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martedì 21 marzo 2023

Sanremo, il danno oltre la beffa: chi paga i 3 milioni di multa per Ferragni & Co?

La noia per gli sketch tra Ferragni e Amadeus a Sanremo non era una punizione sufficiente: ora i contribuenti rischiano di pagare le sanzioni Agcom per pubblicità occulta

La Rai sbaglia, i contribuenti ( quindi noi ) pagano. Ebbene sì, perché l'Agcom ha effettivamente rilevato più di dodici casi di pubblicità occulta all'interno delle cinque serate del festival di Sanremo, oltre all'utilizzo smodato di Instagram da parte, soprattutto, del conduttore e di Chiara Ferragni. Che qualcosa non fosse esattamente regolare in quei siparietti si era capito. Tralasciando il fatto che fossero stucchevoli e del tutto inutili ai fini dello spettacolo, per i telespettatori italiani si prevede il danno oltre la beffa.

"Saremo noi a pagare". La rivolta contro la Ferragni per le multe alla Rai

Partiamo dall'inizio. Chiara Ferragni è stata la vera star di questa edizione, la vera ospite d'onore come dimostra l'entrata dal sipario chiuso durante la prima serata e tutti i salamelecchi ricevuti. Viene elogiata come straordinaria imprenditrice digitale, vero esempio per le nuove generazioni e scrive la letterina motivazionale alla "piccola Chiara". Ma poi, alla fine, sul palco del teatro Ariston è rimasta sempre la stessa Chiara Ferragni, chiusa nel personaggio dell'influencer che insegna ad Amadeus come funziona Instagram, come si fanno i selfie e le dirette social. Niente di diverso rispetto a quello che avrebbe potuto fare qualunque ragazzino a casa.

Che poi, tutto questo la "piccola Chiara" l'avrebbe potuto fare chiusa nel camerino prima delle serate, dopo, a pranzo, a cena, o in qualunque altro momento. Davvero qualcuno credeva che sarebbe stato un momento interessante per il pubblico? Perché se così fosse c'è da spiegare due o tre cose agli autori. O semplicemente bisognerebbe suggerire loro di leggere i social in presa diretta, perché già dai primi sketch il pubblico ha iniziato a lamentarsi. Giustamente.

Ma andiamo oltre. La grande noia dei telespettatori, che sono anche contribuenti, in quei giorni era accompagnata da un mormorio che è aumentato di giorno in giorno. Possibile che si possa fare così liberamente pubblicità a un'azienda sul palco di Sanremo? Ci sarà un contratto di promozione che non si conosce? Qualcuno di loro è pagato per sponsorizzare Meta? Domande che sono rimbalzate e che si sono fatti anche dalle parti dell'Agcom, che ha aperto un'istruttoria.

E ci è voluto più di un mese per arrivare al risultato. Dodici infrazioni per pubblicità occulta più Instagram. La Rai potrà presentare le proprie controdeduzioni, ma sarà difficile per Viale Mazzini contestare la violazione, come sostiene chi conosce la pratica, secondo il quale Agcom sarebbe orientato anche a comminare la pena sanzionatoria massima, ossia 253mila euro di multa per ogni violazione, per un totale di oltre 3 milioni di euro.

Questo solo per la pubblicità occulta, cari contribuenti. Perché il caso di Instagram potrebbe profilarsi anche un danno erariale per l'assenza di una remunerazione prevista da un contratto. La Rai potrebbe contestare che quella non fosse proprio pubblicità, mentre l'Autorità potrebbe decidere di sanzionarla sia per la spinta specifica data al profilo di Amadeus sia per la promozione a 360 gradi della piattaforma. Perché, diciamocelo chiaramente, se non era pubblicità quella, cosa lo è? E chi deve pagare? Ecco, appunto. Risposta esatta, amici contribuenti.

Fonte: Ilgiornale.it

lunedì 13 febbraio 2023

Sanremo 2023: festival della canzone italiana, o cosa?


