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giovedì 8 maggio 2025

Malena sulle accuse a Siffredi: “Ai casting non c’erano attrici, ma donne. Se c’è un patto e non lo rispetti è stupro”



Malena è stata intervistata a Le Iene in merito alle accuse rivolte a Rocco Siffredi di abusi e violenze sui set dei suoi film. L’attrice, ormai lontana dal settore, ha dichiarato che quanto mostrato nel servizio non ha nulla a che vedere con un set professionale: “Erano donne, non attrici. Il no è un no sempre, anche su un setribadisce, pur sostenendo di non aver mai vissuto situazioni del genere.

Continua l'inchiesta de Le Iene sulle accuse di abusi e violenze rivolte a Rocco Siffredi che, però, continua a smentire quanto dichiarato dalle attrici interpellate. A voler portare la sua testimonianza è anche Malena, una delle interpreti dei film per adulti più conosciuta in Italia, che ha lasciato il settore, ma da protagonista può giudicare le affermazioni delle ragazze intervistate con un occhio esperto, sostenendo in più occasioni che quanto visto nel servizio della trasmissione di Italia1 non ha niente a che vedere con un set professionale e che, infatti, non è così che dovrebbero funzionare le cose.

"Sono stanca del sistema, se ne approfittano tutti"
In apertura della sua intervista a Le Iene, Malena fa subito una precisazione: "Non sono mai stata violentata o abusata fisicamente, però se devo usare la parola tutela, sicuramente non c’è, anzi se ti permetti di dire che non lo vuoi fare più, vieni anche insultata", la performer continua dicendo: "Penso che quello che manca è una cultura su questa professione, fa comodo a tutti, dalle agenzie, ai produttori a tutto quello che ci gira attorno", motivo per cui ha deciso di portare anche la sua testimonianza: "Sono stanca del sistema, perché è un sistema basato sull’ignoranza e visto che io non sono ignorante, basta". 

Da quando l'attrice ha lasciato i set dei film a luci rosse, era stato proprio Siffredi a giustificare la sua scelta con delle problematiche personali di Malena che ha quindi replicatoNon ho mai avuto problemi psicologici, sono sana come un pesce. Quando tu ti rendi conto che non vuoi fare questo lavoro, non c’è nessuno che ti dice “brava”. Dire che sei malata, che qualcosa che non va, è screditare la tua immagine, come se non vogliano che tu abbia un’altra possibilità in un contesto diverso.

Malena commenta i video mostrati a Le Iene: "Va condannato chi non si ferma al no"
In merito a quanto mostrato nel servizio de Le Iene, in cui sono stati divulgati spezzoni di video, casting, girati nello studio di Rocco Siffredi dove si sentono le giovani promesse dell'hard lamentarsi e dire ripetutamente "no" alla richiesta di perpetrare certe pratiche da parte dell'attore e regista, Malena commenta con franchezzaSono rimasta scioccata nel vedere quelle immagini, perché non è il set che io conosco, non è il set che ho vissuto. Non ho fatto casting con lui. Non ho mai difeso nessuno io. Mi sono immedesimata in quelle ragazze, non deve andare così. Se no è no, sempre. Ho girato su un set dove quando alzavo una mano, mi lamentavo, tutto si fermava. Ci sono i fotografi, chi cura le luci, una telecamera accesa h24. Quello è un ufficio dove le ragazze sono andate per fare casting. In quel momento erano delle donne, non erano ancora delle attrici, è questa la differenza. Se lo dobbiamo chiamare cinema per adulti, il cinema richiede una professionalità. Alla luce di quanto ho visto nel servizio non c’è niente di professionale, fino a quando non vengo riconosciuta come una lavoratrice non sono altro per la gente.

Siffredi, di contro, ha sempre rigettato queste accuse sostenendo: "Sono stato l’attore hard più premiato della storia, possibile che il mondo intero non si sia accorto che c’è uno stupratore davanti alla camera?". 

Malena continua il suo discorso dichiarando che ogni cosa andrebbe pattuita prima di portarla in scena, come succede nelle produzioni europee e americane, diversamente da quelle dell'Est Europa e aggiungeSe siamo due persone serie e c’è un patto, se io ti dico che quella cosa non la voglio fare, non la fai e poi la fai lo stesso o me la richiedi, a casa mia c’è un’altra parola, si chiama stupro. Quando tu sei nuda, sei indifesa, non sai che fare, poi incide il fatto di non essere richiamata, di fare una brutta figura con le altre attrici, io ci credo che una non ha la forza di dire no. Va condannato chi non riesce a fermarsi al no.

