lunedì 22 giugno 2026

Achille Lauro, Serena Brancale, Samurai Jay e Clara incendiano la notte di Rimini

RDS Summer Festival: mai così tanta gente si era vista in un solstizio d'estate così carico di voci e canzoni. Sul palco anche The Kolors, Delia, Sangiovannim, Malika Ayane e Francesco Renga hanno fatto impazzire il pubblico

La sensualità e la voce di Clara

Rimini, 21 giugno 2026 – L'estate si è accesa con RDS Summer Hits e mai così tanta gente si era vista in un solstizio d'estate così carico di voci e canzoni.

E che voci!

Serena Brancale artista luminosissima, ha letteralmente fatto impazzire il pubblico dello spettacolo di RDS cantando i suoi pezzi più famosi e accompagnata da Delia, voce potente di X-Factor, ha fatto saltare la piazza con la hit "Al mio paese", mentre con i The Kolors ha cantato Partenope.

L'artista sicuramente più atteso è stato Achille Lauro, che oltre alla sua "Incoscienti giovani" cantata praticamente da tutto il pubblico si è esibito nella sua nuova creatura: In viaggio verso il paradiso.

Spazio a talenti come Samurai Jay che con le sue hit latino americane ha davvero incendiato gli animi dei ragazzi e di tantissimi bambini presenti all'evento.

La classe di Malika Ayane di rosso vestita ha fatto il resto. Grande ammirazione e partecipazione di pubblico per il mini concerto dei The Kolors che sfornando una hit all'anno si confermano campioni di tormentoni.

La classe di Malika Ayane

La voce di Francesco Renga ha scaldato la  piazza, cantando i suoi maggiori successi a squarciagola come lui sa fare.

Nota di merito va ai giovani: in particolare a Clara che dopo "Marefuori" è diventata l'idolo delle ragazze che si ispirano a lei anche per il look. L'artista ha cantato con Sangiovanni la hit "Le Ragazze".

Discoteca abusiva nel circolo sportivo, 1.200 persone a bordo piscina: scattano i sigilli

L'intera area, insieme alle attrezzature utilizzate per la serata, è stata sottoposta a sequestro preventivo


Blitz della polizia locale di Roma Capitale in zona Capannelle. Nella notte di sabato, gli agenti impegnati nei controlli sulla movida hanno interrotto una festa nel circolo sportivo Tennis Club Garden, scoprendo quella che era a tutti gli effetti una "discoteca abusiva", come sottolineato da chi ha indagato.

Al momento dell'accesso, all'interno della struttura si trovavano circa 1.200 persone, concentrate principalmente nell'area intorno a una piscina. Secondo quanto rilevato dagli agenti, lo spazio non presentava le necessarie barriere di protezione né la segnaletica di sicurezza, creando rischi concreti per l'incolumità dei presenti.

Dagli accertamenti è emersa la totale assenza di licenze per il pubblico spettacolo, di certificati di agibilità e della documentazione sull'impatto acustico. Per l'evento è stato denunciato un cittadino italiano di 26 anni, ritenuto il responsabile dell'organizzazione. Oltre al procedimento penale, è stata contestata la somministrazione abusiva di alimenti e bevande, con una sanzione amministrativa di 5.000 euro.

L'intera area, insieme alle attrezzature utilizzate per la serata, è stata sottoposta a sequestro preventivo, provvedimento successivamente convalidato dal tribunale. Gli agenti hanno gestito le fasi di deflusso dei partecipanti per evitare criticità sotto il profilo della sicurezza pubblica.

domenica 21 giugno 2026

Sofia Barberi, il video choc sui social. Le risate del ragazzo a bordo dell'auto che l'ha investita: «Ve lo giuro, è morta»

Un video agghiacciante, viste le risate del ragazzo, probabilmente ubriaco, che pare divertirsi molto a raccontare quello che è successo. Qualche ora dopo, lo stesso ragazzo ha pubblicato un altro video: «Non avevo capito la gravità delle cose - dice -, sono un coglione. Me ne vergogno»


Sofia Barberi aveva 23 anni. Era una giovane addetta al Caf di Ceriale, in provincia di Savona, e figlia dell'assessore comunale cerialese ai servizi sociali Barbara De Stefano. Era sul suo motorino insieme a un'amica, E.B., ieri sera lungo l'Aurelia che taglia in due il piccolo comune del Savonese quando, per cause ancora in via d'accertamento da parte dei Carabinieri, si è scontrata con una Cinquecento sulla quale viaggiavano alcuni ragazzi e guidata da una neopatentata. È stato uno scontro violentissimo nel quale la giovane è morta. L'urto è stato così violento che ha sbalzato dalla sella le due ragazze: Sofia era già in gravissime condizioni quando sono intervenuti i soccorsi chiamati immediatamente dai passanti.