La domanda nasce spontaneaSanremo 2023 è stato ed è rimasto il Festival della canzone italiana? Premetto che non ho avuto mai nulla contro nessun tipo di orientamento sessuale ed è ancora così, ma vedendo i fatti, a parer mio Sanremo 2023 invece di rappresentare la canzone italiana ed essere il Festival della canzone italiana è stato dalla prima serata sino all'ultima il Festival del PDFesta Dell'UnitàFestival Politico ed Inno all'omosessualità.

Tuttospiega inevitabilmente la prevista e scontata vittoria di Marco Mengoni. Fine.

venerdì 10 febbraio 2023

Anche Egonu è razzista, boccone amaro Cospito e Meloni: quindi, oggi...

Quindi, oggi... : l'attacco della pallavolista, l'esecuzione dei prigionieri russi e Mattarella

- Avete visto i video in cui due soldati ucraini ammazzano a bruciapelo due prigionieri russi? Direte: se la sono cercata, potevano starsene a casa loro. Vero. Verissimo. Però le convenzioni internazionali impongono ai Paesi, pure all’Ucraina, di trattare con rispetto i prigionieri di guerra. A bandiere inverse avremmo versato lacrime di inchiostro. Invece niente.

- Si chiede La Stampa, ragionando sulle mosse che Mattarella farà per celebrare la Costituzione, tipo la comparsata al Festival: “Libero il Parlamento, se ci riesce, di migliorarela Carta, “ma perché cambiare ciò che funziona?”. Semplice: perché non funziona. Un Paese che ha prodotto una sessantina di governi in 70 anni è un Paese che ha un sistema inefficace. Un Paese dove al potere ci finisce sempre quello che ha perso le elezioni è un Paese ingiusto. Un Parlamento dove per approvare una legge bisogna votarla inutilmente due volte identica, costringendo i governi al voto di fiducia, è un Parlamento che funziona male. Ecco tre buoni motivi per cambiare laCostituzione più bella del mondo” (ciao core).

- Gli ascolti del Festival di Sanremo sono pazzeschi. Lo share è stellare. Però il numero di individui singoli di fronte alla tv è minore dell’anno scorso. Così, per dire.

- Domanda alla Egonu: “L’Italia è un Paese razzista?”. Risposta: “, lo è. Ma non vuol dire che tutti siano razzisti”. Eh no, cara pallavolista: per “non generalizzare” la risposta sarebbe stata “no, non è un Paese razzista, ma ci sono alcuni razzisti”. Le parole contano.

- Ho visto la foto di Lebron James immortalato mentre sta per realizzare il suo record di punti all time in Nba. Immagine plastica, bellissima, storica. Non tanto per il povero compagno di squadra che chiede palla non si sa bene come mai. Ma perché sugli spalti, tra gli spettatori che hanno pagato migliaia di dollari per essere lì, non ce n’è nemmeno uno - dicasi uno - che si sia goduto davvero dal vivo il momento. Erano tutti impegnati a realizzare un video. Bravi i pirla.

- Tensioni tra Macron e Meloni. Dice il premier italiano: "Quella del presidente francese (di invitare Zelensky a Parigi con Scholz, ndr) è un'iniziativa inopportuna. Capisco le questioni di politica interna e la volontà di privilegiare le proprie opinioni pubbliche, ma in alcuni momenti farlo rischia di andare a discapito della causa. La nostra forza deve essere l’unità". Ha ragione Giorgetti: se l’avesse fatta l’Italia una cosa del genere, cioè di ignorare i partner, sia nel caso di Kiev e per il viaggio negli Usa, sarebbe successo un pandemonio. E in Italia l’opposizione avrebbe criticato comunque la Meloni. Così è la vita.

- Sillogismo complesso. "L'Italia è un Paese razzista". In Italia vivono gli italiani. Gli italiani sono razzisti. Paola Egonu è italiana. Quindi anche Egonu è razzista. Funziona? In un certo senso sì. E ovviamente il nostro titolo è provocatorio (mi appello all'articolo 21 della Costituzione come Fedez), ma ha un senso. Con le sue parole - pur cercando di rimediare poco dopo - la pallavolista ha etichettato un intero Paese come razzista solo perché, come in tutte le società, ci sono dei pirla. Non ha detto "ci sono tanti razzisti", oppure "c'è una maggioranza di razzisti" o ancora "c'è un forte sentimento razzista". Ha detto: "L'Italia è un Paese razzista". Cosa ben diversa. Se allora l'Italia come entità, cioè come insieme delle persone, è "razzista" allora pure lei rientra in questo calderone. Le fa piacere?

