venerdì 9 ottobre 2026

Addio a Federico l’Olandese Volante, una vita dedicata alla radio

Grave lutto per la radiofonia italiana: è morto a 76 anni Federico l’Olandese Volante


Conduttore e produttore discografico, è stato uno dei grandi protagonisti della radio, attraversando stagioni e generazioni: dalle prime esperienze a Radio Monte Carlo alle lunghe stagioni a Radio 105 e RTL 102.5, fino a R101 ed alle più recenti esperienze a Radio Norba e Radiofreccia.

La notizia della scomparsa arriva dopo le informazioni diffuse nelle scorse ore sul suo ricovero in terapia intensiva all’ospedale di Monopoli, in Puglia. La sua morte lascia un vuoto in un settore nel quale aveva costruito, nel corso di oltre cinquant’anni di attività, un percorso professionale riconoscibile e personale.

Nato a Deventer, nei Paesi Bassi, il 19 aprile 1950, Federico aveva scelto l’Italia come casa e la radio come dimensione privilegiata del proprio lavoro. Il soprannome con cui è diventato celebre gli fu attribuito da Noel Coutisson, fondatore di Radio Monte Carlo, emittente alla quale approdò nel 1972, entrando in una squadra che comprendeva anche Herbert Pagani, Awanagana, Luisella Berrino e Roberto Arnaldi.

Fu proprio a Monte Carlo che prese forma il Federico Show, esperienza che contribuì a definirne lo stile e a renderlo noto al pubblico italiano. Nel 1977 passò a Rai Radio 2, dove condusse A tutte le radioline insieme a Herbert Pagani e Riccardo Heinen.

Nel 1978 arrivò a Milano, chiamato dall’editore Alberto Hazan, per contribuire allo sviluppo di Rete 105. Qui rimase per dodici anni, diventando uno dei volti più popolari della radiofonia privata e accompagnando il pubblico nella fascia pomeridiana. Parallelamente, sviluppò anche un percorso musicale: nel 1979 ottenne un successo internazionale con Wojtyla Disco Dance, brano ispirato all’elezione di Giovanni Paolo II, mentre nel 1983 partecipò al progetto dei Band of Jocks con Let’s All Dance.

Un altro capitolo fondamentale della sua carriera fu quello legato a RTL 102.5, emittente alla quale approdò nel 1993. Qui diede vita a The Flight, programma pomeridiano che sarebbe diventato uno degli appuntamenti più identificativi della sua storia professionale. Il rapporto con RTL si protrasse per molti anni, fino al 2011.

Successivamente passò a R101, per poi approdare nel 2015 a Radio Norba, dove rimase fino alla fine del 2024. In quell’occasione annunciò l’intenzione di concludere la propria attività radiofonica e trasferirsi all’estero. La passione per il microfono, tuttavia, lo riportò ancora in onda: nell’aprile 2025 entrò infatti nella squadra di Radiofreccia con il programma 50 anni a tutto rock.

Federico aveva raccontato la propria esperienza anche attraverso la scrittura, pubblicando Radio Files. Storie di radio nel 2000, Il principato. Storie di radio e rock'n'roll nel 2016 e Il cartello olandese nel 2019.

Con la sua scomparsa se ne va una voce che ha accompagnato l’evoluzione della radio italiana, dalle emittenti che hanno contribuito alla nascita della radiofonia privata fino alle realtà nazionali contemporanee. Un percorso segnato da programmi, musica e da un’identità professionale rimasta riconoscibile nel tempo, nel segno di quella passione per l’etere che aveva trasformato in una professione e in una ragione di vita.

giovedì 8 ottobre 2026

Sam Altman: “Il mondo dovrebbe accettare alcune cose brutte” in cambio dei benefici dell’IA

Il CEO di OpenAI difende un approccio più permissivo ai rischi dell’intelligenza artificiale, proprio mentre nella Silicon Valley cresce il fronte di chi chiede di rallentare lo sviluppo dei modelli più potenti. La sua posizione arriva nelle stesse ore in cui un altro responsabile della sicurezza lascia OpenAI


Sam Altman ha appena messo un prezzo ai benefici dell’intelligenza artificiale.

