Visualizzazione post con etichetta raf. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta raf. Mostra tutti i post

venerdì 7 agosto 2026

Raf, tre tappe in Sicilia: “Basta con le piattaforme digitali, io sono un tipo da vinile”


Il cantautore a Noto, Zafferana Etnea e al teatro di Verdura da lunedì a mercoledì prossimi. “Voglio vivere un po’ Palermo”

Raf festeggia i 25 anni dell’hit “Infinito” con tre appuntamenti nell’Isola: lunedì 10 agosto, alle 21, sulla scalinata della cattedrale di Noto per la rassegna Le Scale della musica, martedì 11 al Teatro di Verdura di Palermo per il Dream Pop Festival e mercoledì 12 all’anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Entea. Il cantautore ripercorrerà oltre 40 anni di carriera: da successi come “Self Control”, “Sei la più bella del mondo”, “Il battito animale”, “Cosa resterà degli anni ‘80”, “Ti pretendo”, “Stai con me”, “ Non è mai un errore”, fino a “Ora e per sempre”, presentato alla 76° edizione del Festival di Sanremo e il nuovo singolo Pazzi stupidi ragazzi”. I biglietti sono disponibili sul circuito TicketOne: Noto da € 29,90, Palermo da € 39,90 e Zafferana Etnea da € 49.

Raf, tre live, tre occasioni speciali. Che sensazione ha nel ritrovare il pubblico siciliano?
«La Sicilia mi accoglie sempre con un calore unico, mi fa sentire a casa. Non ho mai avuto un ricordo sgradevole qui. Il pubblico è partecipe, competente, affettuoso. Quando ho visto che finalmente c’erano delle date siciliane ho esultato, e anche mia moglie ha detto subito “allora vengo anch’io”. Per noi la Sicilia è un luogo dell’anima».

Al di là dei concerti, cosa vorrebbe vedere questa volta?
«Noto, prima di tutto. Mia moglie non l’ha mai vista e non ci siamo mai stati insieme, quindi il concerto è diventato la scusa perfetta per una piccola vacanza in famiglia. Mi piacerebbe anche vivermi un po’ Palermo, anche se non so se mia moglie riuscirà a seguirmi per tutte le date nell’isola. La Sicilia è splendida ovunque, ogni volta ti regala qualcosa di nuovo. E se questa estate non ci fossero stati i concerti, avremmo comunque passato del tempo qui in vacanza».

Nei suoi live può spaziare tra un repertorio vastissimo. Da dove si riparte?
«Ho ripescato brani che non portavo dal vivo da anni, insieme ai singoli più recenti: quello di Sanremo e l’ultimo estivo. Ho cercato un equilibrio. Non ho un album in promozione e quindi non ho il problema di inserire troppi brani nuovi».

Un suo disco di inediti manca da diversi anni…
«Arriverà a fine anno. Non trovavo più una motivazione. Oggi il mondo della musica è cambiato: si vive di singoli, di playlist, di consumo veloce. Io appartengo a un’altra epoca, quella in cui si aspettava l’artista, si ascoltava un album dall’inizio alla fine, si entrava nella sua storia. Questo mordi e fuggi non mi appartiene. Però ad un certo punto ho sentito che avevo di nuovo qualcosa da dire, un filo da seguire».

È vero che il lavoro in uscita potrebbe essere il suo ultimo album pop? E se sì, perché?
«Perché non voglio più essere incastrato nel meccanismo delle piattaforme digitali. Non amo il modo in cui la musica viene divulgata oggi. Preferisco il fisico, il vinile, l’oggetto che puoi maneggiare. Un album diventa una “robina” dentro una piattaforma dove non vedi nulla, non tocchi nulla. Si perde il senso dell’opera. E poi ci sono playlist pensate per un target giovanissimo, dove i brani durano un minuto e mezzo e poi si passa oltre. Io non sono quel target, sono un pesce fuor d’acqua. E non posso nemmeno chiedere di togliere i miei brani: sono proprietà dell’etichetta. Dopo questo disco, se farò altro, sarà totalmente libero: niente playlist, niente algoritmi. Solo puro istinto musicale».

