I numeri nella relazione sulle dipendenze del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio: in aumento gli utenti in carico ai servizi pubblici per droghe, alcol e gioco d'azzardo
Il triste primato della Bufalotta, quartiere con il più alto indice di cocaina nell’aria in Italia, è stato l’ennesima conferma. A Roma c’è un problema con la dipendenza da cocaina. E i numeri crescono di anno in anno. Anche tra i più giovani. A metterlo nero su bianco è la Relazione sul fenomeno delle dipendenze appena pubblicato dal Dep (Dipartimento di Epidemiologia) del Lazio. I dati, aggiornati al 2025, sono quelli raccolti dal Sistema informativo regionale per le Dipendenze (Sird), a cui rispondono i servizi pubblici per le dipendenze (SerD), le comunità residenziali e semiresidenziali accreditate e i progetti attivi nelle diverse Asl della Regione.
Il quadro che emerge è preoccupante: tra i nuovi utenti in carico per dipendenza da uso di sostanze, il 27.5% aveva tra i 14 e i 17 anni al momento del primo utilizzo. Mentre per la dipendenza dal gioco d’azzardo, l’età media di primo uso si attesta sui 16 anni e mezzo. Tra i giovani, di età compresa tra i 14 e i 25 anni, quelli in trattamento per uso di cannabis sono il circa il 52%, per uso di cocaina il 28% mentre quelli per uso di oppiacei il 5%. I numeri sono su base regionale, ma come spiegato dai ricercatori del Dep, rispecchiano in gran parte la situazione di Roma.
Allarme cocaina
Sebbene il disturbo da uso di oppiacei sia quello prevalente (56%) nel totale degli utenti in carico, i nuovi accessi per disturbo uso di cocaina e cannabis sono in continuo aumento: costituiscono rispettivamente il 52% e il 32% dei nuovi accessi. Nel corso del 2025 sono stati 2490 le nuove prese in carico per disturbi da uso di sostanze. Tra questi, in 272 hanno meno di 20 anni. Quasi la metà, il 45.80% è dipendente dalla cocaina, segue, con distacco, la cannabis (22.80%).
Mentre tra gli utenti già in carico ai servizi per le dipendenze la prima sostanza restano gli oppiacei (38.80%). Tra coloro che sono diventati utenti in carico ai servizi pubblici e privati accreditati per uso di sostanze, l’8.20% aveva meno di 14 anni al momento del primo utilizzo. Mentre il 27.50% aveva tra i 14 e i 17 anni.
Inoltre, per quanto riguarda la situazione lavorativa e familiare dei nuovi accessi per disturbo da uso di sostanze: il 31.60% ha un’occupazione, mentre il 34.70% vive con la famiglia di origine e il 20.30% da solo.
L’abuso di alcol e il gioco d’azzardo
I nuovi utenti in carico per disturbo da uso di alcol, nel corso del 2025 sono stati 1268 (305 donne e 963 uomini). Questo è il sottogruppo in cui si registrano i soggetti con età media più alta e con una maggiore presenza di donne. Sono anche gli utenti con maggior presenza di comorbilità. Tra i nuovi utenti, il 30.40% aveva tra i 14 e i 17 anni al momento del primo utilizzo.
Chi ha una dipendenza da alcol, inoltre, consuma soprattutto birra (37,50% dei nuovi utenti) e vino (33,50%). Meno i superalcolici (11,20%). “Il gap tra il primo uso e l’accesso ai trattamenti è di oltre 20 anni – avvertono i ricercatori del Dep -. Questo divario potrebbe essere dovuto all’accettazione sociale e culturale del consumare alcol, portando, in taluni casi, a una minore percezione del rischio di dipendenza con conseguente ritardo nella diagnosi e nel trattamento”.
Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, il numero delle persone in trattamento, si legge nella relazione del Dep “registra un aumento del 16% rispetto all’anno precedente; tuttavia la numerosità totale (1174) continua a essere poco consistente rispetto al problema percepito dagli operatori sanitari”.
I nuovi utenti sono stati 429, in gran parte uomini (374). Di questi, ben il 61,10% è occupato e il 45,90% vive con il partner e/o i figli. Il 29,10% gioca con le new slot, il 22,40% fa scommesse. “L’offerta di questo tipo di azzardo si sta ampliando sempre più – si legge nella relazione - sia in luoghi fisici che on line. Questo suggerisce l’importanza di interventi di prevenzione ambientale, universale e selettiva. Il piano regionale per le dipendenze potrà apportare un contributo in tal senso”.
I ricercatori: “Serve un approccio mirato alla poli-dipendenza”
Monitorare il fenomeno delle dipendenze è fondamentale perché, come ricordano i ricercatori del Dep, “l'alcol e il consumo di droghe illecite sono i principali fattori di rischio a livello mondiale per la disabilità e la perdita prematura della vita. Oltre ad avere un forte impatto di tipo sanitario, il consumo di sostanze lecite ed illecite e il gioco d’azzardo problematico hanno un significativo impatto di tipo economico per i costi dovuti all’assistenza sanitaria, alle forze dell’ordine per l'applicazione della legge sugli stupefacenti, alla perdita di produttività e altri costi diretti e indiretti, compresi i costi dovuti alle possibili conseguenze su soggetti terzi”.
L’uso problematico di più sostanze e disturbi che si intersecano tra loro, inoltre, “confermano che è sempre più necessario un approccio mirato alla poli-dipendenza e non alla dipendenza da una singola sostanza/comportamento”.
Fonte: Romatoday.it
