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lunedì 11 maggio 2026

Eurovision Song Contest, migliaia i fan a Vienna per la cerimonia di apertura

In attesa della 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest (in programma martedì 12, giovedì 14 e sabato 16 maggio), si apre oggi a Vienna la cerimonia di apertura, prevista la consueta sfilata delle 35 delegazioni dei paesi partecipanti.


I festeggiamenti per l'Eurovision Song Contest, che culmineranno con la finale del 16 maggio, iniziano oggi a Vienna con migliaia di fan provenienti da tutto il mondo, nonostante l'appello al boicottaggio a causa della presenza di Israele. La capitale austriaca sta ospitando la 70 edizione del talent show più seguito al mondo e per questa occasione, ha programmato molti eventi collaterali alla vera e propria manifestazione per favorire turisti e residenti.

Al via il Turquoise Carpet, la cerimonia di apertura
Oggi pomeriggio si terrà il Turquoise Carpet, la cerimonia di apertura con avvio alle ore 14, che prevede la consueta sfilata delle 35 delegazioni dei paesi partecipanti. Un maxi schermo disposto davanti al municipio, proporrà il meglio (e il peggio) degli ultimi settant'anni di questa manifestazione. La competizione raggiunge oltre 170 milioni di persone in tutto il mondo tra televisione e online, e i suoi contenuti generano miliardi di visualizzazioni sulle piattaforme digitali. La Finlandia, grande favorita quest'anno secondo i bookmaker online, spera di aggiudicarsi il premio con un duo composto dal malinconico cantante Pete Parkkonen e dalla violinista Linda Lampenius. L'Unione Europea di Radiodiffusione (UER) ha fatto un'eccezione e, secondo la stampa nordica, il musicista potrà esibirsi dal vivo. Di solito, infatti, gli strumenti vengono preregistrati. Anche Grecia, Danimarca, Francia e Australia sono fra le nazioni favorite con la star Delta Goodrem che ha beneficiato di finanziamenti pubblici da parte di Canberra a sostegno della diplomazia culturale.

sabato 9 maggio 2026

Mondiali di calcio 2026, Shakira firma l'inno ufficiale Dai Dai

Dopo il grande successo di Waka Waka (This Time for Africa) con il gruppo Freshlyground nel 2010, Shakira firmerà nuovamente l’inno dei Mondiali di calcio. La superstar colombiana ha svelato l’arrivo del brano Dai Dai in collaborazione con Burna Boy


A pochi giorni dallo straordinario concerto a Rio de Janeiro davanti a due milioni di persone, Shakira ha annunciato l’arrivo del brano Dai Dai, inno ufficiale dei Mondiali di calcio 2026. La canzone potrà contare anche sulla partecipazione del rapper Burna Boy.

Shakira e burna boy, in arrivo il singolo dai dai
Dopo il grande successo di Waka Waka (This Time for Africa) con il gruppo Freshlyground nel 2010, Shakira firmerà nuovamente l’inno dei Mondiali di calcio. La superstar colombiana ha svelato l’arrivo di Dai Dai con Burna Boy attraverso un post condiviso sul profilo Instagram che conta più di 95.000.000 di follower che seguono quotidianamente la sua vita. L’anteprima della canzone ha immediatamente conquistato il pubblico ricevendo più di due milioni di like in meno di ventiquattro ore.

Nel corso degli anni numerosi artisti hanno firmato gli inni dei Mondali di calcio, ricordiamo ad esempio Edoardo Bennato e Gianna Nannini con Un’estate italiana nel 1990, Ricky Martin con La copa de la vida nel 1998, Anastacia con Boom nel 2002 e il trio Pitbull, Claudia Leitte e Jennifer Lopez con We Are One (Ole Ola) nel 2014.

Shakira è tra le protagoniste indiscusse della scena musicale a livello internazionale. In oltre trent’anni di carriera l’artista ha collezionato successi straordinari vendendo decine di milioni di copie in tutto il mondo. Tra i suoi album iconici troviamo Laundry Service e She Wolf. Per quanto riguarda i singoli, citiamo Whenever, Wherever, Gypsy e Addicted to You.

