venerdì 22 maggio 2026

Ripescaggio Italia ai Mondiali 2026, Paolo Zampolli vuole escludere il Congo dopo l'Iran per il virus Ebola

Paolo Zampolli, inviato speciale di Trump, ha lanciato la sua nuova proposta per il ripescaggio dell'Italia ai Mondiali: in ballo il posto del Congo


Si torna a parlare del possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 in Usa, Messico e Canada. Stavolta, però, con una novità: a far spazio agli Azzurri non sarebbe più l’Iran, sulla cui presenza alla competizione sono arrivate ampie garanzie dalla FIFA, bensì il Congo, alle prese con l’emergenza Ebola. L’idea porta sempre la firma di Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump per le partnership globali.

Ripescaggio Italia ai Mondiali 2026: Azzurri al posto del Congo?
Dell’ipotesi di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 ha parlato proprio Paolo Zampolli, ospite in tv a Dritto e Rovescio.

Le sue parole: "Per me (quello del ripescaggio dell’Italia, ndr) è stato un sogno. Ho scritto al presidente che, nel caso in cui l’Iran non fosse venuto, sarebbe stato bello avere l’Italia, perché tanti giovani non hanno mai visto l’Italia giocare ai Mondiali e sarebbe ora, specialmente perché abbiamo vinto la Coppa del Mondo quattro volte. Per me il sogno rimane, tutto è possibile. Anche chi mi è andato contro, quando dorme ha il mio stesso sogno".


Zampolli ha poi aggiunto: "Adesso è successa un’altra cosa: in Congo è scoppiata l’Ebola. Ci sono dei numeri pazzeschi. Hanno cancellato il ritiro. Sembra che stiano mandando i giocatori in Belgio per allenarsi".

Milanese di nascita, ha trascorso in Italia buona parte della sua giovinezza. Dopo aver iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia, si è trasferito negli Usa per operare nell’ambito della moda e, poi, nel settore immobiliare.

L’amicizia tra Trump e Zampolli è trentennale: sarebbe stato lui a presentare Melania al presidente Usa.


Paolo Zampolli: "Un rischio far arrivare i calciatori del Congo"
Anche La Gazzetta dello Sport ha riportato alcune dichiarazioni di Paolo Zampolli sul possibile ripescaggio dell’Italia al posto del Congo ai Mondiali 2026 in USA, Canada e Messico: "L’epidemia è talmente grave che non si può correre il rischio di far arrivare negli States i giocatori della Repubblica Democratica del Congo".

Secondo Zampolli, nel caso in cui dovesse effettivamente liberarsi uno slot per il Mondiale, "sarebbe davvero difficile non pensare come prima idea alla nazionale italiana".

La FIFA in contatto con la Federazione del Congo
Secondo quanto riferito da LaPresse, la FIFA starebbe "monitorando attentamente la situazione Ebola in Congo" e sarebbe in contatto con la Federazione "per garantire che la squadra sia informata su tutte le indicazioni mediche e di sicurezza".

L’obiettivo, ha aggiunto il portavoce della FIFA, è "garantire un torneo sicuro e protetto, poiché la salute di tutte le persone coinvolte rimane la priorità".

La situazione Ebola in Congo
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale in seguito all’esplosione dell’epidemia di Ebola in Congo. L’Oms ha diramato il secondo livello di allerta più alto e ha specificato che per questa rara variante del virus della febbre emorragica, il ceppo Bundibugyo, non ci sono vaccini o terapie specifiche.

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha scritto su X: "La situazione dell’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è profondamente preoccupante. Finora sono stati confermati 82 casi, con 7 decessi accertati. Sappiamo però che l’epidemia è molto più estesa. Attualmente si contano quasi 750 casi sospetti e 177 decessi sospetti. Questi numeri sono in continua evoluzione grazie al miglioramento delle attività di sorveglianza e dei test di laboratorio, ma la violenza e l’insicurezza stanno ostacolando la risposta".

In Congo si registrano forti tensioni: alcuni residenti avrebbero dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola a Rwampara, nel Congo orientale, dopo che era stato impedito loro di recuperare il corpo di un uomo.

