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domenica 28 gennaio 2024

Sanremo 2024, pochi autori per molte canzoni. Creatività o business?


Il tema dominante della prossima kermesse canora targata Amadeus sarà come sempre l’amore in brani confezionati ad hoc, con cassa dritta e testi più o meno furbi e suggestivi, come richiede il mercato da ormai troppi anni mortificando innovazione e qualità. I cantautori e gli autori di un tempo non ci sono più, sostituiti da una sorta di industria mordi e fuggi della canzonetta, che svilisce e declassa il ruolo dell’autore.

Il Festival di Sanremo 2024, sin dai primi ascolti riservati ai giornalisti, ha svelato la sua studiata alchimia con formule consolidate acchiappa orecchio e vincenti, prive di coraggio e ricche di frasi e soluzioni musicali ruffiane, in una gara che non è più solo una competizione tra cantanti più o meno credibili, più o meno belli, più o meno eleganti, più o meno dotati di ugola e studi musicali, ma anche e soprattutto tra i tanti, troppi autori.

La maratona canora, che si svolgerà dal 6 al 10 febbraio e che per il quinto anno consecutivo sarà condotta dal direttore artistico Amadeus, proporrà infatti 30 canzoni scritte per la quasi totalità dalle stesse persone. In particolare ci sono tredici autori che, a testa, hanno firmato dalle due alle quattro canzoni. In 16 dei 30 brani in concorso c’è almeno una loro firma, senza spazio alle novità e soprattutto ai nuovi autori. Un dato insolito in considerazione del fatto che il direttore artistico ha dichiarato che per definire il cast di Sanremo 2024 ha dovuto scegliere tra circa 400 candidature. Possibile che in quella montagna di canzoni si siano scelte solo quelle con le firme dei soliti noti? Possibile che per il direttore artistico solo quella manciata di brani fosse degna del prestigioso palco?

In testa, tra gli autori, c’è Davide Petrella, primo e secondo a Sanremo 2023 con Marco Mengoni e Lazza, che quest’anno firma quattro canzoni ( Emma, Ghali, Rose Villain, The Kolors ) a pari merito con Jacopo Ettorre, autore di Alessandra Amoroso, BNKR 44, Fred De Palma, Mahmood.

A quota tre canzoni troviamo: Paolo Antonacci, figlio di Biagio e autore di Annalisa, Emma, Geolier; Cheope, al secolo Alfredo Rapetti, figlio di Mogol che scrive per Dargen D’Amico, Fiorella Mannoia, Ricchi e Poveri; Francesco Catitti ( Clara, Mahmood, The Kolors ), Edwyn Roberts ( Dargen D’Amico, Il Volo, Ricchi e Poveri ) e Stefano Marletta ( Dargen D’Amico, Il Volo, Ricchi e Poveri ).

A quota due canzoni troviamo: Dario Dardust Faini ( Angelina Mango, Renga e Nek ), Davide Simonetta ( Annalisa e Geolier ), Federica Abbate ( Alessandra Amoroso e Fiorella Mannoia ), Michelangelo ( Geolier e Ghali ), Andrea Ferrara, noto anche come Sixpm ( Rose Villain, Sangiovanni ) e Julien Boverod ( Emma, Fred De Palma )

Onore al merito a Diodato e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, unici e soli autori delle loro canzoni. Per il resto, il quadro è quello descritto.

A questo punto c’è da chiedersi perché, negli ultimi anni, è cresciuto a dismisura il numero delle firme dietro a una canzone. La risposta è ovvia: questione di business, di spartizione della torta. Ognuno, tra i firmatari, riceverà una piccola fetta di diritti d’autore e nessuno vuole rinunciare a quella che, ad oggi, è la vera fonte di guadagno sulle canzoni di successo, oltre ai concerti dal vivo. La cosa che viene denunciata è che in molti casi i nomi che emergono poco hanno a che fare con la scrittura del brano e molto con le pretese di manager, produttori, cantanti.

Per capire meglio cosa c’è dietro a questo proliferare di firme per ogni brano, Antonella Nesi per Sanremo Express, ha chieso a Giulia Anania, cantautrice e autrice per Annalisa, Tiziano Ferro, Emma Marrone, Laura Pausini, come funzionano le assegnazioni dei punti Siae.

