domenica 8 novembre 2026

Alanis Morissette: «Sono pansessuale, mi attrae tutto». Il racconto della cantante di "Ironic" e cosa significa

La cantautrice 52enne Alanis Morissette ha rivelato di definirsi pansessuale – un orientamento sessuale che comporta attrazione verso un’altra persona a prescindere dalla sua identità di genere o dal suo sesso – durante la puntata del podcast "Handsome" del 3 novembre.


Il racconto
Morissette ha fatto questa confidenza verso la fine dell’episodio, dopo che Fortune Feimster le ha chiesto, in tono scherzoso, se le delusioni amorose causate dagli uomini – che l’artista di *Jagged Little Pill* ha vissuto in passato – le abbiano mai fatto venire voglia di “diventare lesbica”. Mi dispiace per gli uomini che ti hanno fatto soffrire, ma non mi dispiace per le canzoni che ne sono nate; sono davvero fantastiche», ha detto Feimster – che conduce il podcast insieme a Tig Notaro e Mae Martin – rivolgendosi a Morissette, per poi aggiungere scherzosamente: «Ti è mai capitato, a un certo punto, di voler diventare lesbica?».

La cantante di “You Oughta Know” ha innanzitutto accolto con piacere le parole di stima di Feimster – “È molto gentile da parte tua” – per poi rispondere alla domanda della co-conduttrice: «Sono pansessuale, quindi sì». «Mi va bene tutto», ha aggiunto in seguito Morissette, al che Feimster, 46 anni, ha replicato: “Fantastico!”.

La conversazione sulla sessualità della musicista è proseguita ancora per un po’, quando la co-conduttrice Notaro, 55 anni, ha chiesto: «Aspetta, non sarai mica davvero pansessuale, vero?»

Morissette ha risposto: «Lo sono». Notaro ha poi scherzato dicendo che l’interprete di *Ironic* avrebbe dovuto esordire nel podcast rivelando subito il suo orientamento sessuale. «Com’è possibile che non lo sapessi? Tu lo sapevi?», ha chiesto Notaro rivolgendosi a Feimster. «Quando vieni ospite nel podcast *Handsome*, dovresti iniziare dicendo: “Sono pansessuale”». «Sai, preferisco lasciarlo per l’epilogo», ha ribattuto Morissette con una battuta. «Mi piace confondere le idee alle persone proprio mentre sto per andare via. Crea confusione?».

Il prefisso “pan-” significa “tutto”. Pertanto, il termine “pansessuale” si riferisce a persone che provano attrazione romantica, emotiva e/o sessuale verso chiunque, a prescindere dalla loro identità di genere. Spesso la pansessualità viene confusa con la bisessualità: sebbene i due termini possano sovrapporsi, non sono intercambiabili. La bisessualità riguarda le persone attratte da più di un genere, ma non necessariamente da tutti i generi; tuttavia, secondo Sarah Kate Ellis, CEO dell’organizzazione per i diritti LGBTQ GLAAD, la pansessualità rientra nell’“ambito della bisessualità”. Morissette, sposata dal 2010 con Mario “Souleye” Treadway, ha già parlato apertamente della propria sessualità in altre interviste nel corso degli anni.

Clown di IT comparso in mezzo alla strada

Clown di IT comparso in mezzo alla strada. Diverse chiamate al 112: verifiche da parte dei carabinieri


Una visione inquietante ieri, 2 novembre, alle 22.30 a Tarzo (Treviso), in via Trevisani del Mondo, di fronte alla scuola primaria. Una donna si trovava in auto quando ha riferito che, davanti a lei, è apparsa la sagoma di un clown killer, simile a quello del film IT. Ha però postato su facebook l'immagine, che andrà verificata: potrebbe essere stata generata artificialmente. Un giallo che i carabinieri, chiamati da vari cittadini, stanno cercando di chiarire anche con la videosorveglianza. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Tarzo, Gianangelo Bof, che attende di visionare le registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti. «Stiamo verificando con i carabinieri - scrive sui social Bof - la sussistenza dei fatti, per scongiurare il fatto che si configuri il reato di procurato allarme».

Spaventata, la donna avrebbe fotografato ciò che aveva davanti e chiamato il 112. «Il "clown", capendo che di lì a poco sarebbero arrivate le forze dell'ordine, è scappato» riferisce. I carabinieri sono intervenuti ma del pagliaccio inquietante nessuna traccia. In altre chiamate si parlava di due clown, anziché uno solo. Sono in corso accertamenti anche sulle fotografie che ritraggono la sagoma: non si può escludere che sia stata creata con l'intelligenza artificiale.

