venerdì 30 ottobre 2026

Sedute dall'estetista e lezioni di tennis mentre era al lavoro, arriva il salasso per l'ex comandante dei carabinieri Vincenzo Gardin: la Corte dei conti gli chiede 28mila euro

Bolzano, nuovi guai per l'ex comandante dei carabinieri di Vipiteno, prima comandante della compagnia di Schio (Vicenza): sono 131 gli episodi contestati, risalenti al periodo tra il 2019 e il 2022. Il colonnello è chiamato a comparire davanti ai giudici di Vicenza


Nuovi guai per il colonnello (in congedo) Vincenzo Gardin, ex comandante della compagnia dei carabinieri di Vipiteno e prima comandante della compagnia di Schio (Vicenza), accusato di aver compilato falsi memoriali nei quali avrebbe segnato di essere in servizio mentre, in realtà, si sarebbe dedicato a una serie di attività private. Incrociando i dati di celle telefoniche, Telepass e pagamenti con il Pos, era emerso che, in orario di lavoro, era andato più volte dal dentista, a fare benzina, dall’estetista, dal carrozziere, a lezione di tennis, a comprare crocchette per cani o a casa sua, in Veneto.

Gli episodi contestati
Sono 131 gli episodi contestati, risalenti al periodo tra il 24 settembre 2019 e il 26 febbraio 2022, per un totale di 8.643,81 euro lordi di retribuzione percepita, ma non dovuta. Dei quali, ora, la Procura regionale della Corte dei conti chiede la restituzione, oltre a 20 mila euro di danno d’immagine in favore del ministero della Difesa, per un totale di 28.643,81 euro. La Procura contabile parla infatti di «attività di carattere privato» che Gardin avrebbe svolto «pur risultando in servizio secondo i memoriali di servizio da lui predisposti e sottoscritti». Al colonnello viene contestato inoltre l’utilizzo, «in cinque diverse occasioni di due veicoli di servizio, nella propria disponibilità quale ufficiale superiore, impiegandoli per fini estranei al servizio».

Il processo a Venezia
Padovano, 61 anni, il 10 novembre il colonnello è chiamato a comparire anche davanti ai giudici del tribunale di Vicenza per la prima udienza del processo che lo vede imputato per gli stessi fatti: sul fronte penale, è accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e peculato d’uso continuato. La vicenda si trascina dall’autunno 2020 quando un maresciallo, comandante di una stazione dell’alta val d’Isarco, era più volte andato ad allenarsi in palestra in orario di servizio. Nella primavera del 2022 aveva patteggiato un anno e mezzo per truffa e falso ideologico in atti pubblici ed era stato trasferito. Dagli atti d’indagine erano emersi elementi che avevano portato al rinvio a giudizio per omessa denuncia e rifiuto di atti d’ufficio anche di Gardin, allora comandante della compagnia di Vipiteno: il processo si era concluso con l’assoluzione «perché il fatto non sussiste». All’epoca, il luogotenente che aveva denunciato entrambi era stato trasferito e demansionato: il provvedimento era stato impugnato e annullato dal Tar che lo aveva definito «ritrosivo».