L'ex consigliera regionale della Lombardia era stata condannata nel processo Ruby bis, quello sulle «cene eleganti»
Nicole Minetti è stata graziata dal Presidente della Repubblica. L'ex igienista dentale, ed ex consigliera regionale della Lombardia, era stata condannata in via definitiva a un anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell'ambito del processo Ruby bis (le cosiddette cene eleganti).
Il provvedimento di grazia, giunto per motivi umanitari, è stato firmato nelle scorse settimane con il parere positivo del ministro della Giustizia Nordio e quello del Procuratore Capo della Corte d'Appello. Lo riferiscono il Fatto Quotidiano e Mi Manda Raitre (che ha scoperto la notizia, poi spiegata più diffusamente sul quotidiano).
Fonti del quirinale precisano che: “La concessione dell’atto di clemenza – in favore del quale si è espresso il competente Procuratore generale della Corte d’appello in un ampio parere - si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati. La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore.”
Minetti parla attraverso una dichiarazione dei suoi avvocati, Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra: «Accogliamo con rispetto istituzionale il provvedimento adottato, che si inserisce nel quadro ordinamentale della clemenza individuale, previsto per situazioni eccezionali e valutate rigorosamente in concreto. In casi analoghi, scelte di questa natura restano normalmente confinate alla dimensione personale e familiare, senza una particolare esposizione pubblica. Proprio per questo, rinnoviamo l’invito al massimo riserbo, in particolare sulla posizione del minore. Ove la risonanza mediatica dovesse tradursi in un pregiudizio concreto per la dignità, la riservatezza e la serenità della vita familiare della Dott.ssa Minetti - e, soprattutto, per la tutela del minore - ci riserviamo ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti a tutela dei diritti coinvolti».
I legali spiegano anche: «Il provvedimento di Grazia concesso alla Dott.ssa Nicole Minetti si colloca nel pieno solco dell’istituto costituzionale della clemenza individuale e si fonda su una valutazione in concreto dei presupposti della vicenda, come rappresentati nell’istanza presentata dai sottoscritti Avvocati. In particolare, sono stati posti a fondamento della domanda:
• straordinari profili umanitari, connessi alla tutela della salute e alla condizione di particolare vulnerabilità di un minore, rispetto alla quale si chiede il massimo, dovuto riserbo;
• la necessità di assicurare continuità di cura e stabilità familiare, evitando effetti indiretti sproporzionati su soggetti terzi;
• la distanza temporale e conseguente verifica dell’attualità della funzione rieducativa della pena residua;
• gli elementi di responsabilizzazione personale e reinserimento sociale maturati nel tempo.
«Nel 2022 si era aperta la fase esecutiva - scrive il Fatto - con fascicolo attivo presso la Procura generale. Ma l’esecuzione era stata sospesa: Minetti aveva chiesto l’affidamento ai servizi sociali e l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza era fissata nel dicembre 2025. Prima ancora di arrivarci, però, è giunta la richiesta di grazia. Il perno fondamentale è la necessità di provvedere a esigenze familiari che devono restare riservate per motivi di privacy. Esigenze ritenute valide dalle autorità e dalle istituzioni competenti che hanno deciso di concederle questo raro atto di clemenza senza dare alcuna pubblicità al provvedimento».
A scoprire la notizia è stato il programma d’inchiesta Mi Manda Rai 3 condotto da Federico Ruffo che domenica dedica un’ampia ricostruzione sulle “rimborsopoli” regionali a cura di Floriana Bulfon. La notizia della grazia concessa a Minetti salta fuori dalla curiosità di capire che fine abbiano fatto quei consiglieri terremotati dalle inchieste. La diretta interessata non ha voluto commentare. Minetti ora vive all'estero, accanto a lei il compagno imprenditore Giuseppe Cipriani, attivo da decenni tra Europa e Uruguay. Lei si dedica al volontariato ed è impegnata nell'assistenza di un parente con problemi di salute.
Minetti era stata eletta consigliera regionale in Lombardia nel 2010 a soli 25 anni, in virtù della sua candidatura nel listino del presidente Roberto Formigoni. La sua candidatura si disse fosse stata voluta direttamente da Silvio Berlusconi che l'aveva conosciuta in uno stand di Publitalia. Nella notte del 27 maggio 2010 Minetti, su richiesta dell'allora premier, si recò nella questura milanese per sottoscrivere l'affido di Ruby, allora minorenne, in quel momento trattenuta dalle forze dell'ordine poiché sospettata di furto e priva di documenti di riconoscimento. Nel 2013 fu condannata per sfruttamento della prostituzione nel processo Ruby bis. Nel 2021 fu condannata anche nel processo Rimborsopoli per le spese fatte con i rimborsi dei consiglieri regionali.
Fonte: Corriere.it
