La cantante ha partecipato a Berlino all'anteprima mondiale del biopic Michael, sul re del pop: «È stato un punto di riferimento, un musicista eccezionale, un beatboxer vivente, un cantante e un performer incredibile»
Paola Iezzi è una delle guest star presenti a Berlino all’anteprima mondiale di Michael, il biopic di Antoine Fuqua su Michael Jackson (nelle sale dal 22 aprile). E non è un caso. Nel 1997, Paola insieme alla sorella Chiara, aprì a San Siro l’History World Tour, l’ultima serie di live della leggenda pop, prima del fatidico annuncio di This Is It.
«Ricordo la grande emozione: Michael è sempre stato il mio idolo», ci racconta Paola dalla hall di un hotel berlinese. «Io e mia sorella avevamo paura di non essere all'altezza. Era tutto bellissimo, anche perché eravamo reduci dalla vittoria a Sanremo nella sezione giovani con il brano Amici come prima».
Per la bruna del duo, Michael Jackson «ha rappresentato tutto», afferma, «è stato un punto di riferimento, un musicista eccezionale, un beatboxer vivente, un cantante e un performer incredibile. Era maniaco della perfezione, per questo è stato una grande fonte d’ispirazione. Ancora oggi penso a lui quando cerco il ritmo in una canzone. Michael è stato molte cose. Era anche un personaggio eccentrico ed estremamente umano».
In occasione del concerto milanese del 1997, Paola e Chiara presero la sorprendente decisione di non incontrare il re del pop. «Non lo abbiamo voluto incontrare», ci rivela Paola, «per me Michael era l’idolo incontrastato e non volevo che quell’idea fosse oscurata. Era l'artista sul palcoscenico, non mi interessavano le sue faccende personali».
«La cosa che mi ha stupito di più è il fatto che è stato proprio Michael Jackson e il suo manager a sceglierci», racconta la cantante, appena uscita con il nuovo singolo Stessa direzione. «Credevo fosse una leggenda invece è andata proprio così: mandammo un faldone con tutta la nostra documentazione, gli articoli usciti e l’album, affinché valutassero se fossimo adatte o meno ad aprire il live». E la risposta è stata positiva».
Dal 22 aprile arriva nelle sale il film di Antoine Fuqua. Che cosa si aspetta? «Mi aspetto Hollywood, non tutta la verità», dice Iezzi. «Mi aspetto una grande favola, che fa sognare, un film romantico che racconta il performer e il professionista, come capita con quasi tutti i biopic. Oggi è raro che vengano raccontate le luci e le ombre di un artista».
Fonte: Vanityfair.it
