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martedì 28 aprile 2026

Concerto del Primo Maggio a Roma, tutti i cantanti che vedremo sul palco.

Piazza San Giovanni ospiterà il celebre Concerto del Primo Maggio. Annunciati tantissimi protagonisti della scena musicale italiana, tra i quali Madame, Irama, Emma, Fulminacci, Ermal Meta, Sayf, Frah Quintale, Ditonellapiaga, Maria Antonietta & Colombre, Niccolò Fabi, Rocco Hunt, Francesca Michelin e i Pinguini Tattici Nucleari


Concerto del Primo Maggio a Roma, i cantanti e cosa sappiamo finora


Venerdì 1° maggio Piazza San Giovanni, Roma, ospiterà il consueto appuntamento musicale. Il Concerto del Primo Maggio avrà inizio alle ore 15.00. In questi giorni la produzione dell’evento sta svelando i nomi dei numerosi protagonisti attesi. Annunciati i Litfiba, formati da Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo.


Riccardo Cocciante. Spazio a uno dei più amati e popolari cantautori della scena italiana. Nel corso degli anni Riaccado Cocciante ha firmato grandi successi, tra i quali Se stiamo insieme, brano vincitore della 41esima edizione del Festival di Sanremo.


Angelica Bove. Dopo aver partecipato a X Factor 2023, Angelica Bove ha portato la sua musica sul palco della 71esima edizione del Festival di Sanremo. La giovane cantautrice ha presentato il brano Mattone conquistando il secondo posto nella sezione delle Nuove Proposte.


La Niña. Nei prossimi mesi la cantautrice sarà protagonista di numerosi concerti in giro per l’Italia: da Milano a Pompei passando per Padova, Cesena, Catania e Roma. Il suo disco Furèsta ha ricevuto la Targa Tenco per il Migliore album in dialetto.


Emma Nolde. Spazio alla musica di un’altra giovane cantautrice. A maggio Emma Nolde darà il via al suo nuovo tour. L’artista ha anticipato: “Porterò in giro uno spettacolo nuovo con una nuova scaletta perché ormai suonare insieme a voi è parte di quello che sono io e anche nel mezzo di tutto quello che sto scrivendo mi va di rendervi partecipi. Voglio farvi ascoltare alcune canzoni come i fanno i dj che testano le canzoni per vedere se le persone ballano”.


Sayf. Dopo aver conquistato il secondo posto con la canzone Tu mi piaci tanto all’edizione 2026 del Festival di Sanremo, il giovane rapper ha pubblicato l’album Santissimo contenente anche il nuovo singolo Buona domenica.


Irama. Giovedì 11 giugno l’artista sarà protagonista di un grande concerto allo stadio San Siro di Milano. Il cantautore ha anticipato sul profilo Instagram da oltre un milione e mezzo di follower: “Sto preparando qualcosa che non dimenticherete”.


Frah Quintale. Dopo aver chiuso la tournée nei palazzetti, l’artista ha scritto sul suo profilo Instagram: “Abbiamo visto il lavoro di un anno prendere vita data dopo data e ad ogni concerto è successo qualcosa di inspiegabilmente bello ed emozionante. L'energia e l'amore che ho sentito mi hanno travolto e sono davvero grato di poter vivere tutto questo con voi. Un abbraccio al mio mega team, ai miei amici, alla mia famiglia e a tutte le persone che hanno contribuito a realizzare questo spettacolo”.


Ditonellapiaga. Reduce dalla terza posizione alla 71esima edizione del Festival di Sanremo, ad aprile la cantautrice ha pubblicato il suo nuovo album Miss Italia, arrivato a circa due anni dal precedente lavoro Flash. Tra le sue canzoni più famose troviamo È tutto vero e Chimica in collaborazione con Donatella Rettore.


Maria Antonietta & Colombre. In attesa dei numerosi appuntamenti estivi, la coppia sarà al Concerto del Primo Maggio. A febbraio i due artisti hanno presentato La felicità e basta al Festival di Sanremo, Maria Antonietta ha raccontato: “Quanto va veloce il tempo quando fai quello che ami, diceva Einstein, più o meno. È stato un mese di pazzia, super lavoro, e libertà. Questa canzone suona per tutti noi che proviamo ogni giorno a tenerci stretta la nostra vita, la nostra voce e la la nostra felicità! Grazie per farmi compagnia!”.