- Domani è il 10 febbraio ed è giusto che l’Italia ricordi il massacro delle Foibe. Bella l’immagine di Ignazio La Russa che si inginocchia di fronte alla grotta carsica. Però chiedere a Sanremo di infilare qualcosa di preparato in fretta e furia anche no, grazie. Al festival parliamo di musica ed amen.

- "Il razzismo non esiste, semmai esiste la xenofobia. Questa ragazza, prima di andare a parlare di razzismo ad un festival della canzone, avrebbe dovuto informarsi, studiare, anche su un Bignami volendo. Allora saprebbe che gli stessi italiani patirono il razzismo dai belgi". Lo dice Fidel Mbanga-Bauna, giornalista di origini congolesi. "A me non ha mai pesato la parola negro - continua - lo sono e certo non me ne vergogno. Non la reputo una parola dispregiativa, io stesso la uso ed è la parola che in spagnolo significa proprio nero, appunto. Sorrido se un amico che vedo al rientro dalle vacanze mi chiede se sono abbronzato. Triste, dunque, che si debba andare a Sanremo per parlare di razzismo". Che altro aggiungere?

- Una lacrima scende a guardare il video dei due bambini che sono stati estratti vivi da sotto le macerie nella città di Idlib, in Siria, dopo 17 ore dal terremoto. La sorellina più grande è riuscita a proteggere il fratello più piccolo abbracciandolo. Ai soccorritori dice: "Signore, se salva me e il mio fratellino farò tutto quello che vuole". Straziante.

- Alfredo Cospito resta al 41bis. È la decisione di Nordio, in linea con quanto suggerito dalla procura generale. Sintesi: l’anarchico si rimetta a mangiare, i ricatti per ora non pagano.

- Paola Egonu in conferenza stampa ha smentito di aver mai detto che ha paura di far nascere un figlio in questa Italia brutta, puzzona e razzista. Però la rivista che quella intervista ha pubblicato nel giro di un paio d’ore la sbugiarda su tutta la linea. Dice: "Vanity Fair crede da sempre nel giornalismo di qualità e rispetta le parole di ogni intervistato, conservando ogni audio delle relative interviste. Ciò che viene pubblicato corrisponde a ciò che viene dichiarato, sempre. Così anche nel caso dell'intervista a Paola Egonu". Adesso fateci sentire l’audio così ridiamo.

- Ma perché in conferenza stampa i giornalisti hanno applaudito quando Egonu ha detto che "l’Italia è razzista". Si sono accorti che, con quella frase che fa di tutta l’erba un fascio, ha insultato pure loro?

Fonte Il Giornale

L'agguato di Fedez è infame, il Festival degli stonati e Fagnani: quindi, Sanremo...

- Un po’ di pre puntata. Peccato: Francesca Fagnani avrebbe potuto dire le cose come stanno, ovvero che il monologo di Chiara Ferragni era scritto maleHa ragione la collega giornalista dagli occhiali rivedibili: sembrava un tema scritto da un bambino di 10 anni, con frasi fatte e retoricheNon va applaudita per forzaBrava imprenditrice, ma ieri ha cannatoFine.

Buona idea di una lettrice di questa rubrica dopo aver visto l’abito di Chiara Ferragni: “Da donna chiedo che questa sera Amadeus si presenti sul palco con una foto dei suoi genitali appiccicata proprio lì... dite che sarebbe di buon gusto?”.

Via alla direttaIl Primafestival non solo è un mix di marchette, come dicevamo ieri, ma è pure scritto male e recitato peggioGli Autogol che ci stanno a fare lì? Mah. Almeno c'è quella bella ragazza che rasserena noi maschietti.

- Vabbè, Morandi è una spanna sopra tuttiSa cantareSa parlarePorta pure la scopa sul palcoMonumentale.

