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venerdì 17 ottobre 2025

Addio a MTV, la fine di un’epoca che ha segnato intere generazioni

Paramount Global chiude definitivamente cinque canali musicali MTV in Europa entro dicembre 2025, segnando la fine di un’era che ha rivoluzionato la cultura musicale televisiva per oltre quattro decenni.


Paramount Global ha ufficialmente confermato la chiusura definitiva di cinque canali musicali MTV in Europa entro il 31 dicembre 2025. La decisione segna la conclusione di un’era che ha rivoluzionato il rapporto tra musica e televisione per oltre quattro decenni, trasformando radicalmente il modo in cui intere generazioni hanno scoperto e consumato la musica.

I canali destinati alla chiusura sono MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e MTV Live, che rappresentano gli ultimi baluardi della programmazione musicale non-stop del marchio. La decisione interessa inizialmente Regno Unito e Irlanda, per poi estendersi progressivamente a Francia, Germania, Austria, Polonia, Ungheria, Australia e Brasile. L’unico canale che sopravviverà sarà MTV HD, ma con una programmazione completamente stravolta, incentrata su reality show e programmi di intrattenimento comeNaked Dating UKeGeordie Shore”, abbandonando definitivamente la sua identità musicale originaria.

La trasformazione non rappresenta un fulmine a ciel sereno, ma il culmine di un processo che si protrae da anni. Internet è diventato la nuova MTV. YouTube, TikTok e Spotify hanno reso obsoleta la televisione musicale tradizionale, offrendo accesso istantaneo e personalizzato ai contenuti. Il pubblico giovane oggi scopre la musica attraverso algoritmi e piattaforme on-demand, rendendo insostenibile il modello della televisione lineare.

Le radici di una rivoluzione culturale
La storia di MTV inizia il 1° agosto 1981 negli Stati Uniti, quando alle 24:00 andò in ondaVideo Killed the Radio Stardei Buggles. Un titolo profetico che anticipava la rivoluzione che il canale avrebbe portato nell’industria musicale mondiale. L’Europa vide la nascita di MTV Europe nel 1987, mentre MTV Italia debuttò ufficialmente il 1° settembre 1997 sulle frequenze di Rete A con l’MTV Unplugged dei Nirvana.

MTV non si limitò a trasmettere videoclip, ma divenne un fenomeno culturale totale. Il canale ridefinì il concetto stesso di videoclip musicale, trasformandolo da semplice strumento promozionale a forma d’arte autonoma. Registi come David Fincher, Spike Jonze e Michel Gondry iniziarono le proprie carriere dirigendo videoclip per MTV, creando capolavori visivi che accompagnavano brani destinati a segnare generazioni.

Il videoclip, nato nel 1975 conBohemian Rhapsodydei Queen, trovò in MTV il proprio habitat naturale. Il canale trasformò la fruizione musicale da esperienza puramente auditiva a esperienza audiovisiva completa, dove l’immagine diventava elemento costitutivo e indispensabile della musica stessa. MTV creò le prime superstar globali dell’era video: Michael Jackson conThrillernel 1983, Madonna conVogue”, Prince e Whitney Houston divennero icone planetarie grazie alla rotazione continua dei loro videoclip.

L’ascesa e il declino di un impero mediatico
Gli anni Ottanta rappresentarono l’apice assoluto di MTV. Il canale non era più soltanto una finestra sui video musicali, ma definiva moda, stili di vita e tendenze giovanili globali. MTV contribuì a creare uno stile visivo unico caratterizzato da colori accesi, abiti eccentrici e un’estetica che influenzò profondamente la cultura pop mondiale. Il canale divenne il punto di incontro di tutte le culture musicali, demolendo barriere razziali e geografiche nell’industria discografica.

Il declino iniziò gradualmente alla fine degli anni Novanta. MTV ridusse progressivamente la messa in onda di video rock, dando vita all’espressioneRock is dead”. La strategia aziendale virò verso la musica pop, hip hop e R&B, mentre i programmi a tema rock vennero completamente rimossi. Contemporaneamente, il canale iniziò a diversificare la programmazione introducendo reality show e programmi non musicali, allontanandosi progressivamente dalla propria identità originaria.