Secondo un testimone che ha parlato con Associated Press, si tratterebbe di alcuni giovani del posto che si sono infuriati mentre cercavano di recuperare il corpo di un amico apparentemente morto di Ebola. Alexis Burata, uno studente che ha dichiarato di trovarsi nella zona, ha raccontato: "La polizia è intervenuta per cercare di calmare la situazione, ma purtroppo senza successo. I giovani hanno finito per dare fuoco al centro".

Un giornalista di Associated Press ha riferito di aver visto alcune persone irrompere nel centro e dare fuoco agli oggetti all’interno e anche a quello che sembrava essere il corpo di almeno una vittima sospetta di Ebola lì conservato. Gli operatori umanitari sono fuggiti dal centro di cura a bordo di alcuni veicoli.

La gestione dei corpi delle vittime è affidata alle autorità per il rischio di contagio. Il vice commissario capo Jean Claude Mukendi, alla guida del dipartimento di pubblica sicurezza della provincia di Ituri, ha commentato: "Volevano portare il corpo a casa per il funerale, anche se le istruzioni delle autorità durante questa epidemia di Ebola sono chiare. Tutti i corpi devono essere sepolti secondo le norme".

giovedì 21 maggio 2026

DJ palermitano evasore: 323mila euro in nero e sussidi indebitamente percepiti

La Guardia di Finanza di Palermo chiude un'indagine che ha smascherato anni di attività musicale mai dichiarata al fisco


BAGHERIA (PA) – Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Palermo, attraverso la Compagnia di Bagheria, hanno concluso un’articolata attività di contrasto all’evasione fiscale che ha portato all’individuazione di un noto dj operante nel territorio bagherese, la cui intera carriera professionale risultava esercitata completamente in nero, senza partita IVA né alcuna fatturazione.

Le indagini hanno preso avvio da un accertamento fiscale nei confronti dell’artista, molto seguito sui social network, che nel corso degli anni aveva organizzato l’accompagnamento musicale a numerosi eventi pubblici e privati nel circondario palermitano. Le attività amministrative si sono sviluppate attraverso l’acquisizione di informazioni dai suoi clienti, dalle quali è emersa con chiarezza l’esistenza di una florida attività professionale quale intrattenitore a feste ed eventi.

Un elemento decisivo per la ricostruzione dei redditi è venuto proprio dai social network, che hanno fornito preziosi riscontri sull’entità e la continuità dell’attività svolta. Dalle verifiche è emerso un vero e proprio tariffario: 200 euro per un singolo evento in un locale, con cifre che salivano fino a 800 euro in caso di matrimoni. Sulla base di questi elementi, l’accertamento ha consentito di contestare 323.250 euro di redditi non dichiarati nel periodo compreso tra il 2021 e il 2025, derivanti da un’attività svolta totalmente in nero.

Le indagini, estese anche sul versante della polizia giudiziaria, hanno poi fatto emergere un secondo fronte di illiceità. Il dj aveva percepito indebitamente l’indennità di disoccupazione N.As.P.I. a partire dal 2024, per un importo di circa 7.000 euro, pur svolgendo di fatto un’attività lavorativa e percependo redditi che non aveva mai dichiarato. Per questo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per il delitto di truffa aggravata.

La vicenda si è chiusa con una doppia definizione: il contribuente ha aderito in maniera incondizionata al processo verbale di constatazione e ha altresì patteggiato, in via definitiva, la pena per l’indebita percezione di risorse pubbliche.

Il caso conferma la linea perseguita dalla Guardia di Finanza nel contrasto sistematico ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale, a tutela dei contribuenti onesti e dei professionisti che rispettano gli obblighi di legge, nonché a salvaguardia delle erogazioni pubbliche destinate al sostegno al reddito e all’inserimento lavorativo.