Spazio anche alle collaborazioni: da La Tortura con Alejandro Sanz a Te Felicito con Rauw Alejandro passando per Hips Don’t Lie con Wyclef Jean, Beautiful Liar con Beyoncé, Can't Remember to Forget You con Rihanna, Chantaje con Maluma ed Eurosummer con Zara Larsson. Inoltre, Shakira vanta numerosi riconoscimenti di grande prestigio, tra i quali ben tre statuette come Best Latin Pop Album ai Grammy Awards. A settembre la popstar alzerà il sipario sulla sua residency europea in programma allo Shakira Stadium di Madrid. Al momento venduti oltre 500.000 biglietti.

domenica 3 maggio 2026

Shakira sfida Madonna e Lady Gaga: a Copacabana il concerto dei record

Attese oltre 2 milioni di persone sulla spiaggia di Rio de Janeiro che si prepara a un impatto economico da oltre 130 milioni di euro


Rio de Janeiro si prepara ad una notte da record con il concerto gratuito di Shakira sulla Copacabana Beach, dove sono attese oltre 2 milioni di persone.

L’evento punta a superare i numeri delle precedenti esibizioni record: Madonna nel 2024 aveva attirato circa 1,6 milioni di spettatori, mentre Lady Gaga nel 2025 aveva raggiunto quota 2 milioni. Per la cantante colombiana si tratterebbe del concerto più grande della carriera.

Già dal mattino migliaia di fan hanno affollato la spiaggia, molti arrivati dopo lunghi viaggi, in attesa dello show previsto in serata. L’area si è riempita di gadget e t-shirt dedicate all’artista, in un clima di grande attesa.

Il palco, tra i più grandi mai allestiti a Copacabana, si estende per circa 1.500 metri quadrati ed è dotato di maxi schermi LED e di una passerella di 25 metri verso il pubblico.

Secondo le stime del municipio, il concerto potrebbe generare un impatto economico di circa 130 milioni di euro, superando quello degli eventi precedenti. Il comune ha investito circa 3,4 milioni di euro, con il coinvolgimento anche di fondi privati, e prevede ricadute su turismo, trasporti e commercio.

Imponente il piano sicurezza: circa 8.000 agenti, 18 varchi con metal detector, droni e sistemi di riconoscimento facciale monitoreranno l’evento. Previsti inoltre trasporti potenziati e metro attiva 24 ore su 24 per gestire l’afflusso del pubblico.

Fonte: Rainews.it

venerdì 17 ottobre 2025

Addio a MTV, la fine di un’epoca che ha segnato intere generazioni

Paramount Global chiude definitivamente cinque canali musicali MTV in Europa entro dicembre 2025, segnando la fine di un’era che ha rivoluzionato la cultura musicale televisiva per oltre quattro decenni.


Paramount Global ha ufficialmente confermato la chiusura definitiva di cinque canali musicali MTV in Europa entro il 31 dicembre 2025. La decisione segna la conclusione di un’era che ha rivoluzionato il rapporto tra musica e televisione per oltre quattro decenni, trasformando radicalmente il modo in cui intere generazioni hanno scoperto e consumato la musica.

I canali destinati alla chiusura sono MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e MTV Live, che rappresentano gli ultimi baluardi della programmazione musicale non-stop del marchio. La decisione interessa inizialmente Regno Unito e Irlanda, per poi estendersi progressivamente a Francia, Germania, Austria, Polonia, Ungheria, Australia e Brasile. L’unico canale che sopravviverà sarà MTV HD, ma con una programmazione completamente stravolta, incentrata su reality show e programmi di intrattenimento come “Naked Dating UK” e “Geordie Shore”, abbandonando definitivamente la sua identità musicale originaria.

La trasformazione non rappresenta un fulmine a ciel sereno, ma il culmine di un processo che si protrae da anni. Internet è diventato la nuova MTV. YouTube, TikTok e Spotify hanno reso obsoleta la televisione musicale tradizionale, offrendo accesso istantaneo e personalizzato ai contenuti. Il pubblico giovane oggi scopre la musica attraverso algoritmi e piattaforme on-demand, rendendo insostenibile il modello della televisione lineare.

Le radici di una rivoluzione culturale
La storia di MTV inizia il 1° agosto 1981 negli Stati Uniti, quando alle 24:00 andò in onda “Video Killed the Radio Star” dei Buggles. Un titolo profetico che anticipava la rivoluzione che il canale avrebbe portato nell’industria musicale mondiale. L’Europa vide la nascita di MTV Europe nel 1987, mentre MTV Italia debuttò ufficialmente il 1° settembre 1997 sulle frequenze di Rete A con l’MTV Unplugged dei Nirvana.