Se la segnalazione venisse confermata, l'ipotesi è che l'inquietante scherzo prenda spunto da un trend dei social network: negli Stati Uniti esistono infatti molti canali che propongono diverse scary challenge, le sfide della paura.

Anche in Italia c'è un profilo molto attivo su questo genere di scatch, ma sembra improbabile che abbia scelto proprio Tarzo un lunedì sera per riproporlo. 

Fonte: Ilmessaggero.it

sabato 7 novembre 2026

Laura Procacci morta in Bosnia, dal sogno in magistratura alla Croce Rossa. “Una vita per gli altri”

Era all’ultimo anno di Medicina alla Sapienza di Roma e nel frattempo aveva giurato fedeltà alla Repubblica diventando la prima donna sottufficiale del Corpo militare volontario: è una delle quattro vittime dell’incidente in elicottero a Gorice


Laura Procacci in partenza per una missione

Montegrosso è un borgo rurale a diciotto chilometri da Andria, con una sola chiesa. Il parroco, don Peppino Ruotolo, conosce la famiglia Procacci da molti anni. L’ultimo messaggio che si è scambiato con Laura è del 19 ottobre, giorno di santa Laura: lei gli ha risposto, "come faceva sempre", con un grande abbraccio. Dieci giorni dopo, giovedì 29 ottobre, è morta a Gorice, vicino a Brčko, nello schianto del Chinook CH-47 dell’Esercito impegnato nell’operazione europea Eufor Althea. Aveva 32 anni.

Laura Procacci era nata ad Andria, la prima di tre figlie. La famiglia vive a Montegrosso da una quarantina d’anni: don Ruotolo la conosce dal 1992, anno del matrimonio dei genitori. Il padre di Laura, Giuseppe, è originario di Bari e lavora come stagionale nella ristorazione; la madre, Maddalena, è casalinga. Il parroco non si dilunga sui dettagli privati: dice che "Laura voleva servire il Paese" e che vorrebbe ricordarla “per la sua generosità, per il suo sorriso”. Le era stato vicino anche in alcune vicende di salute che lei aveva superato.

A 18 anni, nel 2012, era arrivata alle finali nazionali di Miss Italia per la Puglia, mentre frequentava l’ultimo anno del liceo classico. La pagina di Miss Italia Puglia la ricorda come “una studentessa modello” e “una eccellente professionista dall’animo gentile e altruista”. Fu una parentesi, non il centro delle sue aspirazioni: in quegli anni raccontava di sognare la magistratura, per contribuire alla lotta alla mafia. La strada è stata un’altra, ma la spinta a mettersi al servizio degli altri è rimasta.

Dal 2019 al 2022 è stata volontaria alla Misericordia di Canosa, impegno per il quale era stata anche premiata. Chi l’ha conosciuta lì ricorda che, prima della divisa della Croce Rossa, aveva indossato quella della Misericordia. Poi il trasferimento a Roma, dove era arrivata all’ultimo anno di Medicina e chirurgia alla Sapienza. Dal maggio 2025 era arruolata nel Corpo militare volontario della Croce Rossa, al IX Centro di mobilitazione di Roma, con una preparazione sul paziente critico e sulla traumatologia. Il 28 marzo aveva giurato fedeltà alla Repubblica, la prima donna sottufficiale del Corpo.

In Bosnia era al suo primo incarico internazionale, nel team di evacuazione medica. A bordo c’erano quindici persone: quattro sono morte, undici sono ferite, nessuna in pericolo di vita. Con lei hanno perso la vita il tenente Franco Adriano Zecchillo, 65 anni, anche lui volontario della Croce Rossa, e i sergenti dell’Aviazione dell’esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, in servizio a Viterbo. Le cause dell’incidente sono ancora da accertare. La Procura militare di Roma, con il procuratore Marco De Paolis, ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza al momento ipotesi di reato.

Per Montegrosso non è la prima volta. Il 12 novembre 1999 un’altra donna del borgo, Raffaella Liuzzi, morì in Kosovo in un incidente aereo durante una missione umanitaria.