Eddie Brock. Il palco di Piazza San Giovanni potrà contare anche sulla presenza di Eddie Brock. A febbraio l’artista ha debuttato in gara con Avvoltoi al Festival di Sanremo. Tra i suoi brani più popolari troviamo Non è mica te certificato disco d’oro.


Ermal Meta. A febbraio il cantautore ha pubblicato il suo nuovo progetto discografico Funzioni vitali contenente anche la canzone Stella stellina presentata in gara all’edizione 2026 del Festival di Sanremo. Il brano ha raggiunto la settima posizione nella classifica settimanale FIMI dei singoli più venduti in Italia.


Lea Gavino. Il 1° maggio l’artista pubblicherà il suo primo EP 11 volte. Nel 2025 Lea Gavino ha presentato il brano Amico lontano all’edizione 2025 di Sanremo Giovani.


Roshelle. L’artista ha recentemente pubblicato il suo primo album Mangiami pure contenente nove brani. Roshelle ha dichiarato: “Ho aspettato questo momento con la pazienza di un bimbo con davanti una vasca di cioccolato ma il viaggio fin qui è stato assolutamente grandioso”.


Fulminacci. Nei prossimi mesi il cantautore sarà protagonista di una tournée estiva. Fulminacci ha scherzosamente scritto su Instagram: “Praticamente io sudo sul palco e voi sudate sotto, ma con più zanzare e il rischio pioggia che rende tutto molto indie. Travolto da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (e pure di giugno e luglio)”.


Mobrici. A gennaio il cantautore ha pubblicato il suo nuovo progetto discografico Supernova. Mobrici ha raccontato su Instagram: “È stato un viaggio bellissimo, complicato, stupefacente. Grazie che mi avete aspettato”.


Dolcenera. A quasi quattro anni dall’uscita dell’album Anima Mundi, la cantante ha pubblicato il nuovo singolo My Love. Tra i suoi brani più celebri troviamo Ci vediamo a casa, Il mio amore unico e Com’è straordinaria la vita.


Niccolò Fabi. Il 23 maggio il cantautore darà il via alla tournée estiva. In attesa della partenza, Niccolò Fabi ha dichiarato: “In questi giorni, dieci anni, fa usciva il disco Una somma di piccole cose che nella mia vita possiamo dire abbia avuto un certoimpatto’".


Chiello. A marzo l’artista ha pubblicato l’album Agonia, arrivato all’ottavo posto della classifica settimanale FIMI. All’interno anche il brano Ti penso sempre presentato sul palco del Teatro Ariston in occasione del Festival di Sanremo 2026.


Levante. In attesa della partecipazione al Concerto del Primo Maggio, la cantautrice ha lanciato il singolo Al mio paese in collaborazione con Serena Brancale e Delia. Grande riscontro da parte del pubblico.


Bambole di Pezza. Dopo aver debuttato in gara alla 71esima edizione del Festival di Sanremo, a marzo il quintetto femminile ha pubblicato l’album 5. In queste settimane le Bambole di Pezza sono impegnate con la tournée nei club.


Rocco Hunt. Pochi giorni fa il rapper ha pubblicato la versione deluxe del suo ultimo album Ragazzo di giù. Tra le canzoni più popolari di Rocco Hunt troviamo Vieni con meWake UpNon litighiamo piùMusica italiana e Oh ma in duetto con Noemi.


Dardust con Davide Rossi. Il pianista e compositore salirà sul palco insieme a Davide Rossi. Il 20 e il 21 maggio Dardust sarà protagonista di una doppia data al Teatro San Babila del capoluogo lombardo.


Paolo Belli. A inizio marzo l’artista ha presentato il brano Bellissima in gara al San Marino Song Contest, il programma ideato per selezionare la canzone rappresentante il Monte Titano alla celebre competizione musicale.


Madame. Venerdì 17 aprile la cantautrice ha pubblicato il suo nuovo album Disincanto. In occasione dell’uscita del progetto, Madame ha scritto su Instagram: “È il primo disco che ho scritto pensando a voi attivamente mentre scrivevo, volevo a tutti i costi darvi una mano per quanto possibile. Madame ha salvato una ragazzina e magari non solo lei”.


Rob. Dopo aver trionfato a X Factor 2025, Rob ha appena pubblicato il suo primo atteso EP Chaos perfetto. Venerdì 8 maggio la giovane artista sarà protagonista di un concerto sold out a Milano.


