domenica 14 giugno 2026

No, non ci mancano i tormentoni del Festivalbar. Ma abbiamo nostalgia di un’estate che non tornerà mai più

I tormentoni estivi non erano solo canzoni di successo, erano un fenomeno culturale capace di attraversare classi sociali, generazioni e territori, creando un immaginario condiviso. Oggi, nell'epoca dello streaming, degli algoritmi e delle playlist personalizzate, la musica accompagna sempre più percorsi individuali

Daniele Bossari, Alessia Marcuzzi e Michelle Hunziker al Festivalbar 2002

Avete presenti quelle estati in cui una canzone riusciva a impossessarsi delle esistenze di tutti? Quelle in cui bastavano tre note per sapere che era arrivato giugno e che da quel momento non ci sarebbe stato scampo. La sentivi alla radio mentre andavi al mare, nei negozi del centro, negli stabilimenti balneari, nelle autoradio bloccate nel traffico delle partenze. Era ovunque. E, soprattutto, era di tutti.

Il rito del Festivalbar
Per chi è nato prima degli anni Novanta inoltrati, l'estate aveva una liturgia precisa. Prima ancora delle vacanze c'era il Festivalbar. Non era soltanto un programma televisivo. Era una sorta di rito collettivo che sanciva l'inizio della bella stagione. Arrivava la canzone dell'estate e ce la portavamo dietro fino a settembre. Volenti o nolenti. Alcune sono invecchiate male, altre sono diventate piccoli classici popolari, ma tutte hanno avuto il potere di trasformarsi in marcatori temporali della memoria.

Il potere delle canzoni
È curioso come la musica riesca a fare ciò che spesso non riescono le fotografie. Una canzone non conserva soltanto un ricordo. Conserva un'atmosfera. Un odore. Una temperatura. Un modo di stare al mondo. Basta ascoltare una hit degli anni Novanta o dei primi Duemila per ritrovarsi improvvisamente in una piazza, su una spiaggia, in una camera da letto con il ventilatore acceso e i compiti delle vacanze ancora da iniziare.

Laura Freddi, Amadeus e Federica Panicucci presentavano il Festivalbar 1995

Forse è anche per questo che i social network sono pieni di pagine dedicate al Festivalbar, alle classifiche estive, alle sigle televisive di quegli anni. Non è soltanto nostalgia. È il bisogno di recuperare un'esperienza collettiva che sembra appartenere a un'altra epoca. La nostalgia, del resto, non riguarda mai davvero il passato. Riguarda il presente. È il modo con cui misuriamo ciò che abbiamo perduto.

Il mondo della musica è cambiato radicalmente
Nel frattempo il mondo della musica si è trasformato radicalmente. Abbiamo assistito alla scomparsa dei supporti fisici, alla rivoluzione digitale, all'arrivo dello streaming. Siamo passati dall'attesa all'immediatezza. Dall'ascolto condiviso all'ascolto personalizzato. Oggi abbiamo accesso a una quantità pressoché infinita di musica eppure, paradossalmente, sembra più difficile trovare canzoni capaci di unire intere generazioni. Gli algoritmi ci conoscono. Ci suggeriscono cosa ascoltare, cosa potrebbe piacerci, quale artista assomiglia a quello che abbiamo appena messo in cuffia. Ma proprio questa personalizzazione estrema ha frammentato il paesaggio musicale. Ognuno vive nella propria colonna sonora. Ognuno abita una playlist diversa. Per anni, sociologi e osservatori della cultura pop hanno parlato della fine dei fenomeni collettivi. La televisione generalista perde pubblico. Le grandi narrazioni comuni si indeboliscono. I consumi culturali diventano sempre più individuali. Anche la musica sembra destinata a seguire questa strada.

Le estati di ieri e quelle di oggi
Forse è proprio qui che si nasconde la differenza più profonda tra le estati di ieri e quelle di oggi. Non nella qualità delle canzoni, né nella nostalgia un po' selettiva con cui ricordiamo il passato. Ma nell'esperienza condivisa. Per una generazione cresciuta tra radio, televisioni generaliste e Festivalbar, i tormentoni erano un linguaggio comune. Li amavi o li detestavi, ma li conoscevi. Erano il sottofondo inevitabile di un Paese che, almeno per qualche settimana, sembrava ascoltare le stesse cose. Oggi accade sempre più raramente. Le classifiche esistono ancora, le hit pure. Ma difficilmente una canzone riesce a diventare il punto di incontro di milioni di persone come accadeva un tempo.

