venerdì 1 maggio 2026

Charlize Theron: «Ho fatto sesso con un 26enne ed è stato incredibile»

L’attrice continua a parlare apertamente del suo nuovo approccio alla sessualità, più libera rispetto al passato, spronando molte donne a non farsi limitare dall’età e dai tabù


La vita comincia a 40 anni. Lo si diceva un tempo ma è ora di aggiornarsi. La vita è un tripudio di emozioni e scoperte sempre ma se proprio vogliamo dare un’età al momento della vera riappropriazione di sé, per le donne si tratta dei 50 anni.

A dimostrarlo tante celebrità più in forma che mai - fuori ma soprattutto dentro - una volta arrivate a questo traguardo anagrafico. L’ultima ad entrare a far parte del club è Charlize Theron, che ha soffiato su 50 candeline il 7 agosto 2025 e che negli ultimi mesi ha rilasciato diverse interviste in merito al suo sentirsi assolutamente raggiante sotto ogni aspetto.

Uno dei quali quello sessuale. Dopo anni focalizzati principalmente alla crescita delle figlie Jackson e August, l’attrice sudafricana avrebbe infatti scoperto un nuovo e più libero modo di vivere il sesso.

In un’intervista rilasciata ad Alex Cooper nel podcast Call Her Daddy, Theron ha raccontato di aver recentemente avuto un rapporto sessuale con un ragazzo di 26 anni. Un’esperienza definita «incredibile», che non aveva mai fatto prima e che le ha aperto gli occhi sulla bellezza dei rapporti per così direone shot”.

«Probabilmente, ho avuto solo tre incontri occasionali in tutta la mia vita. Avrei dovuto farlo di più a vent'anni», ha detto ridendo ma non troppo, consapevole che la notorietà giunta da giovanissima e il fatto di aver sempre avuto relazioni serie e lunghe (tra le quali quelli con Stuart Townsend e Sean Penn) le abbiano tolto un po’ di spensieratezza.

E poi sono arrivate le figlie: Jackson adottata nel 2012, e August adottata nel 2015, che l’attrice ha cresciuto come madre single, una condizione che l’ha allontanata per un po’ dal dating. «Quale madre single ha tempo per appuntamenti? Radersi, farsi la ceretta e truccarsi? Il mio pensiero era: ho due bambini da portare a scuola».

Niente è perduto però, perché come detto la vita inizia a 50 anni quando si è più consapevoli dei propri desideri sotto le lenzuola, di cosa piace oppure no e si riesce finalmente a far cadere tabù e inibizioni per andare davvero incontro ai propri desideri e sperimentare cose che, per diverse ragioni, fino a quel momento ci si era precluse. Un approccio che sta portando Charlize Theron a vivere il sesso «come mai fatto quando avevo 20, 30 anni».

Con qualche intoppo certo, come le esperienze disastrose con le app di incontri che, a detta della star, pullulerebbero di uomini «fissati con il fitness o direttori creativi di niente», ma sempre con la consapevolezza che esista ancora un mondo, anche hot, tutto da scoprire.

Un messaggio per le donne di tutto il globo, che spesso una volta arrivate alla boa dei 50 anni, anche a causa degli sbalzi ormonali della menopausa e di tutti gli effetti collaterali che questo passaggio comporta, vedono calare l’autostima e il desiderio sessuale. Eventi normalissimi che dovrebbero essere abbracciati senza sensi di colpa ma che, se si vuole, si possono superare riappropriandosi di sé e di una identità che passa anche dalla libertà - e dal divertimento - sessuale.

Charlize Theron: «Non credo che potrei mai più vivere con qualcuno. Vorrei una relazione, ma che lui prendesse casa nella strada accanto»

L’attrice premio Oscar ha raccontato che, anche se le sue due figlie sarebbero felici se frequentasse qualcuno, il suo approccio alle relazioni è cambiato profondamente negli anni


Cinquant’anni, Charlize Theron ha le idee molto chiare su ciò che desidera e su ciò che invece non fa più per lei, soprattutto riguardo all’amore. Ospite del The Drew Barrymore Show, l’attrice sudafricana naturalizzata statunitense, indimenticabile nella sua interpretazione della serial killer condannata a morte Aileen Wuornos in Monster, che le valse l’Oscar nel 2004, poi nella tosta Furiosa di Mad Max: Fury Road, ha raccontato di come, negli anni, il suo approccio alle relazioni sia cambiato profondamente.