L'attrice, poi, commenta anche il presunto complotto che Siffredi ritiene sia stato ordito contro di lui: "Non ho nessuna questione di lavoro in sospeso con lui, ho lavorato per la Siffredi Production, non per Rocco Siffredi. Penso di aver dato tanto, in tutti i sensi, però sentirmi dire che fossi una delle ragazze che avesse deposto a suo sfavore, io non ci sto".

Le gang bang e la scomparsa del cugino di Rocco Siffredi
Altra tematica affrontata è quella delle gang bang, molto frequenti tra le produzioni di Siffredi che, però, stando a quanto dichiarato da Malena hanno preso una deriva completamente diversa dall'inizio:
Non vorrei sia stata di produrre troppo, la fretta. Nelle prime c’erano attori professionisti oltre ai non professionisti. Devi avere esperienza per poterlo fare, altrimenti ragazza si fa male e lo vive come un trauma. Ho sempre detto alle ragazze di non imitarmi, ma non sempre il consiglio veniva seguito. Ci sono delle tecniche alla base che a me, ai tempi, sono state insegnate. Per qualcuna di loro penso di essere stata un punto di riferimento e anche un punto di conforto.

L'attrice, poi, ricorda anche il cugino di Rocco Siffredi, Gabriele, secondo alcuni il deus ex machina di tutte le sue produzioni, scomparso di recente: "Tutto quello che ho fatto l’ho fatto con Gabriele che è stata una persona fondamentale nel mio lavoro, mi ha guidata per farmi il meno male possibile". A questo proposito, quindi, alle ragazze che decidono di intraprendere questa carriera Malena consiglia di andare in America: "È tutto regolamentato" e al perché in Italia non siano mai state fatte delle leggi a tutela risponde: "Perché chi le rappresentava non le ha mai chieste".

Fonte: Fanpage.it

giovedì 24 aprile 2025

Valentina Nappi difende Rocco Siffredi dalle accuse di stupro: “Nessuno ti obbliga a continuare, se lo fai è per soldi”



Valentina Nappi difende Rocco Siffredi dalle accuse di violenza sessuale: “Nessuno ti costringe a fare nulla”. L’attrice smonta le testimonianze de Le Iene e parla del consenso nell’industria del porno.

Le pesanti accuse contro Rocco Siffredi, emerse durante un servizio de Le Iene, stanno scuotendo l'industria dell'hard. La star italiana del porno è stata accusata di presunte violenze durante e fuori dalle riprese. Sono accuse molto forti che, potenzialmente, potrebbero porre fine ad un nome e ad una carriera quarantennale. Forse anche per questo una delle attrici nel gotha del settore, Valentina Nappi, ha deciso di parlare in suo favore in un'intervista a Mowmag, offrendo la sua visione dei fatti: "Queste ragazze non dovrebbero fare porno".

Le parole di Valentina Nappi su Rocco Siffredi
La posizione di Valentina Nappi è netta e senza compromessi: "Queste ragazze, secondo me, semplicemente non dovrebbero fare le attrici porno. Rocco fa lo stesso tipo di scene da quando ha iniziato la sua carriera, che si aspettavano?". L'attrice ha poi aggiunto: Magari lui è uno che cerca di spingerti a oltrepassare i tuoi limiticon me lo ha fatto, e lo ringrazio ancora per questoma nel momento in cui non ti trovi a tuo agio nessuno ti vieta di alzarti e andartene. Se continui, lo fai per soldi, e in quel caso il consenso c'è, eccome. Non vado su un set dove si fa principalmente anale per poi lamentarmi del fatto che hanno provato a mettermelo in culo.

La questione del consenso al centro della polemica
Uno degli aspetti più delicati della vicenda riguarda proprio il tema del consenso. Valentina Nappi affronta l'argomento senza giri di parole: "Ho sempre potuto dire no, quando non me la sentivo. Nessuno ti costringe a fare nulla che tu non voglia. Certe persone forse si dimenticano che questo è un lavoro, e che non è un lavoro adatto a tutti". Tra le accuse più forti, quella dell'attrice Gloria che ha dichiarato di aver ricevuto sputi addosso. A queste parole, la Nappi dice la sua: "Ma lei si è fatta pagare? Perché non ha fermato la scena? Non penso che Rocco gli abbia puntato una pistola alla testa".