Non è necessariamente un bene o un male. È semplicemente il segno di una trasformazione più ampia. Viviamo in una società che offre possibilità quasi infinite di scelta e che, allo stesso tempo, riduce gli spazi dell'esperienza comune. Ognuno costruisce il proprio palinsesto, la propria informazione, la propria colonna sonora. Siamo più liberi, forse, ma anche più soli nei nostri consumi culturali.

Per questo i vecchi tormentoni continuano a riaffiorare nella memoria collettiva. Non tanto perché fossero capolavori. Ma perché rappresentano uno degli ultimi momenti in cui la cultura pop riusciva ancora a creare una piazza. Una piazza rumorosa, spesso kitsch, qualche volta imbarazzante, ma pur sempre una piazza.

Quell'epoca è finita. E probabilmente non tornerà. I tormentoni continueranno ad esistere, ma difficilmente avranno lo stesso potere di unire, attraversare generazioni e territori, trasformarsi in una colonna sonora davvero condivisa. Eppure, quando parte una vecchia hit estiva, accade ancora qualcosa. Per tre minuti e mezzo ci ritroviamo tutti nello stesso posto: non in una playlist, ma in un ricordo. Voi quale scegliereste?

Max Pezzali, una grande festa karaoke anni 90 all'Allianz Stadium di Torino

Al via «Max Forever - Gli anni d'oro - Stadi 2026», il tour più venduto dell’anno: adolescenti e adulti cantano insieme i successi pop

Max Pezzali, 58 anni, all'Allianz Stadium di Torino (foto: Filippo Alfero)

Torino - A tuffarsi negli anni 90 cantati da Max Pezzali c'è chi ai tempi era ragazzino e chi nemmeno era nato. Il pubblico dell'ex 883 è un mix di età da studio sociologico, come conferma «Max Forever - Gli anni d'oro - Stadi 2026», tour più venduto dell'anno con oltre 660mila biglietti già staccati e dieci sold out su 15 concerti in programma. Accanto ai quarantenni, sabato 13 giugno alla prima data (all'Allianz Stadium di Torino, domenica 14 altro tutto esaurito, 80mila spettatori in tutto) c'è Isabel di 8 anni, al primo concerto. La passione l'ha ereditata dal papà Paolo Pantuso, 47 («Mi viene ancora adesso la pelle d'oca ad ascoltare le sue canzoni, perché mi ricordano quando ero ragazzino»).

Davide Basso ha compiuto proprio sabato 19 anni: per lui e i suoi amici i 90s sono un'era lontanissima, eppure «a livello musicale preferisco le canzoni degli anni 90 come quelle di Max, perché dicono cose che hanno un senso, in cui i giovani possono rispecchiarsi». Max Pezzali, che ragazzo lo è stato negli anni 80, ha contribuito a rendere i 90 l'emblema della nostalgia adolescenziale e li celebra con infinite citazioni d'epoca.

Il concerto si apre con un omaggio al Festivalbar, in particolare all'edizione del 1995 (anno in cui è nata Giulia Serafini, al terzo concerto, cresciuta a «pane e cassette di Max Pezzali grazie a mio fratello più grande») vinta dagli 883 con Tieni il tempo, il brano che apre il live (e che, con Bella vera e La lunga estate caldissima, è stato trasmesso su Corriere.it). A condurre il FestivalMax, come è ribattezzato, ecco in video Amadeus, alla guida della gara dal 1993 al 1997. Tra citazioni dance e pupazzi giganti, scorrono Sei un mito, Viaggio al centro del mondo, La regola dell'amico. Lo stadio canta ogni verso, ogni rima, come in un karaoke in versione XXL. In fondo, Fiorello con il codino e il suo show nelle piazze è esploso proprio negli anni 90.

L'universo tranne noi e Ci sono anch'io, colonna sonora del cartoon Disney Il pianeta del tesoro, sono per le nuove generazioni di fan: pressoché dimenticate, sono riemerseanche su TikTok, social che 30 anni fa sarebbe impazzito per i balletti di Mauro Repettoe adottate dai figli dei Millennial, svezzati da viaggi in auto con i cd degli 883. C'è spazio per sentimenti e riflessioni (pane quotidiano per gli adolescenti di ogni epoca), con un video in cui un giovane Max Pezzali del 1995 dialoga con il sé stesso di oggi. E via con Hanno ucciso l'uomo ragno, Rotta X casa di Dio, Una canzone d'amore.