Secondo l’amministratore delegato di OpenAI, l’azienda che ha creato ChatGpt, una parte di quel prezzo consiste nell’accettare che accadano anche “alcune cose brutte”.

Intervistato da Decoded, la newsletter tecnologica di Politico, Altman ha spiegato così una delle differenze che separano OpenAI da Anthropic, il laboratorio rivale guidato da Dario Amodei: “Crediamo che il mondo dovrebbe accettare che accadano alcune cose brutte in cambio dei benefici di questa tecnologia”.

Il prezzo dell’intelligenza artificiale
Nel compromesso che ha in mente Altman rientrano danni concreti come truffe, utilizzi impropri e attacchi informatici agevolati dall’IA.

Ma secondo il CEO di OpenAI le applicazioni positive prodotte da milioni di persone saranno enormemente superiori a quelle dannose. I rischi catastrofici, compresa una perdita di controllo sull’IA, restano fuori dalla sua analisi.

La frase consegnata a Politico è destinata a restare attaccata ad Altman perché arriva in un momento particolarmente delicato per i laboratori IA. Da settimane alcuni dei principali ricercatori e dirigenti dell’industria stanno discutendo pubblicamente della possibilità di rallentare lo sviluppo dei sistemi di frontiera, cioè i modelli più avanzati e costosi, quelli che definiscono il limite delle capacità disponibili.

Altman stesso, appena tre settimane fa, aveva appoggiato la proposta di Amodei di “rallentare la frontiera” - vale a dire ridurre il ritmo con cui aumentano le capacità dei modelli e concedere maggiore accesso a valutatori indipendenti - condividendo il timore che sistemi agentici molto più potenti potrebbero diventare difficili da controllare.

L’intervista a Politico, invece, chiarisce la visione di Altman. OpenAI continua a preferire una regolamentazione relativamente leggera e un’IA ampiamente accessibile, considerano inaccettabile un sistema in cui pochi laboratori decidano chi possa utilizzare una tecnologia tanto potente e come distribuirne i benefici.

Le montagne russe di Altman
Il rapporto pubblico di Altman con i rischi dell’intelligenza artificiale ha avuto negli ultimi tre anni l’andamento di una montagna russa.

A maggio del 2023, durante la sua prima audizione davanti al Senato degli Stati Uniti, ChatGpt esisteva da meno di sei mesi e Washington cercava ancora di capire i rischi legati all’IA generativa. Altman scelse allora un tono molto prudente. Disse ai senatori che la sua paura maggiore era che l’intelligenza artificiale potesse provocare “danni significativi al mondo” e aggiunse un avvertimento inquietante: “Se questa tecnologia va male, può andare molto male”. In quell’occasione chiese regole, test di sicurezza e la possibilità di creare un’autorità federale capace di concedere licenze ai sistemi più potenti.

Un anno e mezzo dopo il registro era già cambiato.

Nel settembre 2024 Altman ha pubblicato The Intelligence Age, un saggio che descrive un futuro dominato da “una prosperità enorme” resa possibile dall’IA e dall’energia abbondante. Immaginava progressi capaci di contribuire alla soluzione della crisi climatica, alla colonizzazione dello spazio e perfino alla scoperta di nuova fisica. Ammetteva conseguenze negative e forti cambiamenti nel mercato del lavoro, ma il futuro che raccontava rimaneva straordinariamente ottimista e includeva una società più ricca e individui più capaci.

Nel 2026 le ombre sono tornate nella sua comunicazione, insieme a un’idea diversa del rischio. Altman continua a credere che l’IA produrrà grandi, ma parla ormai apertamente di danni inevitabili e della necessità di stabilire quali siano tollerabili. La sua posizione assomiglia sempre più a un calcolo politico e tecnologico: rallentare quando una capacità rischia di sfuggire al controllo, mantenendo però la tecnologia abbastanza aperta da permettere alla società di sfruttarla.