Il video choc di un ragazzo che ride: «Questa è morta...»

E mentre lei e la sua amica erano ancora sull'asfalto, un ragazzo, che probabilmente era sulla Cinquecento, ha girato un video postandolo su Instagram. Ride il ragazzo, quando dice «Porca put.. .. ve lo giuro, questa è morta, abbiamo rotto tutto stanotte, bro. Per un mese niente lavoro fratello, tentato omicidio ci han fatto...». Un video agghiacciante, viste le risate del ragazzo, probabilmente ubriaco, che pare divertirsi molto a raccontare quello che è successo. Qualche ora dopo, lo stesso ragazzo ha pubblicato un altro video: «Non avevo capito la gravità delle cose - dice -, sono un coglione. Me ne vergogno».


I carabinieri, corsi sul posto, hanno immediatamente identificato la persona che era alla guida dell'auto: si tratta appunto di una ragazza che ha preso la patente tre mesi fa. Patente che le è stata immediatamente ritirata. Poi la stessa ragazza è stata sottoposta ad alcol e drug test, ai quali sarebbe risultata negativa. Per lei è scattata una denuncia per omicidio stradale e lesioni personali stradali gravissime. Mentre i militari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Savona, ascoltavano le testimonianze dei passanti e acquisivano le registrazioni della videosorveglianza cittadina, Sofia veniva portata in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona) in condizioni critiche. E lì è morta, nonostante tutti i tentativi del personale medico sanitario di salvare quella giovane vita. Nello stesso ospedale si trova la sua amica, E.B., che versa in condizioni gravissime.

sabato 20 giugno 2026

Il municipio dei Parioli mette un freno ai chioschi-discoteca

Stretta sulle attività permesse (no dj set e karaoke), monitoraggio sui materiali utilizzati, coinvolgimento delle comunità cittadine e obblighi su sicurezza e manutenzione del verde

Il chiosco bar ai giardini di piazza Bologna

Chioschi bar nelle aree verdi, si cambia. Tra Parioli e San Lorenzo, piazza Bologna e Flaminio, di punti ristoro ce ne sono molti, alcuni storici. Il più delle volte all'interno di parchi e ville. Ma non sempre l'attività che svolgono durante la sera, in estate e non solo, si sposa con le aspettative di riposo e quiete dei vicini.

Nuove regole per i chioschi bar
E così il parlamentino del II municipio ha approvato uno schema di delibera che detta le regole per i bandi da pubblicare nelle prossime settimanecome anticipavamo a gennaio. L'ente di prossimità vuole rinnovare le concessioni o trovare nuovi gestori dei chioschi esistenti nelle aree verdi del territorio, ma al contempo vuole evitare di alimentare situaziodi dimalamovida”: musica alta fino a notte fonda, schiamazzi, mega assembramenti e karaoke

Criteri per il futuro bando
Dopo l'approvazione all'unanimità nelle commissioni Bilancio e Ambiente, è arrivato quindi anche in assemblea l'ok al documento. Un impegno formale per la presidente Francesca Del Bello e la sua giunta a inserire criteri molto più rigidi nel prossimo bando pubblico per l'assegnazione e il rinnovo delle concessioni.

Valorizzazione delle aree verdi
Le aree verdi vanno valorizzate, anche rendendole spazi di aggregazione. Lo scopo è anche quello di mantenere l'ambiente pulito, sfalciato, sicuro e illuminato: “Il chiosco in un’area verde serve per dare ristoro a chi vuole godere del verde e della quiete, per rinfrescarsi d’estate, per una bevanda calda d’inverno, per fare chiacchiere e rilassarsi, per far giocare i bambini, leggere il giornale all’ombra, studiare al frescocommenta Barbara Auleta di Avs, che nelle scorse settimane ha lavorato alle linee di indirizzo e da sempre si batte per una gestione più consona e soprattutto trasparente delle attività legate ai chioschi bar nelle aree verdi

I parchi e i giardini coinvolti
Ma quante e quali sono le aree coinvolte? Da quanto emerge dal documento approvato il 18 giugno, precisamente nove: il giardino “Giuseppe de Meo” a Villa Massimo, zona piazza Bologna, il parco “don Baldoni” a Villa Chigi in zona Trieste-Salario, il giardino dei Diamanti a Valle Giulia, piazza Mancini al Flaminio, il parco dei Caduti a San Lorenzo, l'area verde di via Flaminia, il playground di largo Passamonti sempre a San Lorenzo e infine i giardini di piazza Bologna e piazza Apollodoro, questi ultimi di fronte al palazzetto dello sport di viale Tiziano, al Flaminio.