Effetto Vasco, il rocker in arrivo in città: hotel quasi esauriti. Fan in Riviera da Australia e Uruguay

Tutto pronto per l'inizio delle prove, dal Blasco Fan Club segnalano oltre 500 persone provenienti dall’estero, da 18 Paesi diversi. I biglietti dei treni da Roma e Milano sono introvabili


Mancano dieci giorni all’atteso ritorno di Vasco Rossi allo stadio Romeo Neri e Rimini si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della stagione. La città si avvicina al grande evento all’insegna del tutto esaurito: sold out con largo anticipo sia il soundcheck del 29 maggio, tradizionale regalo annuale del rocker agli iscritti al Blasco Fan Club, sia la “data zero” del Vasco Live, in programma sabato 30 maggio, i biglietti dei treni da Roma e Milano sono introvabili, gli hotel corrono verso il tutto esaurito.

Hotel, oltre il 90% prenotati
Sale l’attesa, così come i numeri dell’accoglienza: gli alberghi registrano percentuali di riempimento verso il tutto esaurito, con picchi già oltre il 90%, mentre si moltiplicano le curiosità dei fan in arrivo in città. Dal Blasco Fan Club segnalano oltre 500 persone provenienti dall’estero, da 18 Paesi diversi, con presenze anche da Australia, Argentina e Uruguay. Il pubblico abbraccia tutte le generazioni: oltre mille partecipanti sono minorenni, mentre non mancano fan che superano i 90 anni. Per celebrare il sold out riminese e il legame con la spiaggia della Riviera, il Fan Club ha lanciato anche le infraditoIl Blasco”, pensate per lasciare sulla sabbia l’impronta del logo.

“Nell’ultimo weekend di maggio - sottolinea la direttrice di Visit Rimini, Coralie Delaubert - che prosegue con il ponte del 2 giugno, la città si accende come uno dei momenti più vitali dell’anno: le energie di Rimini Wellness, tra fiera e appuntamenti OFF in spiaggia e in città, si intrecciano con quelle dell’attesissimo doppio concerto di Vasco Rossi, mentre il Congresso Scivac anima il Palacongressi di Rimini richiamando professionisti da tutta Italia. A questo si sommano i flussi del ponte del 2 giugno e della Pentecoste, soprattutto dai mercati Dach, creando un mix unico di pubblico leisure e business, italiano e internazionale, che promette una città vivace, animata e in movimento. Sul fronte dell’occupazione alberghiera, i dati dell’osservatorio HBenchmark indicano già picchi oltre il 90% di occupazione e si punta al sold out”.

Parcheggi acquistabili online
In vista del grande afflusso di pubblico, il Comune di Rimini mette a disposizione un sistema di parcheggi prenotabili online per le giornate del 29 e 30 maggio. I posti auto possono essere acquistati da oggi attraverso il portale eventi di MooneyGo e, da domani, anche tramite l’app di EasyPark. Non sarà possibile acquistare i biglietti in loco.

Il costo della sosta è di 5 euro per le auto e 15 euro per i camper, questi ultimi ammessi esclusivamente nel parcheggio Fantoni. I parcheggi non sono custoditi e saranno aperti solo nei giorni degli eventi. Tutte le auto dovranno essere rimosse entro l’orario di chiusura, fissato alle ore 2 della notte successiva alla fine del concerto.

Per favorire i collegamenti tra le aree di sosta e lo stadio, nei parcheggi saranno inoltre posizionate biciclette in sharing.

Le aree di sosta disponibili
Per la giornata di giovedì 29 maggio, dalle ore 8 saranno attivi i parcheggi di via Giuliani, via Giovanni Fantoni, Tribunale, Colosseo A, Macanno 1 e Macanno 3. Dalle ore 15 sarà attivo il parcheggio Gros, mentre dalle ore 17 sarà disponibile anche Colosseo B.

Per la giornata di sabato 30 maggio, dalle ore 8 saranno attivi i parcheggi di via Giuliani, via Giovanni Fantoni, Tribunale, Colosseo A, Colosseo B, Macanno 1 e Macanno 3. Dalle ore 15 sarà disponibile anche il parcheggio Gros.

