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lunedì 5 febbraio 2024

Pigna interrompe la collaborazione con Chiara Ferragni: “Per rispetto del nostro codice etico”


Pigna interrompe la collaborazione con Chiara Ferragni: “Per rispetto del nostro codice etico

Anche Pigna ha deciso di interrompere la collaborazione con Chiara Ferragni, indagata per truffa aggravata. Una decisione che l’azienda bergamasca ha preso "nel rispetto del proprio codice etico".

Pigna interrompe la collaborazione con Chiara Ferragni, al momento ancora indagata per truffa aggravata. Dopo Safilo e Coca Cola, anche le Cartiere Paolo Pigna Spa hanno cessato i rapporti commerciali con l'influencer. A farlo sapere l'ANSA, in collegamento con i vertici dell'azienda bergamasca. Una decisione presa "nel rispetto del proprio codice etico aziendale, che esclude la collaborazione con soggetti terzi sanzionati dalle autorità competenti per aver assunto un comportamento non etico, corretto e rispettoso delle leggi".


Cosa aveva detto l'ad Pigna sul caso Chiara Ferragni

Solo qualche settimana fa, l'ad di Pigna Massimo Fagioli aveva commentato il caso Chiara Ferragni in un'intervista a La Repubblica:

"Collaboriamo con Chiara Ferragni da diversi anni, avendo avuto modo di apprezzarne le doti umane ed imprenditoriali. La relazione commerciale tra i due brand italiani è stata proficua e soddisfacente in tutti i mercati in cui operiamo. La storia di 185 anni di Pigna, la nostra leadership e il nostro stile aziendale ci portano a guardare verso il futuro, con l’auspicio che l’attuale non facile contesto possa essere superato".

L'azienda aveva creato con la nota influencer una linea di cartoleria pensata per la scuola, da quaderni ad astucci, passando per penne e matite.


Anche Safilo e Coca Cola avevano cessato i rapporti con Chiara Ferragni

Lo scorso 21 dicembre, il noto brand di occhiali Safilo era stato il primo a fare un passo indietro nel rapporto con Chiara Ferragni, annunciando che non avrebbe più voluto collaborare con l'influencer. "Safilo si impegna a promuovere una cultura aziendale basata sull’onestà, l’integrità, la correttezza e la buona fede, oltre, naturalmente, a rispettare le leggi in vigore in ciascun paese dove il Gruppo opera", aveva fatto sapere l'azienda. Poi era stata la volta di Coca Cola, che con la nota imprenditrice digitale aveva un accordo per uno spot pubblicitario, che sarebbe dovuto uscire a fine gennaio. Un'indiscrezione anticipata da La Repubblica e poi confermata dall'azienda stessa: "Abbiamo lavorato con Chiara in Italia nel 2023, anche per alcune riprese tenutesi lo scorso dicembre. Al momento non prevediamo di usare questi contenuti".

Fonte: Ansa.it

sabato 8 aprile 2023

Papa Francesco: "Il sesso è una delle cose belle donate da Dio"

Dialogo con dei giovani, anche su pornografia e masturbazione

Un dialogo a tutto campo con un gruppo di giovani: è il documentario "Amen" che vede il Papa protagonista e che sarà trasmesso su Disney+.

Parlando ad una giovane che vende contenuti pornografici in rete, il Papa, secondo quanto riporta l'Osservatore Romano, dice: "Chi è dipendente dalla pornografia è come se fosse dipendente da una droga che lo mantiene a un livello che non lo lascia crescere".

Il dialogo si sposta poi sul tema della masturbazione e il Papa dice ai giovani: "Il sesso è una delle cose belle che Dio ha dato alla persona umana. Esprimersi sessualmente è una ricchezza. Allora tutto ciò che sminuisce la reale espressione sessuale sminuisce anche te, e impoverisce questa ricchezza in te. Il sesso ha una sua dinamica, ha una sua ragion d'essere.

L'espressione dell'amore è probabilmente il punto centrale dell'attività sessuale. Allora tutto ciò che te lo trascina da un'altra parte e che te lo toglie da quella direzione ti sminuisce l'attività sessuale". Il Pontefice ammette che i cristiani non hanno sempre avuto una catechesi matura sul sesso.

Nel documentario, il Papa parla del rapporto tra la Chiesa e il mondo Lgbt. Con il nome di Celia si presenta una ragazza spagnola che spiega che è non binaria e cristiana. "Sai che cos'è una persona non binaria?" chiede a Francesco. Lui - riferisce l'Osservatore Romano - risponde di sì, ma lei gli spiega lo stesso che una persona non binaria è quella che "non è né uomo né donna, o, quantomeno, non del tutto né tutto il tempo".

Poi vuole sapere se nella Chiesa c'è spazio per la diversità sessuale e di genere, e il Papa risponde: "Ogni persona è figlia di Dio, ogni persona. Dio non rifiuta nessuno, Dio è padre. E io non ho diritto a cacciare nessuno dalla Chiesa. Non solo, il mio dovere è di accogliere sempre. La Chiesa non può chiudere la porta a nessuno. A nessuno". Subito dopo il Pontefice rivolge una critica a quanti, con la Bibbia come riferimento, giustificano l'esclusione dalla comunità ecclesiale del cosiddetto movimento Lgbt. "Queste persone sono infiltrati che approfittano della Chiesa per le loro passioni personali, per la loro ristrettezza personale. È una delle corruzioni della Chiesa", dice Papa Francesco.