Le sue figlie adottiveJackson (13 anni), transgender, August (10), sarebbero felici se lei frequentasse qualcuno. «Le mie figlie sono arrivate a un’età in cui si divertono se io esco con qualcuno, perché vogliono essere coinvolte», ha raccontato. «È buffo, perché temevo che si sentissero minacciate da questa cosa, e invece ora mi dicono: “Mamma, ti ha scritto? Vai all’appuntamento, mamma».

Ma, per lei, l’idea di una convivenza classica è fuori discussione. «Lo dico sul serio, la gente pensa che io scherzi, ma non credo che potrei mai più vivere con qualcuno», ha spiegato. «Mi piacerebbe che fosse vicino, magari comprasse la casa nella strada accanto, ma non so se riuscirei a condividere di nuovo tutto». Ma non è detto che la sua posizione non possa cambiare nel tempo. «Forse è perché ho ancora le mie figlie in casa, e magari le cose cambieranno quando resterò sola», ha detto. «Ma in questo momento sto cercando qualcosa di molto specifico».

Qualche mese faCharlize Theron aveva raccontato di avere mollato la dating app Raya (usata a quanto pare da vip come Andrew GarfieldNikki Glaser e, in passatoGwyneth Paltrow), durante l’episodio di Watch what happens live with Andy Cohen. «Mi ha iscritto un amico e sono andata a due appuntamenti, ma ogni settimana c’è uno che si autoproclama CEO del nulla o mette un’immagine del festival Burning Man. O sono fissati con il fitness o sono direttori creativi di niente».

Anche Drew Barrymore ha confermato: «Anch’io amo mettere i miei figli al primo posto e non mi è mai sembrata la scelta sbagliata». E Charlize Theron: «È impossibile fare altrimenti. I figli vengono prima. Sempre».

Negli anni l’attrice ha raccontato spesso il percorso che l’ha portata a costruire la sua famiglia attraverso l’adozione. Jackson è arrivata nel 2012, mentre August nel 2015. In una precedente intervista aveva spiegato: «Anche quando ero in coppia, sono sempre stata chiara con i miei partnerla mia famiglia un giorno sarebbe nata attraverso l’adozione. Non è mai stata una seconda scelta. È sempre stata la prima».

La Villa delle Rose inaugura la sua 32esima stagione con i top dj Bender e Mojave Grey e Patrick Topping

Due giorni di grande musica insieme a Nicola Zucchi, Ciuffo e Tanja Monies e Bartolomeo e Mappa per una discoteca che ha fatto la storia del divertimento notturno

La Villa delle Rose

La Villa delle Rose di Misano Adriatico non è semplicemente una consuetudine: è un simbolo di appartenenza, un vero e proprio status. Venerdì 15 e sabato 16 maggio 2026 il locale romagnolo inaugura la sua 32ª stagione estiva consecutiva, confermandosi come uno dei punti di riferimento assoluti del clubbing italiano. Un ritorno atteso, capace ogni anno di rinnovare un rituale condiviso fatto di stile, raffinatezza e piacere dello stare insieme.

Sofisticata ma mai troppo formale, esclusiva senza risultare distaccata, la Villa delle Rose incarna da oltre trent’anni l’idea di un luogo in cui incontrarsi, vivere la serata e prolungarla tra cena e dopocena. Fin dagli anni Novanta, il locale ha saputo trasformarsi con naturalezza, adattandosi ai cambiamenti senza mai smarrire la propria identità. Questo equilibrio tra innovazione e coerenza ha permesso di fidelizzare un pubblico sempre più internazionale, rendendo la Villa un crocevia cosmopolita e un motore importante per l’attrattività turistica della Riviera Romagnola. Più che una semplice discoteca, la Villa delle Rose è diventata negli anni un brand riconoscibile, capace di coniugare moda, eventi e socialità d’élite. Essere presenti significa far parte di un contesto selezionato, vivere un’esperienza che va oltre la serata stessa. Il locale offre infatti molteplici ambienti e servizi: dall’Asian Lounge Restaurant, punto di riferimento per una cena ricercata, ai cocktail bar curati nei minimi dettagli, fino a spazi progettati per garantire comfort e qualità. A tutto questo si aggiunge una proposta musicale sempre aggiornata, spesso anticipatrice delle tendenze, grazie alla presenza di dj di fama internazionale, performance scenografiche e un costante investimento in design, tecnologia sonora e visual experience.