La rivoluzione digitale e la morte della televisione musicale
L’avvento di Internet e delle piattaforme digitali ha rappresentato il colpo finale per MTV. YouTube, lanciato nel 2005, ha democratizzato completamente l’accesso ai videoclip, permettendo la visione on-demand senza vincoli di palinsesto. La piattaforma di Google è diventata la prima destinazione per i video musicali, superando ogni record di visualizzazione e ottenendo oltre il 10% del tempo totale di visione delle audience globali.

TikTok ha ulteriormente rivoluzionato il panorama, trasformando il consumo musicale in un’esperienza frammentata e virale. I giovani utenti scoprono nuovi brani attraverso video di pochi secondi, rendendo obsoleto il formato tradizionale del videoclip da tre-quattro minuti. Gli algoritmi di raccomandazione personalizzano l’esperienza musicale in modo che MTV non poteva nemmeno immaginare.

Le piattaforme di streaming musicale come Spotify hanno completato la trasformazione. La musica è diventata liquida, accessibile ovunque e in qualsiasi momento con un semplice abbonamento mensile. Gli ascoltatori hanno accesso a milioni di brani senza la necessità di attendere la programmazione televisiva. Questa democratizzazione ha permesso anche agli artisti indipendenti di raggiungere il pubblico globale senza passare attraverso i filtri delle major discografiche.

La decisione di Paramount Global si inquadra in un piano di riduzione dei costi globali di 500 milioni di dollari, seguito alla fusione con Skydance Media. I canali musicali MTV non sono più economicamente sostenibili: MTV Music nel Regno Unito registrava una media di 1,3 milioni di spettatori, mentre MTV 90s ne attirava circa 950.000. Numeri insufficienti per giustificare i costi operativi in un mercato dominato dalle piattaforme digitali gratuite.

La chiusura segna la fine di un modello di consumo musicale comunitario. MTV era il luogo dove tutto si incontrava, dove milioni di giovani condividevano simultaneamente le stesse scoperte musicali. Simone Angel, ex VJ del canale, ha espresso perfettamente questa perdita: “Dobbiamo continuare a sostenere gli artisti e tornare ad ascoltare musica. So che oggi lo facciamo online, ma MTV era il luogo dove tutto si univa. Mi si spezza davvero il cuore”.

L’eredità di un fenomeno irripetibile
MTV ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura contemporanea. Ha trasformato il videoclip da semplice strumento promozionale a forma d’arte autonoma, ha creato le prime superstar globali dell’era televisiva e ha definito l’estetica e i codici comunicativi della cultura giovanile per oltre due decenni. Il canale ha aperto la strada alla televisione tematica e ha anticipato molte dinamiche che oggi ritroviamo nei social media: la personalizzazione dei contenuti, l’interattività con il pubblico e la creazione di comunità virtuali attorno a interessi condivisi.

La fine dei canali musicali MTV rappresenta simbolicamente la conclusione dell’era della televisione come medium dominante per la scoperta musicale. I videoclip non scompaiono, ma si trasformano: diventano contenuti nativi digitali, progettati per la fruizione mobile e la condivisione virale. YouTube, TikTok e Instagram hanno ereditato il ruolo di MTV, ma frammentando l’esperienza da collettiva a individuale, da programmata a personalizzata.

Il mondo musicale contemporaneo deve a MTV l’intuizione fondamentale che la musica non è solo suono, ma esperienza audiovisiva completa. Questa lezione sopravvive alla chiusura dei canali televisivi e continua a influenzare il modo in cui artisti, produttori e piattaforme digitali pensano e creano contenuti musicali. MTV muore come canale televisivo, ma il suo DNA culturale permane nell’ecosistema digitale che ha contribuito a plasmare.

martedì 21 marzo 2023

Meta non rinnova accordo con Siae, via la musica dai social

Siae, scelta Meta unilaterale e incomprensibile

"La musica è finita, i social se ne vanno".

