giovedì 5 novembre 2026

Attenzione ai numeri di telefono: ecco quelli da evitare per non cadere nelle truffe

Alcuni prefissi telefonici, come 02 71, 03 77 o 09 48, sono spesso associati a chiamate fraudolente.


Il telemarketing non richiesto era destinato a diventare un ricordo del passato grazie alla nuova legislazione che richiede il consenso preventivo dei consumatori. Eppure, nonostante questa teoria, il telemarketing resta un problema persistente per gli italiani. In risposta a chiamate fraudolente o effettuate da aziende che aggirano le norme, riprendere il controllo resta possibile: la chiave spesso risiede nei primi numeri che appaiono sullo schermo del telefono.

Attenzione a questi numeri fraudolenti
Se ricevi un chiamata da numeri che iniziano con 02 71, 03 77 o 09 48, è meglio non rispondere. Questi numeri sono probabilmente associati a società che operano in modo scorretto. Questa indicazione è stata emessa dall’Arcep, che dal gennaio 2023 ha legiferato sull’uso di tali numeri. In particolare, i contatti che iniziano con 01 62, 02 70, 03 78, 04 24, 05 68, 05 69, 09 48 e 09 49 sono riservati a call center di grandi aziende, spesso impegnati in contatti ingannevoli relativi a soluzioni energetiche, statuti o problemi assicurativi, senza necessariamente costituire una frode.

Alcuni prefissi come 02 71, 03 77 o 09 48 sono spesso associati a chiamate fraudolente.

Tuttavia, non tutti i numeri che iniziano con 01, 02, 03 e così via sono da considerarsi dannosi. In Francia, ad esempio, i numeri che iniziano con 01 sono riservati all’Île-de-France, 02 al Nord-Ovest e 03 al Nord-Est.

I numeri di telefono 06 e 07, invece, sono principalmente utilizzati per contatti tra privati, sia per comunicare con amici o familiari, sia per professionisti come i fattorini e gli artigiani.

Il telemarketing: la fine di un’epoca grazie al consenso obbligatorio
Un cambiamento decisivo è stato registrato l’11 agosto 2026: l’articolo L. 223-1 del Codice del consumo vieta ora qualsiasi forma di telemarketing commerciale senza il consenso preventivo dell’utente. Sarà ora compito delle aziende dimostrare che il consenso è stato fornito in modo libero, chiaro e inequivocabile (le caselle già spuntate non sono più valide).

Rimangono comunque alcune eccezioni, che consentono le chiamate relative a contratti già in essere con un’impresa, vendite di abbonamenti a riviste o richieste senza scopo commerciale (come quelle delle associazioni benefiche).

Tuttavia, poiché questa riforma non ferma i truffatori e i call center situati all’estero, le soluzioni di blocco mantengono tutta la loro utilità.

Esistono anche applicazioni specializzate nel filtraggio delle chiamate spam, come Truecaller, la soluzione open source Saracroche o Vigiphone. Inoltre, i dispositivi Apple e Android offrono già nativamente impostazioni di filtraggio efficaci.

Questo articolo, originariamente pubblicato a febbraio, è stato aggiornato per riflettere le recenti evoluzioni legislative e l’aumento del telemarketing, che continua a rappresentare un problema.

«Ecco i 4 lavori che resisteranno all'Intelligenza artificiale». Le previsioni di Bill Gates e il piano di Microsoft

Il fondatore di Microsoft individua quattro settori chiave in cui il fattore umano rimarrà insostituibile nonostante il progresso dell'IA


Il rapido avanzamento dell'intelligenza artificiale (IA) si appresta a ridisegnare i confini del mercato del lavoro, ma il ruolo dell'uomo rimarrà centrale in ambiti specifici. A tracciare la mappa delle competenze del futuro è Bill Gates, cofondatore di Microsoft, che ha individuato quattro settori in cui la componente umana manterrà una rilevanza strategica: programmazione, biologia, energia e sport professionistico.

Le previsioni
Secondo l'analisi di Gates, l'evoluzione tecnologica consentirà l'automazione di un numero crescente di mansioni. Tuttavia, la transizione non comporterà una totale sostituzione dei lavoratori. Ospite del programma televisivo statunitense The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, Gates ha utilizzato lo sport come esempio emblematico di un'attività intrinsecamente legata all'intrattenimento umano, dichiarando che il pubblico non vorrebbe mai vedere dei computer giocare a baseball al posto delle persone. Nelle altre tre aree tecniche e scientifiche menzionate, la tecnologia agirà principalmente come un acceleratore, senza escludere il professionista.

Nel campo della programmazione, l'IA supporterà la scrittura di codice e lo sviluppo di sistemi, ma la supervisione strategica e la risoluzione di problemi complessi richiederanno ancora la competenza umana. Allo stesso modo, nella biologia e nel settore dell'energia, la ricerca scientifica fondamentale, l'innovazione di frontiera e i processi decisionali di lungo termine continueranno a necessitare dell'intuito e della responsabilità dell'uomo.

