domenica 17 maggio 2026

La Bulgaria con Dara vince l'Eurovision Song Contest

Con il suo tormentone Bangaranga è riuscita nell'impresa di mettere d'accordo sia le giurie di qualità che il televoto


La Bulgaria con Dara e il suo tormentone Bangaranga vince l'Eurovision Song Contest 2026.

Dara - a sorpresa e contro i pronostici della vigilia - è riuscita nell'impresa non facile di mettere d'accordo sia le giurie di qualità che il televoto. È la prima vittoria del Paese, che come miglior risultato finora aveva ottenuto un secondo posto nel 2017. L'Italia si deve accontentare del quinto posto, nonostante Sal Da Vinci, vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo con Per Sempre Sì, stia ottenendo un successo internazionale senza precedenti: con oltre 60 milioni di streaming sulle piattaforme digitali sta diventando uno dei fenomeni musicali italiani più forti del momento in Europa.

A sostenere il cantante italiano era volato a Vienna anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, per rafforzare il sostegno istituzionale alla musica italiana e favorire l'internazionalizzazione degli artisti, valorizzando al tempo stesso il turismo musicale come leva economica per il Paese. Delusione anche per la favorita Finlandia (sesta), per l'Australia (quarta) e per la Romania (terza). Show come sempre spettacolare per scenografie, effetti speciali (con i 'soliti' fuochi, luci ed esplosioni), look eccessivi ed esibizioni oltre ogni immaginazione. Ma l'Eurovision Song Contest è sempre più scisso tra manifestazione canora e protesta politica. Per il terzo anno consecutivo, sulla competizione hanno pesato le richieste di esclusione di Israele - che arriva secondo spinto da un massiccio televoto a favore - per il conflitto a Gaza, con cinque Paesi (Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Slovenia) che hanno disertato l'evento in segno di dissenso.

E mentre i 25 artisti in gara si preparavano a salire sul palco per la serata finale, nel pomeriggio per le strade di Vienna è stata organizzato un corteo Pro-Pal con circa 3mila partecipanti. Un clima che in parte ha trovato spazio anche all'interno dell'arena. Qualche fischio si è sentito all'annuncio dell'esibizione del cantante israeliano Noam Bettan, che - contro il regolamento che vieta messaggi politici sul palco - alla fine della sua esibizione ha gridato "Am Yisrael Chai!", ovvero "Il popolo d'Israele vive", uno slogan che esprime la forza della nazione ebraica. Contestazione ancora più evidente durante l'assegnazione dei punti del televoto che hanno portato Noam sul podio. Ma c'è un altro Paese che da tempo porta le sue istanze sul palco dell'Eurovision: l'Ucraina - come da 4 anni a questa parte - ha rinnovato il suo "Slava Ukraini!" (Gloria all'Ucraina!) per voce della cantante Viktorija Leléka. La serata è stata aperta da JJ, vincitore nel 2025, con un'aria dal Flauto Magico, omaggio al compositore di casa Wolfgang Amadeus Mozart. Dopo la flag parade, la sfilata di tutti gli artisti in gara con la propria bandiera, il via alla sfida lo ha dato la Danimarca.

Tra gli artisti che, nel bene o nel male, hanno attirato l'attenzione ci sono l'uomo gatto greco Akylas che con Ferto sembra uscito da un videogioco anni Ottanta ed era tra i favoriti della vigilia, la svedese Felicia che ha sfoggiato la sua mascherina glitterata e cantando My System ha infiammato l'Arena, che premia anche l'originalità del britannico Look Mum No Computer arrivato in ultima posizione con la sua bizzarra Eins, Zwei, Drei, proposta sul palco come fedele riproduzione del videoclip. Il pubblico ha apprezzato anche il moldavo Satoshi con l'energica Viva, Moldova! e la rumena Alexandra Căpitănescu con la canzone Choke Me.