L’estate 2026 si apre con due serate inaugurali di grande prestigio. Venerdì 15 maggio vedrà alternarsi in console Bender e Mojave Grey – già protagonisti di festival iconici come Coachella e Burning Man – insieme a Nicola Zucchi, Ciuffo e Tanja Monies. Sabato 16 sarà invece la volta di Patrick Topping, atteso protagonista nei principali club di Ibiza, affiancato da Bartolomeo e Mappa.

Il calendario estivo si svilupperà all’insegna di un rinnovamento che non rinnega la tradizione: torneranno infatti format consolidati e molto apprezzati come AMA (Art Meet Art), Clorophilla, Vita e VidaLoca, capaci di interpretare diverse sfumature dell’intrattenimento notturno. Numerosi anche gli ospiti di fama internazionale che animeranno la stagione, tra cui BLOND:ISH, Bob Sinclar, James Hype, Jamie Jones, Meduza, Satori, Seth Troxler e Steve Aoki, a testimonianza di una proposta artistica di altissimo livello. La Villa delle Rose non è soltanto un luogo: è un’esperienza da vivere, un punto di incontro tra musica, estetica e relazioni, un club dove si va a prescindere. Non è un’abitudine, ma un segno distintivo.

Alberto Davoli, voce storica di R101 e Radio Monte Carlo: aveva 60 anni. L’ultima diretta a Pasquetta, il ritorno in onda a gennaio dopo la malattia

Il conduttore radiofonico di Gavirate si è spento il 30 aprile 2026. Oltre quarant’anni di radio italiana, dalle emittenti locali della provincia di Varese a ReteOtto, da Circuito Marconi a R101, fino al programma Happy Together con Isabella Eleodori su Radio Monte Carlo. A gennaio era tornato in onda dopo cinque settimane di assenza per problemi di salute: il collegamento da casa aveva commosso colleghi e ascoltatori. Dopo Gilberto Gattei, scomparso lunedì scorso, un altro pezzo di storia della radio italiana se ne va


Alberto Davoli
 è morto giovedì 30 aprile 2026. Aveva 60 anni (ne avrebbe compiuti 61 il 26 giugno). Nato a Gavirate, in provincia di Varese, era una delle voci più riconoscibili della radio italiana, cresciuta nelle emittenti private degli anni Ottanta e arrivata alle reti nazionali senza mai perdere quel tratto inconfondibile: professionalità, misura, ironia, conoscenza musicale profonda e una erre “un tantino francese” che non aveva mai voluto correggere, come raccontava lui stesso con autoironia. La notizia della sua scomparsa è stata data dal collega e amico Max Venegoni: “Alberto Davoli, compagno con Isabella Eleodori delle nostre giornate su Radio Monte Carlo, è tornato al Padre. Sarai sempre nel mio cuore”.

Una carriera lunga quarant’anni: da Radio Venere 80 a Radio Monte Carlo
La storia di Alberto Davoli nella radio comincia nel 1982, a soli 17 anni, con Radio Venere 80 di Varese. Sono gli anni in cui la radio privata italiana esplode, le frequenze FM si moltiplicano e un ragazzo con la passione per la musica può entrare in studio e non uscirne più. Dopo diverse esperienze in emittenti locali della provincia varesina, nel 1988 Davoli approda a ReteOtto Network, considerata la prima syndication italiana a trasmettere via satellite. Non è più radio locale: è una rete che copre dalla Liguria alla Venezia Giulia, dal Trentino alla Sicilia. Qui Davoli non è solo voce in onda ma diventa anche coordinatore artistico, sotto la guida di Gabriele Punzo.