L'esempio del centro storico
In base alle nuove regole (che andranno poi concretamente inserite nel bando), i futuri concessionari dovranno innanzitutto rispettare una serie di obblighi per quanto riguarda i materiali di costruzione. Il chiosco, infatti, dovrà integrarsi con il paesaggio e per questo il II municipio prende spunto dalle caratteristiche costruttive imposte dalla Sovrintendenza Capitolina per le edicole del centro storico: divieto assoluto di plastica o derivati del petrolio. Sì a materiali sostenibili.

Gestori come custodi dei parchi
Fondamentale che i gestori ricoprano anche il ruolo di veri e propri custodi dei parchi e dei giardini in cui operano. Non solo dovranno usare solo stoviglie compostabili, ma anche svuotare quotidianamente i cestini, rimuovere l'immondizia da terra, effettuare lo sfalcio dell'erba una volta al mese nella propria sotto-zona, occuparsi della piccola manutenzione degli arredi urbani, dalle panchine ai cestini alla segnaletica e all'illuminazione.

Orari rigidi e divieto dj set
Poi, il tema movida: i chioschi non potranno fare musica quando vogliono. L'atto di indirizzo impone degli orari di apertura e chiusura stagionali: da novembre a febbraio l'apertura varia dalle 6.30 alle 8.30 e la chiusura tra le 18 e le 20; a marzo, aprile e ottobre la chiusura si allunga tra le 20 e le 22, mentre nel periodo estivo da maggio a settembre, restando invariata l'apertura, il chiosco potrà chiudere anche alle 22. Ma dalle 14 alle 16potranno svolgersi esclusivamente attività prive di impatto acustico significativo, restando vietate emissioni sonore amplificate o tali da arrecare disturbo alla quiete pubblicasi legge nel documento. Sono sempre vietateproiezioni sportive, karaoke, Dj set e attività simili, salvo specifica previa autorizzazione da parte dei competenti organi municipali”.

Apertura obbligatoria ad eventi municipali
Ma c'è dell'altro. Perché l'intenzione del II municipio è quella di evitare che i chioschi bar diventino dei luoghi esclusivi, privati, in cui qualsiasi cosa debba essere a pagamento. Per questo nei bandi viene incluso l'obbligo di cedere gratuitamente lo spazio del chiosco per iniziative istituzionali o socio-culturali del municipio, promosse da consiglieri, assessori o dalla presidenza. Saranno fino a 20 gli eventi annuali possibili, con un preavviso di almeno 15 giorni. I gestori dovranno impegnarsi anche ad aprire e chiudere i cancelli e le recinzioni delle aree verdi, dove presenti, vigilando sulla sicurezza degli utenti. Saranno obbligati a installare cartelli informativi sulle regole del parco e sul rispetto dell'ambiente.

Il Pd: “Nei prossimi mesi il bando”
Come spiega Roberto Ferraresi, capogruppo del Pdnei prossimi mesi verrà pubblicato un bando per l'installazione dei chioschi o il loro rinnovo all'interno delle aree verdi del territorio, affinché siano sicure e fruibili”. Luca Onori, presidente della commissione Ambiente, sottolinea il ruolo della cittadinanza: “Prevediamo che partecipi attivamente, fornendo dei feedback sulla qualità dell'attività dei chioschi assegnati, per eventualmente riadattare i servizi relativi non solo alla somministrazione ma anche alla manutenzione del verde e degli arredi”. 