Fonte: Ansa.it

Dalla colazione al dj set, il 7 giugno in centro arriva il format “Morning Club”

L'assessore Cremonese annuncia l'appuntamento musicale: "Città moderna e al passo con i tempi, spazio anche ai talenti locali"


Musica elettronica e house in pieno giorno, tra colazioni, brunch e dj set nel cuore della città. È il format “Pescara Morning Event - Cream”, in programma domenica 7 giugno nel centro di Pescara, nel tratto di corso Umberto compreso tra piazza della Rinascita e via Carducci-viale Regina Elena.

L’iniziativa, annunciata dall’assessore comunale agli Eventi Alfredo Cremonese, porterà in città il formatMorning Club”, già sperimentato con successo in altre realtà urbane e basato su eventi musicali diurni pensati per unire intrattenimento, socialità e sostegno alle attività commerciali e della ristorazione.

L’evento sarà curato dalla DJ Promotion e partirà alle 10 del mattino. In programma, fino alle 11.30, musica live con artisti locali, mentre dalle 11.30 alle 15.00 spazio ai dj set house ed elettronici con ospiti nazionali e internazionali.

L’obiettivo, spiegano dal Comune, è quello difavorire un contesto di aggregazione in cui l’elemento commerciale si integra con quello di intrattenimento per la cittadinanza”.

“Pescara sta dimostrando di essere una città moderna, al passo con i tempi, garantendo una qualità altissima degli appuntamenti, che attraggono anche molti giovani e promuovono l'immagine della città”, commenta Cremonese, che sottolinea anche la volontà di valorizzare i professionisti del territorio.

Sono particolarmente contento, peraltro, di dare spazio agli operatori locali, come ho sempre fatto in questi anni in molteplici occasioni”, aggiunge l’assessore.

mercoledì 13 maggio 2026

Eurovision Song Contest 2026, le pagelle della prima semifinale

Alla Wiener Stadthalle di Vienna si è conclusa la prima delle due semifinali (CLASSIFICA - DIRETTA - LOOK) della 70ma edizione della gara. In questa serata di debutto Sal Da Vinci, che comunque ha già garantito l'accesso alla finale di sabato, ha stupito: essenziale e coinvolgente. Notevoli la tedesca Sarah Engels e la polacca Alicja, che vola leggiadra in finale. Senhit, che rappresenta San Marino, emoziona ma non conquista e viene eliminata


Moldavia – Satoshi – Viva, Moldova! - VOTO 5
Satoshi the first. È il rapper di Cahul ad aprire Eurovision 2026 e la prima domanda è: quale è la concezione del rapper in Moldavia? Sul palco salgono la vita loca, lo scimmiottamento dei Gipsy King e un autocitazionismo geografico oltre l'appartenenza. Poi se vogliamo divertirci in un villaggio turistico... ci sta! Ma che scopiazzamento.

Svezia – Felicia – My System - VOTO 5
Premesso che andebbero bandite le persone mascherate, il messaggio va letto sulle labbra e non attraverso un ipotetico ventriloquo. Un Pop poco originale e per di più datato. Il richiamo ad Automatic Lover di Dee D. Jackson è annacquato. Algida come l'inverno nel suo Paese.

Croazia – Lelek– Andromeda - VOTO 5+
Un più concesso per la performance. La popstar croata è statica, è avvolta dal fumo scenografico che dovrebbe renderla dea (come la mitologia insegna) ma invece la fa smarrire nella nebbia. Claudicante.

Grecia – Akylas – Ferto 5
Già presentarsi con una scenografia da videogioco nella stagione dell'intelligenza artificiale è antistorico, se ci aggiungiamo coreografie caricaturali... beh dateci una serata di rebetiko e un bicchiere di ouzo!

Portogallo – Bandidos do Cante – Rosa - VOTO 6-
Chi si nutre di Fado starà facendo un esorcismo ma va detto che questi "banditi" emozionano con il loro approccio da coro alpino. Trasmettono un afflato resistente. E hanno pure la fortuna di essere preceduti da Paesi smarriti nelle scenografie.

