per la responsabilità di un evento così imponente, trasformato poi in pura emozione nel vedere tre generazioni diverse cantare all’unisono successi iconici come Blue.

Tra orgoglio “tamarro” e la sfida dell’intelligenza artificiale
Oggi la figura del DJ è cambiata: se un tempo Ponte passava cinque ore in console nei club, ora si definisce più unperformerda grandi festival. Nonostante il successo globale, non rinnega l’etichetta che spesso lo ha accompagnatoNon mi sono mai offeso quando qualcuno mi ha dettosei un tamarro’. Mi rendevo conto che non fosse un complimento, ma i tamarri si divertono un sacco. Guardando al futuroGabry Ponte ha affrontato il tema caldissimo dell’intelligenza artificiale nella musica, dichiarando di non temerla ma di considerarla un semplice strumento. Secondo l’artista, la macchina manca dell’elemento fondamentale: il coraggio di sbagliareL’intelligenza artificiale è bravissima a emulare un’emozione, ma non la può vivere. Manca l’innovazione, il gesto artistico radicale che riscrive le regole andando contro gli algoritmi. Per Ponte, la musica resta un fatto umanoTutto nasce dalla passione per quello che fai. Io mi alzo ancora la mattina con lascimmiadi voler fare musica, e spero che questa cosa non mi passi mai.

Fonte: Alanews.it

giovedì 12 febbraio 2026

Britney Spears ha firmato un contratto da 200 milioni di dollari per cedere i diritti del suo catalogo musicale alla casa editrice Primary Wave

Con questa operazione, Britney Spears sembra chiudere simbolicamente un capitolo fondamentale della sua carriera, affidando a una società specializzata la gestione di un patrimonio musicale che ha segnato un’epoca


Colpo di scena per Britney Spears che ha firmato un contratto milionario cedendo i diritti del suo catalogo musicale alla casa editrice Primary Wave. Lo riporta TMZ. I documenti legali ottenuti dal sito non rivelano l’ammontare esatto della transazione, ma fonti vicine all’accordo hanno definito l’intesa “storica”. L’operazione, siglata lo scorso 30 dicembre avrebbe un valore stimato attorno ai 200 milioni di dollari, anche se i dettagli economici ufficiali non sono stati resi pubblici.

Secondo quanto riportato dai media statunitensi, non è ancora chiaro quali diritti specifici siano stati ceduti. Sony Music detiene e controlla i diritti sulle registrazioni dei brani di Spears, mentre le royalties editoriali sono legate alla composizione e ai testi. La popstar, infatti, non figura come autrice principale nella maggior parte dei suoi maggiori successi, elemento che potrebbe incidere sulla natura dell’accordo.

La popstar 44enne ha venduto oltre 150 milioni di dischi nel mondo dal debutto nel 1999. Nel catalogo oggetto della vendita figurano alcune delle hit più iconiche del pop degli ultimi decenni come “Baby One More Time”, “Oops! I Did It Again”, “Toxic”, “Gimme More”, “Stronger”, “Womanizer”, “Circus”, “I’m Not a Girl” e “Not Yet a Woman”.

Primary Wave conferma la sua posizione di leader nel settore dell’acquisizione di cataloghi musicali. Fondata due decenni fa da Lawrence Mestel, la società ha già nel suo portfolio diritti legati a leggendari artisti come Prince, Whitney Houston, Notorious B.I.G., Stevie Nicks e Bob Marley, valorizzandone i cataloghi attraverso nuove produzioni, sincronizzazioni e progetti cinematografici, tra cui il biopic su Whitney Houston del 2022.

Spears si aggiunge così al crescente numero di celebrità che hanno capitalizzato i propri repertori musicali: Bruce Springsteen ha ceduto il suo catalogo a Sony nel 2021 per circa 500 milioni di dollari, mentre Justin Bieber avrebbe concluso nel 2023 un accordo da 200 milioni con Hipgnosis Songs Capital. Operazioni analoghe hanno riguardato anche artisti del calibro di Bob Dylan, Shakira, Neil Young e Justin Timberlake.

Nel 2021 Spears è stata liberata dalla tutela legale durata 13 anni, che affidava al padre il controllo delle sue finanze e di molti aspetti della sua vita privata. Nel 2023 ha pubblicato l’autobiografia di successoThe Woman in Me”, in cui ha raccontato le difficoltà vissute sotto il regime di tutela.

Già nel gennaio 2024 la popstar aveva dichiarato che non sarebbe mai tornata nell’industria musicale. L’ultimo brano pubblicato risale al 2022, un duetto con Elton John. Con questa operazione, Britney Spears sembra chiudere simbolicamente un capitolo fondamentale della sua carriera, affidando a una società specializzata la gestione di un patrimonio musicale che ha segnato un’epoca e influenzato profondamente la cultura pop globale.