Sul palco è un tripudio di walkman, Game Boy e vecchi cellulari giganti. Il logo di Mtv diventa Max, gli anni 90 strabordano da ogni particolare e il pubblico se li beve tutti. Balla con La regina del celebrità e Nella notte, piange con Io ci sarò (che cita Bitter Sweet Symphony dei Verve), Nessun rimpianto e Come mai. E se oggi gli Azzurri non sono ai Mondiali, Italia 90 fa parte della memoria collettiva (Notti magiche, cantatissima, è la «sigla di apertura» del live) e il concerto si sposta in uno spogliatoio, con l'omaggio ai grandi del calcio per La dura legge del gol e Gli anni. Il pupazzo Uan di «Bim Bum Bam» si scatena col balletto di Nord Sud Ovest Est, poi è il momento di salutarsi sotto una pioggia di coriandoli. Sapendo che «le notti non finiscono all'alba nella via». E nemmeno gli anni 90.

Shakira, "Dai dai" è la canzone per i Mondiali 2026

La cantante colombiana, con Burna Boy, torna protagonista con la nuova canzone dei mondiali, al via l’11 giugno in Messico, Canada e Stati Uniti: si chiama "Dai dai", il titolo è in italiano nonostante gli azzurri non siano qualificati, e nel testo c'è una citazione anche per Paolo Maldini. Shakira ha già firmato due canzoni per la coppa del mondo: la celebre "Waka Waka" per Sudafrica 2010 e "La la la" per Brasile 2014. Qui testo e significato di "Dai dai"


Gli Azzurri non si sono qualificati ma nella canzone di Shakira per i Mondiali 2026 il titolo è in italiano, così come parte del ritornello. E nel testo c’è anche una citazione di una leggenda della nazionale come Paolo Maldini. L’inno ufficiale della Coppa del Mondo di calcio, al via il prossimo 11 giugno in Messico, Canada e Stati Uniti, lo firma ancora una volta lei, Shakira, stavolta insieme all’artista nigeriano Burna Boy. "Dai dai" è il titolo del brano della popstar colombiana, il videoclip è stato anticipato sui social ed è stato girato nello stadio Maracanà a Rio: uscirà prima della partita inaugurale del torneo, Messico-Sudafrica (giovedì 11 giugno alle 21). Il ritornello, come si diceva, è anche in italiano: un incitamento, con la parola ‘dai’ ripetuta in cinque lingue, oltre alla nostra in giapponesespagnolofrancese inglese. Shakira canterà "Dai dai" anche nel corso dello show in programma il giorno della finale, in programma il prossimo 19 luglio, durante l’intervallo.

Dai dai, il testo della canzone di Shakira
Oh-eh-oh-eh (Oh-eh), eh-oh-eh
Oh-eh-oh-eh (Oh-eh), eh-oh-eh
You knew from the day you were born
That here in this place you belong
You been this brave all along
What broke you once made you strong
Dai dai, ikou, dale, allez, let’s go
Dai dai, ikou, dale, allez, let’s go

Come follow your desire
Where there’s a will, there’s a way
You are the owner of that fire
No onе can take it away
Sweat and blood to write your story
That is how you pavеd the way
You’re about to reach the glory
Only one step away

All the highs and lows
All the tears and the pain
You been there through it all, been through it all
Just do it again
Now you got to believe, I believe
‘Cause you know what it takes
To be living my dream
At the top of your game

Feel it, got everything you needed
Now bring it like you mean it
Just like you mean it
Dale, no olvide’ lo que vales
Juega como tú sabes
Como tú sabe’

Energy is contagious, you know
And it never fails, no, no
No one’s getting tired, I know
‘Cause you got that fire, ayo
Dream a little higher, let’s go, let’s go, let’s go

Ayo
Ayo

We’ve taken all that our hearts can hold
We can’t hold on to the past no more (Mmm)
From the dirt and the tears, we make gold
We are more than flesh and bones

All the highs and lows (Highs and lows)
All the tears and the pain
You been there through it all, been through it all
Just do it again
Now you got to believe (I believe)
‘Cause you know what it takes
To be living my dream
At the top of your game

Feel it, got everything you needed
Now bring it like you mean it
Just like you mean it
Dale, no olvide’ lo que vales
Juega como tú sabes
Como tú sabe’