Auleta (Avs): “Non tutto ciò che ha un valore può avere un prezzo”
“È stato un percorso lungo e faticoso, benché, dal mio punto di vista, si tratti di indicazioni semplici, direi quasi scontate: i chioschi che avranno la concessione dentro i parchi del municipio devono rispettare l’ambiente circostante, manutenerlo, preservarlo e curarlo” aggiunge Auleta. “In una città dove tutto sembra essere finalizzato al consumo, chiarire che non tutto ciò che ha un valore può avere un prezzo, soprattutto basso, non è affatto scontato. Un parco è uno spazio condiviso, che deve essere accessibile, vivibile e compatibile con chi lo attraversa ogni giorno e con chi ci abita intorno” conclude la consigliera di Avs.

giovedì 18 giugno 2026

Ristorante trasformato in discoteca e irregolarità: denunciato titolare e chiuso il locale

Quando le forze dell’ordine si sono presentate, all’interno del locale veniva riscontrata la presenza di oltre 450 persone su una capienza massima consentita di 45 per la sola attività di ristorazione


Crema - Nuovo giro di vite della Questura su alcuni locali ed esercizi pubblici della provincia. Nella serata di ieri, sulla base di quanto condiviso in sede di Riunione Tecnica di Coordinamento tenutasi in Prefettura, si è svolto un servizio straordinario interforze presso un esercizio pubblico di Crema, che ha visto impegnati equipaggi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Locale, coadiuvati anche da personale dei Vigili del Fuoco e dell’Ispettorato del Lavoro.

L’attività è stata disposta con ordinanza del Questore a seguito di recenti accertamenti da parte degli agenti del Commissariato di Crema che nelle scorse settimane avevano evidenziato come il localein possesso solo di una licenza per attività di ristorazione –  dopo le 23.00 del venerdì e del sabato, si trasformasse in un locale di pubblico spettacolo, con musica ad alto volume anche oltre le 2 del mattino. Con tanto di presenza di un deejay, persone che ballavano in tutto il locale, presenza di addetti alla sicurezzadivenendo di fatto una vera e propria discoteca senza aver richiesto alcun tipo di licenza per la quale, tra l’altro, sono necessarie le valutazioni della Commissione Comunale di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli in tema disicurezza e sulle normative antincendio.

Negli scorsi fine settimana, diverse erano state anche le chiamate al 112 per disturbo alla quiete pubblica, anche in tarda notte e per litigi ed aggressioni nei pressi del locale.

Nella serata di ieri quando le forze dell’ordine si sono presentate, all’interno del locale veniva riscontrata la presenza di oltre 450 persone (su una capienza massima consentita di 45 persone per la sola attività di ristorazione) gran parte delle quali intente a ballare con musica ad altissimo volume gestita da un deejay.

Per motivi di sicurezza è stata subito interrotta l’attività illecita e i clienti sono stati fatti uscire gradualmente dal locale anche per consentire lo svolgimento delle attività accertative delle diverse irregolarità.

Tenuto conto che l’attività abusiva non era occasionale, ma effettuata tutti i fine settimana, il proprietario è stato denunciato perapertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo in violazione della normativa e delle prescrizioni dell’Autorità a tutela dell’incolumità pubblica, mentre l’impianto audio è stato sequestrato.

I tecnici dell’Ispettorato del Lavoro e dei Vigili del Fuoco hanno riscontrato la presenza di 6 lavoratori in nero, il mancato rispetto della normativa antincendio e sulla sicurezza prevista per i locali di pubblico spettacolo, documentazione sulla valutazione dei rischi non adatta ad una attività di pubblico spettacolo, mentre il personale della Polizia Locale di Crema ha riscontrato la presenza di alimenti scaduti e mal conservati e l’assenza dei dispositivi per la verifica del tasso alcolemico degli avventori.

Sulla base di tutto ciò, sabato mattina è stato anche adottato dal Questore di Cremona un provvedimento di sospensione della licenza ex art.100 Tulps per la durata di 8 giorni, integrato da altri provvedimenti di sospensione delle attività imprenditoriali, da parte dell’Ispettorato del Lavoro, nei riguardi del titolare del locale e dell’Istituto di Vigilanza per aver impiegato, quest’ultimo, un lavoratore irregolare.

Sempre nell’ambito delle attività di prevenzione e tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica svolte dalla Polizia di Stato, nella giornata di ieri è stato adottato un altro provvedimento di sospensione della licenza sempre ex art.100  nei confronti di una discoteca di Cremona, per la durata di 15 giorni.