Mancini guida la rinascita della Nazionale: punti sui giovani senza mezze misure

Il futuro? Meglio assecondarlo, come fece Bernardini dopo il flop al Mondiale 1974. Cambiò, stravolse, coi giovani. E nel 1982 arrivò il capolavoro spagnolo. Il nuovo ct azzurro sa riconoscere il talento: abbia coraggio perché finora le mezze misure hanno portato solo sconfitte


Il futuro, alla fine, se non gli apri la porta la sfonda. Quindi molto meglio assecondarlo. La Nazionale dopo l’ennesima catastrofe mondiale ha cominciato una faticosa ricostruzione con qualche segnale positivo mostrato nella parentesi azzurra di ottobre, anche se la strada è lunga assai. Mancini è stato sempre un tecnico coraggioso e intuitivo. Sicuramente sa riconoscere il talento, anche quando i suoi colleghi lo disconoscono. C’è una lunga lista di giocatori a testimoniarlo. Questa propensione dovrà incoraggiarla fino a farla diventare una linea guida del suo secondo mandato, con l’obiettivo di portarci ad un Europeo più dignitoso dell’ultimo, firmato Spalletti. Nessuno gli chiede di ripetere il miracolo di Wembley del 2021, ma qualcosa che somigli ad una confortante rinascita, questo sì.

Da noi la scommessa sui vent’anni non è mai un atto d’amore o una lucida visione programmatica: è un cocktail di sopravvivenza e disperazione. La nostra storia è un eterno, ostinato già visto. Dopo l’imbarazzante esperienza del Mondiale in Germania nel ’74, Fulvio Bernardini spalancò le porte a decine di facce nuove, fregandosene dei giudizi, soprattutto dei pregiudizi. All’epoca sembravano, questi ragazzini convocati a decine, quasi marziani capitati per sbaglio nel salotto diffidente di Coverciano. Invece sarebbero diventati, pochi anni dopo, i muri maestri della spettacolare cattedrale di Spagna 82, un capolavoro inatteso. L’Italia calcistica, in fondo, si rigenera e rinasce solo quando non può fare altrimenti.

Ecco perché oggi liquidare ragazzi come Cisse, Lulli, Pisilli e Koleosho come semplici esperimenti da Nations League sarebbe un delitto. Questi ragazzi non sono la toppa d’emergenza, ma devono diventare il manifesto programmatico della Nazionale che verrà. Ci siamo già detti che non abbiamo fuoriclasse, che non si vedono all’orizzonte Totti, Del Piero, Cannavaro o Buffon, cioè giocatori in grado di reggere il confronto con Yamal, Haaland o Mbappé. Proprio per questo non abbiamo altra strada che quella del gioco, dell’applicazione, perfino della sfrontatezza. Meglio azzardare oggi, che pagare il conto di un’altra colossale delusione domani. D’altronde le mezze misure le abbiamo già sperimentate e hanno portato solo sconfitte. Il coraggio è l’unico prodigio a nostra disposizione.

giovedì 5 novembre 2026

Attenzione ai numeri di telefono: ecco quelli da evitare per non cadere nelle truffe

Alcuni prefissi telefonici, come 02 71, 03 77 o 09 48, sono spesso associati a chiamate fraudolente.


Il telemarketing non richiesto era destinato a diventare un ricordo del passato grazie alla nuova legislazione che richiede il consenso preventivo dei consumatori. Eppure, nonostante questa teoria, il telemarketing resta un problema persistente per gli italiani. In risposta a chiamate fraudolente o effettuate da aziende che aggirano le norme, riprendere il controllo resta possibile: la chiave spesso risiede nei primi numeri che appaiono sullo schermo del telefono.

Attenzione a questi numeri fraudolenti
Se ricevi un chiamata da numeri che iniziano con 02 71, 03 77 o 09 48, è meglio non rispondere. Questi numeri sono probabilmente associati a società che operano in modo scorretto. Questa indicazione è stata emessa dall’Arcep, che dal gennaio 2023 ha legiferato sull’uso di tali numeri. In particolare, i contatti che iniziano con 01 62, 02 70, 03 78, 04 24, 05 68, 05 69, 09 48 e 09 49 sono riservati a call center di grandi aziende, spesso impegnati in contatti ingannevoli relativi a soluzioni energetiche, statuti o problemi assicurativi, senza necessariamente costituire una frode.

Alcuni prefissi come 02 71, 03 77 o 09 48 sono spesso associati a chiamate fraudolente.