Parafrasare una celebre canzone di Ornella Vanoni può servire a spiegare cosa sta accadendo su Facebook e Instagram.

Meta, la holding proprietaria delle due piattaforme, ha reso noto di non aver raggiunto un accordo con Siae per il rinnovo della licenza sul diritto di autore. Di conseguenza sui social vengono bloccati o silenziati i brani che rientrano nel repertorio Siae, gli altri continuano ad essere disponibili.

''Una decisione unilaterale che lascia sconcertati", dichiara la Società degli autori ed editori italiani. "Abbiamo accordi di licenza in oltre 150 paesi nel mondo, continueremo ad impegnarci per raggiungere un accordo con Siae che soddisfi tutte le parti", ribatte la società di Mark Zuckerberg. "No al far west, i colossi rispettino le opere d'ingegno e la sovranità legislativa degli Stati", sottolinea il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano che aggiunge: "La indiscutibile libertà di mercato va esercitata all'interno di regole condivise e rispettate da tutti: è il fondamento di una convivenza pacifica e produttiva". "La scelta di Meta è un danno enorme che preoccupa" dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'informazione ed all'editoria, Alberto Barachini

Meta per consentire l'uso della musica sui social, che rende più accattivanti i post di creator e influencer, stringe accordi sul copyright con i titolari dei diritti musicali in tutto il mondo. Nel territorio europeo ha partner in Spagna, Francia, Germania, Svezia, Regno Unito e Turchia. La rottura con la Siae rappresenta un precedente mondiale per il colosso di Menlo Park. Ha un impatto sui Reels ( i video brevi su Facebook e Instagram ), sul flusso delle notizie di Instagram, e sulle Storie di Facebook e Instagram. Su Facebook i contenuti impattati vengono bloccati, su Instagram silenziati.

"Purtroppo non siamo riusciti a rinnovare il nostro accordo di licenza con Siae - rende noto Meta - da oggi avvieremo la procedura per rimuovere i brani del loro repertorio nella nostra libreria musicale. Continueremo ad impegnarci per raggiungere un'intesa che soddisfi tutte le parti, crediamo sia un valore per l'intera industria musicale permettere alle persone di condividere e connettersi sulle nostre piattaforme utilizzando la musica che amano". ''A Siae viene richiesto di accettare una proposta unilaterale di Meta prescindendo da qualsiasi valutazione trasparente e condivisa dell'effettivo valore del repertorio - ribatte la Società degli autori ed editori italiani - Tale posizione, unitamente al rifiuto da parte di Meta di condividere le informazioni rilevanti ai fini di un accordo equo, è evidentemente in contrasto con i principi sanciti dalla Direttiva Copyright per la quale gli autori e gli editori di tutta Europa si sono fortemente battuti. Siae ha continuato a cercare un accordo con Meta in buona fede, nonostante la piattaforma sia priva di una licenza a partire dal 1 gennaio 2023". Per Mogol, presidente onorario di Siae e celebre autore e compositore, la battaglia in difesa degli autori "è sacra, queste piattaforme guadagnano miliardi e sono restie a pagare qualcosa".

L'industria musicale, attraverso il suo presidente Enzo Mazza, auspica che "Siae e Meta trovino presto un accordo nell'interesse del crescente mercato musicale in Italia e degli aventi diritto". "Chiediamo che Meta riapra immediatamente in buona fede un tavolo negoziale con Siae", gli fa eco il presidente della Federazioni Editori Musicali, Paolo Franchini. "La preoccupazione per l'impatto che il mancato accordo tra Meta e Siae è molto forte - spiega il presidente di Confindustria Cultura Italia, Innocenzo Cipolletta - Il dovere di un editore globale come Meta, così come il dovere di una società di gestione collettiva dei diritti come è Siae, è quello di agire sempre per facilitare l'accesso ai contenuti culturali e creativi e di assicurare il rispetto di tutta la comunità creativa e in quest'ottica la recente Direttiva copyright ha stabilito regole molto precise per le licenze di musica online che vanno seguite e rispettate". L'associazione influencer, in una nota, auspica "che il dialogo tra le due realtà abbia un epilogo costruttivo", nella convinzione che, "specialmente per quanto concerne le professioni creative, sia importante ripristinare il precedente stato dell'arte".

