venerdì 16 ottobre 2026

Trova 3 miliardi di lire nascosti in un muro, ma Bankitalia non glieli cambia: la battaglia di un genovese

Un impiegato di 49 anni scopre il denaro durante la ristrutturazione di una casa di famiglia a Cesena. La Banca d'Italia nega il cambio, ma lui vuole far valere la data del ritrovamento


Quasi tre miliardi di vecchie lire nascosti nell'intercapedine di un muro. Un tesoro che oggi varrebbe circa un milione e mezzo di euro, ma che rischia di trasformarsi in una montagna di carta senza valore. A fare la scoperta è stato un impiegato genovese di 49 anni, durante i lavori di ristrutturazione di una casa di famiglia a Cesena. Quando ha contattato la Banca d'Italia per convertire le banconote in euro, si è sentito rispondere che i termini per il cambio erano scaduti da anni.

L'uomo, Guido F., non si è però arreso e ha deciso di avviare una battaglia legale per tentare di recuperare il denaro.

Il tesoro scoperto durante la ristrutturazione
Il ritrovamento risale al 6 ottobre. Durante alcuni lavori nell'abitazione appartenuta ai suoi antenati, il quarantanovenne ha scoperto all'interno di un'intercapedine una consistente quantità di banconote in lire, di diverso taglio, per un valore nominale complessivo vicino ai tre miliardi.

Una fortuna rimasta nascosta per decenni, della quale non è ancora chiaro chi fosse l'originario proprietario né perché fosse stata murata nell'abitazione.

Il primo passo è stato contattare la Banca d'Italia per chiedere come procedere alla conversione. La risposta, però, è stata negativa: il termine ordinario per cambiare le vecchie lire è scaduto il 28 febbraio 2012.

La battaglia per ottenere il cambio in euro
Il genovese si è quindi rivolto all'Associazione Italia, che si occupa di controversie relative alla conversione delle lire e al rimborso di titoli di credito espressi nella vecchia valuta.

La questione è legata a una vicenda normativa complessa. Nel dicembre 2011 il governo aveva anticipato la scadenza per il cambio delle lire, originariamente fissata al 28 febbraio 2012. Quella decisione è stata successivamente dichiarata incostituzionale dalla Consulta, con la sentenza 216 del 2015.

Il Ministero dell'Economia ha quindi previsto la possibilità di ottenere la conversione per chi fosse in grado di dimostrare di aver richiesto il cambio tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012.

Una condizione che, nel caso del genovese, non potrebbe essere soddisfatta: il denaro è stato scoperto soltanto pochi giorni fa.

La tesi: "I dieci anni decorrono dalla scoperta"
È proprio sulla data del ritrovamento che si concentra la strategia per tentare di recuperare il denaro.

Secondo la tesi sostenuta per il quarantanovenne, dovrebbe trovare applicazione l'articolo 2935 del Codice civile, secondo il quale la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

Poiché le banconote sono state rinvenute soltanto il 6 ottobre 2026, l'associazione sostiene che il termine decennale debba decorrere da quella data, lasciando all'interessato tempo fino al 2036 per chiedere la conversione.