Tuttavia, non tutti i numeri che iniziano con 01, 02, 03 e così via sono da considerarsi dannosi. In Francia, ad esempio, i numeri che iniziano con 01 sono riservati all’Île-de-France, 02 al Nord-Ovest e 03 al Nord-Est.

I numeri di telefono 06 e 07, invece, sono principalmente utilizzati per contatti tra privati, sia per comunicare con amici o familiari, sia per professionisti come i fattorini e gli artigiani.

Il telemarketing: la fine di un’epoca grazie al consenso obbligatorio
Un cambiamento decisivo è stato registrato l’11 agosto 2026: l’articolo L. 223-1 del Codice del consumo vieta ora qualsiasi forma di telemarketing commerciale senza il consenso preventivo dell’utente. Sarà ora compito delle aziende dimostrare che il consenso è stato fornito in modo libero, chiaro e inequivocabile (le caselle già spuntate non sono più valide).

Rimangono comunque alcune eccezioni, che consentono le chiamate relative a contratti già in essere con un’impresa, vendite di abbonamenti a riviste o richieste senza scopo commerciale (come quelle delle associazioni benefiche).

Tuttavia, poiché questa riforma non ferma i truffatori e i call center situati all’estero, le soluzioni di blocco mantengono tutta la loro utilità.

Esistono anche applicazioni specializzate nel filtraggio delle chiamate spam, come Truecaller, la soluzione open source Saracroche o Vigiphone. Inoltre, i dispositivi Apple e Android offrono già nativamente impostazioni di filtraggio efficaci.

Questo articolo, originariamente pubblicato a febbraio, è stato aggiornato per riflettere le recenti evoluzioni legislative e l’aumento del telemarketing, che continua a rappresentare un problema.

«Ecco i 4 lavori che resisteranno all'Intelligenza artificiale». Le previsioni di Bill Gates e il piano di Microsoft

Il fondatore di Microsoft individua quattro settori chiave in cui il fattore umano rimarrà insostituibile nonostante il progresso dell'IA


Il rapido avanzamento dell'intelligenza artificiale (IA) si appresta a ridisegnare i confini del mercato del lavoro, ma il ruolo dell'uomo rimarrà centrale in ambiti specifici. A tracciare la mappa delle competenze del futuro è Bill Gates, cofondatore di Microsoft, che ha individuato quattro settori in cui la componente umana manterrà una rilevanza strategica: programmazione, biologia, energia e sport professionistico.

Le previsioni
Secondo l'analisi di Gates, l'evoluzione tecnologica consentirà l'automazione di un numero crescente di mansioni. Tuttavia, la transizione non comporterà una totale sostituzione dei lavoratori. Ospite del programma televisivo statunitense The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, Gates ha utilizzato lo sport come esempio emblematico di un'attività intrinsecamente legata all'intrattenimento umano, dichiarando che il pubblico non vorrebbe mai vedere dei computer giocare a baseball al posto delle persone. Nelle altre tre aree tecniche e scientifiche menzionate, la tecnologia agirà principalmente come un acceleratore, senza escludere il professionista.

Nel campo della programmazione, l'IA supporterà la scrittura di codice e lo sviluppo di sistemi, ma la supervisione strategica e la risoluzione di problemi complessi richiederanno ancora la competenza umana. Allo stesso modo, nella biologia e nel settore dell'energia, la ricerca scientifica fondamentale, l'innovazione di frontiera e i processi decisionali di lungo termine continueranno a necessitare dell'intuito e della responsabilità dell'uomo.

Microsoft
Questo scenario non implica un'immunità totale dall'automazione. Gates ha infatti precisato che l'efficienza dei sistemi automatizzati ridurrà la necessità di manodopera in settori tradizionali come la produzione manifatturiera, la logistica e l'agricoltura. Di conseguenza, spetterà alla società civile e alla politica stabilire quali attività preservare per le persone, indipendentemente dalle capacità di esecuzione delle macchine.

L'attenzione sul tema è alimentata anche dalle recenti dinamiche occupazionali dei colossi tecnologici. Come riportato da Business Insider, Microsoft starebbe valutando l'avvio di un piano di prepensionamento volontario destinato a circa 60mila dipendenti in vari Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Regno Unito e India, offrendo incentivi economici e percorsi di ricollocamento. Sebbene tali programmi aziendali rientrino in normali dinamiche di riorganizzazione e non dimostrino un nesso causale diretto con la sostituzione tecnologica, essi contribuiscono a intensificare il dibattito pubblico.