mercoledì 4 novembre 2026

Tinto Brass è morto, addio al regista italiano maestro dell'eros: aveva 93 anni

Per ora la famiglia prevede per i funerali una cerimonia strettamente privata


Il 4 Novembre 2026 muore intorno alle 10.30 a Roma il regista
Tinto Brass. Ne danno notizia all'Ansa la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass. Per ora la famiglia prevede per i funerali una cerimonia strettamente privata. «È un momento difficile, di profonda tristezza e dispiacere», dice Caterina Varzi, raggiunta al telefono dall'AdnKronos.

La carriera di Tinto Brass
Nato a Milano il 26 marzo 1933, è stato uno dei registi più anticonformisti e discussi della storia del cinema italiano. Dopo gli esordi nel cinema d'avanguardia, ha legato il suo nome soprattutto al genere erotico, trasformando il desiderio e la trasgressione in una cifra stilistica. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un'esperienza alla Cinémathèque française di Parigi, aveva esordito alla regia nel 1963 con Chi lavora è perduto, muovendosi inizialmente tra avanguardia, sperimentazione e provocazione politica.

Negli anni Settanta aveva progressivamente costruito un cinema sempre più incentrato sull'erotismo, diventandone uno dei principali interpreti internazionali.

Tra i suoi film più celebri Salon Kitty, La chiave, Miranda, Paprika e Così fan tutte. Le sue pellicole hanno spesso sfidato la censura, dividendo critica e pubblico.

Indimenticabile anche la capacità di lanciare nuove protagoniste, da Stefania Sandrelli a Serena Grandi, da Debora Caprioglio a Claudia Koll. Amico di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, Brass ha rivendicato per tutta la vita la libertà di raccontare il corpo e il desiderio senza ipocrisie. Lascia un segno inconfondibile nella storia del cinema italiano.