Fonte: Ansa.it

martedì 4 aprile 2023

Morgan ottiene il primo programma in Rai: cosa farà per quattro puntate

Lo show musicale andrà in onda in seconda serata su Rai2, dal 10 al 13 aprile. L’artista sarà accompagnato da Pino Strabioli

Morgan torna in tv, accompagnato da Pino Strabioli. Da lunedì 10 aprile fino a giovedì 13 aprile, infatti, in seconda serata su Rai2, andrà in onda StraMorgan. Il programma, registrato negli studi Rai di Torino, è costituito in quattro puntate interamente dedicate alla musica, in cui Morgan e Strabioli, che farà da voce narrante nello show, guideranno gli spettatori nel mondo musicale, tra canzoni, partiture, voci, storie e note a margine sulla storia della musica. Assieme ai due conduttori ci sarà anche un’orchestra composta da giovani musicisti, oltre che a interventi di ospiti che racconteranno la genesi dei brani e degli artisti che li hanno realizzati. Per Morgan si tratta di un ritorno su Rai 2 a cinque anni dalla conduzione di programmi come FreddieMorgan racconta i Queen e ZiggyMorgan presenta David Bowie e la presenza del musicista e compositore tra i giudici di The Voice of Italy. Il ritorno in Rai di Morgan era in aria da tempo, sin dalla mancata nomina a consigliere per la musica al ministero della Cultura, guidato dal ministro Sangiuliano, che preferì nominare il direttore d’orchestra Beatrice Venezi. All’epoca, intervenne il sottosegretario Vittorio Sgarbi che tentò di consolare il frontman dei Bluvertigo, dichiarando che Marco Castoldi «merita di più, lui deve avere un ruolo attivo, fattivo». E Sgarbi anticipò le varie strade che avrebbe potuto percorrere Morgan: «Lui sarebbe perfetto nel ricoprire un ruolo importante nelle università. Sto pensando anche ad un programma Rai per lui». E alla fine lo show è arrivato per davvero: StraMorgan.

Fonte: Open.online

martedì 21 marzo 2023

Afi, vertenza legale contro Meta per utilizzo contenuti


L'Afi (Associazione Fonografici Italiani) ha affidato la ormai nota questione che la vede contrapposta a Meta per l'utilizzo non autorizzato dei contenuti dei suoi associati e mandanti allo Studio Lipani Catricalà & Partners, e in particolare al team di litigation guidato dall'equity partner Silvia Cossu insieme al professore Enzo Cannizzaro e l'avvocato Simone Ventura.

"La decisione di affidare la controversia a uno studio così prestigioso, con un'importante storia nell'ambito del contenzioso antitrust, nasce dall'ambizione di vedere riconosciuto una volta per tutte il corretto equilibrio di mercato e la fine di un periodo di conclamati abusi e soprusi da parte del gigante dei social media, oggi rinominato Meta Platforms, commenta il presidente di Afi Sergio Cerruti.

"Contrariamente ai personalismi emersi sul tema, frutto di sensazionali dichiarazioni tecnicamente inesatte e sicuramente fuori luogo espresse da presidenti di altri organismi di rappresentanza, il nostro solo ed unico scopo è quello di provare a riequilibrare il mercato a favore anche degli interessi nazionali, in particolare delle piccole e medie imprese del nostro Paese che non vogliono e non devono sottostare ad un sistema che impone loro di rivolgersi ad associazioni estere per vedere riconosciuti diritti che ad oggi vengono già gestiti ad intermediati per loro, come da norma di legge, da Associazioni italiane, tra cui la stessa Afi", spiega Cerruti.

"Mi dispiace che per l'ennesima volta sia stato necessario chiamare in causa avvocati e studi legali per una situazione che oltre essere ampiamente conosciuta da chi la esercita è altrettanto compresa da Agcm e Agcom, le Autorità che vigilano sul mercato e sul nostro settore, le quali fino ad oggi non hanno avuto il giusto stimolo per affrontare la big company americana Meta, come se l'applicazione delle norme relative alla concorrenza e alla libertà d'impresa dipenda dalla dimensione delle parti coinvolte e non dalla quantità e qualità dei diritti violati", spiega Cerruti.

"A questo punto ci aspettiamo che lo Studio Lipani Catricalà & Partners riesca a catturare l'attenzione delle Autorità e trovare una definitiva risoluzione alla questione, che altrimenti saremo costretti a portare anche noi all'estero ma nel nostro caso nelle arene decisorie della Commissione Europea, sicuramente più determinante nei confronti delle grandi corporazioni di interesse multinazionale".

Fonte: Ansa.it

domenica 19 marzo 2023

Scienziato futurista prevede che raggiungeremo l'immortalità entro il 2030


L'unica e sola certezza che abbiamo nella vita è che un giorno, che non ci è dato conoscere, terminerà. Tuttavia, se alcuni accettano più serenamente il fatto di non poter esistere per sempre, altri temono l'idea di una fine e sognano l'immortalità, nonostante siano consapevoli che questa non è affatto possibile. Eppure, uno scienziato e futurista ha spiazzato le millenarie convinzioni degli esseri umani, sostenendo che le persone potranno raggiungere questo incredibile traguardo entro il 2030. Cerchiamo di capire meglio come e perché.

Ray Kurzweil, scienziato informatico e futurista, ha reso note le sue previsioni circa il traguardo che gli esseri umani raggiungeranno entro il 2030, ossia la possibilità di diventare immortali. L'uomo ha basato le sue considerazioni sugli sviluppi dell'intelligenza artificiale, dunque si dovrà resistere ancora qualche anno prima di poter sperimentare l'eternità in vita.

Non è la prima volta che Kurzweil prevede con esattezza delle novità legate alla tecnologia: nel 1990 sostenne che un computer sarebbe riuscito a battere i campioni di scacchi umani entro la fine del millennio, oltre alla nascita dei pc portatili, degli smartphone, il wireless e l'avvento di internet. Nel 2010 ha eseguito un recap delle sue precedenti previsioni, per valutarne l'andamento e l'esito, arrivando alla conclusione che 115 su 147, effettuate nel 1990 circa avvenimenti in prossimità del 2000, si sono dimostrate "completamente corrette", mentre 12 erano "sostanzialmente corrette" mentre soltanto tre sono risultate del tutto errate.

Nonostante quindi la sua previsione riguardo al poter vivere per sempre possa sembrare impossibile, non è da escludere che lo scienziato si sia totalmente sbagliato. Non è la prima volta che il futurista si lancia in pronostici ambiziosi, avvicinandosi di molto alle date che aveva indicato in anticipo.


"Il 2029 è la data coerente che ho previsto per quando un'intelligenza artificiale supererà un test di Turing valido e quindi raggiungerà livelli umani di intelligenza. Ho fissato l'anno 2045 per la 'singolarità', ovvero quando moltiplicheremo la nostra intelligenza effettiva un miliardo di volte, fondendoci con l'intelligenza che abbiamo creato." Secondo Kurzweil, quindi, entro il 2030 l'uomo sarà in grado di "aumentare l'aspettativa della vita umana di più di un anno all'anno".