MTV non si limitò a trasmettere videoclip, ma divenne un fenomeno culturale totale. Il canale ridefinì il concetto stesso di videoclip musicale, trasformandolo da semplice strumento promozionale a forma d’arte autonoma. Registi come David Fincher, Spike Jonze e Michel Gondry iniziarono le proprie carriere dirigendo videoclip per MTV, creando capolavori visivi che accompagnavano brani destinati a segnare generazioni.

Il videoclip, nato nel 1975 con “Bohemian Rhapsody” dei Queen, trovò in MTV il proprio habitat naturale. Il canale trasformò la fruizione musicale da esperienza puramente auditiva a esperienza audiovisiva completa, dove l’immagine diventava elemento costitutivo e indispensabile della musica stessa. MTV creò le prime superstar globali dell’era video: Michael Jackson con “Thriller” nel 1983, Madonna con “Vogue”, Prince e Whitney Houston divennero icone planetarie grazie alla rotazione continua dei loro videoclip.

L’ascesa e il declino di un impero mediatico
Gli anni Ottanta rappresentarono l’apice assoluto di MTV. Il canale non era più soltanto una finestra sui video musicali, ma definiva moda, stili di vita e tendenze giovanili globali. MTV contribuì a creare uno stile visivo unico caratterizzato da colori accesi, abiti eccentrici e un’estetica che influenzò profondamente la cultura pop mondiale. Il canale divenne il punto di incontro di tutte le culture musicali, demolendo barriere razziali e geografiche nell’industria discografica.

Il declino iniziò gradualmente alla fine degli anni Novanta. MTV ridusse progressivamente la messa in onda di video rock, dando vita all’espressione “Rock is dead”. La strategia aziendale virò verso la musica pop, hip hop e R&B, mentre i programmi a tema rock vennero completamente rimossi. Contemporaneamente, il canale iniziò a diversificare la programmazione introducendo reality show e programmi non musicali, allontanandosi progressivamente dalla propria identità originaria.

La rivoluzione digitale e la morte della televisione musicale
L’avvento di Internet e delle piattaforme digitali ha rappresentato il colpo finale per MTV. YouTube, lanciato nel 2005, ha democratizzato completamente l’accesso ai videoclip, permettendo la visione on-demand senza vincoli di palinsesto. La piattaforma di Google è diventata la prima destinazione per i video musicali, superando ogni record di visualizzazione e ottenendo oltre il 10% del tempo totale di visione delle audience globali.

TikTok ha ulteriormente rivoluzionato il panorama, trasformando il consumo musicale in un’esperienza frammentata e virale. I giovani utenti scoprono nuovi brani attraverso video di pochi secondi, rendendo obsoleto il formato tradizionale del videoclip da tre-quattro minuti. Gli algoritmi di raccomandazione personalizzano l’esperienza musicale in modo che MTV non poteva nemmeno immaginare.

Le piattaforme di streaming musicale come Spotify hanno completato la trasformazione. La musica è diventata liquida, accessibile ovunque e in qualsiasi momento con un semplice abbonamento mensile. Gli ascoltatori hanno accesso a milioni di brani senza la necessità di attendere la programmazione televisiva. Questa democratizzazione ha permesso anche agli artisti indipendenti di raggiungere il pubblico globale senza passare attraverso i filtri delle major discografiche.

La decisione di Paramount Global si inquadra in un piano di riduzione dei costi globali di 500 milioni di dollari, seguito alla fusione con Skydance Media. I canali musicali MTV non sono più economicamente sostenibili: MTV Music nel Regno Unito registrava una media di 1,3 milioni di spettatori, mentre MTV 90s ne attirava circa 950.000. Numeri insufficienti per giustificare i costi operativi in un mercato dominato dalle piattaforme digitali gratuite.

La chiusura segna la fine di un modello di consumo musicale comunitario. MTV era il luogo dove tutto si incontrava, dove milioni di giovani condividevano simultaneamente le stesse scoperte musicali. Simone Angel, ex VJ del canale, ha espresso perfettamente questa perdita: “Dobbiamo continuare a sostenere gli artisti e tornare ad ascoltare musica. So che oggi lo facciamo online, ma MTV era il luogo dove tutto si univa. Mi si spezza davvero il cuore”.

