Dopo il caso di Villa Borghese, l'associazione Curaa contro l'iniziativa domenicale nel parco. Gli organizzatori: «Le rilevazioni acustiche evidenziano il rispetto dei limiti». Del Bello: «La tutela non è incompatibile con gli eventi»
Dopo che l’associazione «Amici di Villa Borghese» ha diffidato il Comune contro le fiere e i concerti nel parco — l’area verde è sottoposta a vincolo perpetuo ritenuto incompatibile con la realizzazione di eventi a scopo di lucro che limitino la libera fruizione da parte di romani e turisti, pena la riconsegna al Demanio in quanto legittimo proprietario — spunta il caso di Villa Glori: domenica, dalle 18.00 a mezzanotte, è in programma un evento «di musica e cultura» a ingresso gratuito con alcuni DJ set, tra gli altri di Boss Doms, compositore e produttore che vanta una lunga collaborazione con Achille Lauro. Sui social si specifica che «l’appuntamento è reso possibile grazie al Municipio Roma II, all’assessorato all’Ambiente e alla commissione Roma Capitale sulla Smart City».
Le contestazioni: «Preservare il patrimonio storico»
A insorgere, questa volta, è l’associazione Curaa (Cittadini uniti Roma alberi abitanti), che da mesi si batte contro gli abbattimenti — gli ultimi in piazza Monteleone di Spoleto, al Fleming — chiedendo «la cancellazione immediata» della manifestazione dopo «le criticità segnalate in occasione dell’evento del 2 giugno scorso (ma gli organizzatori erano altri, ndr), quando musica ad alto volume e afflusso di pubblico avrebbero provocato forti disagi ai residenti e preoccupazioni per gli effetti sulla fauna dell’area e sui cavalli del centro ippico Villa Glori». Analoghi i motivi della nuova contestazione: «Trasformare Villa Glori in una discoteca a cielo aperto è inaccettabile — insiste Jacopa Stinchelli, presidente di Curaa — . Parliamo del Parco della Rimembranza, un luogo legato alla memoria dei caduti e alla storia di Roma: non è una semplice location per eventi commerciali. Dopo quanto accaduto il 2 giugno, invece di fermarsi si programma un nuovo appuntamento. I residenti, le associazioni e i comitati sono stati del tutto inascoltati. Chiediamo alle istituzioni di intervenire immediatamente».
Nel frattempo, secondo quanto filtra dal dipartimento Ambiente, non sarebbero ancora stati rilasciati i pareri sull’utilizzo della villa e mancherebbe la relazione tecnica sull’impatto acustico, passaggi propedeutici per ottenere l’autorizzazione: chiarimenti sollecitati da Curaa, che sottolinea l’importanza di preservare il benessere degli animali. Le obiezioni sollevate riguardano anche il «modello di gestione del patrimonio pubblico e dei parchi storici della Capitale» nella convinzione che «la tutela del verde e della biodiversità non possano essere compatibile con un utilizzo indiscriminato dei parchi come location per l’intrattenimento commerciale».
Gli organizzatori: «Occasione di socialità e cultura»
Luca Carinci, uno degli organizzatori, replica agli attacchi: «Precisiamo che questo è il primo evento realizzato a Villa Glori dalla nostra organizzazione. L’evento è gratuito e, come da sempre avviene nei parchi di città come New York, Parigi e Berlino, è accessibile a tutti. La chiusura a mezzanotte e le rilevazioni acustiche effettuate a nostre spese evidenziano il rispetto dei limiti nelle aree sensibili come il centro ippico. I parchi e i luoghi della memoria della città devono essere accessibili e vissuti da tutti, capaci di offrire anche occasioni di socialità, cultura e sano divertimento nel rispetto dell’ambiente e della cittadinanza».
La minisindaca del II Municipio: «Esperimento di successo»
Francesca Del Bello, presidente del II Municipio, ribadisce che l’evento è gratuito e che il 2 giugno tutto è filato liscio: «Sono andata a verificare di persona: da viale Parioli non si sentiva nulla e non mi risultano proteste formali da parte dei cittadini. L’esperimento è stato un successo con la partecipazione di oltre 10mila giovani e non vedo perché non dovremmo replicarlo: tra l’altro l’area interessata non è il prato, ma la porzione in terra battuta. Condivido l’idea che le ville storiche debbano essere tutelate e valorizzate, il che non esclude la possibilità di organizzare iniziative se non creano problemi».
Fonte: Roma.corriere.it