Pelé, Maradona, Maldini, Romário
Cristiano Ronaldo
El Pibe, Iniesta, Beckham y Kaká
Messi, Mbappé, Salah
Brasil, Uruguay, Argentina, Colombia
US, England, Germany, France
South Africa, España, México, Japan
Korea, Netherlands

Oh-eh-oh-eh (Oh-eh), eh-oh-eh
Oh-eh-oh-eh (Oh-eh), eh-oh-eh

Knew from the day you were born
Here in this place, you belong
You’ve been this brave all along
What broke you once made you strong (Ow)
Dai dai, ikou, dale, allez, let’s go
Dai dai, ikou, dale, allez, let’s go
Dai dai, ikou, dale, allez, let’s go
Dai dai, ikou, dale, allez, let’s go

Dai dai, la traduzione del testo della canzone di Shakira
Lo sapevi fin dal giorno in cui sei nato
Che questo posto è il posto a cui appartieni
Sei sempre stato così coraggioso
Quello che ti ha spezzato, ti ha reso forte
Dai dai, andiamo, avanti, forza, andiamo

Segui il tuo desiderio
Dove c’è voglia, c’è un modo
Sei il padrone di quel fuoco
Nessuno può portartelo via
Sudore e sangue per scrivere la tua storia
È così che hai spianato la strada
Stai per raggiungere la gloria
È solo a un passo di distanza

Tutti gli alti e bassi
Tutte le lacrime e il dolore
Tu hai attraversato tutto, tutto quanto
Fallo soltanto un’altra volta
Ora devi crederci, io ci credo
Perché tu sai cosa serve
Per vivere il mio sogno
Al culmine della tua carriera

Percepiscilo, hai tutto quello di cui avevi bisogno
Ora portalo fuori come lo volessi davvero
Proprio come lo vuoi davvero
Avanti, non dimenticare quanto vali
Gioca come sai
Come sai

L’energia è contagiosa, lo sai
E non delude mai, no, no
Nessuno si sta stancando, lo so
Perché hai quel fuoco
Sogna un po’ più in grande, andiamo, andiamo, andiamo

Abbiamo preso tutto ciò che i nostri cuori possono contenere
Non possiamo più aggrapparci al passato
Dal fango e dalle lacrime, creiamo oro
Siamo più che carne e ossa

Tutti gli alti e bassi
Tutte le lacrime e il dolore
Tu hai attraversato tutto, tutto quanto
Fallo soltanto un’altra volta
Ora devi crederci (Io ci credo)
Perché tu sai cosa serve
Per vivere il mio sogno
Al culmine della tua carriera

Percepiscilo, hai tutto quello di cui avevi bisogno
Ora portalo fuori come lo volessi davvero
Proprio come lo vuoi davvero
Avanti, non dimenticare quanto vali
Gioca come sai
Come sai

Pelé, Maradona, Maldini, Romário
Cristiano Ronaldo
El Pibe, Iniesta, Beckham e Kaká
Messi, Mbappé, Salah
Brasile, Uruguay, Argentina, Colombia
USA, Inghilterra, Germania, Francia
Sud Africa, Spagna, Messico, Giappone
Corea, Paesi Bassi

Lo sapevi fin dal giorno in cui sei nato
Che questo posto è il posto a cui appartieni
Sei sempre stato così coraggioso
Quello che ti ha spezzato, ti ha reso forte
Dai dai, andiamo, avanti, forza, andiamo

Shakira e Mondiali, il precedente di Waka Waka
Non è la prima volta che Shakira firma l’inno ufficiale della Coppa del Mondo Fifa. Era già accaduto nel 2010 per i Mondiali in Sudafrica, quando la cantante colombiana presentò la celebre "Waka Waka (This Time for Africa)", successo planetario diventato la canzone più ascoltata di quell’anno ma rimasta per un decennio e più il video musicale legato alla Fifa più visto su YouTube. Un successo straordinario, non replicato quattro anni dopo l’edizione sudafricana, con il brano "La la la", pubblicato come inno ufficiale di Brasile 2014.

Shakira: “Con Italia legame indissolubile”
"In me c’è del sangue italiano - ha detto Shakira in un'intervista a Il Corriere della Sera è un legame indissolubile: sono innamorata della vostra cultura e ho amici italiani fantastici. Per questo sono triste, il giorno in cui non vi siete qualificati ero sconvolta". La cantante ha anche spiegato il significato del ritornello diDai dai’: "È molto di più di una semplice canzone della Coppa del mondo. È soprattutto un messaggio per ogni bambino a cui è stato detto che il suo sogno è troppo grande".