Stando alle sue previsioni, dei nanobot scorreranno nelle nostre vene, occupandosi di effettuare riparazioni e collegando il nostro cervello al cloud. A quel punto, saremo capaci di inviare video o e-mail direttamente con la mente, eseguendo persino dei backup dei nostri ricordi. La singolarità, secondo Ray, non dovrebbe spaventarci, ma sarà qualcosa che ci renderà migliori portandoci a diventare "divini". “Saremo più divertenti e più bravi nell'esprimere sentimenti d'amore. Se vorremo accedere a 10.000 computer per due secondi, potremo farlo in modalità wireless. Questo è ciò che faremo con la nostra neocorteccia."

I nanobot, in effetti, sono già stati impiegati per fornire carichi utili di medicinali nei tumori cerebrali, ma non è stato ancora raggiunto uno sviluppo tale da poter vedere avverarsi la previsione in tempi brevi. Tuttavia, le interfacce cervello-macchina hanno raggiunto livelli inimmaginabili: pensiamo, ad esempio, alle persone completamente paralizzate in grado di prounciare parole e frasi usando la mente.

Per sapere se la sua previsione si rivelerà esatta, non resta che aspettare.


venerdì 17 marzo 2023

Oscar 2023, la lezione di Lady Gaga

"Oggi voglio mostrami al naturale, libera da trucchi e filtri". È una didascalia che piace molto a star e starlette nostrane, a sottolineare quanto sia importante accettarsi per quello che si è. Spesso si tratta di attrici o conduttrici o influencer o chicchessia molto belle, per via del dna o del medico estetico chi può dirlo e chissenefrega. Ed altrettanto spesso quel "naturale" è comunque artefatto. Poco importa: l’intenzione è nobile ma il risultato spesso non troppo centrato. Perché si finisce per alzare gli standard, per dire "guarda come sono bella senza artifici" in uno slancio di autogratificazione che supera e non di poco il messaggio per tutti. Poi ci sono le superstar, quelle che i messaggi li mandano senza dirlo, senza sottolinearlo. "Oh sto mandando un messaggio, guarda qua che brav* che sono".

Lady Gaga è arrivata al Dolby Theater per la notte degli Oscar elegante, con un make up fatto come si deve. Una diva sul red carpet. Poi ha cantato Hold My Hand, la canzone per la quale era candidata all’Oscar per Top Gun: Maverick, il film campione di incassi con Tom Cruise. E si è presentata sul palco in jeans e maglietta. Struccata. Lei. Bellissima. A dire diverse cose.

Che i messaggi si danno anche e soprattutto senza didascalie sui social.

Che proprio lei, Regina della teatralità in scena, vuole ribadire ora che in tanti sono più maschere che cantanti, come alla fine conti solo una cosa, il pezzo.

Che bisogna saper cantare.

Che si può emozionare, e tanto, con semplicità.

Che se si fosse presentato così un cantante, jeans e maglietta, nessuno ci avrebbe fatto caso o avrebbe parlato di un eventuale "mancanza di show" e lei dice: "fateci caso ora, e poi non sottolineatelo più, facciamo che è normale, essere come vogliamo essere".

Che una star è una star e una star, per citare Gertrude Stein.

Non ha vinto la statuetta, Lady Gaga. Ma chi se ne importa.

Fonte: Ilfattoquotidiano.it

giovedì 9 marzo 2023

Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi su Netflix: "Ho girato 50 scene di sesso in 95 giorni"

Il commento dell'attore sulla serie Netflix Supersex dove interpreterà il re del porno Rocco Siffredi


Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi

Netflix è pronta a lanciare la sua prima serie su uno dei personaggi più controversi e irriverenti dello spettacolo italiano, un uomo conosciuto da tutti come il più grande pornodivo dei nostri tempi il cui nome è, da sempre, associato a una cosa sola, il sesso. Stiamo parlando di Rocco Siffredi, l'abruzzese che dalla cittadina di Ortona, in provincia di Chieti, ha spopolato nel mondo del porno diventando uno dei nomi di spicco del settore nonché uno dei maggiori personaggi di spettacolo. E per raccontare la sua storia, in una serie di 7 episodi, Netflix ha scelto come interprete Alessandro Borghi che si è calato alla perfezione nei panni del pornodivo e che ha raccontato qualche dettaglio inedito e hot su come sta affrontando le riprese di questa nuova serie Netflix, tra le più attese del 2023, dal titolo Supersex. 

Supersex, Alessandro Borghi su Rocco Siffredi e il bigottismo degli italiani

Alessandro Borghi, attore dalla capacità camaleontica di diventare sia psicologicamente che fisicamente i personaggi che interpreta sullo schermo, è già identico a Rocco Siffredi. Ne ha assunto le sembianze fisiche, lo sguardo, l'atteggiamento ed è pronto a raccontare su Netflix la storia della grande star italiana del sesso mostrando l'uomo dietro l'appellativo di pornostar. Con le riprese di Supersex attualmente in corso, Borghi ha svelato qualche dettaglio inedito sulla serie Netflix che presto diventerà uno dei titoli più chiacchierati del mondo seriale e tra questi c'è il fatto che, in 95 giorni di riprese di Supersex, sono state ben 50 le scene di sesso rappresentate. Ma non solo.

"Rocco mi ha raccontato alcuni lati di sé poco noti con grande onestà e fiducia - ha esordito Borghi raccontando il suo incontro con Siffredi-. Mi ha portato a casa sua, ha svuotato 10 hard disk di foto di famiglia, audizioni da ventenne, video. Ho conosciuto un essere umano incredibile che vive nel terrore di deludere gli altri e che vive da sempre con una dipendenza dal sesso che lo ha (interiormente) ucciso". 

Supersex, su Netflix, sarà un racconto di formazione, come la descrive lo stesso Borghi, "formazione di un ragazzino che da Ortona inizia un viaggio che ven'anni dopo lo chiuderà in una gabbia". E parlando della cosa più difficile sul set, Alessandro rivela che non è stato tanto girare scene di sesso ma portare rispetto etico a Rocco che, si augura, apprezzerà la serie. 


