giovedì 27 agosto 2026

Ponza, trovato in mare il cadavere di un ragazzo: è un 23enne romano. Indossava ​pinne e maschera

Il cadavere avvistato da alcuni diportisti al largo di Punta Papa


È stato avvistato da alcune persone a bordo di un’imbarcazione, a circa 300 metri dalla costa, il corpo senza vita di un uomo nelle acque di Ponza. Il ritrovamento è avvenuto al largo di Punta Papa, nella zona nord-occidentale dell’isola, non lontano dalla località di Le Forna, una delle zone più suggestive di Ponza, conosciuta soprattutto dagli appassionati di immersioni per la bellezza e la ricchezza dei suoi fondali marini.

Il ritrovamento
Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di M.G., 23 anni, appartenente a una famiglia di Roma molto nota, titolore di un'azienda florovivaistica, che ne possiede da anni una sull'isola.

I diportisti hanno immediatamente dato l’allarme, contattando il numero unico per le emergenze e consentendo così l’attivazione dei soccorsi.

Sul posto sono intervenuti il personale sanitario del 118, gli uomini della Guardia costiera e i militari della Guardia di finanza. Al momento del ritrovamento la vittima indossava pinne e maschera, circostanza che lascia supporre che si fosse immerso nelle acque circostanti. Saranno gli accertamenti avviati dalle autorità a ricostruire quanto accaduto e a stabilire se l’uomo sia stato colto da un malore durante l’immersione oppure se siano intervenute altre cause.

Allarme di Crepet sui social: perché "sono peggio delle droghe"

Il nuovo allarme di Paolo Crepet sui social che "ci rendono degli zombie": perché le piattaforme sono "peggio" delle droghe secondo lo psichiatra


I social sono "peggio" delle droghe e l’intelligenza artificiale è "deleteria" per i giovani. A lanciare l’allarme è lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet. A suo avviso, da un lato le piattaforme digitali hanno generato un "mondo di zombie" incapace di dialogare e sempre più immerso in un flusso continuo di contenuti online che rischia di sostituire la realtà, dall’altro l’IA sta contribuendo a rendere le nuove generazioni meno autonome e meno pensate a fare e a pensare, e sempre più inclini a delegare passivamente ogni sforzo alla tecnologia.

Il nuovo allarme di Crepet sulla dipendenza da social
"Questo mondo a me non piace e lo dico chiaro. Viviamo in un mondo di zombie, dove non si riesce più a dialogare e a parlare, tutto è affidato ai social e ora anche all’intelligenza artificiale, a ChatGpt", ha dichiarato Paolo Crepet, come riportato dal Corriere Adriatico.

La comunicazione, osserva, si è ridotta a messaggi brevi e istantanei che stanno via via sostituendo le conversazioni reali: "Mandiamo messaggini, trascorriamo ore e ore sui social. Ormai è quasi impossibile perfino sedersi a tavola e discutere di argomenti di attualità anche tra adulti, figurarsi tra i giovani".

Crepet ha poi parlato della dipendenza da social, definendola "più subdola" di quella dalle droghe essendo più difficile da debellare, "perché se stai 12 ore su Instagram non hai i sensi di colpa di uno che consuma sostanze stupefacenti. Ti sembra di non fare nulla di male, ma invece sei malato e dipendente".

Lo psichiatra ha poi raccontato che sta seguendo con interesse il processo negli Stati Uniti contro Meta, che a suo avviso "potrebbe cambiare i social e quindi il mondo". Nel merito, l’esperto ha spiegato che secondo le accuse avanzate da quattro Stati americani (California, Colorado, Kentucky e New Jersey), "la società madre di Facebook e Instagram ha progettato le proprie piattaforme social per creare dipendenza nei ragazzi, mentito sui rischi connessi a tali piattaforme e raccolto dati sui bambini".