Il provvedimento si è reso necessario a seguito dei recenti episodi di violenza verificatisi all’interno e nelle immediate adiacenze del locale, tra cui, in particolaredue risse tra numerose persone anche con l’utilizzo di spranghe, cinture e bottiglie di vetro, sedate solo grazie al tempestivo intervento degli equipaggi della Polizia di Stato e dei Carabinieri, giunti sul posto su chiamata di avventori o di genitori che, preoccupati, attendevano all’esterno l’uscita dei propri figli.

È stata inoltre riscontrata l’illecita somministrazione di alcol ai minorenni, tra l’altro, segnalata in Questura, nei giorni scorsi, anche da un genitore preoccupato per la propria figlia solita frequentare la discoteca.

Musica a palla fino all’alba e weekend senza sonno: bloccato il rave ai Giardini Reali

Saltano iDisconi Realinell’area verde dietro piazza Castello. La questura sull’evento: «Si sarebbe protratto per l’intera nottata»

La foto di un rave party

Musica spenta, nessun impianto né attrezzatura. Chi si aspettava venerdì sera una festa techno, nella cornice dei giardini Reali, non ha trovato altro che i lampeggianti delle forze dell’ordine, arrivate per assicurarsi che il party lanciato sui social, non autorizzato, non si svolgesse. E così il giorno dopo al parco Colletta, dove i DJ set abusivi non sarebbero una novità.

È la stretta della questura su concerticlandestinie rave, nell’ambito delle ordinarie attività di prevenzione e controllo.

Si chiamava «Disconi Reali» la festa in programma venerdì scorso nello spazio verde alle spalle di piazza Castello. Chi c’era dietro? Il tam tam è scattato su Instagram, dove l’appuntamento veniva descritto come «free», gratuito, ed era previsto dalle 22 in poi. Ma, scrive la questura in una nota, l’evento con ogni probabilità «si sarebbe protratto in avanti per l’intera nottata». E così che gli agenti della polizia di Stato sono intervenuti prima che i Giardini Reali potessero trasformarsi in una discoteca a cielo aperto con vista Mole: già dal primo pomeriggio hanno presidiato la zona, dissuadendo gli organizzatori del party a portarlo avanti.

Proteste dei residenti per la musica alta al parco Colletta

La festa è finita prima di cominciare anche al parco Colletta, poco lontano dal cimitero monumentale. Da tempo i residenti lamentavano di venire disturbati da musica alta tutti i weekend, con casse accese anche fino a dopo l’alba. «Sono le 7,30 del mattino di domenica - ha scritto uno di loro a Specchio dei tempi nei giorni scorsi -: come ieri mattina e come ogni fine settimana arriva attraverso le finestre il tambureggiare della musica del rave, che tutte le notti dei fine settimana si tiene nel parco Colletta».

La lettera va avanti: «Questo nonostante le proteste e una interpellanza in Comune del 2024 e nonostante sia presente una caserma dei carabinieri in corso Regio Parco, a poche centinaia di metri di distanza. Questa è la cura che il Comune ha del sonno dei cittadini e della salute della fauna dell’area protetta del Meisino.» La conclusione? «Rassegnati constatiamo».

Esposto dei cittadini e intervento delle forze dell’ordine

Oltre alle segnalazioni, alcuni cittadini avevano avviato anche una raccolta firme per presentare un esposto contro schiamazzi e rumori notturni. E così, la notte tra sabato e domenica è arrivata la polizia, che aveva notato, soprattutto nelle ultime settimane, «la presenza di soggetti di origine sudamericana e di area antagonista - scrive nel comunicato la questura - che organizzano feste con musiche ad alto volume, richiamando sul luogo centinaia di persone».

Come per i Giardini Reali, gli agenti hanno presidiato il polmone verde già dal primo pomeriggio di sabato, controllando soprattutto i tre accessi principali e le due strade sterrate di collegamento. Con il supporto di carabinieriguardia di finanza e polizia locale, gli agenti hanno impedito a macchine o furgoni di entrare nel parco e montare l’attrezzatura - impianti e tendoni - per dare vita a eventuali rave, concerti o altri eventi autogestiti e non autorizzati.

Nuove misure contro i rave nei parchi di Torino

Non è escluso che nei prossimi giorni verranno messi dei dissuasori in alcuni varchi per ridurre gli ingressi da vigilare. Di certo, assicura la questura, i controlli straordinari andranno avanti anche nei prossimi weekend. Faro acceso sulle feste abusive in tutte le aree verdi: dal Valentino, dove a fine maggio era già scattato un blitz al chiosco Ogimomo, fino al Parco Dora.