Infine, rilievi anche da parte di Soundreef, gestore indipendente dei diritti d'autore. "Sappiamo che il take down dei brani da parte di Meta sta riguardando anche il repertorio integralmente amministrato da Soundreef e i repertori esteri - sottolinea il gruppo - È evidente che l'esito della trattativa tra Meta e Siae sta danneggiando tutte le società di collecting operanti, in Italia e non. Stiamo contattando entrambe le parti per capire come l'intera negoziazione sia stata condotta e stiamo lavorando per ripristinare sulle piattaforme Meta tutti i brani di cui amministra totalmente i diritti".

Fonte: Ansa.it

venerdì 17 marzo 2023

Oscar 2023, la lezione di Lady Gaga

"Oggi voglio mostrami al naturale, libera da trucchi e filtri". È una didascalia che piace molto a star e starlette nostrane, a sottolineare quanto sia importante accettarsi per quello che si è. Spesso si tratta di attrici o conduttrici o influencer o chicchessia molto belle, per via del dna o del medico estetico chi può dirlo e chissenefrega. Ed altrettanto spesso quel "naturale" è comunque artefatto. Poco importa: l’intenzione è nobile ma il risultato spesso non troppo centrato. Perché si finisce per alzare gli standard, per dire "guarda come sono bella senza artifici" in uno slancio di autogratificazione che supera e non di poco il messaggio per tutti. Poi ci sono le superstar, quelle che i messaggi li mandano senza dirlo, senza sottolinearlo. "Oh sto mandando un messaggio, guarda qua che brav* che sono".

Lady Gaga è arrivata al Dolby Theater per la notte degli Oscar elegante, con un make up fatto come si deve. Una diva sul red carpet. Poi ha cantato Hold My Hand, la canzone per la quale era candidata all’Oscar per Top Gun: Maverick, il film campione di incassi con Tom Cruise. E si è presentata sul palco in jeans e maglietta. Struccata. Lei. Bellissima. A dire diverse cose.

Che i messaggi si danno anche e soprattutto senza didascalie sui social.

Che proprio lei, Regina della teatralità in scena, vuole ribadire ora che in tanti sono più maschere che cantanti, come alla fine conti solo una cosa, il pezzo.

Che bisogna saper cantare.

Che si può emozionare, e tanto, con semplicità.

Che se si fosse presentato così un cantante, jeans e maglietta, nessuno ci avrebbe fatto caso o avrebbe parlato di un eventuale "mancanza di show" e lei dice: "fateci caso ora, e poi non sottolineatelo più, facciamo che è normale, essere come vogliamo essere".

Che una star è una star e una star, per citare Gertrude Stein.

Non ha vinto la statuetta, Lady Gaga. Ma chi se ne importa.

Fonte: Ilfattoquotidiano.it

martedì 1 settembre 2020

È morto il DJ e Produttore discografico Erick Morillo

A 49 anni è stato trovato morto Erick Morillo, DJ di fama internazionale autore della hit "I like to move it", colonna sonora di Madagascar














Il corpo dell'uomo è stato trovato nella sua casa di Miami poche ore fa dalle forze dell'ordine, ma non sono ancora state chiarite le cause della sua morte. Erick Morillo è stato autore di numerose musiche dance, ma il suo successo più grande è stato senz'altro "I like to move it", brano del 1993, che negli anni Duemila è stato colonna sonora di uno dei cartoni animati di maggior successo degli ultimi vent'anni, Madagascar.

La sua morte è giunta dopo poche settimane dall'arresto per "aggressione sessuale" a Miami. La sua accusatrice era una collega DJ, che ha dichiarato di essere andata a dormire a casa di Morillo dopo una serata di lavoro. La donna sostiene di aver resistito alle avance sessuali del DJ e di essere andata a dormire senza accorgersi poi di nulla. Al mattino ha dichiarato di essersi svegliata nuda e che anche Morillo, che dormiva al suo fianco, era completamente nudo. Erick Morillo si era consegnato alle autorità lo scorso 6 agosto.