Francamente. Ad aprile la cantautrice ha pubblicato il suo primo album Bitte Leben. Francamente ha raccontato su Instagram: “Un piccolo invito a sporcarsi con il mondo, a realizzare ciò che desideriamo non grazie a qualcuno o a qualcosa, ma nonostante”.


Francesca Michielin. Ad aprile la cantautrice ha dato il via al suo nuovo tour. Tra le canzoni più amate di Francesca Michielin troviamo L’amore esisteNessun grado di separazioneIo non abito al mareFango in paradiso e Francesca.


Serena Brancale. La cantautrice ha appena pubblicato il suo nuovo album Sacro. All’interno anche i singoli Baccalà, La ziaAnema e coreQui con me e Serenata in duetto con Alessandra Amoroso.


Emma. Quest’estate la cantautrice sarà protagonista di una lunga tournée estiva. Previsti concerti in numerose città italiane: da Brescia a Milano passando per Riccione, Pisa, Palermo, Catania, Ancona e Pescara.


Geolier. A giugno il rapper darà il via al tour negli stadi con la data zero in programma all’Arena del Mare di Termoli. Previsti concerti anche a Milano, Roma, Messina e infine Napoli.


Silvia Salemi. L’appuntamento musicale potrà contare anche sulla presenza della cantautrice, tra i suoi brani ricordiamo Quando il cuore e A casa di Luca. Attese migliaia di persone in Piazza San Giovanni.


Sissi. Ad aprile la giovane artista ha pubblicato il suo nuovo singolo Amore mio. La direzione artistica del Concerto del Primo Maggio è affidata a Massimo Bonelli.


Dopo aver annunciato il loro nuovo tour negli stadi per il 2027, i Pinguini Tattici Nucleari saliranno sul palco del Primo Maggio di Roma.


Infine, chiudiamo con Casadilego (nella foto), Dutch NazariSenza CriNico Arezzo, i Santamarea, l’Orchestra Popolare della Notte della TarantaDeliaBirthhPrimogenitoI Ministri e Okgiorgio.

giovedì 15 gennaio 2026

Al Bano ancora contro Sanremo: «Io, re della musica, escluso da un “Conti”»


L'ultima partecipazione del cantante pugliese al Festival risale al 2017. Da allora è riuscito a salire sul palco dell'Ariston solo come superospite. Cosa che non ha affatto gradito.

Ad Al Bano queste esclusioni dal Festival di Sanremo non vanno proprio giù. Ieri l’ultimo commento acidulo contro l’attuale direttore artistico, in diretta con Un Giorno da Pecora: «Uno che è un re della musica leggera italiana non può andare da un ‘conte’, semmai è il contrario…». Una dichiarazione che si aggiunge alle tante rilasciate anche contro Amadeus, reo di non aver rispettato un “patto” ed averlo chiamato, sì, ma solo come superospite: «Io la gente che non mantiene i patti la detesto. Hai preso un accordo con me e lo devi mantenere... con la mia pelle non ci giochi», ha detto il cantante. E ancora: «Ero abituato ad un signore come Pippo Baudo. AmadeusConti mi hanno dimostrato che il mondo è cambiato. Quando ti invitano a presentare un brano possono dirti sì o no, ma non devono farti passare per coglione. Io non devo passare esami con loro: semmai loro con me, per l’età e l’esperienza che ho». Così è arrivata anche una chiusura che sembrava definitiva, l’accettazione del lutto: «Su Sanremo ho messo una croce. L’ho fatto a malincuore, con molta amarezza, ma non torno indietro. Basta!». Eppure, ogniqualvolta il direttore artistico sciorina la propria lista di big e il suo nome non compare, torna a dichiarazione puntute come quelle rilasciare ieri a Rai Radio 1.