WillyCanzone uguale a tante altre. Però lui ha un viso simpatico. Voto: 4.

Modà. Kekko non stonasa il fatto suoemozionaun record in un Sanremo in cui la metà degli artisti gara si mangiano le parole o steccano come le campane di Notre Dame. Ma che bello è poi vedere cinque uomini vestiti da uomo, senza colori stravaganti né rossetti? Voto: 8

- Le pillole di cui parla Morandi sono quelle di Matteo Messina Denaro?

- Dalla regia mi segnalano: "Non scrivere male di Francesco Arca che è un gran figo!". Eseguo.

- Non voglio infierire sul bambino della fiction. Ma perché tutto deve essere scritto e recitatoBastava farlo parlare con naturalezzadi quello che voleva, invece hanno finito col fargli fare una figura di barbina. Peccato.

Francesca Fagnani, primo vestito non brutto ma sbagliatoNon le dona, insomma. Non dirò perché altrimenti mi accusano di body shaming ma riguarda il décolleté.

- Allora, la scenetta del "sono emozionata ho paura di sbagliareha un po' stufato. Lo abbiamo capito: ve la fate sotto. Amen.

Sethu. Mia nonna avrebbe detto: "Poverino, ha così pochi soldi che va in giro con la giacca strappata". Invece immagino fosse tutto voluto. La canzone provoca irritazioni intestinali. Senza auto-tune sarebbe perso, credo. Voto: 2.

- Ecco, il maggior segnale di distensione inviato dall'Occidente alla Russia dall'inizio della guerra arriva dal Festivalla presenza del loro amato Al Bano.

- Ma Al BanoRanieri e Morandi non potrebbero dare un paio di lezioni di canto ai concorrenti del festivalUsiamo una quota del canonelo mettiamo pure in bolletta se serve. Vi prego.

- Coletta che si sgola per "Rose rosse per te": priceless.

Al Bano: voto 9Ranieri: voto 9Morandi: voto 9Voci pieneacuti veriparole che si capisconosfumature giustesanno stare sul palco senza spaccare interi roseti. Applausi.

Morandi ha tirato uno sputacchio su "uno su mille ce la fa" che due anni fa Burioni sarebbe morto di infarto sul colpoDopo la scopa hanno dovuto tirare fuori il mocio vileda per asciugare la bava.

- "Quasi 240 anni in tre e quanta dignità... altro che un Blanco qualsiasi" (cit.: La stessa madre che ieri non sapeva chi fosse Ferragni).

Se io mi inginocchio come Albano non mi rialzo più. Eroico.

Articolo 31Per i ricordi d'infanzia di chi scrive, partono da 3Canzone okJ-Ax non intonatissimoabito da gelataio. Voto finale: 7.

Cara Fagnanima un poco di suspance quando pronunci il nome del cantante no?

LazzaSe è vero che l'auto-tune era al minimo come ha promessonon è andata affatto male. Voto: 7.

GiorgiaUna canzone bruttina non supporta una voce stupenda. Peccato, non le rende giustizia. Voto: 5.

Dopo 73 anni di Festival all'Aristonancora non sono riusciti a posizionare il gobbo in modo che i conduttori che lo leggono guardino in telecamera?

- Bello eh, il monologo sull'IranMa vale per l'attivista iraniana ciò che vale per Zelenskyparliamo di musica, grazie?

Drusilla Foher hanno messo 4kg di cerone per 10cm di spessore di trucco. Potevano almeno avvertire il regista di non fare inquadrature da vicino. Non so se stanotte dormirò sereno.

Colapesce e DimartinoBaffo e pizzetto da 10Vestiti eterosessuali e sempliciCanzone orecchiabileintonazione sopra la media di serata. Voto: 7.

Poltronesofà! Ancora loro? Ma perchéPerchèPerché?

Subito dopo ci rifilano pure l'improbabile pubblicità di Paramountcon una letterina che legge frasi con la stessa enfasi di un cinghiale romano in cerca di cibo. È chiaro che gli inserzionisti hanno tentato in tutti i modi di risparmiare sui costi dei creativi delle agenzie pubblicitarie.