È stato un ottimo interprete della musica dance e house con le sue sonorità perfettamente armoniche e mai banali. La canzone di maggior successo di Erick Morillo è stata pubblicata con lo pseudonimo Bob 2 Real. Nonostante negli ultimi anni sia quasi sparito dalle scene, il DJ e compositore non ha mai smesso di lavorare alla sua musica e nel corso degli anni ha affinato la sua ricerca, sviluppando beat di grande impatto. Per ben tre volte ha vinto il DJ Awards' Best House DJ, uno dei più importanti riconoscimenti per gli artisti del suo mondo, a dimostrazione che anche dopo aver prodotto il suo più grande successo ha continuato a lavorare e ad ottenere ottimi risultati. L'ultimo premio risale al 2009.

Con Madagascar, Erick Morillo è tornato a cavalcare l'onda. Il cartone animato del 2005 della Dreamworks Animation ha scelto come tema principale proprio I like to move it, perché con le sue sonorità e la cadenza ritmata interpretava al meglio i tratti caratteriali dei protagonisti della saga. Il primo film al botteghino ha incassato la cifra di 532,7 milioni di dollari in tutto il mondo. In quegli anni anche i più piccoli si muovevano sulle note di Erick Morillo, che grazie ad un lemure è diventato il simbolo di una generazione di giovanissimi a più di 20 anni di distanza dalla pubblicazione della sua hit.

Fonte: Il giornale

mercoledì 9 novembre 2016

«Usa 2016, elettore di Hillary si presenta da Madonna a rivendicare il sesso orale»

Se fosse stata in corsa per la Casa Bianca, si potrebbe parlare dell'ennesima promessa elettorale andata in fumo. Madonna, infatti, ha cambiato idea: dopo aver assicurato sesso orale a chiunque voti per Hillary Clinton durante un concerto, ha fatto un passo indietro


Come raccontato dal Daily News, il più diffuso tabloid newyorchese, un fan dell'ex Material Girl si è presentato con tanto di foto della scheda elettorale all'ingresso della townhouse della cantante, nell'Upper East Side di Manhattan.

Quando ha spiegato a un responsabile della sicurezza che era venuto a ritirare il suo premio, la guardia si è messa a ridere, precisando: «Non ho informazioni a questo proposito, mi dispiace». Una delusione per tutti coloro che avevano preso sul serio la proposta indecente della cantante.

Fonte: Ilmessaggero.it

martedì 22 marzo 2016

«SoundCloud: in arrivo il servizio su abbonamento e confermato l'accordo con Sony»

"SoundCloud ha ufficialmente confermato di avere chiuso un accordo con Sony Music Entertainment (così come si vociferava da qualche tempo), per l'utilizzo di brani di artisti sotto contratto con SME"


In parallelo, viene annunciata - cosa molto più interessante, visto lo scenario attuale - l'imminente creazione di un servizio su abbonamento (quindi non più gratuito, ma a pagamento) per utenti di SoundCloud, che sarà lanciato nel corso del 2016.

Il CEO di Soundcloud, peraltro, ha poi sottolineato come la piattaforma ora abbia accordi con le tre major che controllano il mercato musicale: un viatico necessario, ma al contempo molto promettente per il lancio del nuovo modello su abbonamento.

Questa rappresenta una piccola rivoluzione copernicana nell'universo SoundCloud, che da sempre si presente come una piattaforma dedicata agli artisti emergenti che vogliono rafforzare il proprio legame coi fan e crearsi una fanbase. Per questo parecchi degli artisti indipendenti che fino a ora hanno utilizzato la piattaforma hanno espresso una certa preoccupazione: l'ingresso delle major potrebbe, infatti, trasformarli in "cittadini di seconda classe"; inoltre permane il dubbio su quanti dei 175 milioni di utenti di SoundCloud effettivamente avranno la spinta per impegnarsi in un servizio a pagamento e sborsare denaro, nonostante l'arrivo di artisti delle major.