La novità: 500 posti al parcheggio Settebello
A queste aree di sosta si aggiunge anche il parcheggio Settebello realizzato da Sistemi Urbani e gestito Fs Park. L’area parcheggio sarà aperta dal 29 maggio per entrambe le date dell’evento, il soundcheck del 29 maggio e la “data zero” del 30 maggio. Saranno disponibili 500 posti, non prenotabili anticipatamente, che potranno essere utilizzati dal 29 maggio stesso fino ad esaurimento. La tariffa prevista è di 10 euro. Il parcheggio resterà fruibile 24 ore su 24 ore. Dopo i concerti di Vasco Rossi, il parcheggio resterà aperto con tariffe ordinarie.

Le aree intorno allo stadio
La circolazione dei veicoli (auto e moto) sarà interdetta (ad eccezione delle biciclette e monopattini che non potranno circolare ma potranno sostare) all’interno dell’area ricompresa tra via Tripoli (percorribile), via Ugo Bassi (percorribile fino alle ore 23), via Annibale Fada (percorribile), via C.A. Dalla Chiesa (percorribile), via Giovanni Fantoni (percorribile solo fino all’intersezione con via Abruzzo che non sarà percorribile, ad eccezione dei residenti).

I velocipedi e i monopattini, purché condotti a mano, potranno accedere all’area interdetta alla circolazione al solo fine di sostare ma non potranno circolare all’interno di detta area. All’interno dell’area così delimitata potranno altresì accedere i residenti e i veicoli autorizzati.

Le interruzioni alla circolazione saranno presenti sulle seguenti intersezioni stradali: Della Fiera/Marche, Della Fiera/Toscana, Della Fiera/Lombardia, Della Fiera/Piemonte, Circonvallazione Meridionale/Flaminia, Tripoli/Flaminia, Tripoli/Silvio Pellico, Tripoli/Lagomaggio, Luzzati/Crispi, Ugo Bassi/Damerini, Ugo Bassi/Pascoli, Fada/Lagomaggio, Fada/Flaminia, Flaminia Conca/Pananti, Fantoni/Abruzzo.

L’interruzione della circolazione nell’area sopra individuata sarà dalle 14 alle 2 di venerdì 29 maggio e dalle 8 alle 3 di sabato 30 maggio.

All’interno dell’area gialla interdetta alla libera circolazione, sarà creata un’area blu, accessibile da appositi punti di filtraggio, alla quale potranno accedere esclusivamente i possessori del biglietto per l’evento, privi di qualunque oggetto ad eccezione di effetti personali (ad esempio, per coloro che verranno con il proprio motociclo, non sarà consentito portare con sé il casco). Entrati nell’area blu, delimitata da una specifica transennatura presidiata dagli steward, sarà poi possibile entrare allo stadio attraverso i punti di ingresso individuati dagli organizzatori dell’evento.

Chiusura totale via IX Febbraio (stadio)
Oltre al divieto di sosta con rimozione coatta in Via IX Febbraio, nel tratto dalla Via Lagomaggio alla Via Macchiavelli, per la sosta dei mezzi utilizzati per lo svolgimento dei lavori preparatori e di smontaggio dei concerti di Vasco Rossi ed Achille Lauro, nel periodo dalle ore 8 del 04 maggio alle ore 24 del 09 maggio, sarà disposta la chiusura totale temporanea al traffico veicolare di via IX Febbraio nel tratto compreso tra via Lagomaggio e via Macchiavelli.

Per consentire lo svolgimento delle prove, dal 20 al 28 maggio 2026, a partire dalle ore 16 e fino al termine di ogni sessione di prova. L'accesso all'area sarà regolato da un divieto di transito, fatta eccezione per i residenti, i mezzi della produzione, le forze di polizia e i mezzi di soccorso. Si consiglia agli automobilisti di pianificare percorsi alternativi per evitare rallentamenti nelle ore pomeridiane.