L’eredità di un fenomeno irripetibile
MTV ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura contemporanea. Ha trasformato il videoclip da semplice strumento promozionale a forma d’arte autonoma, ha creato le prime superstar globali dell’era televisiva e ha definito l’estetica e i codici comunicativi della cultura giovanile per oltre due decenni. Il canale ha aperto la strada alla televisione tematica e ha anticipato molte dinamiche che oggi ritroviamo nei social media: la personalizzazione dei contenuti, l’interattività con il pubblico e la creazione di comunità virtuali attorno a interessi condivisi.

La fine dei canali musicali MTV rappresenta simbolicamente la conclusione dell’era della televisione come medium dominante per la scoperta musicale. I videoclip non scompaiono, ma si trasformano: diventano contenuti nativi digitali, progettati per la fruizione mobile e la condivisione virale. YouTube, TikTok e Instagram hanno ereditato il ruolo di MTV, ma frammentando l’esperienza da collettiva a individuale, da programmata a personalizzata.

Il mondo musicale contemporaneo deve a MTV l’intuizione fondamentale che la musica non è solo suono, ma esperienza audiovisiva completa. Questa lezione sopravvive alla chiusura dei canali televisivi e continua a influenzare il modo in cui artisti, produttori e piattaforme digitali pensano e creano contenuti musicali. MTV muore come canale televisivo, ma il suo DNA culturale permane nell’ecosistema digitale che ha contribuito a plasmare.

mercoledì 23 luglio 2025

Fedez: «Ho un patrimonio di 20 milioni, ma non sono attaccato al denaro. I guadagni? La musica non è al primo posto»

Fedez spiega che l'enorme esposizione che vive costantemente «mi ha avvantaggiato da un lato e svantaggiato dall'altro»


Poche ore dopo l'ufficialità del divorzio da Chiara Ferragni - alla quale non dovrà versare nessun assegno di mantenimento - Fedez parla del suo successo imprenditoriale e del patrimonio familiare che ha costruito negli anni, arrivato a toccare i 20 milioni di euro. «La musica? Non è assolutamente al primo posto nel mio business, ma rimane al primo posto rispetto ai miei sfoghi creativi», ha detto nella lunga intervista rilasciata al magazine Forbes.

Fedez, quanto guadagna il rapper
Fedez spiega che l'enorme esposizione che vive costantemente «mi ha avvantaggiato da un lato e svantaggiato dall'altro».

E aggiunge: «Scivoloni non sono mancati.
Ci si dimentica che l'invisibilità è un super potere, la sovraesposizione no, ma bisogna essere in grado di cavalcarla e può essere una virtù». Dal punto di vista imprenditoriale ha sempre cercato di mantenere un profilo basso «perché nella sfera lavorativa devono parlare i risultati. Prima di fare grandi proclami bisogna aspettare».

La holding Zedef, che controlla tutto il gruppo di società di Fedez, «ha una consistenza patrimoniale complessiva che supera i 20 milioni di euro», nonostante «veniamo anche da una bufera comunicativa non indifferente», dice ancora.

Fedez e i soldi
I soldi però, spiega il cantante, non sono fondamentali. «Non ho mai avuto un estremo attaccamento al denaro, da diversi anni la prerogativa fondamentale di tutti i miei progetti sono l’adrenalina e lo stimolo creativo che mi possono dare, non il denaro».

Fonte: Leggo.it

lunedì 9 giugno 2025

Musica, gli stadi sono mezzi vuoti, prima San Siro era per le star, ora anche per cantanti non così solidi, e i biglietti sono salatissimi

C’è stato un tempo in cui si vendevano i dischi. Poi quel tempo è passato. E tutto il comparto della musica si è buttato sui live.


C’è stato un tempo in cui si vendevano i dischi. Poi quel tempo è passato. E tutto il comparto della musica si è buttato sui live. Non solo. Se fino a 15 anni fa il traguardo di un concerto a San Siro era riservato alle star, adesso i promoter organizzano tour negli stadi anche per cantanti non proprio così solidi. Ed ecco che allora succede qualche problema, soprattutto perché i biglietti sono salatissimi, nell’ordine di almeno 60 euro, quando va bene.

Basta dare una occhiata al sito Ticketone e alle prevendite dei vari artisti, per avere una idea chiara del fenomeno.