Un altro addio dalla sicurezza di OpenAI
Quasi nelle stesse ore in cui Altman parlava con Politico, David Robinson - che per tre anni e mezzo ha lavorato alla sicurezza dei modelli sviluppati da OpenAI - si è dimesso accusando l’azienda di avere una cultura profondamente inadeguata alla tecnologia che sta costruendo.

Robinson ha scritto su The Atlantic che OpenAI è cresciuta attraverso una strategia fondata sul tentativo e l’errore: si rilasciano progressivamente sistemi reali, si osservano i problemi e si rafforzano le protezioni.

Secondo Robinson, sistemi più autonomi rendono quel metodo troppo pericoloso. “Il tempo in cui si può provare e sbagliare è finito”, ha scritto dopo aver ricordato recenti episodi nei quali agenti di IA hanno superato o aggirato alcune protezioni predisposte dai loro sviluppatori.

La sua proposta guarda fuori dalla Silicon Valley. I laboratori di frontiera, sostiene, dovrebbero studiare come lavorano centrali nucleari e grandi aeroporti, settori costruiti intorno a controlli e procedure pensate affinché l’errore di una singola persona non provochi una catastrofe.

Dalla Turchia: Montella esonerato, decisiva la sconfitta con l'Italia. Prevista una buonuscita da 915 mila euro

Secondo il quotidiano turco Milliyet, Vincenzo Montella è stato sollevato dall'incarico di ct della Turchia dopo il deludente cammino tra Mondiali e Nations League. Decisiva sarebbe stata la sconfitta per 3-1 contro l'Italia. La federazione turca gli verserà un'indennità pari a cinque mensilità: circa 915 mila euro, considerando lo stipendio di 183 mila euro al mese.


Vincenzo Montella non sarà più il commissario tecnico della Turchia. 
Secondo quanto riportato dal quotidiano turco Milliyet, la Federcalcio turca (TFF) ha deciso di interrompere il rapporto con l'allenatore italiano dopo il deludente andamento degli ultimi mesi.

Alla base della scelta ci sarebbero sia il percorso negativo ai Mondiali 2026, chiusi con una sola vittoria contro gli Stati Uniti, sia il rendimento poco convincente in Nations League. A risultare decisiva sarebbe stata soprattutto l'ultima sconfitta per 3-1 contro l'Italia di Roberto Mancini.

Il presidente federale Ibrahim Hacıosmanoğlu e i vertici della TFF, che finora avevano sempre confermato la fiducia nel tecnico, avrebbero quindi optato per il cambio in panchina.

Secondo la stampa turca, a Montella verrà riconosciuta un'indennità pari a cinque mensilità. Considerando il suo stipendio di 183 mila euro al mese, l'ex allenatore di Roma, Milan e Siviglia dovrebbe incassare una buonuscita complessiva di circa 915 mila euro.

Manuela Arcuri e l'amore col principe 82enne: i due pronti a sposarsi (dopo pochi mesi d'amore)

Per l'attrice, quello con Domenico Antonio Pallavicino, sarebbe stato un vero e proprio colpo di fulmine. Quando si sono conosciuti, lei era ancora sposata, poi il divorzio

Manuela Arcuri, 49 anni, e Domenico Antonio Pallavicino, 82

Tra le sale affrescate dell’alta nobiltà genovese prende forma una delle indiscrezioni più inaspettate e chiacchierate dell'autunno. Al centro della scena c’è Manuela Arcuri, 49 anni, e quello che le ultime voci di corridoio definiscono un vero e proprio colpo di fulmine con il principe Domenico Antonio Pallavicino, 82 anni. Un intreccio di mecenatismo e riflettori, anticipato da numerose indiscrezioni e in cui si addentra oggi la newsletter Vale Tutto firmata da Selvaggia Lucarelli.

Secondo quanto riportato dalla giornalista, negli ambienti vicini al nobile e all'attrice non si parla solo di una profonda intesa, ma persino di un matrimonio imminente, che potrebbe essere celebrato già il prossimo dicembre in Liguria. Una prospettiva che ha trasformato in pochi giorni una collaborazione professionale in un caso di costume di prima grandezza.

