Paolo Zampolli, inviato speciale di Trump, ha lanciato la sua nuova proposta per il ripescaggio dell'Italia ai Mondiali: in ballo il posto del Congo
Si torna a parlare del possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 in Usa, Messico e Canada. Stavolta, però, con una novità: a far spazio agli Azzurri non sarebbe più l’Iran, sulla cui presenza alla competizione sono arrivate ampie garanzie dalla FIFA, bensì il Congo, alle prese con l’emergenza Ebola. L’idea porta sempre la firma di Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump per le partnership globali.
Ripescaggio Italia ai Mondiali 2026: Azzurri al posto del Congo?
Dell’ipotesi di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 ha parlato proprio Paolo Zampolli, ospite in tv a Dritto e Rovescio.
Le sue parole: "Per me (quello del ripescaggio dell’Italia, ndr) è stato un sogno. Ho scritto al presidente che, nel caso in cui l’Iran non fosse venuto, sarebbe stato bello avere l’Italia, perché tanti giovani non hanno mai visto l’Italia giocare ai Mondiali e sarebbe ora, specialmente perché abbiamo vinto la Coppa del Mondo quattro volte. Per me il sogno rimane, tutto è possibile. Anche chi mi è andato contro, quando dorme ha il mio stesso sogno".
Zampolli ha poi aggiunto: "Adesso è successa un’altra cosa: in Congo è scoppiata l’Ebola. Ci sono dei numeri pazzeschi. Hanno cancellato il ritiro. Sembra che stiano mandando i giocatori in Belgio per allenarsi".
Milanese di nascita, ha trascorso in Italia buona parte della sua giovinezza. Dopo aver iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia, si è trasferito negli Usa per operare nell’ambito della moda e, poi, nel settore immobiliare.
L’amicizia tra Trump e Zampolli è trentennale: sarebbe stato lui a presentare Melania al presidente Usa.
Paolo Zampolli: "Un rischio far arrivare i calciatori del Congo"
Anche La Gazzetta dello Sport ha riportato alcune dichiarazioni di Paolo Zampolli sul possibile ripescaggio dell’Italia al posto del Congo ai Mondiali 2026 in USA, Canada e Messico: "L’epidemia è talmente grave che non si può correre il rischio di far arrivare negli States i giocatori della Repubblica Democratica del Congo".
Secondo Zampolli, nel caso in cui dovesse effettivamente liberarsi uno slot per il Mondiale, "sarebbe davvero difficile non pensare come prima idea alla nazionale italiana".
La FIFA in contatto con la Federazione del Congo
Secondo quanto riferito da LaPresse, la FIFA starebbe "monitorando attentamente la situazione Ebola in Congo" e sarebbe in contatto con la Federazione "per garantire che la squadra sia informata su tutte le indicazioni mediche e di sicurezza".
L’obiettivo, ha aggiunto il portavoce della FIFA, è "garantire un torneo sicuro e protetto, poiché la salute di tutte le persone coinvolte rimane la priorità".
La situazione Ebola in Congo
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale in seguito all’esplosione dell’epidemia di Ebola in Congo. L’Oms ha diramato il secondo livello di allerta più alto e ha specificato che per questa rara variante del virus della febbre emorragica, il ceppo Bundibugyo, non ci sono vaccini o terapie specifiche.
Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha scritto su X: "La situazione dell’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è profondamente preoccupante. Finora sono stati confermati 82 casi, con 7 decessi accertati. Sappiamo però che l’epidemia è molto più estesa. Attualmente si contano quasi 750 casi sospetti e 177 decessi sospetti. Questi numeri sono in continua evoluzione grazie al miglioramento delle attività di sorveglianza e dei test di laboratorio, ma la violenza e l’insicurezza stanno ostacolando la risposta".
In Congo si registrano forti tensioni: alcuni residenti avrebbero dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola a Rwampara, nel Congo orientale, dopo che era stato impedito loro di recuperare il corpo di un uomo.
Secondo un testimone che ha parlato con Associated Press, si tratterebbe di alcuni giovani del posto che si sono infuriati mentre cercavano di recuperare il corpo di un amico apparentemente morto di Ebola. Alexis Burata, uno studente che ha dichiarato di trovarsi nella zona, ha raccontato: "La polizia è intervenuta per cercare di calmare la situazione, ma purtroppo senza successo. I giovani hanno finito per dare fuoco al centro".
Un giornalista di Associated Press ha riferito di aver visto alcune persone irrompere nel centro e dare fuoco agli oggetti all’interno e anche a quello che sembrava essere il corpo di almeno una vittima sospetta di Ebola lì conservato. Gli operatori umanitari sono fuggiti dal centro di cura a bordo di alcuni veicoli.
La gestione dei corpi delle vittime è affidata alle autorità per il rischio di contagio. Il vice commissario capo Jean Claude Mukendi, alla guida del dipartimento di pubblica sicurezza della provincia di Ituri, ha commentato: "Volevano portare il corpo a casa per il funerale, anche se le istruzioni delle autorità durante questa epidemia di Ebola sono chiare. Tutti i corpi devono essere sepolti secondo le norme".
Fonte: Virgilio.it