Al centro della scena c'è Rocco, ma non è da solo. Insieme ad Alessandro Borghi, che interpreterà il pornoattore italiano più famoso di sempre, ci saranno anche Gaia Messerklinger e Vincenzo Nemolato, che assumeranno i ruoli di Moana Pozzi e Riccardo Schicchi, e Jasmine Trinca.

Ma tornando al sesso, Alessandro Borghi ha svelato che in 95 giorni di riprese sono state ben 50 le scene di sesso girate ma ci ha tenuto a specificare: "Il racconto del porno è uno snodo narrativo, segna un cambiamento emotivo del personaggio ed è questa, forse, la grande intuizione della serie". E sul "bigottismo" italiano, Borghi, ha voluto dire la sua specificando di aver scelto questo ruolo per "litigare un po' con tutti": "Ho pensato a quanto sia fastidioso il bigottismo di questo Paese, il porno esiste, c’è a chi piace e a chi no, ci sono quelli che non lo considerano una parte della società, quelli che ci hanno negato le location perché era una serie su Siffredi, poi la sera vanno a casa e si guardano i porno".

Fonte: Today.it

martedì 28 febbraio 2023

Il trucco dei tecnici per avere WI-FI ovunque in casa, mai più connessione lenta

Connessione lenta? Con il trucco dei tecnici è possibile avere il Wi-Fi ovunque e dimenticarsi della lentezza in tutta la casa.

Cosa fare con la connessione lenta se non cambiare direttamente operatore? A volte la sua lentezza o il malfunzionamento è dovuto anche alla posizione della propria abitazione, ma in un momento storico come quello attuale non ci si può permettere di restare senza alcuna connessione. Non solo, tutte le persone che lavorano in smart working devono poter contare su un Wi-Fi affidabile e veloce. Per questo motivo, i tecnici esperti hanno voluto svelare il loro segreto semplificando la vita degli utenti.

Connessione lenta: il trucco dei tecnici per velocizzarla

La presenza del segnale Wi-Fi ottimo in casa è un must, non solo per chi desidera svagarsi a fine giornata ma anche per coloro che lavorano in smart working. Fattori di vario tipo possono renderlo lento e inaffidabile, per questo molti chiedono pareri ad un tecnico professionista oppure cambiano operatore sperando in un miglioramento.

Il consiglio degli esperti è di posizionare il router in una stanza centrale della propria abitazione, senza ostacoli o punti nascosti che possono limitare la connessione. I muri rappresentano l’ostacolo numero uno per il Wi-Fi, per questo motivo sarebbe bene valutare una posizione idonea e adatta per sfruttare il massimo della connessione che arriva dall’esterno.

Ovviamente, ancora meglio sarebbe posizionare il router all’esterno o in una stanza esterna cercando la parte agevole più alta. Se si posiziona in basso, il rischio è di avere una connessione più lenta e intermittente.

È poi buona regola non posizionare il router vicino ad altri apparecchi che sfruttano la tecnologia wireless. È un modo intelligente per migliorare la connessione e non avere alcuna interferenza.

Come si usa un ripetitore Wi-Fi?

Tuttavia, nonostante i consigli, si potrebbe avere ancora delle serie problematiche legate alla lentezza del Wi-Fi. Se la connessione non permette una navigazione stabile, sarebbe opportuno potenziarlo con il trucco dei tecnici.

Il ripetitore dovrà essere posizionato vicino al router e a pochi passi dall’area di copertura. La posizione è importante, perché un solo centimetro potrebbe cambiare la connettività e la percezione data per la connessione.

Non è da escludere di collegarsi con il cavo Ethernet a lunga distanza, potenziando il segnale sino a 100 metri e con una velocità elevata. Questi sono tutti piccoli trucchi per la connessione e per poter lavorare da casa, senza alcun disagio o interruzione.

Non solo per lavoro ma anche per svago, usufruendo della tecnologia per raggiungere l’obiettivo e pagare per un servizio ottimale.

Ci sono dei router tecnologicamente avanzati che offrono lo smart Wi-Fi, ed è bene contattare un tecnico nel caso così da cambiare la frequenza di connessione. Nulla di complicato o tecnicamente impossibile da gestire, perché oggi è possibile migliorare la connessione con semplici e piccoli spostamenti. Se si hanno dubbi in merito, basterà rivolgersi al proprio operatore o ad un tecnico preposto senza cambiare fornitore o pagare di più.

Fonte: Nanopress.it

giovedì 23 febbraio 2023

Meta indagata per evasione fiscale, i pm: «Iva non versata per 870 milioni». La precisazione dell'azienda

La Guardia di Finanza, che ha effettuato gli accertamenti, ha fatto un calcolo ad hoc sulla cosiddetta permuta di beni differenti

Una cifra monstre, circa 870 milioni di euro. È la presunta evasione fiscale ipotizzata dalla Procura di Milano in un'inchiesta appena aperta, ma passata già per le verifiche della Guardia di Finanza e della Procura europea, su Meta, il gruppo statunitense che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp. Un'indagine che si incentra su un'impostazione giuridica e fiscale innovativa, che, se accolta, potrebbe estendersi anche ad altre multinazionali dell'high-tech ed in altri Paesi. Una linea, però, che lo stesso colosso guidato da Mark Zuckerberg è già pronto a contrastare.

Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano per arrivare a contestare quell'importo come omesso versamento dell'Iva, per gli anni che vanno dal 2015 al 2021, ha effettuato un calcolo ad hoc sulla cosiddetta 'permuta di beni differenti. In sostanza, l'Iva non versata riguarda l'iscrizione degli utenti sulle diverse piattaforme social. Iscrizioni che avvengono si gratuitamente, ma con l'utente che in realtà paga una sorta di "fee", perché mette a disposizione i propri dati personali e con tanto di potenziale profilazione di quei dati. Ed è proprio attraverso questo scambio, formalmente gratuito, che Meta può trarre comunque un profitto. Guadagni che, in base a valutazioni giuridiche e fiscali, devono essere tassati, secondo gli inquirenti, con l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto, che Meta, invece, negli anni non ha mai versato.