Nel 1996 il passaggio a Circuito Marconi (oggi Radio Marconi), talk-radio e syndication con sede a Milano. È una fase diversa: dai microfoni dell’emittente realizza programmi di approfondimento con figure del mondo della politica e della cultura, tra cui Guglielmo ZucconiMariapia Garavagliadon Antonio Mazzi e Gianni Locatelli. La radio non è solo musica, e Davoli lo capisce prima di molti: il suo stile si allarga al dialogo, all’attualità, al confronto con gli ascoltatori. Tono misurato, mai sopra le righe, mai sopra il microfono.

R101: quindici anni di radio nazionale
Nel 2005 arriva la chiamata di R101, emittente nazionale allora del gruppo Mondadori e poi confluita nel polo RadioMediaset. Per Alberto è il salto definitivo: la radio nazionale, il pubblico che si conta in centinaia di migliaia, i tour estivi con artisti del calibro di Edoardo Bennato, Patty Pravo, Giusy Ferreri, Sabrina Salerno. Dal 2007 al 2010 condivide il microfono con Dario Desi nel programma serale Gli Stereotìpi. Poi le conduzioni con Chiara Lorenzutti, le dirette dai tour estivi Spiaggia 101, la voce ufficiale della Coppa del Mondo di sci carving nel 2011.

Su R101 Davoli resta per circa quindici anni, un terzo della sua vita professionale come scriveva lui stesso. Sono gli anni in cui la radio nazionale si industrializza, i format si standardizzano, le playlist diventano algoritmiche. Ma Alberto mantiene il suo stile: parlare poco, parlare bene, far parlare la musica. Come recitava la sua bio ufficiale su Radio Monte Carlo: “L’importante non è ridere su tutto ma ridere nonostante tutto”.

Radio Monte Carlo e Happy Together: l’ultima casa
L’approdo a Radio Monte Carlo segna l’ultimo capitolo della carriera di Davoli. Dal giugno 2019 conduce Happy Together insieme a Isabella Eleodori, compagna storica di microfono. Il programma va in onda nel primo pomeriggio, dalle 14 alle 16: un orario che sembra cucito su misura per lo stile di Alberto, fatto di musica selezionata, conversazione leggera e un rapporto diretto con gli ascoltatori che in poche settimane diventa un appuntamento fisso per il pubblico dell’emittente.

Con Radio Monte Carlo, Davoli è anche inviato a Umbria Jazz, manifestazione di cui l’emittente è radio ufficiale. Dirette, interviste agli artisti, contenuti speciali: un ruolo coerente con tutta la sua storia radiofonica, legata da sempre alla musica dal vivo e al racconto degli artisti. Per il Giornale del Ticino, che lo ricorda oggi, Alberto era “ben più che un deejay, ben più che un radiofonico”: un professionista della vecchia scuola che declinava conoscenze e competenze musicali “senza affettazione”.

Il ritorno in onda a gennaio e l’ultima diretta a Pasquetta
Nel dicembre 2025 Alberto si era allontanato dai microfoni per problemi di salute. Per cinque settimane Happy Together era andato in onda con la sola voce di Isabella Eleodori, mentre il pubblico chiedeva ogni giorno notizie del conduttore. Il 23 gennaio 2026 la sorpresa: Davoli si era collegato da casa in apertura di programma, con la collaborazione del direttore Stefano Bragatto e della regista Giulio Corbelli. Un momento di forte impatto emotivo, accolto con commozione da colleghi e ascoltatori.

Da lunedì 26 gennaio era tornato alla conduzione regolare, insieme a Isabella, con la formula di sempre. L’ultima diretta è stata il giorno di Pasquetta 2026, il 21 aprile. Nove giorni dopo, la notizia della sua morte. Il Giornale del Ticino lo descrive come “un po’ segnato, ma sempre con spirito combattivo” nel suo ritorno in onda. Quello spirito lo ha accompagnato fino all’ultimo giorno al microfono.