Parte “Green Rock!”
Parte con la Data Zero di Rimini il progetto che porta l’impegno per l’ambiente sotto il palco, rendendolo visibile e partecipato. È questo lo spirito che ispira Green Rock!, il progetto che prenderà il via al Vasco Live 2026 e che coinvolge Live Nation e Coop Alleanza 3.0, la più grande cooperativa di consumo d’Italia. Grazie a Green Rock!, infatti, i valori della sostenibilità ambientale e sociale entrano a far parte dell’esperienza dei concerti di Vasco e diventano visibili, accessibili e partecipati tanto dalle comunità locali che ospitano le date, quanto dagli spettatori. Nei giorni precedenti ogni data, in ciascuna città del tour saranno promosse attività di cura ambientale: messa a dimora di piantine e alberelli, pulizia di sentieri e parchi, cura del verde urbano. Saranno coinvolti i soci Coop Alleanza 3.0 e associazioni locali, valorizzando le reti territoriali già attive e individuando le aree che necessitano maggior presidio.

Un modo concreto per lasciare un segno positivo prima ancora che parta la prima nota, e che rimanga a disposizione delle comunità locali anche dopo la fine dello show.

Dalle aree ristoro e dal catering del tour, il cibo non consumato potrà essere recuperato e destinato a fini sociali, grazie al progetto Buon Fine e alle associazioni locali già partner.

Buon Fine è infatti l’iniziativa di Coop Alleanza 3.0 per contrastare lo spreco alimentare e sostenere chi è in difficoltà. Nei negozi Coop permette di vendere a prezzi scontati prodotti vicini alla scadenza; ciò che resta viene donato rapidamente ad associazioni e realtà locali, con oltre 250 punti vendita coinvolti e quasi 1.700 tonnellate di cibo già recuperate nel 2025.

Durante ogni data del tour, tra ingressi, aree ristoro e isole ecologiche, saranno presenti i Green Angels, volontari di Coop Alleanza 3.0, riconoscibili con pettorine o t-shirt dedicate, pronti ad accompagnare il pubblico verso comportamenti più consapevoli e sostenibili: promuoveranno la corretta raccolta differenziata, sensibilizzeranno sulla riduzione dei rifiuti, e suggeriranno piccoli gesti quotidiani che, insieme, fanno la differenza.

martedì 19 maggio 2026

Insegnante di religione e animatore parrocchiale arrestato per abusi su alunni minorenni: «Sette gli episodi»

Padova, in manette il 37enne trevigiano Francesco Saviane: i fatti sarebbero avvenuti tra il 2017 e il 2026: l'indagine è partita a fine marzo dal racconto di una vittima

Il docente Francesco Saviane e l'istituto Barbarigo di Padova

Colpo di scena nelle indagini della Procura di Padova guidata dal sostituto procuratore Sergio Dini su presunti abusi sui minori. Sono scattati venerdì gli arresti domiciliari per un 37enne trevigiano, Francesco Saviane, insegnante di religione in un liceo privato del centro città fino al 2023, l'istituto Barbarigo, e animatore parrocchiale, accusato di numerosi episodi di violenza sessuale aggravata ai danni di sette minorenni tra il 2017 e il 2026.

Il racconto
Il provvedimento, eseguito venerdì 15 maggio dalla polizia di Stato su delega della Procura della Repubblica, è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Laura Alcaro al termine dell’attività investigativa condotta dalla squadra mobile. Le indagini hanno preso avvio da una segnalazione relativa a presunti abusi subiti da un 17enne lo scorso marzo, durante un fine settimana trascorso fuori regione. È stato proprio il racconto del ragazzo, emerso dopo una confidenza a un insegnante, a far scattare la procedura del cosiddetto «Codice Rosso» e ad avviare gli approfondimenti investigativi.

La fiducia
Dagli accertamenti sarebbe emerso che l’indagato, originario della provincia di Treviso, avrebbe instaurato nel tempo un rapporto di fiducia con le famiglie e con i minori, sfruttando il proprio ruolo di docente in una scuola privata e di animatore in contesti parrocchiali. In alcuni casi, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe anche millantato un ruolo di particolare autorevolezza all’interno delle relazioni costruite con i genitori delle presunte vittime, fino a inserirsi stabilmente nella loro sfera personale. Gli investigatori descrivono un quadro fatto di condotte ripetute nel tempo, con modalità subdole e avvolgenti, tali da impedire alle giovani vittime di opporre resistenza o di comprendere immediatamente la portata degli episodi contestati.