Tre giorni di musica elettronica, all'aeroporto di Fano l’Adriatic Sound Festival dalle 16 alle 2 di notte

Attese quasi 30mila persone, preparati 5 ettari di parcheggi

L'omaggio a Vitruvio. Tre giorni di musica elettronica, a Fano il top di techno e house: al via alle 16 l’Adriatic Sound Festival all’aeroporto

Fano - È un’organizzazione collaudata, grazie all’esperienza maturata l’anno scorso, quella che ha affrontato tutto l’aspetto logistico dell’Adriatic Sound Festival. I lavori sono iniziati il 23 maggio scorso, sono stati montati l’apparato tecnologico e tutte le strutture che hanno trasformato 2 ettari della zona dell’aeroporto in una grande area musicale, cui si associano circa 5 ettari di parcheggio.

La kermesse
Ora tutto è pronto perché oggi alle 16 inizi una grande kermesse musicale di interesse europeo e mondiale: tre giorni con il top della musica elettronica. Elemento distintivo è il grande palco centrale, il Temple stage, espressione con le sue linee modernissime che riproducono le forme di un arco romano dell'omaggio alla storia di Fano. Dietro il palco centrale c’è un ledwall di 10 metri. Lo spettacolo graviterà anche intorno al secondo Hangar stage. Un evento inserito nei tour del più noti dj internazionali, insieme alle tappe in città come Londra, Parigi, Amsterdam, Madrid, Milano; tra queste, dunque, c’è anche Fano. L’evento musicale che farà ballare decine di migliaia di giovani è previsto dalle 16 a mezzanotte: oggi, domani e domenica.

I protagonisti
Questa sera saliranno sul palco centrale Artbat, Avision, Belladonna, Boris Brejcha, Fifoforte, Franky Wha, Honeyluv, miss Monique, Patrick Mason e Riccardo Prosperi. Domani sarà la volta di Anetha, Anotr, Brunello, Faster Horses, Honey Dijion, Jazzy B2B Jowl, Saraga, Spfdj, Twofaced, Vladimir Dubishkin, X Club e Yousukc Yukimatsu. Mentre la conclusione del festival domenica sarà affidata a Dana Ruh, Dennis Ferrer, Fisher, Gerd Janson, Marcel Dettmann, Olive E, Roman Flugel, Sem Jacobs e Sven Vath. Nell’area del Festival è stato allestito anche un terzo palco per consentire l’esibizione di artisti locali, un’occasione anche per loro e in più per il pubblico di immergersi nella musica techno ed house.

Intanto, ieri sera il Festival ha fornito un assaggio in un ambiente più ristretto, nell’ex chiesa di San Francesco, dove modernità e antichità si coniugano in una cornice che riporta ancora con i suoi stilemi neoclassici alla basilica di Vitruvio. L’iniziativa era per pochi anche per il contesto dell'ex chiesa. Già da oggi invece il Festival potrà raccogliere migliaia di persone. Per loro sono a disposizione anche delle tribune da cui si gode una vista panoramica su tutti gli effetti luminosi che daranno luce e colore alla musica ed è stata allestita anche un’area food e relax per chi vorrà partecipare all’evento fin dal pomeriggio e restare fino alle 2 di notte (chiusura anticipata a mezzanotte domenica).

L’affluenza
Gli organizzatori si aspettano nelle tre giornate un’affluenza che dovrebbe aggirarsi sulle 25.00030.000 persone, grazie alla richiesta di informazioni e di biglietti giunta da tutto il mondo. Del Festival di Fano si è parlato anche in Indonesia. I biglietti acquistati alla vigilia sono 17mila, più di quelli della prevendita dell’anno scorso. Il presidente della cooperativa Alberghi consorziati Luciano Cecchini si è mostrato particolarmente soddisfatto, avendo raggiunto alla vigilia del festival l’occupazione del 90 per cento dei posti letto disponibili, in tutti gli hotel, bed and breakfast e campeggi del territorio fanese. Le prospettive per il weekend promettono il tutto esaurito.


mercoledì 10 giugno 2026

Belén Rodriguez è indagata per omissione di soccorso a Milano

La showgirl argentina è indagata dopo la denuncia della polizia locale per omissione di soccorso relativa a due sinistri avvenuti lo scorso 23 maggio


Belén Rodriguez è indagata per omissione di soccorso dalla procura di Milano. Dopo la denuncia della polizia locale, il fascicolo è arrivato sul tavolo della pm Maria Cristina Ria in relazione all'accusa di omissione di soccorso per il doppio incidente stradale avvenuto in città lo scorso 23 maggio.