Microsoft
Questo scenario non implica un'immunità totale dall'automazione. Gates ha infatti precisato che l'efficienza dei sistemi automatizzati ridurrà la necessità di manodopera in settori tradizionali come la produzione manifatturiera, la logistica e l'agricoltura. Di conseguenza, spetterà alla società civile e alla politica stabilire quali attività preservare per le persone, indipendentemente dalle capacità di esecuzione delle macchine.

L'attenzione sul tema è alimentata anche dalle recenti dinamiche occupazionali dei colossi tecnologici. Come riportato da Business Insider, Microsoft starebbe valutando l'avvio di un piano di prepensionamento volontario destinato a circa 60mila dipendenti in vari Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Regno Unito e India, offrendo incentivi economici e percorsi di ricollocamento. Sebbene tali programmi aziendali rientrino in normali dinamiche di riorganizzazione e non dimostrino un nesso causale diretto con la sostituzione tecnologica, essi contribuiscono a intensificare il dibattito pubblico.

mercoledì 4 novembre 2026

Tinto Brass è morto, addio al regista italiano maestro dell'eros: aveva 93 anni

Per ora la famiglia prevede per i funerali una cerimonia strettamente privata


Il 4 Novembre 2026 muore intorno alle 10.30 a Roma il regista
Tinto Brass. Ne danno notizia all'Ansa la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass. Per ora la famiglia prevede per i funerali una cerimonia strettamente privata. «È un momento difficile, di profonda tristezza e dispiacere», dice Caterina Varzi, raggiunta al telefono dall'AdnKronos.

La carriera di Tinto Brass
Nato a Milano il 26 marzo 1933, è stato uno dei registi più anticonformisti e discussi della storia del cinema italiano. Dopo gli esordi nel cinema d'avanguardia, ha legato il suo nome soprattutto al genere erotico, trasformando il desiderio e la trasgressione in una cifra stilistica. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un'esperienza alla Cinémathèque française di Parigi, aveva esordito alla regia nel 1963 con Chi lavora è perduto, muovendosi inizialmente tra avanguardia, sperimentazione e provocazione politica.

Negli anni Settanta aveva progressivamente costruito un cinema sempre più incentrato sull'erotismo, diventandone uno dei principali interpreti internazionali.

Tra i suoi film più celebri Salon Kitty, La chiave, Miranda, Paprika e Così fan tutte. Le sue pellicole hanno spesso sfidato la censura, dividendo critica e pubblico.

Indimenticabile anche la capacità di lanciare nuove protagoniste, da Stefania Sandrelli a Serena Grandi, da Debora Caprioglio a Claudia Koll. Amico di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, Brass ha rivendicato per tutta la vita la libertà di raccontare il corpo e il desiderio senza ipocrisie. Lascia un segno inconfondibile nella storia del cinema italiano.

martedì 3 novembre 2026

Vortice polare, possibile evento record: l'Italia rischia un'ondata di freddo e neve mai vista da anni

Una grande circolazione atmosferica in corso nell’Artico potrebbe avere grandi conseguenze sul clima di tutta Europa. Portando temperature gelide a novembre anche nel nostro Paese.


Non ci sono più le mezze stagioni. Dopo un’estate passata a boccheggiare per temperature torride, l’Italia potrebbe presto dover fare i conti con un inverno decisamente gelido. Il nostro Paese, così come l’intera zona centrale dell’Europa, rischia di essere investito a novembre da una corrente d’aria fredda che potrebbe portare anche a forti nevicate in bassa quota. La causa va ricercata nel vortice polare, fenomeno atmosferico che si sviluppa circa 30 chilometri sopra l’Artico e che ha un impatto sul clima e sul meteo del vecchio continente.

Cos’è il vortice polare e come funziona il fenomeno
A lanciare l’allarme sono le più recenti simulazioni di Meteored, che hanno provato a chiarire i possibili scenari futuri. Innanzitutto una precisazione: il vortice polare non è una tempesta che si sposta verso l’Europa, ma un sistema che può influenzare il tempo a migliaia di chilometri di distanza. Si tratta infatti di una circolazione di venti che ruota attorno al Polo Nord: un fenomeno atmosferico naturale che diventa particolarmente intenso in inverno per via del contrasto di temperatura tra quelle rigide dell’Artico e quelle registrate alle latitudini più temperate. Se ne distinguono due tipi: quello troposferico, che interessa gli strati più bassi dell’atmosfera terrestre, e quello stratosferico, che invece riguarda quote superiori. Quando quest’ultimo è più compatto, contribuisce a circoscrivere la circolazione dei venti occidentali attorno alle regioni polari. In caso contrario, i relativi cambiamenti possono spingere masse d’aria artica verso le latitudini più basse.

Le ipotesi per la prima decade di novembre
Secondo gli ultimi modelli meteorologici, si potrebbe assistere a un significativo indebolimento del vortice polare stratosferico nella prima decade di novembre (fra il 5 e il 10 del mese), tanto che i venti occidentali attorno al Polo potrebbero rallentare fino a invertire temporaneamente la loro direzione. Possibile anche una deformazione del vortice, con separazione in due nuclei: un episodio piuttosto in anticipo rispetto al solito, mai registrato in questo periodo dall’inizio delle rilevazioni circa 70 anni orsono. Secondo il Polar Vortex Earth dal 1959, infatti, non risultano casi simili antecedenti il 28 novembre.