La precisazione di Meta: «Siamo in disaccordo»

«Prendiamo sul serio i nostri obblighi fiscali e paghiamo tutte le imposte richieste in ciascuno dei Paesi in cui operiamo - ha fatto sapere un portavoce dell'impresa che gestisce i social -. Siamo fortemente in disaccordo con l'idea che l'accesso da parte degli utenti alle piattaforme online debba essere soggetto al pagamento dell'Iva. Come sempre, siamo disposti a collaborare pienamente con le autorità rispetto ai nostri obblighi derivanti dalla legislazione europea e nazionale».

Ad avviare un'istruttoria amministrativa erano stati i pm della Procura europea Giordano Baggio e Sergio Spadaro, con il vice procuratore europeo Danilo Ceccarelli. Poi, però, si sono spogliati della competenza sul caso che da ieri è sul tavolo della Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, ed è stato assegnato al pm Giovanni Polizzi del secondo dipartimento guidato da Tiziana Siciliano. Negli ultimi anni la Procura milanese ha portato avanti molte indagini sui giganti del web, che sul fronte penale si sono chiuse o con archiviazioni o con patteggiamenti a pene pecuniarie basse per i responsabili delle aziende. Conclusioni arrivate, però, dopo che sul fronte tributario le società hanno staccato maxi assegni di risarcimento nei confronti dell'Agenzia delle Entrate.

L'ultimo caso è stato quello di Netflix che ha chiuso i conti col Fisco versando quasi 56 milioni di euro. Prima ancora Google con 306 milioni di euro nel 2017 e Apple due anni prima con 318 milioni per chiudere tutte le pendenze. Già nel 2018, poi, Facebook si era messa in regola versando all'Erario oltre 100 milioni di euro, cifra simile a quella sborsata nel dicembre 2017 anche da Amazon.

Fonte: Ilmessaggero.it

Meta deve pagare il più grande risarcimento di sempre per violazione dei dati

Mark Zuckerberg, il capo di Meta, durante la sua testimonianza di fronte al Senato statunitense nel 2018, a proposito dello scandalo di Cambridge Analytica

Riguarda il caso Cambridge Analytica ed il patteggiamento ammonta a 725 milioni. La casa madre di Facebook era finita in tribunale per aver violato la privacy di 87 milioni di utenti

Meta, la casa madre di Facebook, ha accettato di pagare 725 milioni di dollari di patteggiamento per concludere un’azione legale collettiva legata allo scandalo Cambridge Analytica. La compagnia di Mark Zuckerberg era stata accusata di aver violato la privacy di milioni di utenti, avendo concesso a società terze di accedere ai loro dati personali senza consenso.

Il caso Cambridge Analytica

Lo scandalo in questione - uno dei tanti che hanno colpito Meta e le sue controllate Facebook, Instagram e Whatsapp nel corso degli anni - è scoppiato nel 2018 e riguarda l'ormai defunta società di consulenza politica britannica Cambridge Analytica, che ha avuto illegalmente accesso ai dati di 87 milioni di utenti di Facebook attraverso un'app di sondaggio chiamata MyDigitalLife.

Quei dati sono poi stati usati per influenzare il comportamento di elettori ed elettrici, attraverso annunci pubblicitari mirati, da diversi importanti clienti. Tra questi, il comitato elettorale di Donald Trump ed il Brexit party di Nigel Farage, nel contesto della campagna per il referendum che ha portato all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

A seguito della scoperta degli illeciti e delle violazioni della privacy commesse, Meta ( che allora si chiamava Facebook ) è stata costretta a pagare una multa da 5 miliardi di dollari alla Federal trade commission, l’agenzia statunitense per la tutela dei consumatori, 100 milioni di dollari alla Securities and exchange commission ( Sec ), per aver ingannato gli investitori, e una modesta cifra di 500 mila sterline ( 568 mila euro ) all'Information commissioner's office, il garante della privacy del Regno Unito.

La class action

Il patteggiamento di cui si è saputo oggi, riportato per la prima volta da Reuters, riguarda invece una class action presentata nel 2018 in California, da molti utenti di Facebook. Negli anni successivi, Meta si è opposta alla causa, sostenendo che gli iscritti al social network non dovrebbero avere alcuna aspettativa reale di privacy, un'affermazione che il giudice incaricato del caso ha definito come "davvero sbagliata", come riportato da Reuters.

Forse anche per questo motivo, quattro anni dopo, Meta è stata costretta a patteggiare ed a pagare 725 milioni di dollari agli utenti coinvolti. L’accordo è stato definito dagli avvocati dell’accusa come "il più grande risarcimento mai ottenuto in una class action sulla privacy e il più pagato da Facebook per risolvere un’azione legale collettiva presentata da privati".

Fonte: Wired.it

venerdì 10 febbraio 2023

L'agguato di Fedez è infame, il Festival degli stonati e Fagnani: quindi, Sanremo...

- Un po’ di pre puntata. Peccato: Francesca Fagnani avrebbe potuto dire le cose come stanno, ovvero che il monologo di Chiara Ferragni era scritto maleHa ragione la collega giornalista dagli occhiali rivedibili: sembrava un tema scritto da un bambino di 10 anni, con frasi fatte e retoricheNon va applaudita per forzaBrava imprenditrice, ma ieri ha cannatoFine.

Buona idea di una lettrice di questa rubrica dopo aver visto l’abito di Chiara Ferragni: “Da donna chiedo che questa sera Amadeus si presenti sul palco con una foto dei suoi genitali appiccicata proprio lì... dite che sarebbe di buon gusto?”.

Via alla direttaIl Primafestival non solo è un mix di marchette, come dicevamo ieri, ma è pure scritto male e recitato peggioGli Autogol che ci stanno a fare lì? Mah. Almeno c'è quella bella ragazza che rasserena noi maschietti.

- Vabbè, Morandi è una spanna sopra tuttiSa cantareSa parlarePorta pure la scopa sul palcoMonumentale.

WillyCanzone uguale a tante altre. Però lui ha un viso simpatico. Voto: 4.

Modà. Kekko non stonasa il fatto suoemozionaun record in un Sanremo in cui la metà degli artisti gara si mangiano le parole o steccano come le campane di Notre Dame. Ma che bello è poi vedere cinque uomini vestiti da uomo, senza colori stravaganti né rossetti? Voto: 8

- Le pillole di cui parla Morandi sono quelle di Matteo Messina Denaro?

