martedì 9 giugno 2026

Massimiliano Gallo: «Sono imbarazzato dal silenzio dei colleghi attori. Si ha paura di parlare di pace, Gaza e genocidio. Si preferisce frequentare i salotti»

L'interprete napoletano è pronto per il set della terza stagione di Vincenzo Malinconico e sta scrivendo il suo secondo film da regista, un remake di una grandissima commedia all'italiana


Il giorno dopo la premiazione al Teatro San Carlo di Napoli dei Nastri d’Argento Grandi Serie 2026 si è svolto un incontro al Distretto Campano dell’Audiovisivo, nell’ex Base Nato di Bagnoli, con Massimiliano Gallo, l’attore partenopeo che sta per tornare sul set nei panni dell’avvocato Vincenzo Malinconico. La serie, tratta dai romanzi di Diego De Silva, è giunta alla terza stagione.

Ci sono delle novità: Malinconico avrà un nuovo studio e alla regia Cosimo Gomez succede a Luca Miniero. «Ritroveremo tutto il cast storico e continueremo a raccontare le avventure di Malinconico», afferma Gallo, «con Gomez cercheremo anche di cogliere nuovi aspetti del suo modo di pensare e di vedere il mondo. Nella nuova stagione parleremo soprattutto dell’amore e di famiglia allargata, esplorando le relazioni non solo del protagonista, ma anche di chi gli ruota intorno. È un personaggio che sta sempre sul pezzo e continua a osservare la realtà con il suo sguardo particolare». Le riprese si svolgeranno a Salerno tra giugno, luglio, settembre e una parte di ottobre. La messa in onda su Rai 1 è prevista per la primavera del 2027.

Proprio nel distretto di Bagnoli Massimiliano Gallo ha girato La salita, il suo film d’esordio, candidato a tre Nastri d’Argento. In questo periodo l’attore e regista sta scrivendo il suo secondo film. «Si tratta del remake di una grandissima commedia all’italiana che mi è rimasta dentro da sempre», dichiara senza rivelarne il titolo «la scelta più semplice sarebbe stata realizzare un altro film d’autore, continuando sulla strada che mi ha portato fortuna. Invece mi piace accettare le sfide. Non mi piace essere incasellato nei generi. Ho sempre cercato di spaziare dal cinema d’autore ai film commerciali, alle serie televisive».


Poi Massimiliano Gallo, stimolato dai giornalisti, critica la categoria degli attori che non prendono posizione per paura di perdere il posto di lavoro. «Sono imbarazzato. Negli ultimi anni sono successe e stanno succedendo cose gravissime e nessuno dice niente. Viviamo in un’epoca in cui abbiamo paura: sembra che non si possano nemmeno pronunciare parole come pace, Gaza o genocidio. Si preferisce far vedere solo ciò che conviene».

«L’artista non ha il dovere, ma certamente il compito di guardare le cose con un altro occhio», continua, «Eduardo De Filippo ha scritto Napoli Milionaria! mentre gli alleati stavano entrando in città. Un artista impiega poco tempo a capire quanto sia terribile una guerra. Non bisogna aspettare dieci anni per parlare di Gaza o di un genocidio. Abbiamo tutti paura. C’è un Ministro che non parla con chi lavora nel cinema, il settore è bloccato, e nessuno dice niente. Nemmeno i produttori. Siamo abituati a curare il nostro orticello e a pensare soltanto ai nostri interessi. Io sono abituato a dire quello che penso. Non mi sono mai preoccupato delle conseguenze, non ho mai frequentato salotti e ho sempre costruito la mia carriera da solo. Credo che molti abbiano paura di perdere il posto di lavoro».

E infine puntualizza: «Vengo da una categoria importante, quella di di Dario Fo, Pier Paolo Pasolini e Giorgio Gaber che prendevano posizione. Prima c’era un altro atteggiamento e i teatri erano pieni. L’arte ha il potere di cambiare le persone e di migliorarle».