Sfera Ebbasta si esibisce domani 7 giugno allo Stadio Maradona di Napoli: spalti ancora mezzi invenduti. Elodie è a San Siro l’8 giugno: molti biglietti disponibili. Così come per Gazzelle, sempre a San Siro il 22 giugno. Zucchero, che ha forse una fanbase piuttosto matura, ha lo stadio San Nicola di Bari mezzo vuoto per la data del 21 giugno, e tanti biglietti ancora invenduti per le due date del 23 e 24 giugno al Circo Massimo ( Roma ) e per quella del 26 giugno allo Stadio Olimpico di Torino. Pure Marracash stenta a riempire lo stadio Olimpico di Roma per il 30 giugno, e il Circo Massimo, per la data del 6 luglio di Tony Effe, è mezzo vuoto.

Fedez, che ormai ha abdicato al ruolo di riempi stadi e palazzetti, ha in programma un concerto a Villa Bertelli ( Forte dei Marmi ) per il 19 agosto: ma i biglietti venduti sono finora pochi. Incomprensioni col management e prevendite non proprio scintillanti hanno convinto Rkomi a cancellare definitivamente sia il tour estivo, sia quello autunnale, mentre Bresh, parzialmente deluso dall’andamento del botteghino, ha annullato il suo tour estivo, confermando, invece, le date autunnali. 

I numeri del comparto musicale, comunque, parlano chiaro: in base ai dati Fimi ( Federazione industria musicale italiana ) la musica in Italia nel 2024 ha generato complessivamente un volume di affari di 4,3 miliardi di euro ( tutto compreso, dai corsi di musica alle vendite di strumenti musicali ), con i concerti live che sono la voce più importante, a quasi un miliardo di euro e in crescita del 33% sul 2023. Le vendite di musica in digitale o su supporto fisico arrivano appena a 350 milioni di euro. E poi ci sono i diritti d’autore, nelle varie forme, che valgono molto.

Con un peso così rilevante dei live nel modello di business dell’industria musicale, è abbastanza naturale, allora, ritrovarsi con un affollamento di artisti che reclamano location di livello. Solo a San Siro ( Milano ) il programma di giugno e luglio è questo: 8 giugno Elodie; 10-11 giugno Pinguini Tattici Nucleari; 12 giugno Modà; 15-16 giugno Cesare Cremonini; 18 giugno Elisa; 22 giugno Gazzelle; 25-26 giugno Marracash; 28 giugno Gabry Ponte; 30 giugno-3 luglio Bruce Springsteen; 5-7 luglio Ultimo; 9 luglio Lazza; 13-14 luglio Marco Mengoni.

E se qualcuno già pensa al 2026, si metta in coda. San Siro, tra un anno, è già prenotato dai concerti di Eros Ramazzotti al 9 giugno 2026; Irama all’11 giugno 2026; Geolier al 13 giugno 2026; Max Pezzali per le due date dell’11 e 12 luglio 2026. Senza dimenticare che su San Siro volteggia pure lo spauracchio di Vasco Rossi, che nel 2026 potrebbe mettere in cartellone ben dieci San Siro. Le date non sono ancora state ufficializzate, ma la combriccola del Blasco vorrebbe battere il record del 2024, quando vennero riempiti sette San Siro.

Fonte: Ilgiornaleditalia.it

domenica 6 aprile 2025

DJ Michelle, a 13 anni è un talento alla console: ora il Gùa Fest e poi in tour

 Tra le più giovani disc jockey, i suoi video hanno raggiunto oltre 4 milioni di visualizzazioni


È ancora forte l'entusiasmo per il successo della sua performance al Mir di Rimini.

Ha 13 anni Michelle Casula, in arte DJ Michelle, tra le più giovani disc jockey al mondo. Nella sua cameretta adibita a studio a Calasetta, comune sardo sull'isola di Sant'Antioco, ogni giorno accende la console e mixa i brani dance e funky house che poi trasmette sui social. I suoi video hanno raggiunto oltre 4 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. E non sono passati inosservati neanche agli occhi degli esperti.

Sei mesi fa il gran salto: ha firmato sette tracce prodotte dalla prestigiosa casa discografica Acetone Records, guidata da Maurizio Nari. Nata e cresciuta a Calasetta, Sardegna sud occidentale, si sta sempre più affermando nel mercato della musica elettronica.

Il 26 aprile è attesa a Carloforte al Gùa Fest, quattro giornate dal 24 al 27 aprile tra gusto, musica e divertimento. Poi in tour su altri palchi: il 3 maggio a San Gavino, il 4 luglio a Camerino, nelle Marche, e via via in altre piazze italiane ed europee, tra cui, a ottobre in Olanda.