- Dalla regia mi segnalano: "Non scrivere male di Francesco Arca che è un gran figo!". Eseguo.

- Non voglio infierire sul bambino della fiction. Ma perché tutto deve essere scritto e recitatoBastava farlo parlare con naturalezzadi quello che voleva, invece hanno finito col fargli fare una figura di barbina. Peccato.

Francesca Fagnani, primo vestito non brutto ma sbagliatoNon le dona, insomma. Non dirò perché altrimenti mi accusano di body shaming ma riguarda il décolleté.

- Allora, la scenetta del "sono emozionata ho paura di sbagliareha un po' stufato. Lo abbiamo capito: ve la fate sotto. Amen.

Sethu. Mia nonna avrebbe detto: "Poverino, ha così pochi soldi che va in giro con la giacca strappata". Invece immagino fosse tutto voluto. La canzone provoca irritazioni intestinali. Senza auto-tune sarebbe perso, credo. Voto: 2.

- Ecco, il maggior segnale di distensione inviato dall'Occidente alla Russia dall'inizio della guerra arriva dal Festivalla presenza del loro amato Al Bano.

- Ma Al BanoRanieri e Morandi non potrebbero dare un paio di lezioni di canto ai concorrenti del festivalUsiamo una quota del canonelo mettiamo pure in bolletta se serve. Vi prego.

- Coletta che si sgola per "Rose rosse per te": priceless.

Al Bano: voto 9Ranieri: voto 9Morandi: voto 9Voci pieneacuti veriparole che si capisconosfumature giustesanno stare sul palco senza spaccare interi roseti. Applausi.

Morandi ha tirato uno sputacchio su "uno su mille ce la fa" che due anni fa Burioni sarebbe morto di infarto sul colpoDopo la scopa hanno dovuto tirare fuori il mocio vileda per asciugare la bava.

- "Quasi 240 anni in tre e quanta dignità... altro che un Blanco qualsiasi" (cit.: La stessa madre che ieri non sapeva chi fosse Ferragni).

Se io mi inginocchio come Albano non mi rialzo più. Eroico.

Articolo 31Per i ricordi d'infanzia di chi scrive, partono da 3Canzone okJ-Ax non intonatissimoabito da gelataio. Voto finale: 7.

Cara Fagnanima un poco di suspance quando pronunci il nome del cantante no?

LazzaSe è vero che l'auto-tune era al minimo come ha promessonon è andata affatto male. Voto: 7.

GiorgiaUna canzone bruttina non supporta una voce stupenda. Peccato, non le rende giustizia. Voto: 5.

Dopo 73 anni di Festival all'Aristonancora non sono riusciti a posizionare il gobbo in modo che i conduttori che lo leggono guardino in telecamera?

- Bello eh, il monologo sull'IranMa vale per l'attivista iraniana ciò che vale per Zelenskyparliamo di musica, grazie?

Drusilla Foher hanno messo 4kg di cerone per 10cm di spessore di trucco. Potevano almeno avvertire il regista di non fare inquadrature da vicino. Non so se stanotte dormirò sereno.

Colapesce e DimartinoBaffo e pizzetto da 10Vestiti eterosessuali e sempliciCanzone orecchiabileintonazione sopra la media di serata. Voto: 7.

Poltronesofà! Ancora loro? Ma perchéPerchèPerché?

Subito dopo ci rifilano pure l'improbabile pubblicità di Paramountcon una letterina che legge frasi con la stessa enfasi di un cinghiale romano in cerca di cibo. È chiaro che gli inserzionisti hanno tentato in tutti i modi di risparmiare sui costi dei creativi delle agenzie pubblicitarie.

I dati dicono che i giovani spettatori di Sanremo sono cresciutiTi piace vincere facileci ficcano dentro youtuber di dubbio gustoche sappiano cantare o meno. Come se ai miei tempi avessero portato Beppe Signori all'AristonIl Festival me lo sarei sciroccato pure io.

È tornata Miss Canotto, di nuovo inquadrata. Se si allaga l'Aristonlei galleggia.

Black Eyed Peas: beh, che dire? Clap clap.

Bruno idolo delle masse.

ShariUn po' troppo emozionata e la canzone non trasmette nessun tipo di emozione positiva. Voto: 4

Fagnani porta sul palco le storie dei ragazzi rinchiusi nel carcere minorile. Ecco, Ferragnisi può discutere o menopuò piacere o fare schifo il contenutopuò sembrare appropriato o buonistabello o bruttoma è scritto benePiacevole peraltro il sottile schiaffone a Nicola Gratteri. Nel complesso paga, c'è stato qualche inciampo e forse non colpisce dritto al cuore, ma almeno aveva un senso. Altro che l'auto-psicanalisi egocentrica e pseudo-femminista di Ferragni.

Libertà di espressionecertoMa anche di critica per noiFedez scambia la Rai come il palco del comizio conclusivo della campagna elettorale del Pd, sponda Schlein. Tra le altre cose, mostra la foto di Galeazzo Bignami vestito da gerarca nazista dimenticando però di spiegare che si trattava di un addio al celibato, dove la gente si veste di robe assurde. È accettabile che il fan del Ddl Zanil contestatore di Salvini, il perbenista per eccellenza faccia un agguato a Fdi e al governo in diretta sulla rete ammiraglia?

- Cioè, la domanda sorge spontaneala Rai ha montato su un cinema enorme per controllare preventivamente, cioè censurareil testo di Volodymyr Zelensky e a Fedez lascia fare cioè che gli pare e piace? Non dico sia giusta l'una o l'altra cosa. Dico solo che stride.

Quindi Fedez canta una canzone diversa da quella concordata con gli autori e Amades se la cava con un "grazie Fedez per aver precisato che ti assumi tutte le responsabilità"?. Siamo seri? Immaginatevi se Massimo Ranieri, per dire uno a caso, avesse accusato Mattarella di essere un bugiardo patentato per aver escluso più volte il secondo mandato al Colle che poi invece ha allegramente accettato. Cosa sarebbe successo? Ve lo dico io: sarebbe crollato l'Ariston.