I dati dicono che i giovani spettatori di Sanremo sono cresciutiTi piace vincere facileci ficcano dentro youtuber di dubbio gustoche sappiano cantare o meno. Come se ai miei tempi avessero portato Beppe Signori all'AristonIl Festival me lo sarei sciroccato pure io.

È tornata Miss Canotto, di nuovo inquadrata. Se si allaga l'Aristonlei galleggia.

Black Eyed Peas: beh, che dire? Clap clap.

Bruno idolo delle masse.

ShariUn po' troppo emozionata e la canzone non trasmette nessun tipo di emozione positiva. Voto: 4

Fagnani porta sul palco le storie dei ragazzi rinchiusi nel carcere minorile. Ecco, Ferragnisi può discutere o menopuò piacere o fare schifo il contenutopuò sembrare appropriato o buonistabello o bruttoma è scritto benePiacevole peraltro il sottile schiaffone a Nicola Gratteri. Nel complesso paga, c'è stato qualche inciampo e forse non colpisce dritto al cuore, ma almeno aveva un senso. Altro che l'auto-psicanalisi egocentrica e pseudo-femminista di Ferragni.

Libertà di espressionecertoMa anche di critica per noiFedez scambia la Rai come il palco del comizio conclusivo della campagna elettorale del Pd, sponda Schlein. Tra le altre cose, mostra la foto di Galeazzo Bignami vestito da gerarca nazista dimenticando però di spiegare che si trattava di un addio al celibato, dove la gente si veste di robe assurde. È accettabile che il fan del Ddl Zanil contestatore di Salvini, il perbenista per eccellenza faccia un agguato a Fdi e al governo in diretta sulla rete ammiraglia?

- Cioè, la domanda sorge spontaneala Rai ha montato su un cinema enorme per controllare preventivamente, cioè censurareil testo di Volodymyr Zelensky e a Fedez lascia fare cioè che gli pare e piace? Non dico sia giusta l'una o l'altra cosa. Dico solo che stride.

Quindi Fedez canta una canzone diversa da quella concordata con gli autori e Amades se la cava con un "grazie Fedez per aver precisato che ti assumi tutte le responsabilità"?. Siamo seri? Immaginatevi se Massimo Ranieri, per dire uno a caso, avesse accusato Mattarella di essere un bugiardo patentato per aver escluso più volte il secondo mandato al Colle che poi invece ha allegramente accettato. Cosa sarebbe successo? Ve lo dico io: sarebbe crollato l'Ariston.

Che fosse un agguato premeditato lo si capisce dal fatto che il video della canzone è già sui social di Fedez, debitamente montato ad arteSe la Rai non ne sapeva nulla, come appare, forse domani dovrebbe prendere le distanzeNo?

Scriviamo che l'agguato di Fedez è stato infameLegittimo, ma infameTanto c'è l'articolo 21 della Costituzioneno?

MadameForse era meglio se lasciavano la regola del green passcosì ce la risparmiavamo. Alla sala stampa piace, a me no. Voto: 6.

Comunque i meme sulla postura un po' ingobbita di Ferragni di ieri si sprecano. Mi sa che il messaggio sul body shaming non è arrivato.

TananaiOk. Voto: 6.

Rosa ChemicalHa rubato la giacca a SethuHa le unghie realizzate da una estetista strafatta di cocainaIl look decisamente rivedibile. Magari la canzone sarà pure bella, e devo dire che la musica è ritmata e piacevole, però all'inizio si mangia le parole e non si capisce una acca. A parte questo, lui sul palco ci sa stareLa canzone prendeFunzionaDiventerà l'inno al gender e all'amore mistoperversoun po' pornoUna hit arcobalenoBella, ma troppo fluidisticamente corretta. Voto: 6.

LDANé carne né Colapesce. Voto: 6.

Paola e Chiara. Ma cosa diavolo si sono messe in faccia? Voto: 5

Angelo DuroIrriverente, un pochino grezzoma fa ridere. La differenza tra lui e Fedez sta tutta qui: fanno entrambi uno show un po' demenziale, ma uno fa ridere e l'altro pena. "Io trasgrediscosono uno dei pochi che non ha tatuaggiOggi fanno la gara a essere diversi, ma è solo omologazione". Applausi.