“Olly ha vinto Sanremo con l’autotune che serve per correggere le stonature. A questo punto prendiamo venti persone a caso e facciamole cantare… Noi, al Festival con La Terra dei Cachi per merito di Baudo”: parla Elio

Al Corriere della Sera ha confermato un'affermazione fatta sul vincitore del Festival dello scorso anno e non solo, ha anche raccontato come con le sue Storie Tese arrivò all'Ariston un pezzo ancora attualissimo


Quando Elio-Stefano Belisari parla delle ‘sue’ Storie Tese parte da La terra dei cachi, un pezzo sanremese che ci ricordiamo tutti, e al Corriere della Sera la racconta così: “Baudo ci pressava da almeno due anni. Non ne avevamo nessuna intenzione. Ma, alla fine cedemmo e ci dicemmo ‘Andiamoci con un pezzo bruttissimo‘ e decidemmo di fare la parodia dell’artista impegnato, mettendo insieme tutta una serie di luoghi comuni che sembrava impossibile fraintendere”. Il Festival della ‘svolta’ per la band perché, dice Elio, “dopo la prima esibizione vidi le signore al super che mi guardavano come mai prima“. E su Baudo non ha dubbi: “Un grande uomo di spettacolo. Ancor più coraggioso è stato quando ci affidò il Dopofestival nel 2008. Ci disse di fare quello che volevamo, senza censure preventive o timori di sorta”.

Da Baudo e Vessicchio (“È stato l’ultimo grande direttore d’orchestra al Festival. Oggi vanno tutti, basta gesticolare con le braccia”), fino al caso Beatrice Venezi: “Sto tutta la vita con l’orchestra. È un mondo, quello classico, dove fortunatamente ancora ci sono le competenze. In questa vicenda, per quel che vedoc’è chi invece cerca di far prevalere l’amichettismo sulla competenza“.

Gli aneddoti sono tanti ma Elio torna anche a parlare dell’ultimo Festival e della vittoria di Olly che lui aveva criticato per l’uso dell’autotune: “Serve per correggere le stonature. Ma mi ricorda Ben Johnson e il doping a Seul, è esattamente la stessa cosa. A questo punto prendiamo venti persone a caso e facciamole cantare al Festival”. E a proposito di dichiarazioni, a Elio viene chiesto di commentare un botta e risposta con Guè, in cui il primo aveva detto “il 90 % del genere è un assemblaggio di roba altrui” e il secondo ribattuto “deve stare zitto, non sa niente di rap”: “Vorrei essere contraddetto, ma per ora vedo solo un grandissimo scimmiottamento di roba americana”, conferma Stefano Belisari.

venerdì 6 febbraio 2026

Fabrizio Corona, Mediaset e Mfe avviano causa civile da 160 milioni di euro


È stata avviata una causa civile contro Corona per presunti danni reputazionali e patrimoniali legati ai contenuti del progetto Falsissimo. Secondo fonti Mediaset, tra i soggetti che si dichiarano lesi e che hanno deciso di intentare l’azione civile figurano Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui.

Una causa civile da 160 milioni di euro contro Fabrizio Corona e le società a lui riconducibili. È l’azione avviata da Mediaset e MfeMediaforeurope, insieme ai singoli soggetti che si dichiarano lesi, per presunti danni reputazionali e patrimoniali legati ai contenuti diffusi dal progetto "Falsissimo". In una nota il gruppo parla di "un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento" e di una "violenza verbale inaudita" che colpisce persone, famiglie e realtà coinvolte. Secondo fonti Mediaset, tra i soggetti che si dichiarano lesi e che hanno deciso di intentare l’azione civile figurano Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui.

Mediaset: “Eventuali risarcimenti a un fondo per vittime di violenze”
Secondo Mediaset e Mfe non si tratta di gossip o pettegolezzo, ma di "un meccanismo organizzato e sistematico, nel quale la menzogna diventa uno strumento di lucro", con Corona che "monetizza migliaia di euro ogni settimana" su una campagna d’odio. Il gruppo si riserva di procedere anche contro chi "incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente tali contenuti". E ancora: "Mediaset e Mfe agiranno in ogni sede per contrastare questo meccanismo. Che può colpire chiunque, persone note e cittadini comuni. Con una differenza sostanziale: mentre un grande gruppo come il nostro può permettersi strumenti di tutela adeguati, moltissime persone non hanno le risorse economiche necessarie per difendersi". Gli eventuali risarcimenti saranno destinati "alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice Rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo".