"Porterò sul palco la mia energia - assicura DJ Michelle - sarà un viaggio che dagli anni '80 arriva ai '90 e 2000 fino alle più attuali proposte. Non mancheranno tracce a cui sono molto affezionata, Self Control di Raf e Ti Sento con la splendida voce di Antonella Ruggeri. E poi via via verso le nuove proposte contemporanee con un occhio di riguardo ad Anna Pepe e Sfera Ebbasta", racconta all'ANSA con la semplicità ed entusiasmo dei suoi 13 anni. Dal palco trasmetterà anche un messaggio sociale per un divertimento sano.

Con una passione ereditata dal padre, Salvatore Casula, organizzatore di serate tra musica, sport e solidarietà a Calasetta, Michelle ha iniziato la sua avventura alla console due anni fa, e da allora ha conquistato il pubblico con il suo talento e la sua energia. I suoi genitori la seguono da vicino. Lei è cresciuta in un ambiente stimolante e incoraggiante. Frequenta la terza media con un ottimo profitto, ama il disegno e lo sport, ma la sua grande passione resta la musica, l'arte di mixare i brani per far ballare diverse generazioni.

"Sin da piccolissima - ricorda papà Salvatore - ha mostrato talento per la musica, così le abbiamo comprato una consolle-giocattolo. Ma c'è voluto poco per capire che non le bastava, che aveva bisogno di una strumentazione seria". Ad accorgersi per primi del suo talento sono stati in Sardegna i DJ Sandro Murru e DJ Albo, e man mano si è fatta notare da nomi come DJ Dado e Maurizio Nari. "Passione, formazione e impegno le hanno permesso di raggiungere una tecnica raffinata - sottolinea DJ Albo - ha una notevole capacità di mixare soprattutto pescando nel repertorio anni '80, '90, 2000 e funky house con una tecnica sorprendente per la sua giovane età".

I suoi set coinvolgenti conquistano un ampio pubblico. "Mi alleno due volte alla settimana con Alberto Baldino e DJ Albo - racconta Michelle - da lui imparo tanto e soprattutto mi aiuta a perfezionare il mio stile, oltre a darmi un grandissimo incoraggiamento". Il 2024 è stato un anno ricco di successi per la giovane talentuosa: si è esibita nelle piazze gremite tra Calasetta, Pula e Villasimius. "Due anni fa iniziava tutto per gioco, mai - confessa - avrei pensato di arrivare sin qui". Ai suoi fan un "Grazie" convinto.

Fonte: Ansa.it

sabato 20 gennaio 2024

La casa dei Ferragnez in affitto a 35mila euro al mese

L'appartamento di 477 metri quadrati si trova in CityLife, a Milano. L'imprenditrice e il rapper erano in affitto.

La casa di Chiara Ferragni e Fedez è stata messa in affitto. O meglio. La vecchia casa dei coniugi Ferragnez. Il lussuoso appartamento milanese in CityLife che la coppia con i figli Leone e Vittoria hanno lasciato lo scorso novembre per spostarsi in un altro attico dello stesso quartiere di Milano può essere adesso preso in affitto per la cifra di 35mila euro al mese. A proporla è l'agenzia immobiliare Roseto Prestige che sul suo sito web presenta lo stabile in tutti i suoi dettagli.

Definita come una "moderna e affascinante penthouse che può essere considerata uno degli appartamenti più suggestivi di Milano", l'abitazione si trova all'undicesimo piano e dispone di quattro camere da letto e quattro bagni, per una metratura totale di 477 metri quadrati e con la dotazione di tre posti auto. L'interno è caratterizzato da finiture di alta qualità e da un mobilio ideato e creato su misura, con una ampia zona giorno contornata da numerose vetrate. Scenografica la scalinata con gradini a sbalzo e led retro illuminanti e parapetto in cristallo che conduce alla zona hobby/soppalco. Presente anche un ampio terrazzo di oltre 100mq dal quale si gode di una vista mozzafiato su tutto il territorio circostante dotato di un angolo Jacuzzi.

"Grazie per questi 5 anni e mezzo" aveva scritto Chiara a corredo del filmato che raccoglieva i momenti più emozionanti vissuti tra quelle mura che adesso restano in attesa di nuovi inquilini.