Un quadro che, se confermato, metterebbe in discussione l’intero modello di business dei social network. "Il processo finirà a ottobre e potrebbe davvero cambiare la nostra quotidianità e il mondo se le accuse saranno confermate", ha ribadito Crepet, sottolineando: "Io me lo auguro perché sarà un modo per riprendersi l’anima".

Perché l’IA è un "disastro assoluto" per Paolo Crepet
Accanto alla dipendenza da social, Paolo Crepet ha parlato anche del rischio legato all’uso passivo dell’IA. Secondo lo psichiatra, "l’intelligenza artificiale è deleteria per i ragazzi perché così subiscono passivamente tutto e non fanno concretamente nulla".

Il problema, dice, non è la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene spesso impiegata, soprattutto dai giovani: "Dal punto di vista formativo l’IA è un disastro assoluto. Poi è chiaro che se è utilizzata per scopi diversi può essere molto importante. I nostri ragazzi non sono più abituati a fare e a pensare: hanno tutto pronto, basta rivolgersi a ChatGpt".

Questo atteggiamento, avverte lo psichiatra e sociologo, rischia di indebolire la capacità di ragionare, di risolvere problemi e di sviluppare libertà di pensiero.

Borseggiatore deruba una coppia e scappa poi ha un infarto e muore

L'uomo si è accasciato a terra improvvisamente di fronte a Palazzo Cosulich, poco prima aveva rubato un portafoglio contenente anche dei farmaci salvavita


VENEZIA - Prima ha derubato una coppia di anziani portandosi via anche i farmaci salvavita di una delle vittime. Meno di un’ora più tardi, mentre si trovava alle Zattere dopo essersi allontanato con la refurtiva, è stato stroncato da un infarto. È morto così, attorno alle 13.00 di oggi, il borseggiatore conosciuto dal gruppo dei Veneziani non distratti con il soprannome di “Mika”.

La dinamica
Tutto sarebbe cominciato circa mezz’ora prima, attorno alle 12.30, in campo dei Frari. Qui l’uomo era stato visto dai Veneziani non distratti assieme ad alcuni componenti della famiglia Dragan, suoi complici, mentre prendeva di mira una coppia di anziani. Approfittando di un momento di distrazione, i borseggiatori avrebbero sottratto alle vittime il portafoglio dallo zaino della coppia, all'interno del quale conservavano anche alcuni farmaci salvavita di cui uno dei due anziani aveva bisogno. Una volta messo a segno il colpo, i presunti borseggiatori si sarebbero rapidamente allontanati dalla zona.

Il malore improvviso
Passa appena mezz’ora e la scena si sposta alle Zattere. Davanti a Palazzo Cosulich, la biblioteca dell'area Linguistica di Ca’ Foscari ("Bali"), alcuni passanti e residenti hanno visto “Mika” accasciarsi improvvisamente a terra, colpito da un grave malore. È scattato immediatamente l'allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari del Suem 118, che hanno iniziato le manovre di rianimazione. Gli operatori hanno praticato il massaggio cardiaco e utilizzato anche il defibrillatore, tentando in ogni modo di far ripartire il cuore dell’uomo.

Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile. Il borseggiatore non ha più ripreso conoscenza e ai sanitari non è rimasto altro che constatarne il decesso per arresto cardiaco.

Al momento, la salma si trova ancora lungo le Fondamenta, in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine e del medico legale.

mercoledì 26 agosto 2026

Grandine, 150 auto distrutte a Teramo: dipendenti rimasti a piedi, danni per quasi un milione

Il rebus dei risarcimenti ai cittadini


Tetti sfondati, infissi distrutti, infiltrazioni nelle abitazioni, frigo ko, ma soprattutto tante auto con i vetri andati in frantumi o con i bozzi concentrici visibili per settimane in giro per le arterie teramane.

Il Comune di Teramo ha fatto così la conta dei danni per la grandinata super di luglio: è stata difatti chiusa la ricognizione. Sono state presentate 43 istanze da parte dei cittadini e la quantificazione economica complessiva dei danni ammonta a ben 832.946 euro, gli immobili la voce più colpita: ora scatta la corsa ai fondi di solidarietà regionale.