Il fenomeno potrebbe essere associato a un Sudden Stratospheric Warming, un riscaldamento stratosferico improvviso, a grandi altitudini che porterebbe le colonnine di mercurio nell’Artico su anche di decine di gradi nell’arco di pochi giorni. Di conseguenza, l’Europa potrebbe essere investita da un’ondata di aria fredda che avrebbe un impatto importante sul clima e il meteo.

Freddo e neve in Europa? È presto parlare di gelo
Qualora tale fenomeno si concretizzasse, un forte calo delle temperature potrebbe portare fino a 10 centimetri di neve in bassa quota nella zona centrale dell’Europa, in particolare in Germania. Le conseguenze sull’Italia restano però difficili da prevedere. L’arrivo del freddo dipende dalla posizione degli anticicloni e delle depressioni, oltre che dalla direzione che le correnti assumeranno nelle aree più basse dell’atmosfera. L’ipotesi resta però sul tavolo degli esperti, pertanto la situazione dovrà essere monitorata approfonditamente nell’arco delle prossime settimane.

Fonte: Libero.it

Giro d’Italia, nel 2027 ci sarà un arrivo a Monte Livata


Inizia a prendere forma il Giro d’Italia 2027. La Corsa Rosa sarà presentata il prossimo 3 novembre a Roma, ma trapelano già alcune indiscrezioni molto importanti sul tracciato. In modo particolare, il Lazio dovrebbe ospitare almeno due frazioni del Giro 2027: in particolare, ci sarà un arrivo in salita a Monte Livata.

L’arrivo in quota viene riproposto sulla base del successo ottenuto nel corso del Giro Next Gen 2026. In quella circostanza, ad imporsi su quella che è considerata la Montagna dei Romani, è stato Lorenzo Finn. Il corridore della Red Bull-Bora-hansgrohe ha conquistato, in quella circostanza, anche la maglia rosa.

Monte Livata attende il Giro d’Italia 2027
Secondo le indiscrezioni trapelate, la tappa con arrivo in salita a Monte Livata dovrebbe essere uno dei primi traguardi in quota dell’edizione 2027 del Giro d’Italia. Si arriverà a quota 1400 metri e il giorno seguente la carovana dovrebbe ripartire di nuovo dalla provincia di Roma per una frazione che dovrebbe concludersi in Umbria.

Il Lazio sarà poi protagonista del Grande Arrivo 2027 con l’ormai consueta passerella finale a Roma. Ancora una volta, la capitale si prepara ad accogliere il vincitore finale della Corsa Rosa.

domenica 1 novembre 2026

Oasis, prezzi fino a quasi 10mila euro per i concerti di Roma: Agcom avvia gli accertamenti

Agcom avvia approfondimenti sul secondary ticketing per i tre concerti degli Oasis allo Stadio Olimpico di Roma, con prezzi fino a quasi 10mila euro


Oasis, prezzi fino a quasi 10mila euro per i concerti di Roma: Agcom avvia gli accertamenti

L’Agcom ha avviato approfondimenti pre-istruttori sul fenomeno del secondary ticketing in relazione ai tre concerti degli Oasis in programma allo Stadio Olimpico di Roma il 26, 29 e 30 luglio 2027.

L’intervento segue l’esposto presentato dal Codacons, dopo la rilevazione di prezzi tra 5mila e 7mila euro sui siti di rivendita secondaria. In alcuni casi, secondo l’associazione, il costo di un singolo biglietto arrivava a sfiorare i 10mila euro.

Il confronto con il prezzo ufficiale
Il ricarico indicato dal Codacons superava il 1.400% rispetto al biglietto ufficiale più costoso, il Pre-Show Fan Experience, venduto a listino a 651,36 euro.

L’associazione aveva chiesto ad Antitrust e Agcom di intervenire per sanzionare le condotte ritenute illecite a danno degli utenti e per oscurare i siti coinvolti. L’Agcom ha comunicato di avere accolto la segnalazione e di avere avviato gli accertamenti sui profili di propria competenza.

La procedura è stata avviata ai sensi dell’articolo 3 dell’Allegato A alla delibera n. 410/14/Cons del 29 luglio 2014 e successive modifiche, con riferimento all’articolo 1, comma 545, della Legge 232 del 2016.

Le sanzioni previste
La norma richiamata dall’Autorità prevede, salvo che il fatto costituisca reato, l’inibizione della vendita o del collocamento di titoli di accesso effettuati da soggetti diversi dai titolari dei sistemi di emissione. Sono previste sanzioni da 5.000 a 180.000 euro.

Quando la condotta avviene attraverso reti di comunicazione elettronica, la disciplina contempla anche la rimozione dei contenuti e, nei casi più gravi, l’oscuramento del sito internet, fatte salve eventuali azioni risarcitorie.