Ema Stokholma ha sentito il bisogno di condividere su X il suo senso di libertà che passa anche dall'ammettere a voce alta di essere felice di non avere figli. In Italia un'ammissione ancora tabù per molti che sul web l'hanno aspramente criticata. Mentre altri, in ogni caso, la sostengono
Il tema della maternità rimane ancora oggi uno dei più divisivi, soprattutto sui social. Ema Stokholma è l'ultima in ordine di tempo ad affrontare la questione via social, sollevando un polverone immediato.
La conduttrice radiofonica e televisiva ha affidato ad X una riflessione intima sulla propria vita privata, rivendicando con estrema serenità una scelta ancora troppo spesso considerata un tabù sociale. «È una cosa che non si dice mai e non so perché ma secondo me invece è giusto dirlo perché non siamo tutti uguali e non abbiamo tutti gli stessi sogni. Ho 42 anni e sono felice di non aver fatto figli».
In effetti Ema Stokholma è tornata su un pensiero e una scelta di vita, assolutamente rispettabile, che ha espresso pubblicamente e a più riprese attraverso dichiarazioni e interviste, evidenziando diversi aspetti personali e sociali.
In passato ha rivelato, infatti, di non aver mai sentito l'istinto materno sin da bambina, sottolineando come l'idea della famiglia tradizionale non abbia mai fatto parte dei suoi sogni o delle sue priorità. Indi per cui ha ribadito sui propri canali social di essere pienamente felice e realizzata a 42 anni pur non avendo avuto figli, rivendicando la libertà di scelta per ogni donna oltre i dettami sociali tradizionali.
Il suo passato, caratterizzato da un rapporto estremamente violento e drammatico con la madre biologica, ha influenzato la sua percezione delle relazioni. Per lei il concetto cardine di famiglia si basa sull'indipendenza e sui legami d'affetto coltivati con gli amici scelti nel corso della vita. Inoltre si è espressa duramente in passato anche contro la tendenza di alcuni personaggi pubblici a esporre e monetizzare l'immagine dei propri figli minori sulle piattaforme social.
Una posizione netta la sua, sottolineata da quest'ultima affermazione che ha subito diviso il popolo di Internet tra chi si interroga sull'utilità di una simile uscita pubblica, ipotizzando una reazione a continue pressioni private («Sì, però perché dirlo, forse tutti ti chiedono cosa aspetti a farne uno? Altrimenti non capisco che senso ha uscirsene così»), chi è passato all'insulto non richiesto («Una cosa che non si dice mai. Praticamente la leggo ogni ca**o di giorno su questo social», oppure «Comunque siete sempre voi senza figli a tirare fuori l'argomento»), e chi invece le ha espresso solidarietà («Diventare genitori è una lotteria: può rendere la tua vita più ricca e sensata ma può anche rovinartela. Tutto sommato, lo scrivo da felicemente padre, capisco chi decide di non fare figli»).
C'è anche chi ha notato come il dibattito stesso sia la prova che le parole di Ema fossero necessarie: «E se c'è bisogno di ribadirlo sempre, è perché dalla parte opposta non demordono con le opinioni non richieste. Se una cosa fosse normalizzata a livello sociale non ci sarebbe un dibattito continuamente». In ogni caso è bene ribadire sempre che la genitorialità deve essere solo un desiderio profondo e mai un'imposizione della società e che ciascuno, su questa base, è libero di effettuare le proprie scelte.
Fonte: Vanityfair.it