I sindacati notificano i danni dei dipendenti delle aziende: ben 150 auto sono state messe ko dalla grandine; le organizzazioni chiedono bus navetta come in altri nuclei industriali o almeno parcheggi coperti.

A poco più di un mese dal violento evento meteorologico che ha colpito duramente il nostro territorio con grandine di notevoli dimensioni, soprattutto nei territori mediani di San Nicolò e Bellante, gli uffici comunali hanno chiuso la prima macro-ricognizione ufficiale dedicata al patrimonio privato.

In totale sono state presentate e protocollate 43 istanze di risarcimento da parte dei privati. La quantificazione economica dei danni è stata subito inserita nella documentazione formale inviata alla Regione per supportare la richiesta dello stato di calamità naturale.

I danni agli immobili rappresentano la stragrande maggioranza del computo totale, toccando quota 743.662 euro, in buona sostanza il grosso delle schede tecniche inviate dai periti. I danni ai beni mobili registrano invece un ammontare pari a 89.284 euro, voce che racchiude arredi compromessi, elettrodomestici gettati e i veicoli pesantemente danneggiati dalla tempesta.

Da Via Carducci, comunque, si cerca di fare realpolitik gettando subito acqua sul fuoco asserendo che questa prima ricognizione non costituisce un diritto al risarcimento automatico o un'approvazione immediata di contributi pubblici. Si tratta, in questa fase, ribadisce l'amministrazione, di una «radiografia preliminare del fabbisogno», calcolata al netto di eventuali polizze assicurative private già stipulate dai singoli cittadini.

Ora la palla passa all'Aquila. Spetterà dunque alla giunta regionale decretare lo stato di emergenza.

Il sindacalista di Fim Cisl, Marco Boccanera, chiarisce che «i danni più gravi si sono registrati durante il turno del pomeriggio, solo in quell'area (Villa Zaccheo, che però fa riferimento al Comune di Castellalto, ndr) sono state distrutte 150 autovetture dei dipendenti, letteralmente mitragliate dalla grandine.

Occorre l'immediato riconoscimento dello stato di calamità, ma serve anche che Confindustria e i datori di lavoro si mettano una mano sulla coscienza».

Del resto, Boccanera da tempo fa presente che nella zona industriale non esistono parcheggi coperti o protetti, nonostante l'area ospiti oltre 4mila addetti: «In Val di Sangro, ad esempio, le aziende e il territorio garantiscono i servizi di bus navetta per i dipendenti. Qui da noi non c'è nulla, il trasporto pubblico adeguato è inesistente».

Oltre al danno economico, per i dipendenti delle fabbriche è scattata una vera e propria odissea quotidiana: «Trovare i pezzi di ricambio è diventato quasi impossibile. I carrozzieri di tutta la provincia sono completamente full e le liste d'attesa sono lunghissime. Senza l'auto e senza mezzi pubblici alternativi, molti lavoratori stanno riscontrando enormi difficoltà anche solo nel raggiungere il posto di lavoro».

In più, i lavoratori precari sono esclusi dai prestiti per riparare il mezzo: «Per gli interinali e i lavoratori in somministrazione aggiustare l'auto rischia di rimanere un miraggio». Mentre per i lavoratori a tempo indeterminato, prosegue Boccanera, «c'è la possibilità di accedere a tassi agevolati o a prestiti tramite gli enti bilaterali. Ma per farlo serve un contratto che superi una determinata durata. La realtà della nostra zona industriale è che a moltissimi giovani continuano a fare contratti di una sola settimana alla volta e non possono accedere a nulla. Pure chi ha contratti di somministrazione a termine si vede rifiutare i mutui o i piccoli prestiti. Sono bloccati, senza soldi e senza un mezzo per andare a lavorare. Occorre un intervento straordinario di sostegno» chiude il sindacalista.

