domenica 14 giugno 2026

Max Pezzali, una grande festa karaoke anni 90 all'Allianz Stadium di Torino

Al via «Max Forever - Gli anni d'oro - Stadi 2026», il tour più venduto dell’anno: adolescenti e adulti cantano insieme i successi pop

Max Pezzali, 58 anni, all'Allianz Stadium di Torino (foto: Filippo Alfero)

Torino - A tuffarsi negli anni 90 cantati da Max Pezzali c'è chi ai tempi era ragazzino e chi nemmeno era nato. Il pubblico dell'ex 883 è un mix di età da studio sociologico, come conferma «Max Forever - Gli anni d'oro - Stadi 2026», tour più venduto dell'anno con oltre 660mila biglietti già staccati e dieci sold out su 15 concerti in programma. Accanto ai quarantenni, sabato 13 giugno alla prima data (all'Allianz Stadium di Torino, domenica 14 altro tutto esaurito, 80mila spettatori in tutto) c'è Isabel di 8 anni, al primo concerto. La passione l'ha ereditata dal papà Paolo Pantuso, 47 («Mi viene ancora adesso la pelle d'oca ad ascoltare le sue canzoni, perché mi ricordano quando ero ragazzino»).

Davide Basso ha compiuto proprio sabato 19 anni: per lui e i suoi amici i 90s sono un'era lontanissima, eppure «a livello musicale preferisco le canzoni degli anni 90 come quelle di Max, perché dicono cose che hanno un senso, in cui i giovani possono rispecchiarsi». Max Pezzali, che ragazzo lo è stato negli anni 80, ha contribuito a rendere i 90 l'emblema della nostalgia adolescenziale e li celebra con infinite citazioni d'epoca.

Il concerto si apre con un omaggio al Festivalbar, in particolare all'edizione del 1995 (anno in cui è nata Giulia Serafini, al terzo concerto, cresciuta a «pane e cassette di Max Pezzali grazie a mio fratello più grande») vinta dagli 883 con Tieni il tempo, il brano che apre il live (e che, con Bella vera e La lunga estate caldissima, è stato trasmesso su Corriere.it). A condurre il FestivalMax, come è ribattezzato, ecco in video Amadeus, alla guida della gara dal 1993 al 1997. Tra citazioni dance e pupazzi giganti, scorrono Sei un mito, Viaggio al centro del mondo, La regola dell'amico. Lo stadio canta ogni verso, ogni rima, come in un karaoke in versione XXL. In fondo, Fiorello con il codino e il suo show nelle piazze è esploso proprio negli anni 90.

L'universo tranne noi e Ci sono anch'io, colonna sonora del cartoon Disney Il pianeta del tesoro, sono per le nuove generazioni di fan: pressoché dimenticate, sono riemerseanche su TikTok, social che 30 anni fa sarebbe impazzito per i balletti di Mauro Repettoe adottate dai figli dei Millennial, svezzati da viaggi in auto con i cd degli 883. C'è spazio per sentimenti e riflessioni (pane quotidiano per gli adolescenti di ogni epoca), con un video in cui un giovane Max Pezzali del 1995 dialoga con il sé stesso di oggi. E via con Hanno ucciso l'uomo ragno, Rotta X casa di Dio, Una canzone d'amore.

Sul palco è un tripudio di walkman, Game Boy e vecchi cellulari giganti. Il logo di Mtv diventa Max, gli anni 90 strabordano da ogni particolare e il pubblico se li beve tutti. Balla con La regina del celebrità e Nella notte, piange con Io ci sarò (che cita Bitter Sweet Symphony dei Verve), Nessun rimpianto e Come mai. E se oggi gli Azzurri non sono ai Mondiali, Italia 90 fa parte della memoria collettiva (Notti magiche, cantatissima, è la «sigla di apertura» del live) e il concerto si sposta in uno spogliatoio, con l'omaggio ai grandi del calcio per La dura legge del gol e Gli anni. Il pupazzo Uan di «Bim Bum Bam» si scatena col balletto di Nord Sud Ovest Est, poi è il momento di salutarsi sotto una pioggia di coriandoli. Sapendo che «le notti non finiscono all'alba nella via». E nemmeno gli anni 90.