Fonte: Tgsky24.it

sabato 31 gennaio 2026

Arisa porta la sua favola a Sanremo, un “inno alla poesia che vince sul disordine”

Ottava partecipazione al festival con il branoMagica favola”. Nel 2014 la vittoria conControvento


Tra i tanti esordienti del Festival di Sanremo 2026, in partenza il prossimo martedì 24 febbraio su Rai 1, anche un volto e una voce noti, quelli di Arisa. Alla sua ottava partecipazione ufficiale con Magica favola: una canzone che “parla di una vita – ha raccontato la cantante a RaiPlay – è il racconto di una vita”.

Una vita, quella di Arisa, passata anche sul palcoscenico dell’Ariston: nel 2009 l’esordio e la vittoria tra le Nuove Proposte con Sincerità, l’anno successivo ufficialmente tra i Big con Malamorenò e nel 2012 medaglia d’argento con La notte. E poi ancora nel 2014, primo posto con Controvento, nel 2016 con Guardando il cielo, nel 2019 con Mi sento bene e nel 2021 con Potevi fare di più, senza contare l’esperienza di co-conduttrice (peraltro proprio al fianco di Carlo Conti) nel 2015.


Un curriculum decisamente degno di nota, di cui la cantante è ora pronta a trarre un bilancio: “Mi ha fatto pensare che questa fosse la canzone giusta da portare a Sanremo perché sono arrivata in un momento in cui devo fare un bilancio – ha infatti proseguito Arisa – e volevo raccontare di questo bilancio alle persone che mi hanno sempre supportata, al pubblico e a tutti”. E quale miglior modo per farlo se non ritornando proprio dove tutto è cominciato: “Sto vivendo questo ritorno a Sanremo con grandissima emozione – le sue parole – grandissima gratitudine e non vedo l’ora di cantare. Sinceramente, è l’unica cosa a cui penso”.

Ad anticipare Magica favola due parole chiave, condivise in anteprima dalla cantante come piccolo indizio a rappresentare l’anima del brano: “‘Romantico disordine’, che mi piace molto come espressioneha concluso Arisaio sono una tipa un po’ caotica, un po’ disordinata, però non mi faccio colpe, nel senso che, secondo me, c’è del romanticismo e della poesia anche nel disordine e nella caoticità delle persone”.

Ex Letterina di Passaparola Cristina Cellai: “Gerry Scotti scherzava con noi, ma non ci ha mai provato”

Cristina Cellai, ex Letterina di Passaparola, parla al Corriere della sua esperienza nel game show svelando come ha vissuto laconvivenzanegli studi con Gerry Scotti: “Ci abbracciava o dicevavieni ti stringo’, accusarlo per questo è cattiveria gratuita”.


Letterine e Passaparola sono i due argomenti finiti al centro della cronaca rosa dopo le dichiarazioni di Fabrizio Corona che nella nuova puntata di Falsissimo ha accusato il conduttore Gerry Scotti di aver avuto rapporti intimi con le ragazze del cast. Cristina Cellai è stata una Letterina del programma tra il 2000 e il 2001 e in un'intervista ha difeso Scotti, sostenendo di non aver mai ricevuto avances dal conduttore. "Sono rimasta un anno nella trasmissione, tra il 2000 e il 2001. Posso dire che Gerry non solo non ci ha mai provato con me, ma neanche con le altre mie colleghe. Non c’è stato alcun tipo di avances nei miei confronti, né con nessun'altra", ha dichiarato al Corriere.

"Non ha mai alzato le mani, è da meschino scagliarsi contro di lui"
Per l'ex Letterina, oggi lontana dal mondo dello spettacolo, Gerry Scotti è stato come un padre, "perché ero molto piccola ed era la prima esperienza dopo Miss Italia lontano da casa": "Era molto simpatico, quello sì, ma non si è mai permesso di alzare le mani o avere atteggiamenti che potessero far pensare a qualcosa di diverso". Sui video che hanno iniziato a circolare dopo le affermazioni di Corona, riguardo gli atteggiamenti di Gerry Scotti con le letterine, Cristina Cellai ha smentito ogni illazione contro il conduttore. "Tutte bugie. Scherzava sempre con noi, anche perché di fatto stavamo tutto il giorno nello studio di registrazione", e poi ancora ha aggiunto: "Trovo molto meschino scagliarsi contro di lui. Se poi vogliamo accusare Gerry perché ti abbracciava o ti dicevavieni ti stringo’. Beh, mi sembrano solo cattiverie gratuite".

"Frequentavo Silvia Toffanin, voglio difenderla"
Cristina Cellai ha raccontato che ai tempi della avventura come letterina conobbe Silvia Toffanin e diventarono amiche. "Quando siamo entrate lei era fidanzata con un ragazzo, poi terminò quella relazione e dopo poco conobbe Piersilvio", ha spiegato, aggiungendo che nonostante l'amicizia, "non abbiamo più contatti da tanto, ma mi sento comunque di difenderla".

Fonte: Fanpage.it