Fonte: Fanpage.it

venerdì 6 maggio 2016

«Rocco Siffredi boccia Belèn pornostar»

"Voi che pensavate che Belèn fosse il massimo. Il video hard della soubrette argentina non è proprio piaciuto al più grande intenditore italiano, Rocco Siffredi, che ammira Belèn, a Sanremo nel confronto con la Canalis ha vinto 10-0, ma sostiene che la performance erotica diffusa sul Web gli abbia fatto cadere le braccia e non solo... Chiacchierata con Rocco Siffredi sulla nuova pornografia"


Per la star del cinema a luci rosse, il sex tape di Belèn fa cascare le braccia e soprattutto qualcos'altro. "Vederla compiere una fellatio prima, durante e dopo, masticando il chewing gum in bocca è quasi raccapricciante. Io non capisco quel genere di video". "Belèn è vero", aggiunge Rocco al telefono, "è il sogno degli italiani. Pensiamo a Sanremo: Belèn - Canalis 10-0. Secondo me dopo la pubblicazione di questo video perderà un bel pò di fan, ma non per il video, per la performance. Sul mio blog in tanti delusi mi hanno scritto a questo proposito, sostenendo che 'è una sòla'. Ma sono abituati alle mie performance, più hot e professionali. Tanto che mi scrivono  che per vederla fare qualcosa di davvero eccitente, dovrebbe avere me come partner."

Che ne pensi del sesso fai-da-te?
È stata la nostra rovina, anche se lascia il tempo che trova, perché i veri cultori del porno cercano la qualità, il fai-da-te resta fai-da-te, il suo solo vantaggio è la novità di un corpo nuovo. Ma questo a fatto sì che anche la qualità dei prodotti dell'industria pornografica sia scaduta, perché non ci sono più soldi. E poi perché devo investire tanto denaro in un film, se poi questo viene immediatamente condiviso gratuitamente su Internet? È come per la musica, che si scarica gratis, solo che i musicisti possono racimolare denaro facendo i concerti, noi che facciamo andiamo in piazza?

Be', si può tornare al passato, agli show nei teatri e nei club, quando non esistevano le videocassette si facevano. Certo, ma a me quella roba non è mai piaciuta. La ripetizione dell'atto all'infinito mi fa schifo, i meccanismi fanno sì che gli attori non cambiano mai espressione, compiono l'atto sessuale come robot. Chapeau a quegli artisti che ripetono al millesimo replica dopo replica gli stessi gesti, in sincronia con la musica e le luci, ma non è roba che fa per me.

La star di Hollywood James Franco è rimasta così impressionata dall'abilità degli attori e delle attrici porno, che ha annunciato che dirigerà un documentario sul mondo hardcore e in particolare sulla factory del sesso estremo l'Old Armory di San Francisco?

Quelli sono davvero tosti. Più volte mi hanno chiesto di lavorare con loro, ma sono troppo estremi, si rischia di farsi e fare davvero male. Io tengo famiglia. Sono molto gettonati per le performance live, che non fanno negli Usa, ci mancherebbe. Lì li rinchiuderebbero e butterebbero la chiave. Così vanno a Budapest in P.zza degli Eroi davanti a centinaia di turisti. E ne combinano di tutti i colori, lì all'aperto, finché non arriva la polizia. Ma a Budapest, non so per quale motivo, sono costretti a trattenerli solo per sei ore. Poi li rilasciano. E così loro tornano non appena possibile e filmano tutto. Io però da sempre sono contrario persino alle videocassette e ai dvd hard esposti nelle edicole, per non parlare della facilità con la quale un adolescente come i miei figli navigando sul Web, anche solo per puro caso può trovarsi all'improvviso un culo a tutto schermo davanti agli occhi. Bisogna avere rispetto della sensibilità altrui, non è giusto imporre certe cose agli altri, e non è neppure bello.

Per tornare al famigerato porno fai-da-te, recenti ricerche dimostrano che i giovani che abusano della pornografia su Internet, finiscono quasi con il perdere la libido. Insomma, per parafrasare un proverbio il troppo ammoscia.

La pornografia deve essere un surplus dell'eccitazione, noi non siamo insegnanti del sesso. Non siamo il motore delle pugnette. È vero che con Internet i giovani oggi sono molto più aperti e disinibiti, ma formano anche una generazione abbastanza velocemente bruciata, perché l'indice di perversione è diventato talmente estremo, per cui questa liberalizzazione totale ha distrutto l'erotismo. L'asticella si è alzata così tanto, che ha finito per saltare via. Tutti mi chiedono, ma come si fa a sedurre una donna. Beh, l'unica arma di seduzione rimasta oggi è il denaro, se non hai i soldi una donna non s'innamora più. La classica gnocca ti manda a quel paese.

Fonte: Gqitalia.it