Che fosse un agguato premeditato lo si capisce dal fatto che il video della canzone è già sui social di Fedez, debitamente montato ad arteSe la Rai non ne sapeva nulla, come appare, forse domani dovrebbe prendere le distanzeNo?

Scriviamo che l'agguato di Fedez è stato infameLegittimo, ma infameTanto c'è l'articolo 21 della Costituzioneno?

MadameForse era meglio se lasciavano la regola del green passcosì ce la risparmiavamo. Alla sala stampa piace, a me no. Voto: 6.

Comunque i meme sulla postura un po' ingobbita di Ferragni di ieri si sprecano. Mi sa che il messaggio sul body shaming non è arrivato.

TananaiOk. Voto: 6.

Rosa ChemicalHa rubato la giacca a SethuHa le unghie realizzate da una estetista strafatta di cocainaIl look decisamente rivedibile. Magari la canzone sarà pure bella, e devo dire che la musica è ritmata e piacevole, però all'inizio si mangia le parole e non si capisce una acca. A parte questo, lui sul palco ci sa stareLa canzone prendeFunzionaDiventerà l'inno al gender e all'amore mistoperversoun po' pornoUna hit arcobalenoBella, ma troppo fluidisticamente corretta. Voto: 6.

LDANé carne né Colapesce. Voto: 6.

Paola e Chiara. Ma cosa diavolo si sono messe in faccia? Voto: 5

Angelo DuroIrriverente, un pochino grezzoma fa ridere. La differenza tra lui e Fedez sta tutta qui: fanno entrambi uno show un po' demenziale, ma uno fa ridere e l'altro pena. "Io trasgrediscosono uno dei pochi che non ha tatuaggiOggi fanno la gara a essere diversi, ma è solo omologazione". Applausi.

Puntata più moscia di quella di ieri, ma non tanto per l'assenza delle polemiche (ci saranno). Quanto per la qualità delle proposte musicali e di tutto il resto. Speriamo meglio per domani.

Fonte: Il Giornale

Ferragni è un fallimento, "l'agguato" a Meloni e Blanco: quindi, Sanremo...


- Non c'è niente di più imbarazzante del Primafestival che nei fatti è un enorme marchettificio. Ci sta, è il mercato che lo chiede. Ma bello non è.

- All'Ariston si sono alzati in piedi per Mattarella, ma non per i morti del terremoto. Normale?

- È evidente che cantare l'inno d'Italia ad inizio Festival non era una cosa preparata. Il povero Gianni Morandi ha dovuto improvvisare.

- Poteva forse mancare la celebrazione della "costituzione antifascista"?

- La Costituzione come testo sacro è il grande male della nostra Italia. La si sacralizza per non emendarla mai. Questo Benigni lo sa. E allora mi domando: non è che dietro c'era un messaggio sottinteso, ma manco troppo, al governo? Del tipo: le riforme (autonomia) e il presidenzialismo ve li sognate, la Carta non si tocca. Magari sbaglio, ma sembrava un mezzo agguato alla Meloni.

- Solo per me l'esibizione di Benigni ha fatto flop? Sembrava buttata lì, pensata in poche ore, quasi di corsa. Sbaglio?

- La presenza di Mattarella all'Ariston deve aver rivoluzionato la scaletta. Inno improvvisato. Benigni raffazzonato. Amadeus che non sapeva cosa dire. Siamo sicuri sia stata una grande mossa? Senza contare che né la presidente Marinella Soldi né il CdA della Rai ne sapevano nulla. Un autogol.

- Anna Oxa: canzone interessante, ma non trascina. Voto: 5.

- Gianmaria deve essersi dimenticato i bottoni della camicia. La canzone bruttina, ma funzionerà: voto 5.

- Ferragni si presenta con la scritta "Pensati libera". Bel vestito. L'emozione ci sta. Però leggere da un cartoncino non è che richieda una laurea in astrofisica. Datti una calmata.

- Mr Rain: bella canzone, semplice e piacevole con la presenza dei bambini (pure quella che piange). Voto: 6.

- Ma perché Mahmood si è messo i tacchi? Perché? È forse una gara con Rosa Chemical e Maneskin a chi è più fluido?

- Marco Mengoni: può piacere o meno, ma almeno sa cantare dal vivo. Voto: 7.

- La scenetta sulla profiler con Elena Sofia Ricci è stata decisamente indecorosa. Nessuno ha riso. Pochi applausi. Dispiace anche un po' per lei: pessimo lavoro degli autori.

- Ormai nemmeno i direttori d'orchestra si vestono normale. Pare la gara a chi è più strambo.

- Ariete: ha stonato tutto lo stonabile. Farei meno attenzione all'outfit e più alle lezioni di canto. Voto: 2. Avrà preso almeno una nota?

- Le "canzoni brutte" di Morandi sono il momento migliore del Festival. Simpatico. E poi sa cantare, roba decisamente rara a Sanremo.

- 28,5 milioni di follower e mia madre davanti a Chiara Ferragni: "Ma questa chi è?". Spettacolo.

- Coma Cose: molto meglio la canzone dell'altra volta. Voto: 5. Anzi: un voto in più per il bacio eterosessuale. Di questi tempi è rivoluzionario. Voto finale: 6.

- Ormai più che Festival della canzone italiana è il Festival delle marchette. Chissà quanto avrà pagato Poltronesofà per sta schifezza di scenetta con i due "artigiani". Ho i brividi.

- Nel servizio d'ordine c'è il sosia di Bonaccini. O forse è lui? In effetti meglio fare da guardaspalle di Amadeus che il leader di quel bordello che si chiama Pd.

- Mi sa che Roby Facchinetti non si è ancora ripreso dallo choc della rapina. Che fine ha fatto la voce? Pareva una gallina.

- Il regista ha inquadrato una signora in prima fila all'Ariston i cui canotti al posto delle labbra stavano quasi per esplodere.

- Una delle qualità di Elodie è avere un fisico pazzesco, forse qualità superiore rispetto a quelle canore. E come l'hanno vestita? Vabbè. Canzone sottotono. Voto: 6.

- Ferragni: ma poi avere un vestito con disegnate le sue tette o andare tette al vento, cosa cambia?