Georgia – Bzikebi – On Replay - VOTO 5
Kill Bill alla Aldo, Giovanni e Giacomo. Poco incisivi, poco divertenti, tanto scontati. Li sorregge una voce profonda. Ma chi dopo la loro esecuzione schiaccerebbe il testo replay?

Italia – Sal Da Vinci – Per sempre sì - VOTO 7/8
L'apoteosi del neomelodico. Qualche giorno prima del Festival di Sanremo (che poi ha vinto) siamo stati assai a chiacchierare sul concetto del neomelodico. Le sue parole di Per Sempre Sì sono il curling del cuore, scivolano sull'anima e la segnano. Non si può obiettare, il cuore palpita... accussì!

Finlandia – Linda Lampenius & Pete Parkkonen – Liekinheitin - VOTo 5/6
Un incrocio tra le telenovela degli anni Ottanta, quelle con protagonisti Eduardo Palomo e Luisa Kuliok, e gli Europe di Joey Tempest. Insomma un ibrido di due epoche non troppo lontane che però non fanno scoccare la scintilla.

Montenegro – Tamara Živković – Nova Zora - VOTO 6+
Melodia un po' scontata ma le atmosfere gotiche trasmettono un po' di emozione. Sembra di vivere una favola dark, rimandi a Tim Burton. Un applauso a chi ha pensato a questo viaggio onirico-sonoro.

Estonia – Vanilla Ninja – Too Epic to Be True - VOTO 5/6
Un titolo evocativo: troppo epico per essere vero. E infatti in questo brano, un miscuglio di Pop con una batteria (notevole) Rock, di epico c'è poco e di vero ancora meno. Resta però l'odore di naftalina che a qualcuno trasmette fastidio e a qualcun altro nostalgia.

Israele – Noam Bettan – Michelle -VOTO 6
Non brilla per originalità ma quanto meno gioca con la melodia. Certo la beatlesiana Michelle giocava un altro campionato ma questa sa fare sorridere. E non è poco visto che per questioni bellico-politiche c'è chi ha rinunciato ad esserci per la presenza di Israele.

Germania – Sarah Engels – Fire - VOTO 7
Un guizzo Pop interessante. Certo non aspettavamo un testo all'altezza del suo omonimo filosofo Friedrich ma il fuoco lo ha accesso: come performance, come vocalità, come idea. Una carezza tedesca nella notte di Vienna.

Belgio – ESSYLA – Dancing on the Ice - VOTO 6
Quando è arrivata a Vienna il suo velo era ancora ad Anversa. Poi si è dissolto e con una metamorfosi dolciaria sul palco sono comparse quattro candide meringhe in versione frozen. Onesta la sua danza sul ghiaccio.

Lituania – Lion Ceccah – Sólo Quiero Más - VOTO 5
Un miracolo. Lion è riuscito a innestare in una sola canzone la compìeta de Il Nome della Rosa, il Pop depotenziato e le giaculatorie. Insomma uno e trino. E poco convincente.

San Marino – SENHIT – Superstar - VOTO 6
Facciamo un passo indietro: le superstar sono altro. Ma la coriacea Senhit, supportata dall'evergreen Boy George, è riuscita a reggere l'urto e a dire la sua. Le sonorità mi hanno ricordato quel capolavoro che fu Moving Like A Superstar, brano del 1977 di Amadeo.

Polonia – ALICJA – Pray - VOTO 7
Magnetica. Non ha avuto bisogno di coreografie fantasmagoriche per far decollare la sua preghiera. E ci aggiungo che le due barre Rap, infide concettualmente in questo pop-elettronico, sono state fiammeggianti. L&L ovvero laica e liturgica.