La nuova casa di Chiara Ferragni e Fedez

La famiglia Ferragnez si è trasferita nel nuovo appartamento lo scorso novembre e subito ha condiviso gli spazi immensi dell'abitazione dotata di sala cinema, bagni con doppio lavabo in marmo, diversi dettagli di design e una doccia che Fedez ha definito "grande come la prima casa che ho preso in affitto quando ero giovane". Immensa anche la cabina armadio dell'imprenditrice piena di borse, vestiti e scarpe ordinate come in un negozio. Il trasferimento nella casa nuova è avvenuto a ridosso dei guai giudiziari di Chiara, coinvolta nella vicenda Balocco su cui la procura sta indagando.

Fonte: Today.it

giovedì 18 gennaio 2024

Tutti gli esclusi da Sanremo? Da Samuele Bersani, Manuel Agnelli e Gigi D'Alessio, a Edoardo Bennato e Achille Lauro e...


Da Samuele Bersani a Manuel Agnelli, da Gigi D'Alessio a Edoardo Bennato, passando per Daniele Silvestri, Brunori Sas, Achille Lauro, Morgan e gli altri noti: si allunga la lista dei grandi esclusi di Sanremo 2024, mentre il timoniere Amadeus, forte di ascolti e gradimento, resterebbe al comando anche il prossimo anno...

Meno di un mese all'inizio del Festival, e mentre Amadeus rilancia l'ipotesi di un sesto Sanremo di fila, si allarga anche il fronte degli esclusi d'eccellenza. L'ufficialità (per ora) non c'è, ma sulla pagina di Wikipedia di Sanremo 2024, sono apparsi, in questi giorni, altri nomi di lusso. Del resto erano 400, stando a quanto rivelato dal direttore artistico e conduttore, le candidature che aveva ricevuto, e anche se con un colpo a sorpresa ha portato il cast da 26 a 30 nomi (27 big più 3 giovani) - del resto poco cambia andare a letto alle 2 o alle 3 - ce ne sono almeno 373 delusi. Tra questi, pare, anche Samuele Bersani (che a distanza di 24 ore smentisce). Non solo indiscutibilmente uno dei migliori artisti sulla piazza, ma anche uno dei pochi capaci di aprire uno squarcio nel cielo di plastica della musica italiana. Soprattutto mette in imbarazzo la bellezza e raffinatezza delle sue canzoni. L'ultima volta in riviera, nella serata delle cover con Willie Peyote (Sanremo 2021), su quel meraviglioso successo che è Giudizi Universali, ma dalla gara manca da oltre 10 anni, quando nel 2012 con Un pallone vinse il Premio della critica Mia Martini.

Fuori da Sanremo 2024 risulta anche Manuel Agnelli, il cantante degli Afterhours, che nel 2022, al debutto da solista assicurava: “mai in gara a Sanremo”. Mai dire mai. Comunque lo scorso anno ospite di Gianmaria, dopo l'indimenticabile exploit del 2021 coi pupilli Måneskin. Un'altra esclusione eccellente sembra quella di Gigi D'Alessio, che ha da poco annunciato un ciclo di concerti nella Reggia di Caserta, e che manca dalla competizione dal 2017. Dopo l'ospitata del 2021, lo scorso anno ha battezzato all'Ariston il pargolo LDA. Secondo quanto rivelato da Wikipedia, avrebbe presentato un brano anche Edoardo Bennato, e questo è il caso più eclatante, una delle voci rock più inconfondibili, nonché il primo italiano a riempire San Siro (1980).

Il grande cantautore flegreo è salito sul palco sanremese a 50 anni dal debutto con Non farti cadere le braccia, (in duetto con Leo Gassmann), ma mai in gara. Seguiranno da casa quindi anche Brunori Sas, Daniele Silvestri e Tiromancino, altri nomi clamorosi, e i già risaputi, da Morgan a Achille Lauro (che tenta il tutto per tutto dopo gli ultimi flop, a cominciare da quello di Capodanno), e Jalisse, Arisa, Al Bano, Ermal Meta, Malika Ayane e gli altri. Intendiamoci, il timoniere, per gli amici Ama, è riuscito a rimodernizzare un appuntamento fisso per la nostra cultura popolare, andando a toccare più età e generi, e trasformando il palco di Sanremo in un passaggio irrinunciabile per tanti giganti. Eppure, le (presunte) nuove esclusioni, sono destinate a far parecchio chiacchierare.