Tra aerei privati, viaggi a Parigi e un patrimonio d'arte
Le prime immagini della coppia sono comparse sulle pagine del settimanale Chi, che ha immortalato la loro trasferta parigina: volo su un jet privato, colazione nei saloni del Ritz e passeggiate tra i boulevards della capitale francese. Foto in parte posate che immortalano una complicità evidente, con sguardi affettuosi e mani che si intrecciano. Ma chi è l'uomo capace di conquistare l'attenzione dell'attrice?

Domenico Antonio Pallavicino - spiega Lucarelli - appartiene a una delle casate più antiche e prestigiose d'Italia, legata alla storia di Genova e forte di un titolo nobilitare certificato anche dalla Soprintendenza archivistica per la Liguria, che lo indica come principe del Sacro Romano Impero. Custode di un patrimonio artistico di inestimabile valore racchiuso in un palazzo cinquecentesco in piazza Fontane Marose a Genova, Pallavicino è stato a lungo considerato uno degli scapoli d'oro più inafferrabili della città. Amante dell'arte e filantropo - tra i suoi gesti più recenti figura una donazione da 350 mila euro all’ospedale Gaslini -, il principe ha ricoperto il ruolo di Console Generale del Principato di Monaco a Genova, accogliendo nel tempo personalità come Alberto II e i principi Savoia.

Il primo incontro: dal video cult al volo inaugurale
Ma quando arriva il primo incontro tra Arcuri e Pallavicino? A spiegarlo è sempre Lucarelli. L'incontro tra i due affonda le radici nel 2023 all’interno della Fondazione Pallavicino, nata nel 2019 per tutelare l'eredità artistica della casata. Arcuri è stata scelta come testimonial dell'ente, prendendo parte a un video promozionale in cui accompagna lo spettatore tra gli arazzi e i capolavori del palazzo genovese.

La collaborazione, poi, si è intensificata nel tempo: Arcuri è stata madrina del gala benefico Dalla parte del mare alla presenza del principe Alberto di Monaco e, nel giugno 2026, ha inaugurato il primo volo della compagnia Airidea, progetto dell'aviazione ligure in cui Pallavicino ha acquisito una quota del 40% attraverso la società Global Group.

Ma lei all'epoca era sposata
Il legame con il principe è emerso pubblicamente dopo un importante cambiamento nella vita sentimentale dell'attrice. L'artista ha infatti annunciato la separazione dal marito Giovanni Di Gianfrancesco, dal quale ha avuto un figlio di 12 anni, dichiarando nel corso di un'intervista al settimanale Oggi che il loro legame si era concluso consensualmente nell'estate del 2025. Un concetto ribadito anche nei salotti televisivi, dove Arcuri ha escluso il coinvolgimento di terze persone nella fine delle nozze.

Tuttavia, l'intensificarsi delle uscite con il principe Pallavicino - a partire da un pranzo allo Yacht Club di Montecarlo lo scorso settembre fino ai recenti scatti a Parigi - ha acceso il gossip. Come riporta Selvaggia Lucarelli, l'attrice avrebbe confidato agli amici la natura cavalleresca del compagno, scherzando sul fatto che questo nuovo capitolo di vita, accanto a un mecenate dell'arte, potrebbe persino segnare una pausa definitiva nella sua carriera cinematografica.

“Ma è un vecchietto!”
La vicenda non ha impiegato molto a varcare i confini della stampa specializzata per approdare negli studi televisivi. Durante la trasmissione La volta buona, le immagini dei due hanno scatenato un vivace scambio di battute. Il giornalista di Chi Valerio Palmieri ha commentato con tono romantico: “Ma chi non vorrebbe un principe accanto?”.