Serbia – Lavina – Kraj Mene - VOTO 5
A scaldare gli animi ci sono solo le fiamme della scenografia. Il resto è una replica di tante repliche. Anche il look alla Blade Runner è un debole deja-vù. Stinto.

lunedì 11 maggio 2026

Eurovision Song Contest, migliaia i fan a Vienna per la cerimonia di apertura

In attesa della 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest (in programma martedì 12, giovedì 14 e sabato 16 maggio), si apre oggi a Vienna la cerimonia di apertura, prevista la consueta sfilata delle 35 delegazioni dei paesi partecipanti.


I festeggiamenti per l'Eurovision Song Contest, che culmineranno con la finale del 16 maggio, iniziano oggi a Vienna con migliaia di fan provenienti da tutto il mondo, nonostante l'appello al boicottaggio a causa della presenza di Israele. La capitale austriaca sta ospitando la 70 edizione del talent show più seguito al mondo e per questa occasione, ha programmato molti eventi collaterali alla vera e propria manifestazione per favorire turisti e residenti.

Al via il Turquoise Carpet, la cerimonia di apertura
Oggi pomeriggio si terrà il Turquoise Carpet, la cerimonia di apertura con avvio alle ore 14, che prevede la consueta sfilata delle 35 delegazioni dei paesi partecipanti. Un maxi schermo disposto davanti al municipio, proporrà il meglio (e il peggio) degli ultimi settant'anni di questa manifestazione. La competizione raggiunge oltre 170 milioni di persone in tutto il mondo tra televisione e online, e i suoi contenuti generano miliardi di visualizzazioni sulle piattaforme digitali. La Finlandia, grande favorita quest'anno secondo i bookmaker online, spera di aggiudicarsi il premio con un duo composto dal malinconico cantante Pete Parkkonen e dalla violinista Linda Lampenius. L'Unione Europea di Radiodiffusione (UER) ha fatto un'eccezione e, secondo la stampa nordica, il musicista potrà esibirsi dal vivo. Di solito, infatti, gli strumenti vengono preregistrati. Anche Grecia, Danimarca, Francia e Australia sono fra le nazioni favorite con la star Delta Goodrem che ha beneficiato di finanziamenti pubblici da parte di Canberra a sostegno della diplomazia culturale.

L’Iran ha annunciato che parteciperà ai Mondiali, ma solo a determinate condizioni (e alcune sono piuttosto complicate)

I problemi riguarderanno l'ingresso di giocatori, tecnici e dirigenti che hanno avuto legami con le Guardie Rivoluzionarie Islamiche. E non solo.


Dopo settimane di indiscrezioni sussurrate, l’Iran si è espresso ufficialmente in merito alla partecipazione della sua Nazionale di calcio ai Mondiali 2026. Team Melli ha ottenuto il pass per andare a giocare negli Stati Uniti – Paese che co-ospita il torneo con Canada e Messico – attraverso il percorso di qualificazione dell’AFC, la Confederazione asiatica, ed è stata sorteggiata nel girone insieme a Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, con esordio il giorno 16 giugno. Ebbene, quando manca un mese e poco più alla prima gara, la Federcalcio di Teheran – attraverso le dichiarazioni del presidente Mehdi Taj – ha annunciato che «parteciperà sicuramente alla manifestazione», ma al tempo stesso ha precisato che la squadra e lo staff voleranno negli Stati Uniti alle loro condizioni, cioè senza che siano obbligati a «rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni».

Proprio al presidente Taj era stato negato l’accesso al Canada, in occasione di uno degli ultimi vertici FIFA, in virtù dei suoi collegamenti con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC). Proprio i legami con l’IRGC, che in Canada e negli USA è considerato un’organizzazione terroristica, fanno parte delle condizioni/garanzie che gli USA dovranno assicurare all’Iran, se vogliono che la rappresentativa iraniana partecipi ai Mondiali. Lo stesso Taj ha raccontato che la FIFA ha ricevuto un elenco di punti che dovranno essere rispettati: intanto, come detto, tutti i giocatori, i tecnici e i dirigenti che hanno svolto il servizio militare nell’IRGC dovranno ottenere facilmente un visto per entrare nel Paese; inoltre Teheran chiede che le domande dei giornalisti non sconfinino nella politica, il rispetto della bandiera e dell’inno nazionale iraniani, un rafforzamento delle misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e negli stadi durante il torneo.

