Il dato arriva dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia. E, in particolare, dai risultati del monitoraggio delle sostanze psicotrope nel particolato atmosferico. A Roma rilevazioni in tre siti
Nell’aria che si respira alla Bufalotta c’è l’indice di cocaina più alto d’Italia. Il dato arriva dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia. E, in particolare, dai risultati del progetto Psico (Presenza di Sostanze Illecite nell’aerosol urbano come possibile marker per Consumo e traffico) che a Roma ha monitorato tre siti: Bufalotta, Cipro e Fermi.
Le sostanze psicotrope nell’aria
“Il monitoraggio delle sostanze psicotrope nel particolato atmosferico PM10 costituisce un ulteriore strumento analitico per il monitoraggio del consumo delle sostanze psicoattive sul territorio nazionale” si legge nel rapporto. Questa attività si inserisce all’interno del progetto Psico, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Istituto di Scienze polari del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’iniziativa ha visto inoltre il coinvolgimento del Reparto di Investigazioni scientifiche (Ris) di Parma e di 10 agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale (Arpa/Appa).
“L’atmosfera è una matrice ambientale complessa composta da una fase gassosa e una particellare sospesa, definita aerosol atmosferico o particolato (PM), che funge da raccoglitore di molecole specifiche denominate marker”, viene spiegato nella relazione. Nel dettaglio, attraverso l’analisi dei campioni giornalieri di Pm10, questa metodologia permette di ottenere una fotografia puntuale delle dinamiche di consumo di sostanze psicotrope, integrata nelle 24 ore.
La prima campagna di rilevamento è stata avviata nella primavera del 2025 e si è conclusa nell’inverno successivo. Sono stati coinvolti 17 siti in tutta Italia, di cui tre a Roma, scelti in quanto rappresentativi di vaste aree cittadine, escludendo zone note per spaccio o elevata criminalità e garantendo la disponibilità di almeno 20 campioni mensili. L’analisi di 246 campioni ha evidenziato una presenza diffusa di diverse sostanze psicotrope.
Boom di cocaina alla Bufalotta
Un dato su tutti salta all’occhio: alla Bufalotta è stato rilevato il valore più alto a livello nazionale di cocaina, presente con una concentrazione di 1.174 pg m³ (picogrammi su metro cubo). Ben al di sopra della media nazionale che è pari a 190 pg m³. Seguono, con distacco, i siti di Pescara con 565 pg m³ e Firenze, 528 pg m³.
Lo studio ha permesso di valutare l’esposizione passiva della popolazione attraverso la naturale inalazione del Pm10 atmosferico durante la respirazione. Calcolando la quantità di sostanza assunta giornalmente nel sito con la massima concentrazione di cocaina registrata (Roma Bufalotta), si ottiene un valore di 0,0235 mg, che corrisponde allo 0,016% di una dose media per uso personale stimata in 150 mg. “Tale evidenza – si legge nella relazione - permette di affermare che la quantità respirata è ampiamente inferiore a qualsiasi dose per uso personale”.
Campioni positivi sono stati riscontrati nei tre siti di Roma anche per ketamina e thc, con “notevoli differenze di concentrazione”, si legge nella relazione. Non solo: la raccolta giornaliera di campioni di Pm10 ha permesso di osservare “la variabilità temporale ed emergono comportamenti differenziati a seconda della tipologia di sostanza indagata. La cocaina presenta nel 71% dei siti positivi (12 siti di monitoraggio su 17 risultati positivi) concentrazioni più elevate durante la settimana lavorativa, dal lunedì al venerdì, rispetto al fine settimana. Al contrario, il Δ9-THC mostra un andamento opposto, con livelli superiori durante il weekend nel 70% dei siti in cui la sostanza è stata rilevata (9 su 13). La ketamina, invece, mantiene livelli di presenza nel PM10 tendenzialmente omogenei e costanti durante tutti i giorni della settimana”.
Dal rapporto emerge un altro dato piuttosto interessante che riguarda, stavolta a livello regionale, il carico di lavoro dei Servizi per la dipendenza (Serd) e assistenza del Lazio, che registrano una domanda media particolarmente elevata e pari a 463 utenti al giorno.
Nel Lazio, inoltre, sono state effettuate il 19% delle operazioni antidroga in Italia (dato più alto a livello nazionale) e 7363 chili sequestrati. Il secondo dato più alto dopo la Lombardia: 11.030
Fonte: Romatoday.it