E sull’intelligenza artificiale che produce musica?
«Almeno stanno cercando di separare le classifiche: ciò che è fatto da IA non può competere con ciò che è frutto del lavoro umano. È importante che chi ascolta sappia distinguere. Non voglio gareggiare con qualcosa che non nasce da un processo creativo vero».

Cosa direbbe ai giovani che iniziano oggi a fare musica?
«È difficile dare loro consigli. Vivono in un mondo confuso, complicato. Ma una cosa vale sempre: cerca di essere felice facendo musica. Non pensare al successo come obiettivo. Il tempo passato a creare, ascoltare, inventare musica ti arricchisce. Se poi diventa qualcosa che le persone riconoscono e seguono, tanto meglio. Ma deve partire dall’amore per la musica, non dall’idea di usarla per ottenere altro».



sabato 8 novembre 2025

Raf: “Il mio modo per celebrare i 40 anni di Self Control”

Il musicista propone anche gli altri suoi successi, daIl battito animaleaTi pretendo


Quarant’anni fa scrissi “Self Control” e la mia vita cambiò». Eccome se cambiò la vita di Raf, iniziata col botto nel mondo della musica pop. Era il 1984 quando quel brano al contempo dance e melodico spopolò in Italia, nel resto d’Europa e a livello globale grazie alla versione lanciata nello stesso anno da Laura Branigan. Si raggiunse la ragguardevole cifra di 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo e per Raffaele Riefoli, in arte Raf, il percorso musicale iniziò in modo strepitoso.

Nel 2024 si sono quindi celebrati i 40 anni da quel brano che fu importante non solo per il decollo della carriera di Raf, ma anche per il fatto che oggi si annovera tra le canzoni più note al mondo tra quelle scritte da un artista italiano e interpretate da innumerevoli colleghi e colleghe, compreso Ricky Martin. L’entusiasmo non accenna a placarsi e così anche nel 2025 la festa si porta i suoi strascichi, ma questa volta con cambio di location, passando dai club ai teatri. Dopo la data zero del 23 maggio a Milano, ilSelf Control 40th AnniversaryTour teatralefa tappa a Torino sabato 8 novembre al teatro Colosseo di via Madama Cristina 71. Per lo spettacolo al via alle 20,30 si spendono 79 euro per la poltronissima, 69 euro per la poltrona A, 59 euro per la poltrona B, 49 euro per la galleria A e 39 euro per la galleria B, con prevendite su www.teatrocolosseo.it.

Se è vero che “Self Control” cambiò la vita al suo autore, è altrettanto vero che alle sonorità del brano Raf ci arrivò dopo anni di militanza in ambito rock, compreso il gruppo Cafè Caracas in cui suonava Ghigo Renzulli dei Litfiba: «Non avrei mai pensato – confessa il cantautore pugliese – di cantare un brano come quello. Io ero un rockettaro e non c’entravo niente con la dance di quel periodo, era un mondo a me estraneo». La svolta è stata definitiva perché da lì in poi le sonorità da lui proposte hanno attinto dal pop e dalla canzone d’autore italiana.


Rispetto al tour 2024 nei club, cambia ovviamente l’atmosfera
, che si fa più raffinata e intima, ma non per questo meno intensa, anzi. «Portare Self Control 40th Anniversary nei teatri significa dare vita a un incontro speciale con chi mi segue da sempre e con chi ha scoperto la mia musica più di recente», spiega Raf. «Nei teatri ogni nota respira, ogni parola trova spazio per emozionare. È il modo perfetto per celebrare questi 40 anni insieme, tra festa e riflessione, ricordi e nuove scoperte». Già, perché oltre al singolo che dà il titolo al tour si festeggiano anche 40 anni di carriera trascorsi dall’uscita del suo primo, omonimo album. Scontato quindi trovare in scaletta praticamente tutti i suoi più grandi successi, daSei la più bella del mondoaIl battito animale”, daCosa resterà degli anni 80aTi pretendo”, daInfinitoaStai con me”.

Nonostante il salto indietro nel tempo, l’intento non è quello di cadere nella mera nostalgia, come lui stesso ammette. «Nonostante sia un concerto dedicato ad una canzone di 40 anni fa, dal vivo di nostalgico non avverti nulla, perché ancora oggi si attinge a sonorità anni 80. Evidentemente c'è il bisogno di tornare ad una musicalità e a sonorità che diano emozioni con contenuti”.