domenica 23 agosto 2026

La truffa della bottiglietta nella ruota: la nuova tecnica dei ladri per rubare le auto. Cosa è e come funziona

Supermercati, centri commerciali, ospedali e grandi parcheggi sono i posti più colpiti


Una bottiglietta di plastica incastrata tra la ruota e il passaruota è la nuova esca per distrarre gli automobilisti e permettere ai ladri di entrare in azione. È la cosiddetta truffa della bottiglietta. Il meccanismo è semplice: la bottiglia viene posizionata in modo da non essere immediatamente visibile dal posto di guida. Quando l’automobilista mette in moto e parte, la ruota la schiaccia producendo un rumore improvviso. Convinto che si tratti di un guasto o di un problema alla macchina, il conducente scende per controllare. Ed è proprio in quel momento che può entrare in azione un complice.

Come funziona la trappola
I ladri individuano un’auto parcheggiata e inseriscono una bottiglietta di plastica, spesso sul lato passeggero, tra la ruota e il passaruota. L’automobilista sale in macchina senza accorgersi di nulla e, una volta partito, sente uno scricchiolio o un forte rumore provenire dalla zona della ruota. La reazione più comune è fermarsi e scendere per verificare cosa sia successo. Se si lasciano le portiere aperte, le chiavi inserite o borse e oggetti di valore nell’abitacolo, il ladro può approfittarne per rubare rapidamente oppure, nei casi più gravi, salire in macchina e allontanarsi con il veicolo.

I parcheggi più a rischio
La tecnica può essere utilizzata soprattutto in luoghi molto frequentati, come supermercati, centri commerciali, ospedali e grandi parcheggi. Proprio la presenza di molte persone può favorire i malviventi, che possono confondersi facilmente tra gli altri automobilisti.

La trappola punta infatti sulla distrazione: buste della spesa, bambini, telefonate o la semplice fretta possono rendere più difficile prestare attenzione a ciò che accade intorno all’auto.

Come difendersi
Bastano alcuni accorgimenti per ridurre il rischio. Prima di salire in macchina è utile controllare rapidamente le ruote, soprattutto dal lato passeggero, e verificare che non ci siano oggetti insoliti. Se durante la partenza si sente un rumore sospetto, è meglio non scendere immediatamente dall’auto nel punto in cui ci si trova. Quando possibile, si può procedere lentamente fino a una zona più illuminata e frequentata. Nel frattempo è consigliabile tenere portiere e finestrini chiusi. Se invece è necessario fermarsi subito, prima di scendere bisogna spegnere il motore, prendere le chiavi e chiudere l'auto. In presenza di persone sospette o se si avverte una situazione di pericolo, è preferibile rimanere all’interno del veicolo e chiedere aiuto.

Il rapper Tony Boy è stato arrestato a Milano perché aveva in casa varie droghe e un’arma clandestina

Tony Boy in concerto a Milano il 12 settembre 2025 (Nicolas Miglioresi/LaPresse)

Antonio Hueber, noto rapper di 26 anni conosciuto con il nome d’arte Tony Boy, è stato arrestato a Milano con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e di armi clandestine. È stato poi portato nel carcere di San Vittore.

La polizia aveva perquisito il suo appartamento dopo averlo fermato in strada per un controllo: dentro ha trovato alcuni grammi di cocaina, hashish e marijuana, oltre a una pistola calibro 6.35 con matricola abrasa (caratteristica che impedisce di risalire al proprietario o al produttore e quindi rende l’arma illegale), un caricatore e cartucce di vario calibro.

Hueber è stato anche denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e trattamento illecito dei dati perché durante la perquisizione si è ripreso facendo una diretta sui social, nella quale si sentivano le voci dei poliziotti. Il rapper aveva in programma alcuni concerti per il suo tour estivo, che si sarebbero dovuti tenere nelle prossime settimane a Palermo, Empoli, Roma e Bari.

Fonte: Ilpost.it