Puntata più moscia di quella di ieri, ma non tanto per l'assenza delle polemiche (ci saranno). Quanto per la qualità delle proposte musicali e di tutto il resto. Speriamo meglio per domani.

Fonte: Il Giornale

Ferragni è un fallimento, "l'agguato" a Meloni e Blanco: quindi, Sanremo...


- Non c'è niente di più imbarazzante del Primafestival che nei fatti è un enorme marchettificio. Ci sta, è il mercato che lo chiede. Ma bello non è.

- All'Ariston si sono alzati in piedi per Mattarella, ma non per i morti del terremoto. Normale?

- È evidente che cantare l'inno d'Italia ad inizio Festival non era una cosa preparata. Il povero Gianni Morandi ha dovuto improvvisare.

- Poteva forse mancare la celebrazione della "costituzione antifascista"?

- La Costituzione come testo sacro è il grande male della nostra Italia. La si sacralizza per non emendarla mai. Questo Benigni lo sa. E allora mi domando: non è che dietro c'era un messaggio sottinteso, ma manco troppo, al governo? Del tipo: le riforme (autonomia) e il presidenzialismo ve li sognate, la Carta non si tocca. Magari sbaglio, ma sembrava un mezzo agguato alla Meloni.

- Solo per me l'esibizione di Benigni ha fatto flop? Sembrava buttata lì, pensata in poche ore, quasi di corsa. Sbaglio?

- La presenza di Mattarella all'Ariston deve aver rivoluzionato la scaletta. Inno improvvisato. Benigni raffazzonato. Amadeus che non sapeva cosa dire. Siamo sicuri sia stata una grande mossa? Senza contare che né la presidente Marinella Soldi né il CdA della Rai ne sapevano nulla. Un autogol.

- Anna Oxa: canzone interessante, ma non trascina. Voto: 5.

- Gianmaria deve essersi dimenticato i bottoni della camicia. La canzone bruttina, ma funzionerà: voto 5.

- Ferragni si presenta con la scritta "Pensati libera". Bel vestito. L'emozione ci sta. Però leggere da un cartoncino non è che richieda una laurea in astrofisica. Datti una calmata.

- Mr Rain: bella canzone, semplice e piacevole con la presenza dei bambini (pure quella che piange). Voto: 6.

- Ma perché Mahmood si è messo i tacchi? Perché? È forse una gara con Rosa Chemical e Maneskin a chi è più fluido?

- Marco Mengoni: può piacere o meno, ma almeno sa cantare dal vivo. Voto: 7.

- La scenetta sulla profiler con Elena Sofia Ricci è stata decisamente indecorosa. Nessuno ha riso. Pochi applausi. Dispiace anche un po' per lei: pessimo lavoro degli autori.

- Ormai nemmeno i direttori d'orchestra si vestono normale. Pare la gara a chi è più strambo.

- Ariete: ha stonato tutto lo stonabile. Farei meno attenzione all'outfit e più alle lezioni di canto. Voto: 2. Avrà preso almeno una nota?

- Le "canzoni brutte" di Morandi sono il momento migliore del Festival. Simpatico. E poi sa cantare, roba decisamente rara a Sanremo.

- 28,5 milioni di follower e mia madre davanti a Chiara Ferragni: "Ma questa chi è?". Spettacolo.

- Coma Cose: molto meglio la canzone dell'altra volta. Voto: 5. Anzi: un voto in più per il bacio eterosessuale. Di questi tempi è rivoluzionario. Voto finale: 6.

- Ormai più che Festival della canzone italiana è il Festival delle marchette. Chissà quanto avrà pagato Poltronesofà per sta schifezza di scenetta con i due "artigiani". Ho i brividi.

- Nel servizio d'ordine c'è il sosia di Bonaccini. O forse è lui? In effetti meglio fare da guardaspalle di Amadeus che il leader di quel bordello che si chiama Pd.

- Mi sa che Roby Facchinetti non si è ancora ripreso dallo choc della rapina. Che fine ha fatto la voce? Pareva una gallina.