Gli altri coinvolti
Le violenze ricostruite si collocherebbero all’interno di un arco temporale lungo, caratterizzato da azioni distinte ma riconducibili, secondo l’impianto accusatorio, allo stesso disegno criminoso. L’approfondimento dell’inchiesta avrebbe inoltre consentito di individuare ulteriori minori coinvolti, fino a delineare un quadro che riguarda sette presunte vittime. Dopo la conclusione delle indagini preliminari, la Procura ha quindi richiesto e ottenuto gli arresti domiciliari, eseguiti dalla squadra mobile. L'uomo li starebbe scontando in una canonica della provincia.

Bangaranga: cosa significa la canzone che ha vinto l'Eurovision 2026

Un viaggio nel significato di Bangaranga, la canzone vincitrice dell'Eurovision 2026: tra origini del titolo, riferimenti culturali e il messaggio di libertà e identità che ha conquistato il pubblico europeo.


DARA ha vinto l'Eurovision Song Contest 2026 con il brano Bangaranga, conquistando il celebre Microfono di Cristallo e regalando alla Bulgaria la sua prima vittoria nella storia della competizione. La cantante ha totalizzato 516 punti complessivi nella finale di Vienna, di cui 312 dal televoto e 204 dalle giurie nazionali. L'Italia, rappresentata da Sal Da Vinci con Per sempre sì, si è invece classificata al quinto posto.

Il significato di "Bangaranga": tra libertà, identità e "rivolta felice"
Il titolo Bangaranga ha incuriosito il pubblico europeo fin dalla prima esibizione. Secondo il British Brief, il termine deriverebbe da bangarang, uno slang del patois giamaicano. DARA ha spiegato il significato del brano definendolo una vera e propria "rivolta felice", piena di energia, emozione e senso di liberazione personale. Per l'artista, la canzone rappresenta la capacità di essere se stessi senza paura del giudizio degli altri, scegliendo consapevolmente la propria identità.

Dara sul palco dell'Eurovision Song Contest 2026

Le parole di DARA: libertà, amore e assenza di paura
In un'intervista rilasciata alla televisione di San Marino, la cantante ha descritto il concetto alla base del brano: "Esprime tranquillità e anche la consapevolezza che tutto andrà bene. È la convinzione di sapere chi sei e scegliere di farti i capelli a strisce rosa oggi o indossare questo fantastico costume luccicante senza farti condizionare dall'opinione di nessuno. È un potere speciale che puoi sbloccare per non avere paura di nulla. Vuol dire farsi guidare dall'amore e non dalla paura." Un messaggio che unisce positività, identità personale e libertà emotiva.

"Bangaranga" come brano dance-pop tra ribellione e identità
Il profilo ufficiale dell'Eurovision descrive Bangaranga come un brano dance-pop potente, costruito attorno ai temi di ribellione, identità e liberazione emotiva. DARA definisce il suo stile come pop con una forte componente folkloristica, sottolineando una forte componente sonora che non necessita di traduzione per essere compresa.

I kukeri: l'ispirazione folkloristica dietro la performance
Un elemento chiave dell'immaginario di Bangaranga è la tradizione bulgara dei kukeri, antichi rituali in cui uomini mascherati indossano costumi di pelliccia e campanacci per scacciare gli spiriti maligni. DARA ha spiegato che questa tradizione è stata fondamentale nella costruzione simbolica della canzone, trasformando il folklore in energia scenica e musicale, come si è visto dai ballerini che hanno accompagnato la performance sul palco della kermesse europea.

"Bangaranga' è rumore, fuoco e ritmo usati come una forza positiva - per scacciare qualunque oscurità si sia posata, per riportare la stanza alla vita. 'Bangaranga' è una rivolta - ma una rivolta felice. Un invito, non una minaccia", ha aggiunto DARA. Il messaggio finale di Bangaranga è quindi chiaro: trasformare la ribellione in energia positiva, capace di scacciare l'oscurità e riportare vitalità.