Premettendo che team di autori per alcuni successi senza tempo ci sono sempre stati, Giulia Anania sostiene che bisogna allertarsi quando tra le firme compaiono anche dei “non autori”:

<<In pratica, succede che il manager dica all’autore: Vuoi che il mio artista canti la tua canzone? Benissimo, la firmo anch’io e la firma anche lui. Anche tra gli editori ci sono diverse firme perché gli autori che fanno parte di un team, a volte appartengono a più etichette. Ma non basta. A volte viene imposta la figura di un arrangiatore ( anche se molto spesso l’arrangiamento originale resta invariato ) e firma pure lui insieme a parenti, zii e cognati. Va così a finire che il grande successo che hai scritto, a te non rende come dovrebbe nonostante sia frutto della tua creatività e sia sempre in radio. Si tratta di veri e propri ricatti contro i quali, almeno in Italia, non sappiamo difenderci. In America, ad esempio, gli autori hanno costituito una sorta di sindacato per sottrarsi a questo sistema, in Italia non succede>>.

Comunque sia, per la 74° edizione del sempre chiacchierato Festival della canzone, Chat GPT – attraverso l’analisi di alcuni dati – ha decretato che la canzone vincitrice sarà La Noia di Angelina Mango, un po’ reggaeton, un po’ cumbia colombiana, scritta con Madame e Dardust. Tre autori a fronte dei sette di Geolier. Vedremo se sarà davvero così o se il podio spetterà ai soli che, senza un nutrito drappello di autori, hanno scritto e firmato in prima persona il loro brano.


AUTORI PER CANZONI – SANREMO 2024

- Alessandra Amoroso ( Fino a qui ):  Alessandra Amoroso, Federica Abbate, Jacopo Ettorre, Takagi & Ketra e Pierfrancesco Pasini

- Alfa ( Vai! ):  Alfa, Mark Andress Jackson e Ian Brendon Scott

- Angelina Mango ( La noia ): Angelina Mango, Madame e Dardust

- Annalisa ( Sinceramente ): Annalisa, Davide Simonetta, Paolo Antonacci e Stefano Tognini (musica)

- BigMama ( La rabbia non ti basta ): BigMama, L. M. Lazzerini, E. Brun e E. Botta

- Bnkr44 ( Governo punk ):  Duccio Caponi, Andrea Locci, Dario Lombardi, Pietro Serafini, Marco Vittiglio, Jacopo Ettorre e Jacopo Adamo

- Clara ( Diamanti grezzi ): Clara Soccini, Alessandro La Cava e Francesco Catitti

- Dargen D’Amico ( Onda alta ): Dargen D’Amico, Edwin Roberts, G. Fazio, Stefano Marletta e Cheope

- Diodato ( Ti muovi ): Antonio Diodato

- Emma ( Apnea ): Emma Marrone, Paolo Antonacci, Julien Boverod (musica) e Davide Petrella

- Fiorella Mannoia ( Mariposa ): Fiorella Mannoia, Carlo Di Francesco, Cino, Cheope e Federica Abbate

- Fred De Palma ( Il cielo non ci vuole ) Fred De Palma, Jacopo Ettorre e Julien Boverod (musica)

- Gazzelle ( Tutto qui ): Gazzelle e Federico Nardelli

- Geolier ( I p’ me, tu p’ te ): Geolier, Davide Simonetta, Paolo Antonacci, Davide Totaro, Francesco D’Alessio, Gennaro Petito e Michelangelo

- Ghali ( Casa mia ): Ghali, D. Petrella e Michelangelo

- Il Tre ( Fragili ): Il Tre, Giorgio Di Mario, Paolo Zou, Francesco Aprili e Iacopo Sinigaglia

- Il Volo ( Capolavoro ): Edwin Roberts, Stefano Marletta e Michael Tenisci

- Irama ( Tu no Irama ): Irama, Giulio Nenna, Giuseppe Colonnelli, Francesco Monti e Emanuele Mattozzi

- La Sad ( Autodistruttivo ): Matteo Botticini, Francesco Emanuele Clemente, Enrico Fonte, Riccardo Zanotti e Marco Paganelli

- Loredana Bertè ( Pazza ): Loredana Bertè, Luca Chiaravalli, Andrea Bonomo e Andrea Pugliese

- Mahmood ( Tuta gold ): Mahmood, Jacopo Ettorre e Francesco Catitti

- Maninni ( Spettacolare ): Maninni, Roberto William Guglielmi, Giovanni Pollex, Maria Francesca. Xefteris