A seguito dei sinistri la polizia locale aveva redatto un'informativa e condotto alcuni accertamenti. Per Belén Rodriguez era scattato anche il ritiro della patente.

Gli incidenti e il ricovero
Bélen Rodriguez lo scorso 23 maggio avrebbe causato due incidenti stradali a Milano. Durante uno di questi sono rimaste lievemente ferite tre persone e la conducente non si sarebbe fermata a prestare soccorso. Il primo sinistro è avvenuto in via Melzi d'Eril, nei pressi dell'Arco della Pace. Qui, la 41enne avrebbe urtato lo specchietto di un'auto in sosta. Poco più tardi, in via San Marco, avrebbe centrato uno scooter e due mezzi parcheggiati, ferendo tre persone.

Sono stati proprio i feriti, trasportati in pronto soccorso e dimessi poco dopo, ad aver confermato con certezza che alla guida dell'auto c'era Belén. Alcuni passanti avrebbero anche scattato delle foto. Nella mattina di lunedì 25 maggio, la showgirl era stata soccorsa nel suo appartamento in zona Brera poi ricoverata per accertamenti al Policlinico e infine dimessa.

martedì 9 giugno 2026

Il ritmo della notte. Una rete di discoteche per ballare sotto le stelle. Estate di feste in spiaggia

Dallo Scalo Zero, primo bagno ad aver ottenuto la licenza di pubblico intrattenimento, alle 12 domeniche pomeriggio con musica protagonista dall’aperitivo a tarda sera. I fine settimana al Chiringuito Beach club.

Una serata di divertimento in uno dei locali sul lungomare di Senigallia

La stagione dell’intrattenimento balneare è ufficialmente partita, pronta a far ballare ed emozionare residenti e turisti in un circuito di eventi che unisce il fascino delle notti senigalliesi ai nuovi trend del divertimento. Una vera e propria costellazione di feste che animerà l’intera costa, alternando grandi tradizioni a novità capaci di rompere gli schemi.

Il cuore pulsante di questa rivoluzione della movida è lo stabilimento Scalo Zero, che quest’anno taglia un traguardo storico: è infatti il primo bagno della spiaggia di velluto ad aver ottenuto la licenza ufficiale di pubblico intrattenimento. Per il 16 luglio c’è grandissima attesa per il debutto della shared dinner, la "cena condivisa": un’iniziativa nuova, una formula conviviale dove il cibo diventa un catalizzatore di socialità, trasformando una normale cena in un momento di incontro spontaneo.

Ma lo Scalo Zero ha in serbo un altro asso nella manica: sabato 26 giugno torna l’amatissima cena con location "a sorpresa", un evento esclusivo avvolto nel mistero dove gli ospiti scopriranno il luogo dell’evento solo all’ultimo momento. Ma Scalo Zero è anche concerti all’alba e ‘Cinema sotto le Stelle’.

Poco più in là, il ritmo si fa travolgente alla Baia del Porto. Sabato 13 giugno segna il grande ritorno di "Baia Perreo", la discoteca sotto le stelle diventata ormai un punto di riferimento. La novità di quest’anno è una movida anticipata: per tutta la stagione ci saranno ben 12 domeniche pomeriggio in cui la musica diventerà protagonista assoluta già all’ora dell’aperitivo, allungando il divertimento dal tramonto fino a tarda sera senza interruzioni.

Per gli amanti delle sonorità più ricercate, continua la fortunata collaborazione tra i Bagni ‘77 e il festival Corinaldo Jazz: il 27 giugno alle ore 19 è prevista l’esibizione dei "Riviera Ventura", per un perfetto connubio tra l’eleganza del jazz e la brezza marina.

La festa non si ferma e contagia anche il Chiringuito Beach Club, pronto ad accendere ogni fine settimana con i suoi attesissimi e colorati appuntamenti del weekend. Il risultato è una rete di vere e proprie "discoteche diffuse". Il popolo della notte può spostarsi fluidamente da uno stabilimento all’altro, trovando in ogni tappa un’identità musicale unica. Un divertimento diffuso ma rigorosamente sicuro, anche grazie alla presenza di bodyguard e ingressi contingentati.