Fonte: Mowmag.com

giovedì 9 marzo 2023

Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi su Netflix: "Ho girato 50 scene di sesso in 95 giorni"

Il commento dell'attore sulla serie Netflix Supersex dove interpreterà il re del porno Rocco Siffredi


Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi

Netflix è pronta a lanciare la sua prima serie su uno dei personaggi più controversi e irriverenti dello spettacolo italiano, un uomo conosciuto da tutti come il più grande pornodivo dei nostri tempi il cui nome è, da sempre, associato a una cosa sola, il sesso. Stiamo parlando di Rocco Siffredi, l'abruzzese che dalla cittadina di Ortona, in provincia di Chieti, ha spopolato nel mondo del porno diventando uno dei nomi di spicco del settore nonché uno dei maggiori personaggi di spettacolo. E per raccontare la sua storia, in una serie di 7 episodi, Netflix ha scelto come interprete Alessandro Borghi che si è calato alla perfezione nei panni del pornodivo e che ha raccontato qualche dettaglio inedito e hot su come sta affrontando le riprese di questa nuova serie Netflix, tra le più attese del 2023, dal titolo Supersex. 

Supersex, Alessandro Borghi su Rocco Siffredi e il bigottismo degli italiani

Alessandro Borghi, attore dalla capacità camaleontica di diventare sia psicologicamente che fisicamente i personaggi che interpreta sullo schermo, è già identico a Rocco Siffredi. Ne ha assunto le sembianze fisiche, lo sguardo, l'atteggiamento ed è pronto a raccontare su Netflix la storia della grande star italiana del sesso mostrando l'uomo dietro l'appellativo di pornostar. Con le riprese di Supersex attualmente in corso, Borghi ha svelato qualche dettaglio inedito sulla serie Netflix che presto diventerà uno dei titoli più chiacchierati del mondo seriale e tra questi c'è il fatto che, in 95 giorni di riprese di Supersex, sono state ben 50 le scene di sesso rappresentate. Ma non solo.

"Rocco mi ha raccontato alcuni lati di sé poco noti con grande onestà e fiducia - ha esordito Borghi raccontando il suo incontro con Siffredi-. Mi ha portato a casa sua, ha svuotato 10 hard disk di foto di famiglia, audizioni da ventenne, video. Ho conosciuto un essere umano incredibile che vive nel terrore di deludere gli altri e che vive da sempre con una dipendenza dal sesso che lo ha (interiormente) ucciso". 

Supersex, su Netflix, sarà un racconto di formazione, come la descrive lo stesso Borghi, "formazione di un ragazzino che da Ortona inizia un viaggio che ven'anni dopo lo chiuderà in una gabbia". E parlando della cosa più difficile sul set, Alessandro rivela che non è stato tanto girare scene di sesso ma portare rispetto etico a Rocco che, si augura, apprezzerà la serie. 


Al centro della scena c'è Rocco, ma non è da solo. Insieme ad Alessandro Borghi, che interpreterà il pornoattore italiano più famoso di sempre, ci saranno anche Gaia Messerklinger e Vincenzo Nemolato, che assumeranno i ruoli di Moana Pozzi e Riccardo Schicchi, e Jasmine Trinca.

Ma tornando al sesso, Alessandro Borghi ha svelato che in 95 giorni di riprese sono state ben 50 le scene di sesso girate ma ci ha tenuto a specificare: "Il racconto del porno è uno snodo narrativo, segna un cambiamento emotivo del personaggio ed è questa, forse, la grande intuizione della serie". E sul "bigottismo" italiano, Borghi, ha voluto dire la sua specificando di aver scelto questo ruolo per "litigare un po' con tutti": "Ho pensato a quanto sia fastidioso il bigottismo di questo Paese, il porno esiste, c’è a chi piace e a chi no, ci sono quelli che non lo considerano una parte della società, quelli che ci hanno negato le location perché era una serie su Siffredi, poi la sera vanno a casa e si guardano i porno".

Fonte: Today.it

domenica 5 aprile 2015

«Torna su Sky Uno 'Top Dj'»

"Duemila ai casting. Ospiti Jovanotti, Sinclar, Marracash, Benassi".


"Sarà un'edizione harder better faster stronger": ha citato i Daft Punk Pierpaolo Peroni per introdurre la seconda stagione del talent show 'Top DJ', in onda su Sky Uno da martedì 7 aprile in seconda serata in uno studio rinnovato per dare la sensazione del dance floor. Confermati i tre giudici, Albertino, Stefano Fontana ( Stylophonic ) e Lele Sacchi: nel corso delle 8 puntate si alterneranno ospiti come Jovanotti, Marracash, Benassi, Cattelan. Bob Sinclar ospite della finale del 26 maggio.

Fonte: Ansa.it