lunedì 5 febbraio 2024
Chiara Ferragni, il Codacons vuole di più: tutti devono rescindere i contratti pubblicitari
Pigna interrompe la collaborazione con Chiara Ferragni: “Per rispetto del nostro codice etico”
Anche Pigna ha deciso di interrompere la collaborazione con Chiara Ferragni, indagata per truffa aggravata. Una decisione che l’azienda bergamasca ha preso "nel rispetto del proprio codice etico".
Pigna interrompe la collaborazione con Chiara Ferragni, al momento ancora indagata per truffa aggravata. Dopo Safilo e Coca Cola, anche le Cartiere Paolo Pigna Spa hanno cessato i rapporti commerciali con l'influencer. A farlo sapere l'ANSA, in collegamento con i vertici dell'azienda bergamasca. Una decisione presa "nel rispetto del proprio codice etico aziendale, che esclude la collaborazione con soggetti terzi sanzionati dalle autorità competenti per aver assunto un comportamento non etico, corretto e rispettoso delle leggi".
Cosa aveva detto l'ad Pigna sul caso Chiara Ferragni
Solo qualche settimana fa, l'ad di Pigna Massimo Fagioli aveva commentato il caso Chiara Ferragni in un'intervista a La Repubblica:
"Collaboriamo con Chiara Ferragni da diversi anni, avendo avuto modo di apprezzarne le doti umane ed imprenditoriali. La relazione commerciale tra i due brand italiani è stata proficua e soddisfacente in tutti i mercati in cui operiamo. La storia di 185 anni di Pigna, la nostra leadership e il nostro stile aziendale ci portano a guardare verso il futuro, con l’auspicio che l’attuale non facile contesto possa essere superato".
L'azienda aveva creato con la nota influencer una linea di cartoleria pensata per la scuola, da quaderni ad astucci, passando per penne e matite.
Anche Safilo e Coca Cola avevano cessato i rapporti con Chiara Ferragni
Lo scorso 21 dicembre, il noto brand di occhiali Safilo era stato il primo a fare un passo indietro nel rapporto con Chiara Ferragni, annunciando che non avrebbe più voluto collaborare con l'influencer. "Safilo si impegna a promuovere una cultura aziendale basata sull’onestà, l’integrità, la correttezza e la buona fede, oltre, naturalmente, a rispettare le leggi in vigore in ciascun paese dove il Gruppo opera", aveva fatto sapere l'azienda. Poi era stata la volta di Coca Cola, che con la nota imprenditrice digitale aveva un accordo per uno spot pubblicitario, che sarebbe dovuto uscire a fine gennaio. Un'indiscrezione anticipata da La Repubblica e poi confermata dall'azienda stessa: "Abbiamo lavorato con Chiara in Italia nel 2023, anche per alcune riprese tenutesi lo scorso dicembre. Al momento non prevediamo di usare questi contenuti".
Fonte: Ansa.it
martedì 21 marzo 2023
Sanremo, il danno oltre la beffa: chi paga i 3 milioni di multa per Ferragni & Co?
La noia per gli sketch tra Ferragni e Amadeus a Sanremo non era una punizione sufficiente: ora i contribuenti rischiano di pagare le sanzioni Agcom per pubblicità occulta
La Rai sbaglia, i contribuenti ( quindi noi ) pagano. Ebbene sì, perché l'Agcom ha effettivamente rilevato più di dodici casi di pubblicità occulta all'interno delle cinque serate del festival di Sanremo, oltre all'utilizzo smodato di Instagram da parte, soprattutto, del conduttore e di Chiara Ferragni. Che qualcosa non fosse esattamente regolare in quei siparietti si era capito. Tralasciando il fatto che fossero stucchevoli e del tutto inutili ai fini dello spettacolo, per i telespettatori italiani si prevede il danno oltre la beffa.
"Saremo noi a pagare". La rivolta contro la Ferragni per le multe alla Rai
Partiamo dall'inizio. Chiara Ferragni è stata la vera star di questa edizione, la vera ospite d'onore come dimostra l'entrata dal sipario chiuso durante la prima serata e tutti i salamelecchi ricevuti. Viene elogiata come straordinaria imprenditrice digitale, vero esempio per le nuove generazioni e scrive la letterina motivazionale alla "piccola Chiara". Ma poi, alla fine, sul palco del teatro Ariston è rimasta sempre la stessa Chiara Ferragni, chiusa nel personaggio dell'influencer che insegna ad Amadeus come funziona Instagram, come si fanno i selfie e le dirette social. Niente di diverso rispetto a quello che avrebbe potuto fare qualunque ragazzino a casa.
Che poi, tutto questo la "piccola Chiara" l'avrebbe potuto fare chiusa nel camerino prima delle serate, dopo, a pranzo, a cena, o in qualunque altro momento. Davvero qualcuno credeva che sarebbe stato un momento interessante per il pubblico? Perché se così fosse c'è da spiegare due o tre cose agli autori. O semplicemente bisognerebbe suggerire loro di leggere i social in presa diretta, perché già dai primi sketch il pubblico ha iniziato a lamentarsi. Giustamente.
Ma andiamo oltre. La grande noia dei telespettatori, che sono anche contribuenti, in quei giorni era accompagnata da un mormorio che è aumentato di giorno in giorno. Possibile che si possa fare così liberamente pubblicità a un'azienda sul palco di Sanremo? Ci sarà un contratto di promozione che non si conosce? Qualcuno di loro è pagato per sponsorizzare Meta? Domande che sono rimbalzate e che si sono fatti anche dalle parti dell'Agcom, che ha aperto un'istruttoria.
E ci è voluto più di un mese per arrivare al risultato. Dodici infrazioni per pubblicità occulta più Instagram. La Rai potrà presentare le proprie controdeduzioni, ma sarà difficile per Viale Mazzini contestare la violazione, come sostiene chi conosce la pratica, secondo il quale Agcom sarebbe orientato anche a comminare la pena sanzionatoria massima, ossia 253mila euro di multa per ogni violazione, per un totale di oltre 3 milioni di euro.
Questo solo per la pubblicità occulta, cari contribuenti. Perché il caso di Instagram potrebbe profilarsi anche un danno erariale per l'assenza di una remunerazione prevista da un contratto. La Rai potrebbe contestare che quella non fosse proprio pubblicità, mentre l'Autorità potrebbe decidere di sanzionarla sia per la spinta specifica data al profilo di Amadeus sia per la promozione a 360 gradi della piattaforma. Perché, diciamocelo chiaramente, se non era pubblicità quella, cosa lo è? E chi deve pagare? Ecco, appunto. Risposta esatta, amici contribuenti.
Fonte: Ilgiornale.it