Dopo Gilberto Gattei, un altro pezzo di radio italiana se ne va
La morte di Alberto Davoli arriva a pochi giorni dalla scomparsa di Gilberto Gattei, storico speaker radiofonico, mancato lunedì 28 aprile. Come ha scritto il giornalista Massimo Emanuelli: “Purtroppo ci stanno lasciando quasi tutti i pionieri”. Una generazione di professionisti cresciuti nella radio libera degli anni Settanta e Ottanta, che ha attraversato la rivoluzione delle syndication, l’era delle reti nazionali e l’arrivo dello streaming senza mai perdere la passione per il microfono e per quel rapporto unico, intimo e insostituibile tra la voce e l’ascoltatore.

Con Alberto Davoli se ne va una voce che ha attraversato oltre quarant’anni di radio italiana, dalle frequenze FM di provincia alle reti nazionali, mantenendo sempre lo stesso tratto: professionalità senza ostentazione, ironia senza cinismo, musica senza compromessi. Lascia un vuoto nel pomeriggio di Radio Monte Carlo e nel cuore di tutti quelli che ogni giorno accendevano la radio e trovavano la sua voce ad aspettarli. Happy Together non sarà più la stessa cosa.

giovedì 30 aprile 2026

Italia ai Mondiali? Iran esclusa dal Congresso Fifa di Vancouver: presidente respinto in Canada. Possibile svolta sul ripescaggio azzurro

Questo nuovo divieto continua ad accrescere l'incertezza sulla possibile partecipazione (o esclusione) dell'Iran dalla prossima Coppa del Mondo.


L’Iran è esclusa dal Congresso Fifa di Vancouver.
 I dirigenti del calcio iraniano, compreso il presidente federale Taj, non parteciperanno al 76esimo Congresso Fifa di giovedì 30 aprile a Vancouver (Canada) e utile a trattare le ultime questioni in vista dei Mondiali 2026. I massimi dirigenti sportivi iraniani sono stati esclusi su segnalazione degli agenti di sicurezza canadesi che hanno bloccato la delegazione presso l'aeroporto di Toronto. Questo nuovo divieto continua ad accrescere l'incertezza sulla possibile partecipazione (o esclusione) dell'Iran dalla prossima Coppa del Mondo.

L'importanza del Congresso Fifa
Come riportato da Al Jazeera, che a sua volta cita l'agenzia di stampa Tasmini dirigenti calcistici iraniani non parteciperanno a una riunione della Fifa in Canada a seguito di quello che hanno definito un «comportamento inappropriato» da parte dei funzionari dell'immigrazione all'aeroporto di Toronto. Il presidente federale iraniano, che per l'occasione aveva ottenuto un visto provvisorio utile a entrare in Canada, ha già fatto ritorno a casa accompagnato dagli altri dirigenti della delegazioneIl Congresso Fifa di Vancouver, che come ordine del giorno ha questioni relative all'organizzazione della Coppa del Mondo, è uno snodo cruciale per quanto riguarda la discussione (e auspicata soluzione) della delicata questione iraniana. Se i primi interessati, ossia i dirigenti iraniani in rappresentanza della Nazionalevengono esclusi da questo meeting può voler dire che la questione Iran è ancora lontana da una soluzione. Adesso la partecipazione della formazione asiatica potrebbe essere appesa a un filo. Al momento nulla è ancora deciso con il meeting canadese che affronterà la questione cercando di stabilire misure adatte al regolare svolgimento della massima competizione mondialeL'esclusione potrebbe concludersi come un semplice caso diplomatico o allargarsi fino alla non partecipazione ai Mondiali.

La posizione dell'Italia
Altri segnali negativi erano arrivati anche negli scorsi giorni con l'Iran che al momento, per motivi politici, si è trovata costretta ad annullare le amichevoli pre Mondiali a causa della rinuncia di Angola e Macedonia del Nord.