«Il mondo è cambiato»
Il punto lo ha centrato lo stesso Al Bano: «Il mondo è cambiato». Questa è una sindrome che colpisce molti artisti di vecchia generazione, che riguardi in particolare il Festival di Sanremo, come succede da oltre un ventennio ai Jalisse, per esempio, che ne hanno fatto il proprio marchio di fabbrica, una sorta di meme a tempo indeterminato, senza il quale probabilmente non ne avremmo mai più sentito parlare. Ma è successo anche quando ci fu la rivoluzione cantautorale indie e succede anche con i famigerati (t)rapper. Succede, in pratica, ogniqualvolta il target di riferimento del mercato discografico italiano, composto in larghissima parte da giovani e giovanissimi (già i trentenni non fanno più la differenza, per intenderci), va avanti e ricerca in nuove sonorità e nuovi linguaggi le proprie esigenze da ascoltatori. E si fa fatica, di conseguenza, ad accettare che il proprio appeal vada lentamente e fisiologicamente sfumando. Al Bano (ma, ripetiamo, non è l’unico), all’ennesima uscita scoordinata possiamo affermarlo senza problemi, non lo accetta. Questo probabilmente perché, ma ci spingiamo guardinghi nella psicologia più spicciola, proviene da quasi sei decadi di riconoscibilità, mai assopita tra l’altro, essendosi concesso numerose uscite televisive che ne hanno alimentato il personaggio.

I numeri di Al Bano
Il personaggio, televisivo, sì, ma non la musica. Una distinzione netta e fondamentale. Al Bano su Spotify non si spinge oltre i 650mila ascolti mensili, che sono una cifra, specie se nel repertorio si hanno grandi classici come Libertà (1987), Sempre sempre (1986), Felicità (1982) e Nostalgia canaglia (1987), che sono i titoli più streammati, evergreen che ci sarà sicuramente chi si azzarderà a chiamare capolavori, noi ci limitiamo ad ammettere che sono canzoni che rappresentano un’epoca, ma che sono lontane anni luce da tutte le innovazioni, buone o cattive che siano, del linguaggio musicale di oggi. Al Bano non pubblica un disco di inediti dal 2020, quando tentò il rilancio nuovamente in coppia con Romina Power, titolo dell’opera: Raccogli l’attimo; ma sospettiamo che molti non ne conoscano l’esistenza. La piattaforma svedese non permette più di scoprire questi ascolti da quali città provengono, ma lo permette YouTube, che rappresenta il secondo termometro per analizzare la musica italiana e, dopo Milano, le città che compaiono sono: Varsavia, Parigi, Tblisi, Roma, Kiev, Tashkert, Bucarest, Sofia, Santiago del Cile e Vienna. Il che conferma il successo internazionale di quella che è stata certamente una grande star di un certo periodo della nostra musica leggera, una bandiera per le comunità di emigrati all’estero, tutte cose stranote, anche perché lo stesso Al Bano non manca mai di vantarsene, ma che niente hanno a che vedere con il mercato discografico moderno, che ha e richiede caratteristiche del tutto differenti dal bel canto all’italiana di una volta. Questi sono dati, attenzione, che non svalutano lo spessore artistico del Leone di Cellino, perché quando si azzeccano così tante opere, tutte fondamentali per diverse generazioni e per diverse motivazioni, sempre tutte valide, nessuno può permettersi di togliere o svalorizzare quel merito e quel merito di certo non ammuffirà mai. Ma la musica, neanche questa è una novità, è anche specchio di ciò che siamo, di ciò che diventiamo, del periodo che si vive, e questo non è il tempo, forse purtroppo, degli Al Bano.


A cosa servirebbe Al Bano a Sanremo?
Il motivo per cui Al Bano vorrebbe disperatamente (così ci suggeriscono le continue critiche) tornare al Festival le possiamo capire, ma capiamo a maggior ragione il motivo per cui Sanremo non ha bisogno più di Al Bano, se non per qualche revival, se non per accontentare il pubblico ageé di mamma Rai con un volto più familiare. Il problema è che Sanremo, specie da quando Amadeus lo ha rispolverato e fatto accettare anche dai più giovani, tutto può tranne che ricascare nel tranello dei grandi classici, tornare a girarsi e rigirarsi su vip che niente hanno a che fare con l’autentico mercato, quello fatto di stream e sbigliettamenti. Gli spazi sono molto pochi nella nuova discografia e quegli slot vanno (andrebbero) occupati con chi deve farsela una carriera, non per chi desidera darle una lucidata. D’altra parte, l’ultima partecipazione del cantante pugliese al Festival non si deve andare a ricercare in fondo alla cantina, era il 2017, portò il brano Di rose e di spine, con il quale non superò neanche le prime fasi e che non fu proprio questo grande successo, anzi, potremmo anche definirlo un clamoroso flop. Perché il problema di Al Bano non è Al Bano, è quello che propone Al Bano, che non è più pop (riprendendo la matricepopolaredel termine) come lo era quaranta o cinquant’anni fa. Siamo appena entrati nel 2026, può anche starci.