La condizione più difficile da rispettare, per la FIFA, riguarda proprio l’appartenenza – anche in passato – all’IRCG. Un caso importante, in questo senso, riguarda Mehdi Taremi: l’ex attaccante dell’Inter (ora di proprietà dell’Olympiakos) è uno dei calciatori iraniani più conosciuti al mondo, ma in questo momento gli USA potrebbero vietargli l’ingresso visto che è stato parte delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. In un caso del genere, che riguarda essenzialmente i controlli alle frontiere, la FIFA può fare poco. Stesso discorso per le domande dei giornalisti: in quale caso un’eventuale domanda sui tifosi e sulle loro manifestazioni, tanto per fare un esempio, può essere considerata politica? Non c’è risposta a questa domanda, e quindi l’Iran, la FIFA e la politica americana si ritrovano davanti a un puzzle difficilissimo da comporre. Anche se come detto la volontà di Teheran è quella per cui la Nazionale partecipi alla Coppa del Mondo, al momento è difficile come possa essere trovato un compromesso.

sabato 9 maggio 2026

Mondiali di calcio 2026, Shakira firma l'inno ufficiale Dai Dai

Dopo il grande successo di Waka Waka (This Time for Africacon il gruppo Freshlyground nel 2010, Shakira firmerà nuovamente l’inno dei Mondiali di calcio. La superstar colombiana ha svelato l’arrivo del brano Dai Dai in collaborazione con Burna Boy


A pochi giorni dallo straordinario concerto a Rio de Janeiro davanti a due milioni di persone, Shakira ha annunciato l’arrivo del brano Dai Dai, inno ufficiale dei Mondiali di calcio 2026. La canzone potrà contare anche sulla partecipazione del rapper Burna Boy.

Shakira e burna boy, in arrivo il singolo dai dai
Dopo il grande successo di Waka Waka (This Time for Africa) con il gruppo Freshlyground nel 2010, Shakira firmerà nuovamente l’inno dei Mondiali di calcioLa superstar colombiana ha svelato l’arrivo di Dai Dai con Burna Boy attraverso un post condiviso sul profilo Instagram che conta più di 95.000.000 di follower che seguono quotidianamente la sua vita. L’anteprima della canzone ha immediatamente conquistato il pubblico ricevendo più di due milioni di like in meno di ventiquattro ore.

Nel corso degli anni numerosi artisti hanno firmato gli inni dei Mondali di calcio, ricordiamo ad esempio Edoardo Bennato e Gianna Nannini con Un’estate italiana nel 1990, Ricky Martin con La copa de la vida nel 1998, Anastacia con Boom nel 2002 e il trio PitbullClaudia Leitte e Jennifer Lopez con We Are One (Ole Ola) nel 2014.

Shakira è tra le protagoniste indiscusse della scena musicale a livello internazionale. In oltre trent’anni di carriera l’artista ha collezionato successi straordinari vendendo decine di milioni di copie in tutto il mondo. Tra i suoi album iconici troviamo Laundry Service e She Wolf. Per quanto riguarda i singoli, citiamo Whenever, WhereverGypsy Addicted to You.

Spazio anche alle collaborazioni: da La Tortura con Alejandro Sanz a Te Felicito con Rauw Alejandro passando per Hips Don’t Lie con Wyclef Jean, Beautiful Liar con Beyoncé, Can't Remember to Forget You con Rihanna, Chantaje con Maluma ed Eurosummer con Zara Larsson. Inoltre, Shakira vanta numerosi riconoscimenti di grande prestigio, tra i quali ben tre statuette come Best Latin Pop Album ai Grammy Awards. A settembre la popstar alzerà il sipario sulla sua residency europea in programma allo Shakira Stadium di Madrid. Al momento venduti oltre 500.000 biglietti.