L'Italia si è sempre chiamata fuori. Gli azzurri non hanno ottenuto la qualificazione e, come ripetuto dal ministro dello Sport Abodi e dal presidente del Coni Buonfiglio, non intendono partecipare ma sempre più addetti ai lavori negli Usa stanno spingendo per l'Italia al posto dell'Iran. Lo ha fatto in prima persona Paolo Zampolli, inviato del presidente Donald Trump e lo ha fatto, a suo modola città di Seattle, sede di una delle partite dell'Iran, che ha scelto di accogliere la Nazionale italiana sostituendola a quella iranianaTutto resta in mano alla Fifa che, entro e non oltre il prossimo 11 maggio, dovrà sciogliere le riserve. La partita rimane aperta e delicata. Il Congresso analizzerà tutte le variabili e, già dalle prossime ore, sono attese possibili svolte.

mercoledì 29 aprile 2026

Come disattivare Meta AI su WhatsApp e perché farlo: ecco la guida

Introduzione a Meta AI su WhatsApp
Con l'avvento dell'intelligenza artificialemolte piattaforme di messaggistica hanno integrato assistenti virtuali per migliorare l'esperienza dell'utenteMeta AI su WhatsApp è un esempio di tale sviluppoprogettato per fornire risposte rapide e assistenza nell'interazione con l'appTuttavial'uso di questo sistema solleva preoccupazioni riguardo alla privacy e alla gestione dei dati personaliIn questo articoloesploreremo come disattivare Meta AI su WhatsApp e le ragioni per cui potresti volerlo fare.


Perché considerare la disattivazione di Meta AI
La questione della privacy è diventata di fondamentale importanza nell'era digitale, e molte persone si chiedono come i loro dati vengano gestiti. Meta AI su WhatsApp raccoglie informazioni per fornire risposte più precise, ma questo comportamento può causare ansia per la sicurezza online. Disattivare Meta AI può essere una scelta importante per garantire che le tue conversazioni rimangano private e che i tuoi dati non vengano utilizzati senza il tuo consenso.

Inoltre, vi sono anche altri motivi per cui potresti voler disattivare l'assistente virtuale. Alcuni utenti trovano che l'interazione con un'intelligenza artificiale non sia sempre soddisfacente, e preferiscono rapportarsi esclusivamente con i loro contatti umani. In aggiunta, la disattivazione di Meta AI può contribuire a una maggiore reattività dell'applicazione, riducendo il carico sui server e migliorando la velocità di caricamento.

Guida passo-passo per disattivare Meta AI
Se dopo aver considerato i motivi sopra riportati hai deciso di disattivare Meta AI su WhatsApp, segui questi semplici passaggi:

1. Apri l'app WhatsApp sul tuo dispositivo.

2. Vai alle impostazioni di WhatsApp toccando l'icona dei tre puntini in alto a destra.

3. Seleziona "Account".

4. Successivamente, tocca "Privacy".

5. Scrolla fino in fondo e cerca l'opzione "Assistenza AI" o "Meta AI".

6. Disattiva l'interruttore accanto a questa funzione.

Seguendo questi passaggi, puoi disattivare facilmente Meta AI. È importante notare che la disattivazione di questo assistente virtuale non influirà sull'uso di WhatsApp, ma ti permetterà di controllare meglio la tua privacy e la gestione dei dati personali.

Considerazioni finali sulla disattivazione di Meta AI
La decisione di disattivare Meta AI su WhatsApp è una scelta personale che deve essere ponderata attentamente. In un'epoca in cui la sicurezza online è più importante che mai, è comprensibile voler preservare la propria privacy. Riducendo l'interazione con l'intelligenza artificiale, puoi sentirti più in controllo dei tuoi dati e delle tue conversazioni.

In sintesi, disattivare Meta AI può portare a un'esperienza WhatsApp più semplice e diretta, senza le interferenze di un'assistenza virtuale che non soddisfa le tue aspettative. La tecnologia deve servire per migliorare la nostra vita, e non tutti si sentono a loro agio con l'idea di affidarsi ad un assistente virtuale per le proprie comunicazioni quotidiane. Pertanto, prendersi il tempo per valutare le proprie esigenze e per prendere in mano la propria gestione dei dati è sempre un’ottima prassi.