La giornalista del talk politico 4 di sera ha scritto un libro per «genitori smarriti» nell'era digitale e lo ha raccontato in una recente intervista spiegando il patto educativo con i suoi quattro ragazzi, di età tra i 4 e i 19 anni
Francesca Barra e Claudio Santamaria Milano Film Festival 2025
Se essere genitori è un mestiere che si può imparare, allora esistono anche manuali per le istruzioni o meglio vademecum per indicare la rotta da seguire. Ci crede fermamente Francesca Barra, conduttrice del talk politico 4 di sera di Rete4. Lo racconta in un’intervista al Corriere della sera in occasione dell’uscita del suo libro Il no che vorrei dirti – Smartphone, chat e social, guida pratica per genitori smarriti (Giunti).
Nel volume racconta l’esperienza di mamma di quattro figli, dai 4 ai 19 anni, la più piccola dei quali, Atena, è figlia dell’attuale marito, l’attore Claudio Santamaria. I maggiori (Emma, Renato e Greta) sono nati dalle prime nozze con Marcello Molfino.
La giornalista ha condiviso la sua esperienza domestica per creare un dibattito educativo sul ruolo dei device nelle vite dei bambini.
Racconta che Emma, la 12enne di casa, ad esempio, «È ligia alle regole, ma oggi i suoi coetanei vanno a un pigiama party e cinque secondi dopo hanno già le foto sullo stato di WhatsApp. È complicato spiegare che questo significa che decine di persone hanno una loro foto e possono farne un uso sbagliato».
Tra i vari episodi che ricorda, c’è quello di quando non l’ha mandata al concerto di Shiva e le ha chiesto: «Ti piacerebbe se un ragazzo ti parlasse così?». A lei ha permesso di avere un cellulare, ma con «solo i numeri di familiari e amiche del cuore. Il telefono, la sera, non entra in camera da letto e io ho il Pin. Poi, io e Claudio ci impegniamo a essere d’esempio. Io ho disinstallato le app buone solo a distrarmi, mi sono riappropriata di tempo per me e per i figli, e abbiamo stabilito che la cucina è smartphone free anche per noi adulti».
Nel patto educativo di cui parla Francesca Barra c’è dialogo intergenerazionale: «Ho escogitato passatempi da fare insieme come “il martedì della lettura” e le lezioni di uncinetto. Se togli il telefono e non dai alternative, crei frustrazione. Se offri esperienze, i ragazzi scoprono che esiste altro».
La giornalista, che si è iscritta a Psicologia per prendere una seconda laurea, ha scritto una tesi sul cyberbullismo, convinta che il mondo delle piattaforme usate dai ragazzi debba essere conosciuto anche dagli adulti. Secondo lei non è salutare un isolamento, come nel caso della «famiglia del bosco», quanto piuttosto condividere con i figli passatempi diversi, anche molto semplici. Durante l’ultimo trasloco a Milano ha vissuto con i suoi in una casa di campagna che poi hanno tenuto perché è un modo per disintossicarsi dalla realtà, per staccare dai social e trovare idee di svago alternative, come il gioco con le pietre. Il marito, intanto, dice che ha imparato a costruire «con le sue mani oggetti che normalmente avrebbe comprato».
Francesca Barra, dopo aver denunciato siti che avevano diffuso false foto di nudo frutto dell’intelligenza artificiale, ha smesso di postare le foto dei suoi figli: «Noi pensiamo di condividere qualcosa di bello, ma stiamo aprendo una finestra incontrollabile in cui non entrano solo persone perbene».
Fonte: Vanityfair.it