Fonte: Rockol.it

martedì 15 marzo 2016

«Rivoluzione remix e DJ mix, Apple Music è il primo a trasmetterli»

"Un mix può contare fino a 600 detentori di diritti. Grazie a tecnologie ad hoc e a un accordo Apple Music è il primo a trasmettere remix e DJ mix rispettando i copyright. Ecco perché è una rivoluzione per il settore"



Apple Music diventa oggi il primo servizio in streaming a poter trasmettere remix e DJ mix nel pieno rispetto del copyright e degli autori. Cupertino annuncia infatti di aver siglato un accordo con Dubset Media Holdings, società che fornirà avanzati strumenti dedicati che permettono di riconoscere in ogni remix e DJ mix tutti gli spezzoni audio originali contenuti nel file audio, provvedendo al riconoscimento degli autori, dei detentori dei diritti e provvedendo a corrispondere i compensi dovuti.
Finora remix e DJ mix non sono stati trasmessi dai servizi in streaming proprio per il complesso problema di riconoscere tutti gli spezzoni audio e le parti originali impiegati per la loro realizzazione. Secondo Stephen White, Ceo di Dubset ed ex Ceo di Gracenote, un singolo mix può contare fino a 600 detentori di diritti. Intervistato da Billboard, il dirigente dichiara che tipicamente un mix contiene da 25 fino a 30 canzoni che richiedono pagamenti ad altrettante etichette discografiche, oltre a due e fino a 10 publisher per ogni traccia.

Grazie a Dubset ora l’intera procedura è stata automatizzata: con il software MixBank remix e DJ mix vengono esaminati, ogni brano incluso riconosciuto, inoltre vengono anche verificate eventuali restrizioni imposte dai detentori di diritti, come il veto di comparire di alcuni artisti insieme ad altri oppure restrizioni territoriali. L’analisi dei brani richiede circa 15 minuti per un remix e DJ mix lungo 60 minuti. La revisione poi viene segnalata ai detentori di diritti che possono concedere o meno la propria autorizzazione e scegliere su quali servizi musicali può avvenire la pubblicazione. I servizi autorizzati corrispondono il pagamento a Dubset per remix e DJ mix trasmessi, infine è Dubset a compensare etichette e autori, inclusi anche i DJ. Interessante notare che etichette indipendenti e major ottengono gli stessi compensi, così come DJ famosi e quelli meno conosciuti.



L’accordo di Apple con Dubset è interpretato come un vero e proprio apripista del settore musicale. Fino a oggi remix e DJ mix erano per lo più diffusi tramite canali non ufficiali e quindi non monetizzati. La soluzione appena descritta è invece in grado di generare introiti per contenuti fino ad oggi trascurati dal mercato ma molto richiesti dagli utenti, portando denaro extra non calcolato a tutti gli operatori: autori, etichette, DJ e servizi streaming. Per tutte queste ragioni dopo Apple Music seguiranno senza dubbio numerosi altri accordi simili per gli altri servizi di streaming e di distribuzione della musica.

Fonte: Macitynet.it

domenica 5 aprile 2015

«Torna su Sky Uno 'Top Dj'»

"Duemila ai casting. Ospiti Jovanotti, Sinclar, Marracash, Benassi".


"Sarà un'edizione harder better faster stronger": ha citato i Daft Punk Pierpaolo Peroni per introdurre la seconda stagione del talent show 'Top DJ', in onda su Sky Uno da martedì 7 aprile in seconda serata in uno studio rinnovato per dare la sensazione del dance floor. Confermati i tre giudici, Albertino, Stefano Fontana ( Stylophonic ) e Lele Sacchi: nel corso delle 8 puntate si alterneranno ospiti come Jovanotti, Marracash, Benassi, Cattelan. Bob Sinclar ospite della finale del 26 maggio.

Fonte: Ansa.it