DARA e la storica vittoria della Bulgaria all'Eurovision 2026
Con Bangaranga, DARA non solo ha conquistato il primo posto all'Eurovision Song Contest 2026, ma ha anche segnato un momento storico per la Bulgaria, che ottiene così la sua prima vittoria nella competizione. Un trionfo che unisce musica, identità culturale e un messaggio universale di libertà personale.

domenica 17 maggio 2026

La Bulgaria con Dara vince l'Eurovision Song Contest

Con il suo tormentone Bangaranga è riuscita nell'impresa di mettere d'accordo sia le giurie di qualità che il televoto


La Bulgaria con Dara e il suo tormentone Bangaranga vince l'Eurovision Song Contest 2026.

Dara - a sorpresa e contro i pronostici della vigilia - è riuscita nell'impresa non facile di mettere d'accordo sia le giurie di qualità che il televoto. È la prima vittoria del Paese, che come miglior risultato finora aveva ottenuto un secondo posto nel 2017. L'Italia si deve accontentare del quinto posto, nonostante Sal Da Vinci, vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo con Per Sempre Sì, stia ottenendo un successo internazionale senza precedenti: con oltre 60 milioni di streaming sulle piattaforme digitali sta diventando uno dei fenomeni musicali italiani più forti del momento in Europa.

A sostenere il cantante italiano era volato a Vienna anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, per rafforzare il sostegno istituzionale alla musica italiana e favorire l'internazionalizzazione degli artisti, valorizzando al tempo stesso il turismo musicale come leva economica per il Paese. Delusione anche per la favorita Finlandia (sesta), per l'Australia (quarta) e per la Romania (terza). Show come sempre spettacolare per scenografie, effetti speciali (con i 'soliti' fuochi, luci ed esplosioni), look eccessivi ed esibizioni oltre ogni immaginazione. Ma l'Eurovision Song Contest è sempre più scisso tra manifestazione canora e protesta politica. Per il terzo anno consecutivo, sulla competizione hanno pesato le richieste di esclusione di Israele - che arriva secondo spinto da un massiccio televoto a favore - per il conflitto a Gaza, con cinque Paesi (Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Slovenia) che hanno disertato l'evento in segno di dissenso.

E mentre i 25 artisti in gara si preparavano a salire sul palco per la serata finale, nel pomeriggio per le strade di Vienna è stata organizzato un corteo Pro-Pal con circa 3mila partecipanti. Un clima che in parte ha trovato spazio anche all'interno dell'arena. Qualche fischio si è sentito all'annuncio dell'esibizione del cantante israeliano Noam Bettan, che - contro il regolamento che vieta messaggi politici sul palco - alla fine della sua esibizione ha gridato "Am Yisrael Chai!", ovvero "Il popolo d'Israele vive", uno slogan che esprime la forza della nazione ebraica. Contestazione ancora più evidente durante l'assegnazione dei punti del televoto che hanno portato Noam sul podio. Ma c'è un altro Paese che da tempo porta le sue istanze sul palco dell'Eurovision: l'Ucraina - come da 4 anni a questa parte - ha rinnovato il suo "Slava Ukraini!" (Gloria all'Ucraina!) per voce della cantante Viktorija Leléka. La serata è stata aperta da JJ, vincitore nel 2025, con un'aria dal Flauto Magico, omaggio al compositore di casa Wolfgang Amadeus Mozart. Dopo la flag parade, la sfilata di tutti gli artisti in gara con la propria bandiera, il via alla sfida lo ha dato la Danimarca.

Tra gli artisti che, nel bene o nel male, hanno attirato l'attenzione ci sono l'uomo gatto greco Akylas che con Ferto sembra uscito da un videogioco anni Ottanta ed era tra i favoriti della vigilia, la svedese Felicia che ha sfoggiato la sua mascherina glitterata e cantando My System ha infiammato l'Arena, che premia anche l'originalità del britannico Look Mum No Computer arrivato in ultima posizione con la sua bizzarra Eins, Zwei, Drei, proposta sul palco come fedele riproduzione del videoclip. Il pubblico ha apprezzato anche il moldavo Satoshi con l'energica Viva, Moldova! e la rumena Alexandra Căpitănescu con la canzone Choke Me.

Fonte: Ansa.it