- Mr. Rain ( Due altalene ): Mr. Rain e Lorenzo Vizzini

- Negramaro ( Ricominciamo tutto ): Giuliano Sangiorgi

- Renga e Nek ( Pazzo di te ): Francesco Renga, Nek, D. Mancino e Dardust

- Ricchi e Poveri ( Ma non tutta la vita ): Edwin Roberts, Stefano Marletta e Cheope

- Rose Villain ( Click boom! ): Rose Villain, Andrea Ferrara, e Davide Petrella

- Sangiovanni ( Finiscimi ): Sangiovanni, P. Miano, F. Vaccari, Andrea Ferrara e F. Campedelli

- Santi Francesi ( L’amore in bocca ): Alessandro De Santis, Mario Lorenzo Francese, Antonio Filippelli, Daniel Gabriel Bestonzo e Cecilia Del Bono (testo)

- The Kolors ( Un ragazzo una ragazza ): Antonino Stash Fiordispino, Davide Petrella, Alex Fiordispino e Francesco Catitti

Fonte: Faremusic.it

venerdì 21 agosto 2020

Disco chiuse, parla il DJ Gigi D’Agostino che ha anticipato il governo: "Sì al lockdown ma così è un'idiozia: deve valere per tutti"


La decisione del governo, che ha vietato il ballo in spiagge e discoteche, Gigi D'Agostino l'aveva già anticipata il 13 agosto, con la decisione tutta personale di annullare con pochissimo anticipo un live set per il giorno dopo. Una scelta fatta "per il bene del pubblico che affrontando il viaggio e partecipando al concerto si esporrebbe in entrambe le situazioni al rischio di contagio e per il bene di tutti gli operatori addetti alla produzione dell'evento che entrerebbero in strettissimo contatto con altre persone", aveva scritto il dj torinese su Facebook raccogliendo un fiume di consensi e poche critiche. "E avevo cancellato anche tutte le date seguenti, provvedimento che ora è superato dalla decisione del governo", precisa.

Perché ha scelto di annullare le sue date?

"La settimana prima, durante una serata, avevo visto che la situazione non era gestibile, anche in spiaggia: ci sono ragazzi molto attenti, altri per niente. Ma come si fa? Ci vorrebbe una persona ogni quattro ragazzi che si metta in mezzo per tenere il distanziamento e controllare che tengano la mascherina. Come si fa? Lasciamo stare che emotivamente sarebbe sgradevole, ma come si fanno a sostenere costi del genere?"

Non era prevedibile che il ballo provocasse assembramenti?

"Certo, c'era da immaginarlo, ma vederlo in quella serata per me è un'altra cosa. Ho iniziato poi ad informarmi di più sull'aumento dei contagi da Covid e ho avvertito un problema crescente. Se mi sono sbagliato, non ho fatto del male a nessuno. O meglio, so di aver creato un problema per chi lavora. E comunque la serata si è tenuta lo stesso con un altro dj: quella è stata una decisione che ho preso da solo e sono rimasto solo, ma nella vita ho imparato che bisogna essere un po' più cauti".

Quindi condivide la chiusura delle discoteche?

"In realta, fatta così, la trovo un'idiozia. Se è necessario un sacrificio per risolvere il problema o almeno per non aggravarlo, il sacrificio deve essere fatto da tutti, non solo dai locali. Viceversa, se viene chiesto un sacrificio solo ad un settore, è evidente che non si sta mirando minimamente alla soluzione del problema. Ma quello che conta soprattutto è spiegare alle persone perché si chiude: ci vuole consapevolezza, altrimenti tutti cercheranno le scappatoie per non rispettare le regole".

Sarebbe stato meglio neanche riaprire i locali?

"Io sono per un lockdown rigorosissimo ma rispettato davvero da tutti e valutato di settimana in settimana. Invece se le discoteche chiudono ma i dehors dei bar restano aperti, il problema non si risolve e solo qualcuno viene danneggiato".

I ragazzi sono sensibili a questi discorsi?

"Forse no e probabilmente anche io 20 o 30 anni fa avrei fatto pensieri diversi. Ma è per questo che, oltre ad educare alla consapevolezza del problema, ci vuole la disciplina".


Fonte: La Repubblica