Pronta la replica di Antonella Elia, 62 anni, che con la consueta schiettezza ha sottolineato la differenza d'età: “Ma è un vecchietto! Chi lo vuole?”. Se la conduttrice Caterina Balivo, 46 anni, si è affrettata a riportare l'equilibrio in studio, Licia Colò, 64 anni, ha spostato l'attenzione sul piano culturale: “Chi sogna di stare con un principe? Non mi piace l’idea che le donne devono cercare per forza il principe azzurro”. Tra ironia, battute salaci e mistero sui reali sviluppi di questa unione, l'intreccio tra Manuela Arcuri e il principe Pallavicino si conferma uno dei temi più seguiti della stagione.

Fonte: Today.it

martedì 6 ottobre 2026

Elon Musk, il patrimonio dell'imprenditore torna a superare i mille miliardi di dollari

Le azioni di SpaceX sono salite del 13% dall'inizio di ottobre, mentre quelle di Tesla hanno guadagnato il 6,7%


Il patrimonio di Elon Musk è tornato a superare la soglia dei mille miliardi di dollari. Il 5 ottobre il "tesoretto" del miliardario ha raggiunto la cifra dei 1.040 miliardi. È quanto reso noto dal Bloomberg Billionaires Index, dopo un aumento di 65 miliardi di dollari in una sola giornata. La crescita è stata sostenuta dall'aumento del valore delle partecipazioni di Musk in SpaceX e Tesla: le azioni di SpaceX sono salite del 13% dall'inizio di ottobre, mentre quelle di Tesla hanno guadagnato il 6,7%.

È la prima volta in tre mesi che il patrimonio di Musk supera nuovamente la soglia dei mille miliardi. L'imprenditore era diventato il primo uomo al mondo a raggiungere tale traguardo a giugno, dopo il forte rialzo di SpaceX seguito alla sua Ipo da record, ma aveva perso rapidamente il primato a causa del successivo calo delle azioni, alimentato dai timori per la valutazione molto elevata della società. Il nuovo rialzo riflette il rinnovato ottimismo degli investitori. Gli analisti di Morgan Stanley hanno definito SpaceX una delle modalità meno costose per esporsi al potenziale di crescita dei settori spaziali e dell'intelligenza artificiale, mentre Tesla ha recentemente registrato vendite trimestrali superiori alle attese. Le partecipazioni di Musk in SpaceX e Tesla rappresentano oltre il 98% del suo patrimonio, secondo l'agenzia d'informazione economica Bloomberg.

Italia-Turchia 3-1: gol di Scamacca, Calafiori e Pio Esposito, azzurri secondi dietro la Francia

La nazionale chiude con un'altra vittoria il primo ciclo di partite del Mancini-bis. Il successo dei transalpini sul Belgio è un ottimo risultato

La Presse

L'Italia di Roberto Mancini ha battuto di nuovo la Turchia di Vincenzo Montella. Oggi, lunedì 5 ottobre, gli azzurri allo Stadio Renato Dall'Ara di Bologna hanno chiuso con una vittoria il primo ciclo del Mancini-bis. I gol di Scamacca, al 26', Calafiori al 64' e Pio Esposito all'87' valgono 3 punti importanti, complice il successo della Francia sul Belgio. La rete della bandiera per i turchi, il momentaneo 1-1, porta la firma di Aral Simsir.

L'Italia di Roberto Mancini ora è a +1 sul Belgio ed è padrona del suo destino in chiave qualificazione. In questa maxi sosta la Nazionale non ha soltanto scongiurato aritmeticamente il pericolo retrocessione, ma dopo la sconfitta 2-0 contro il Belgio in casa, all'Olimpico di Roma, ha saputo dare segnali concreti di rinascita con la netta vittoria in Turchia, a Bursa, per 4-1 e l'ottimo pareggio in Francia, allo Stadio Saint Denis di Parigi, con la rete di Alessandro Bastoni.

Anche questa sera nuovamente sugli scudi Pio Esposito che ha segnato il suo settimo gol in tredici partite in Nazionale. L'Italia cresce e guarda lontano a Euro 2028 e al Mondiale 2030, là dove deve arrivare.

Fonte: Today.it