- Il regista ha inquadrato una signora in prima fila all'Ariston i cui canotti al posto delle labbra stavano quasi per esplodere.

- Una delle qualità di Elodie è avere un fisico pazzesco, forse qualità superiore rispetto a quelle canore. E come l'hanno vestita? Vabbè. Canzone sottotono. Voto: 6.

- Ferragni: ma poi avere un vestito con disegnate le sue tette o andare tette al vento, cosa cambia?

- Abbiamo scoperto che Chiara Ferragni sa leggere. Bene, brava, bis. Dieci giorni che ci rompe le balle con l'ansia da prestazione e poi deve solo leggere in pubblico?

- La auto-lettera di Chiara Ferragni, in pratica il racconto della sua vita, manco fosse Dante Alighieri, è qualcosa che ci saremmo tranquillamente evitati. Contenuti? Zero. Fluidità di scrittura? Meno di zero. Pure l'audio era fallato. Un condensato di banalità ed egocentrismo. Che fallimento.

- Vedo Ferragni e penso: ridateci Zelensky.

- Amadeus: "Chiara ha scritto questa lettera da sola". Lo spero: perché se ci fosse stata più di una testa dietro quel testo c'era seriamente da preoccuparsi.

- Scusaci Diletta Leotta. Pensavamo tu avessi prodotto il momento più basso dei Festival, invece poteva accadere di peggioFerragni.

- Gassmann: un voto in più per la voce interessante, un altro ancora perché si è vestito come un cristiano normale in giacca e cravatta: 6.

- Blanco: non funziona l'audio e lui non si capisce per quale motivo spacca tutto sul palco. Dispiace, ma poteva tranquillamente continuare a cantare. Altri ne sono in grado, lui evidentemente no. Giusti i fischi dell'Ariston. Voto: 2.

- Almeno, va detto, ha rotto la monotonia di un Festival sin lì noiosetto. La scena migliore è quando Amadeus gli chiede: "Che messaggio c'era dietro a tutto questo"?. E lui: "Niente, mi è partita la brocca ed ho spaccato tutto per divertirmi". Magico.

- Dubbio legittimo: quella di Blanco è stata sfuriata vera o sceneggiata preparata? In entrambi i casi anche solo aver pensato per un secondo di farlo ricantare è stato uno scivolone.

- Salmo ha fatto il bagno col microfono, Blanco ha fracassato i fiori. È il festival dello spreco.

- Chiara Ferragni sul terzo abito ha scritto: "Ma perché non ti rifai il seno?". Sarebbero alcuni degli insulti degli hater e bla bla bla. Mia moglie mi dice sempre "perché non ti fai un trapianto di capelli?". Quasi quasi a 'sto punto mi ci stampo una maglietta pure io.

- Al festival avere una bella voce ormai è un optional.

- Cugini di Campagna. Senza verve: voto 5.

- Grignani: ci manca poco che va a "baciare il bambino" scendendo le scale. Poi il titolo della canzone è perfetto: "Quando ti manca il fiato". Ecco. Voto: 4

- Olly: dubito che senza auto-tune sia minimamente apprezzabile. Ma andrà di brutto nelle discoteche. Contenti voi. Voto: 6.

- Il quarto abito della Ferragni è a metà tra una campana e una abat jour. La spiegazione suona pure peggio: l'obiettivo sarebbe quello di "liberare le nuove generazioni dagli stereotipi di genere nei quali spesso le donne si sentono ingabbiate" e "rompere le convenzioni imposte dal patriarcato". E pensare che come didascalia sarebbe bastato scrivere: l'abito più brutto della serata.

- Momento selfie tra Ferragni e Amadeus. Ma perché al Festival dovrebbero sponsorizzare il profilo Instagram di Ama?

- Colla Zio: Non classificati.

- Mara Sattei: Canzone che sembra già sentita. Voce decente. Voto: 6.

- I vincitori della serata sono Gianni Morandi, unico cantante con una buona intonazione, ed il coro. Pensate come siamo messi.

- Si sono dimenticati di togliere l'audio alla Ferragni durante il ricordo di Battisti. Lucio perdonali, perché non sanno quello che fanno.