- Abbiamo scoperto che Chiara Ferragni sa leggere. Bene, brava, bis. Dieci giorni che ci rompe le balle con l'ansia da prestazione e poi deve solo leggere in pubblico?

- La auto-lettera di Chiara Ferragni, in pratica il racconto della sua vita, manco fosse Dante Alighieri, è qualcosa che ci saremmo tranquillamente evitati. Contenuti? Zero. Fluidità di scrittura? Meno di zero. Pure l'audio era fallato. Un condensato di banalità ed egocentrismo. Che fallimento.

- Vedo Ferragni e penso: ridateci Zelensky.

- Amadeus: "Chiara ha scritto questa lettera da sola". Lo spero: perché se ci fosse stata più di una testa dietro quel testo c'era seriamente da preoccuparsi.

- Scusaci Diletta Leotta. Pensavamo tu avessi prodotto il momento più basso dei Festival, invece poteva accadere di peggioFerragni.

- Gassmann: un voto in più per la voce interessante, un altro ancora perché si è vestito come un cristiano normale in giacca e cravatta: 6.

- Blanco: non funziona l'audio e lui non si capisce per quale motivo spacca tutto sul palco. Dispiace, ma poteva tranquillamente continuare a cantare. Altri ne sono in grado, lui evidentemente no. Giusti i fischi dell'Ariston. Voto: 2.

- Almeno, va detto, ha rotto la monotonia di un Festival sin lì noiosetto. La scena migliore è quando Amadeus gli chiede: "Che messaggio c'era dietro a tutto questo"?. E lui: "Niente, mi è partita la brocca ed ho spaccato tutto per divertirmi". Magico.

- Dubbio legittimo: quella di Blanco è stata sfuriata vera o sceneggiata preparata? In entrambi i casi anche solo aver pensato per un secondo di farlo ricantare è stato uno scivolone.

- Salmo ha fatto il bagno col microfono, Blanco ha fracassato i fiori. È il festival dello spreco.

- Chiara Ferragni sul terzo abito ha scritto: "Ma perché non ti rifai il seno?". Sarebbero alcuni degli insulti degli hater e bla bla bla. Mia moglie mi dice sempre "perché non ti fai un trapianto di capelli?". Quasi quasi a 'sto punto mi ci stampo una maglietta pure io.

- Al festival avere una bella voce ormai è un optional.

- Cugini di Campagna. Senza verve: voto 5.

- Grignani: ci manca poco che va a "baciare il bambino" scendendo le scale. Poi il titolo della canzone è perfetto: "Quando ti manca il fiato". Ecco. Voto: 4

- Olly: dubito che senza auto-tune sia minimamente apprezzabile. Ma andrà di brutto nelle discoteche. Contenti voi. Voto: 6.

- Il quarto abito della Ferragni è a metà tra una campana e una abat jour. La spiegazione suona pure peggio: l'obiettivo sarebbe quello di "liberare le nuove generazioni dagli stereotipi di genere nei quali spesso le donne si sentono ingabbiate" e "rompere le convenzioni imposte dal patriarcato". E pensare che come didascalia sarebbe bastato scrivere: l'abito più brutto della serata.

- Momento selfie tra Ferragni e Amadeus. Ma perché al Festival dovrebbero sponsorizzare il profilo Instagram di Ama?

- Colla Zio: Non classificati.

- Mara Sattei: Canzone che sembra già sentita. Voce decente. Voto: 6.

- I vincitori della serata sono Gianni Morandi, unico cantante con una buona intonazione, ed il coro. Pensate come siamo messi.

- Si sono dimenticati di togliere l'audio alla Ferragni durante il ricordo di Battisti. Lucio perdonali, perché non sanno quello che fanno.

martedì 1 settembre 2020

È morto il DJ e Produttore discografico Erick Morillo

A 49 anni è stato trovato morto Erick Morillo, DJ di fama internazionale autore della hit "I like to move it", colonna sonora di Madagascar














Il corpo dell'uomo è stato trovato nella sua casa di Miami poche ore fa dalle forze dell'ordine, ma non sono ancora state chiarite le cause della sua morte. Erick Morillo è stato autore di numerose musiche dance, ma il suo successo più grande è stato senz'altro "I like to move it", brano del 1993, che negli anni Duemila è stato colonna sonora di uno dei cartoni animati di maggior successo degli ultimi vent'anni, Madagascar.

La sua morte è giunta dopo poche settimane dall'arresto per "aggressione sessuale" a Miami. La sua accusatrice era una collega DJ, che ha dichiarato di essere andata a dormire a casa di Morillo dopo una serata di lavoro. La donna sostiene di aver resistito alle avance sessuali del DJ e di essere andata a dormire senza accorgersi poi di nulla. Al mattino ha dichiarato di essersi svegliata nuda e che anche Morillo, che dormiva al suo fianco, era completamente nudo. Erick Morillo si era consegnato alle autorità lo scorso 6 agosto.

È stato un ottimo interprete della musica dance e house con le sue sonorità perfettamente armoniche e mai banali. La canzone di maggior successo di Erick Morillo è stata pubblicata con lo pseudonimo Bob 2 Real. Nonostante negli ultimi anni sia quasi sparito dalle scene, il DJ e compositore non ha mai smesso di lavorare alla sua musica e nel corso degli anni ha affinato la sua ricerca, sviluppando beat di grande impatto. Per ben tre volte ha vinto il DJ Awards' Best House DJ, uno dei più importanti riconoscimenti per gli artisti del suo mondo, a dimostrazione che anche dopo aver prodotto il suo più grande successo ha continuato a lavorare e ad ottenere ottimi risultati. L'ultimo premio risale al 2009.

Con Madagascar, Erick Morillo è tornato a cavalcare l'onda. Il cartone animato del 2005 della Dreamworks Animation ha scelto come tema principale proprio I like to move it, perché con le sue sonorità e la cadenza ritmata interpretava al meglio i tratti caratteriali dei protagonisti della saga. Il primo film al botteghino ha incassato la cifra di 532,7 milioni di dollari in tutto il mondo. In quegli anni anche i più piccoli si muovevano sulle note di Erick Morillo, che grazie ad un lemure è diventato il simbolo di una generazione di giovanissimi a più di 20 anni di distanza dalla pubblicazione della sua hit.

Fonte: Il giornale